Call of Duty WWIIPrima di pubblicare la nostra analisi di Call of Duty WWII abbiamo voluto testare a fondo il titolo di Sledgehammer Games. Il ritorno all’ambientazione storica, con il conseguente abbandono di tutto ciò che concerne Jetpack, corse infinite e salti sui muri, era nell’aria già da tempo. L’hype del poter ritornare, pad alla mano, al feel di titoli storici come World at War o Modern Warfare era sicuramente elevatissimo e proprio per questo motivo, abbiamo voluto pazientare, calmare il nostro eccitamento pre-adolescenziale e analizzare dopo una settimana abbondante passata fra zombie, azioni di guerra e partite veloci, se la nuova iterazione di Call Of Duty possa riportare lo storico brand ai fasti del passato.

  Bentornato in Normandia, Soldato!

Considerando che solo il 15% dei giocatori complessivi di Call of Duty hanno giocato o portato a termine la Modalità storia dei precedenti capitoli, sembrerebbe quasi futile spendere alcune righe per la campagna Single Player di Call of Duty WWII eppure, anche se la trama messa in atto da Sledgehammer Games vada a toccare temi e situazioni già ampiamente sviluppati in passato da quasi tutti i titoli correlati ai fatti di guerra compresi fra il 1939 e il 1945, le piccole novità introdotte ci hanno piacevolmente sorpreso, in quanto meritevoli di riuscire a svecchiare un impianto di gioco che da sempre puntava solo sullo story-telling e la spettacolarità. Non equivocate le nostre parole, l’arco narrativo sarà sempre votato ad uno spiccato patriottismo Americano, cominciando nella celebre Omaha Beach e dirigendosi verso luoghi e avvenimenti già ampiamente affrontati in passato, quello che però è apprezzabile è che, seppur non troverete una lettura inedita dei fatti, lo snocciolarsi degli eventi risulterà sempre credibile e realistico e meno “One Man Army” che in passato. Un altro esempio della nuova direzione che i ragazzi di Sledgehammer hanno timidamente intrapreso con la campagna Single Player risiede in alcune modifiche al gameplay storico della saga. In primis non si può ignorare l’eliminazione della rigenerazione automatica della salute. Per curarvi dovrete utilizzare dei Medi-Kit, rintracciabili esplorando nelle mappe di gioco o semplicemente richiedendoli ai compagni di squadra. E proprio l’importanza dei vostri commilitoni, all’interno dell’impianto di gioco, rappresenta la seconda, importante, aggiunta all’interno della Modalità Storia. Potrete ricevere attivamente support dai vostri compagni d’arme chiedendogli munizioni extra, granate aggiuntive, lanciare fumogeni verso determinati obiettivi o segnalarvi i nemici presenti sulla mappa attraverso un apposito binocolo. La possibilità di richiedere questi aiuti si basa su un sistema di Score Streak molto simile a quello presente nella modalità Multiplayer ma che sostituisce l’accumulo di punti a favore di un cooldown che ne limita l’utilizzo costante. Bisogna, invece, constatare che l’intelligenza artificiale degli avversari risente ancora dei difetti storici, risultando poco convincente e delegando completamente ai vari livelli di difficoltà, e le loro modifiche nel time to kill, la complessità della sfida proposta dalla Campagna Single Player di Call of Duty WWII.

Call of Duty WWII

L’avventura del soldato Ronald Daniels non brilla per originalità, risultando nel complesso una storia di guerra ben scritta e altamente scenografica. Le innovazioni al comparto single player la rendono più interessante rispetto al passato, mostrando una svolta “inedita” per il brand che potrà, in futuro, garantire sviluppi davvero interessanti.

Un Multiplayer diviso fra Guerra e Zombie

Il piatto forte di Call of Duty WWII, come da tradizione, risiede nel comparto multiplayer e nel suo gameplay che da troppi anni aveva preso una deriva votata fin troppo all’esasperazione della velocità d’azione a discapito di azioni ragionate che premiassero non solo la bontà dei riflessi del giocatore ma anche le doti di mira e di conoscenza dell’ambiente di gioco. Riportare gli utenti con gli stivali nel fango, come era prevedibile, ha ridimensionato notevolmente il comparto multi-giocatore portandolo ad essere quasi comparabile a quello degli storici predecessori, seppur con qualche piccola incertezza. Le linee di tiro sono più pulite, la conoscenza della mappe ripaga, nuovamente, i giocatori permettendo di prevedere i percorsi degli avversari, le armi a basso rateo di fuoco sono di nuovo una minaccia di cui preoccuparsi. Rimane un time to kill ancora troppo basso per la tipologia di scontri che ci vengono proposti, il che potrebbe rivelarsi una sbavatura non indifferente in termini di bilanciamento delle armi se il team di sviluppo non fornirà aggiornamenti adeguati. A tutti gli effetti ci troviamo di fronte a un gradito ritorno al passato… ad una evoluzione del precedente gameplay, che passa attraverso ad un’involuzione, necessaria, per poter nuovamente portare il brand ad un futuro radioso.
Ovviamente, i ragazzi di Sledgehammer, non potevano affidarsi solamente allo storico impianto di gioco della serie per rinnovare una saga che, anno dopo anno, stava subendo un periodo di stanca e proprio per questo hanno inserito in Call of Duty WWII alcune interessanti novità. La prima, e più evidente, innovazione risiede nel Quartier Generale: un HUB di dimensioni considerevoli che funge da Zona Social dalla quale far partire le varie attività multi-giocatore presenti nel titolo. Potrete acquisire missioni giornaliere, partecipare a frivoli mini-giochi, sfidare altri giocatori in match uno contro uno o testare la lista di Score Streak che avrete equipaggiato.

