Il Party Game su console non ha mai avuto particolarmente successo, se escludiamo la saga di Mario Party su console Nintendo; molto probabilmente perché è difficile emulare su uno schermo quello che poi succede sui tavoli delle nostre case: battute, frecciatine, sarcasmo, occhiatine e una rivalità VS complicità che non può passare attraverso un mezzo come una console o uno schermo.

Sony però continua a credere che prima o poi avverrà il passaggio definitivo in digitale per i party-game ecco perché ha investito nel progetto Playlink, che si prefigge l’onere di offrire un interfaccia atta a facilitare la partecipazione di più persone per giocare insieme su un solo display.

Citando Sony stessa:

Dai quiz fulminei alle esperienze multiplayer estremamente coinvolgenti, i titoli della gamma PlayLink offrono una serie di social game con cui tutti possono divertirsi. Scegli il gioco da provare con la tua PS4, prendi il tuo smartphone o il tuo tablet, raccogli amici e parenti davanti alla TV e preparati per un’esperienza unica nel suo genere – senza la necessità del controller wireless DUALSHOCK 4. Utilizzando le funzionalità del tuo smartphone, dal touch screen alla fotocamera, passando per microfoni e messaggi, con i 4 titoli di PlayLink scoprirai tanti nuovi modi per giocare e gareggiare”.

Dopo l’uscita, il 4 luglio, di Playlink: Dimmi chi sei!, scaricabile gratuitamente per i possessori di Playstation Plus, Sony è in procinto di lanciare (22 settembre 2017) altri tre titoli che faranno uso di questo nuovo franchise: Sapere è Potere, Hidden Agenda e Singstar Celebration.

Li abbiamo provati per voi usando come cavie inconsapevoli un “povero” editor del 17K Group e la sua famiglia composta da moglie e due bambini maschi di 10 e 12 anni.

Per poter giocare ad uno qualsiasi dei giochi del circuito playlink dovremo scaricare sul nostro Tablet o Smartphone una app gratuita disponibile sullo store di iOS o Android. Una volta scaricata faremo in modo che tutte le nostre periferiche, PS4 inclusa, siano connesse alla stessa rete WiFi domestica. Avviando l’app del gioco scelto, sia sui nostri terminali che sulla PS4, ci basterà solo inserire il proprio nome e il gioco penserà in automatico a sincronizzare gli smartphone e la console con una procedura automatizzata alla portata di tutti.

Sapere è Potere

Sapere è Potere, come si evince dal titolo, è un classico party-game basato su domande di cultura generale che premia chi indovina la risposta giusta tra quattro disponibili e la velocità di esecuzione. Tuttavia non dovremo limitarci solo a questo…

Una volta sincronizzati i nostri smartphone ci verrà chiesto di scegliere un avatar (una personaggio fittizio che ci rappresenta all’interno del gioco e che vedremo a schermo) e scattarci un selfie con annessi effetti speciali. Terminata la procedura, davvero semplice e immediata, un presentatore ci introdurrà al gioco scherzando in modo molto simpatico sui nostri avatar e descrivendoci le fasi del gioco mano mano che si sviluppano.

La veste grafica scelta è una finta stop motion di personaggi di pezza o fatti con il pongo, caricaturati e dall’aspetto davvero buffo, ognuno con delle animazioni uniche. I fondali e le animazioni in generale, ricordano i lungometraggi come “Giù per il tubo” o “Pingu” e danno un tono surreale e piacevolmente efficace al tutto. Ottime anche le musiche di accompagnamento e gli effetti sonori.

Ogni partita sarà scandita da 12 turni di domande intervallate da 2 prove differenti, inserite per spezzare il ritmo. La prima prova consiste nel fare delle associazioni, come ad esempio un piatto tipico con il suo ingrediente principale oppure un elemento chimico con il suo simbolo, ecc… La secondo prova di intermezzo consiste del abbinare un elemento ad un insieme specifico, ad esempio: da un lato avremo la serie “Il Trono di Spade” e dall’altro la trilogia de “Il Signore degli Anelli“, in sequenza usciranno i nomi di personaggi di queste 2 saghe e ci toccherà associarli a una piuttosto che l’altra nel minor tempo possibile.

Colorata e sfavillante la grafica di Sapere è Potere.

Ogni domanda viene preceduta dalla scelta dell’argomento, che verrà definita dalla maggioranza; tuttavia gli argomenti non sempre avranno delle definizioni classiche, molto spesso saranno utilizzate parole non immediatamente associabili ad argomentazioni tipiche, una scelta che spesso può confondere e portare a domande davvero bizzarre.

Per rendere il tutto un tantino più imprevedibile e divertente, vi è l’aggiunta di alcuni malus che potremo “lanciare” agli altri giocatori per ridurne la velocità di esecuzione o la lettura delle risposte, dandoci qualche vantaggio marginale.

Sebbene il gioco sia divertente, già alla terza partita inizia ad annoiare, sia per la ripetitività delle cose da fare, sia per le scenette (spesso siamo preda di raptus per volerle saltare a tutti i costi). Non è possibile scegliere altre modalità o modificare delle regole per variare l’esperienza; a peggiorare la situazione vi è la semplicità di molte domande, che fa supporre che il gioco sia tarato per bambini delle medie.

Tuttavia nella famiglia di prova si sono stancati un po’ tutti già alla terza partita, persino i bambini di 10 e 12 anni. Buona l’idea, pessima la realizzazione: la grafica e lo stile di gioco sono promossi, ma andrebbero aggiunte molte altre modalità, un livello di difficoltà più elevato e sopratutto tanti altri avatar.

Singstar Celebration

Anche la saga di Singstar abbraccia il sistema di Playlink, ma offre davvero poco.

Una volta avviato il gioco su PS4 e l’app dai nostri terminali, dovremo sceglierne al massimo 2 dispositivi che fungeranno da microfono, saremo così pronti a gareggiare per chi canta meglio una delle 30 canzoni messe a disposizione. Non esiste una vera modalità party e al massimo potremo esibirci in un duetto con sfida diretta.

Anche in questo caso il problema è che, sebbene sia esilarante per i primi minuti, dopo un po’ diventa ripetitivo e piuttosto frustrante. I brani disponibili, anche se tutti famosi e orecchiabili, sono solo in inglese, e per dei bambini di 10 e 12 anni diventano molto difficili da eseguire. Inoltre per ottenere dei brani in italiano bisogna sborsare ben 1,30 € cadauno.

Possiamo dire che Singstar Celebration è interessante solo se vi piacciono brani delle hit di questi ultimi anni e rigorosamente in inglese, a meno che non vogliate spenderci altro denaro.

Hidden Agenda

Un discorso a parte merita Hidden Agenda, che è sviluppato da Supermassive Games (Until Dawn). Non è il classico party game, ma un gioco investigativo alla Cluedo.

Dovremo indagare sul caso del Serial Killer noto come “Trapper”; trovare indizi, decidere rapidamente delle azioni, ecc… Possiamo giocarlo in solitario o con altri 5 amici, con i quali possiamo collaborare o competere per la risoluzione del caso.

Il gioco è ovviamente destinato per un pubblico maturo, visti gli argomenti trattati e la violenza. Gode di una veste grafica molto buona e di un doppiaggio (in inglese ma sottotitolato) ben fatto.

E’ un gioco guidato, e il nostro contributo sarà influenzarne la trama con le nostre scelte. Anche in questo caso la rigiocabilità è bassa e sebbene alcune scelte possono far variare di molto il destino di alcuni personaggi coinvolti, non saremo invogliati a rigiocarci, vista l’ovvietà di alcune di esse.

Anche in questo caso una buona idea, tecnicamente riuscita, ma scarso sviluppo del gameplay.

Conclusioni

L’idea e l’implementazione del Playlink da parte di Sony riteniamo siano una buona idea, ma le potenzialità di un franchise del genere sono ben lungi dall’essere espresse appieno dai titoli provati finora. Ad oggi riteniamo che i giochi da tavolo siano ancora una scelta migliore, con l’unica eccezione di Mario Party che ha posto il focus del suo successo sui minigiochi a turni. Idea che consigliamo di adottare anche a Sony vista le potenzialità del sistema Playlink.

PRO CONTRO
  • Alcune idee interessanti…
  • Vesti grafiche ben fatte…
  • Enormi potenzialità del Playlink…
  • … ma pessima implementazione.
  • … ma poca carne al fuoco.
  • … ma bisogna cambiare tipologie.