Call Of Duty WWII
La Torre di Destiny ai tempi del Nazismo

Scorrendo, invece fra le differenti playlist multiplayer, presenti in Call Of Duty WWII, ci imbatteremo nella seconda, grande, novità pensata per il comparto multi-giocatore: la modalità Guerra. Priva di statistiche relative al rapporto uccisioni/morti, basata su due squadre che, giocando in maniera eterogenea, devono portare a termine diversi compiti dislocati lungo l’intera superficie della mappa e dotata di quella giusta dose di varietà, che da tanto mancava al brand, Guerra si pone l’arduo obbiettivo di diventare una delle modalità più amate dai giocatori do Call Of Duty sia in ambito causal che in territori più competitivi. Vengono invece rimosse completamente dal catalogo, le playlist più confusionarie (Gioco Delle Armi e Infetto) lasciando alle stelle del passato (Deathmatch a Squadre, Uccisione Confermata, Dominio…) il compito di proporre agli utenti un comparto multiplayer ricco, completo e in grado di far innamorare, nuovamente, i fan del brand.
Se il bilanciamento delle armi, come dicevamo in precedenza, è ancora tutto da verificare e in costante divenire, è interessante come siano state “revisionate” le classi (qui chiamate divisioni) e le Score StreakLe prime abbandonano completamente i bonus attivi, come armi  particolarmente potenti e abilità speciali,  a favore di una serie di potenziamenti passivi, e non particolarmente impattanti in termini di sbilanciamento del gameplay, che verranno sbloccati gradatamente con il salire di livello. Per quanto riguarda le Score Streak troviamo un sistema identico al passato ma con un bilanciamento generale molto più sensato e in grado di permettere al giocatore di scegliere in maniera maggiormente tattica quali supporti equipaggiare.

Call Of Duty WWII

I 60 FPS granitici sono oramai una certezza del comparto multiplayer di ogni Call Of Duty, così come un dettaglio grafico meno curato e delle animazioni oramai antiquate rimangono i suoi punti dolenti.

Call Of Duty WWII poteva non avere al suo interno una delle playlist più amate dai fan del brand? Certo che no! Ed ecco quindi i ragazzi di Sledgehammer Games provare a rinfrescare la modalità Zombie provando a dargli una veste nuova che non ne snaturi i suoi punti cardine.
Come da copione, quattro esperti d’arte, interpretati dai magistrali David Tennant (Doctor Who), Katheryn Winnick (Vikings), Elodie Yung (Daredevil), e Ving Rhames (Il Miglio Verde), cercano di appropriarsi di alcune opere d’arte a Mittlesbrug in Germania, quando orde di Nazisti non-morti inizieranno a cercare di fargli cambiare i loro piani. A differenza del passato, la modalità Nazi Zombie, prevede uno story-telling più concreto ma in grado di non dirottare il gameplay dalla classica ripetizione data dall’uccidere Zombie, aprire porte utilizzando crediti, risolvere semplici enigmi e acquistare armi per riuscire a sopravvivere alle varie ondate, cercando di raggiungere punteggi sempre più alti. I protagonisti potranno legarsi ad una delle quattro classi disponibili, ognuna dotata di bonus passivi e di un attacco “Ultimate” che si rivelerà indispensabile nelle situazioni più caotiche e pericolose. Sono state inserite, inoltre, delle abilità aggiuntive (azionabili con la croce direzionale) collegate a dei Power Up ottenibili tramite Loot Box. Se il sistema di microtransazioni di Call Of Duty WWII non si rivela impattante, in termini di sbilanciamento del gameplay, nel comparto multiplayer standard, risulta incomprensibile e straniante che questi bonus attivi, ottenibili dalle carte presenti nelle Loot Box, siano presenti su così larga scala all’interno di questa celebre modalità co-operativa. Si tratta comunque di Power Up ottenibili giocando e non relegati semplicemente alla sfera degli acquisti in-game.

Call Of Duty WWII
Per la gioia dei fan, lo splatter e l’oscurità faranno da padroni di casa in Nazi Zombie.
PRO CONTRO
  • Gameplay ottimo e privo di
    elementi futili.
  • Modalità single player curata
    nei dettagli.
  • Comparto multiplayer compatto
    e vario.
  • Modalità Zombie divertente e
    rivisitata.
  • IA sotto la media.
  • Le animazioni iniziano a sentire
    il peso degli anni.
  • Poca originalità e innovazione.

 

 

Conclusione
Voto
8.5
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