La realtà virtuale è certamente sulla cresta dell’onda ed è una delle tecnologie più acclamate e discusse nel panorama videoludico. Oculus Rift e Project Morpheus sono gli esempi più famosi di questo nuovo campo, ancora tutto da scoprire, per il settore dell’enterteinment elettronico. Il sogno della realtà virtuale ha sempre colpito l’uomo ed in un futuro prossimo, grazie proprio a questi visori, la possibilità di immergersi ancora più a fondo nel mondo digitale potrà diventare realtà. Eppure Oculus Rift non è ancora in vendita e di Project Morpheus non si è visto praticamente nulla, quanto ancora dovremmo attendere per poter godere di questa tecnologia? Poco, vi rispondo io, perché VR ONE 4 Everyone è una risposta nuova, e completamente amatoriale, ai grandi del mercato delle IT.

Mattia Granito, fondatore di Kingdomgame.it, da sempre amico e sostenitore del 17K Group e delle sue community, è sia un appassionato di videogiochi che di tecnologia. L’unione di queste due passioni ha portato alla nascita di VR ONE 4 Everyone, probabilmente il primo visore al mondo per la realtà virtuale in funzione, quasi pronto per essere usufruito da chiunque. Usando software di terze parti e modificandolo personalmente, unito a diverse componenti hardware, che purtroppo non possiamo ancora rivelare, si ottiene un visore per la realtà virtuale, veramente semplice ed estremamente economico: solo 80€ per l’hardware e le componenti fisiche. Il VR ONE attualmente funziona su PC Windows 10 ed anche su Xbox ONE, sfruttando l’ecosistema interconnesso tra le due piattaforme. Prima però di perderci in inutili digressioni andiamo dritto al sodo, sul provato di questo nuovo device.

Dopo essermi seduto sulla sedia davanti al televisore di casa di Mattia, mi viene subito dato in mano prima il pad dell’Xbox ONE, accompagnato subito dopo dal visore vero e proprio, una mascherina che si adegua al volto, simile a quella già vista per i vari Oculus Rift e simili. Calato il visore sugli occhi e dopo aver regolato le lenti per la messa a fuoco, è giunto il momento di provarlo, pad alla mano. La prima scelta ricade su Minecraft per Xbox ONE, giusto per ambientarsi in tutta tranquillità. Il primo impatto è devastante: gli 11778066_10207446391264386_1292076146_nocchi devono ancora abituarsi a non vedere altro all’infuori del gioco, immersi nel mondo a cubetti di Minecraft. La mia capacità di coordinare i movimenti del personaggio e quelli della testa si rivela veramente pessima! Controllare la mira e la visuale del gioco solo con i movimenti della testa è un’impresa ardua, tanto che spesso mi aiuto con gli analogici del pad per correggere la rotta. Bastano pochi passi con un visore per rendersi conto che con l’utilizzo di queste tecnologie bisogna ripensare completamente il proprio modo di giocare, dove non sono più solo le mani a controllare il mondo di gioco ma anche la testa, che diventa parte fondamentale dell’intero ecosistema di comandi. Dopo i primi minuti muoversi diventa già più facile ma prendere una mira precisa e caricare armati di spada un Creeper od uno Scheletro si rivelano imprese decisamente più ardue.

Minecraft è sicuramente un mondo fantastico da esplorare ma ora è il momento di provare un approccio un po’ diverso alla realtà virtuale di VR ONE. Il momento è giunto ed Halo: The Master Chief Collection si avvia davanti ai miei occhi, facendomi immergere nella fantastica colonna sonora della saga. Dopo un giro veloce in una mappa multiplayer (rigorosamente offline, non siamo ancora pronti per uno scontro con altri giocatori!) ho modo di provare la campagna e di sfidare così l’IA del gioco, ovviamente a Facile, date le mie ancora inesperte capacità di mira. La missione è Metropoli e guidando il nostro carro Scorpion facciamo strage di nemici. A cavallo del potente veicolo ci sentiamo i padroni della mappa e riusciamo a fare buon uso del visore e del suo sistema di mira. L’esperienza gratificante però non si ripete una volta lasciato il mezzo e riuscire ad eliminare i nemici con il nostro inseparabile fucile è davvero un’impresa. Abbandonando la sedia ed alzandomi in piedi, in modo da ottenere più libertà di movimento, la situazione migliora e più avanti riusciamo ad impiegare un cecchino in modo più o meno discreto. Rispetto all’inizio i progressi indubbiamente ci sono ma il tempo è stato troppo poco per essere riuscito ad imparare a sfruttare appieno il visore. Ci vuole molto allenamento e costanza per, praticamente, imparare di nuovo a giocare. La sensazione a volte sembra quella di aver preso per la prima volta un pad in mano ma i progressi piano piano ci sono e si vedono e sono convinto che, continuando a giocare con un device simile, le capacità risulterebbero di conseguenza incrementate. Eppure la tentazione di usare l’analogico per correggere i miei errori di mira c’è ed è costante. Mattia, accorgendosi di ciò, mi propone qualcosa di nuovo.

Questa nuova aggiunta al suo progetto è ancora acerba, avendo iniziato ad implementarla solo pochi giorni prima. Mi passa quindi un controller del Wii “Devo ancora mappare i comandi, ho iniziato a provare ad usarlo solo pochi giorni fa, quindi sarà un’esperienza un po’ limitata” mi dice. Giusto un istante per ricalibrare quei pochi comandi necessari per giocare e si ritorna nelle strade di New Mombasa. Un analogico per il movimento, un comando per saltare, uno per sparare e l’ultimo per ricaricare, per il momento ci basta. L’aver eliminato l’analogico per la visuale da un input tutto nuovo all’esperienza di gioco e, nonostante la limitatezza delle azioni che posso far compiere a Master Chief, il fatto di poter contare solo sul movimento della mia testa per muovermi rende ancora più immersiva e suggestiva l’esperienza di gioco.maxresdefault1Nonostante poter esplorare un mondo visivamente così ricco e affascinante come quello di Halo con un visore sia qualcosa di emozionante ed altamente suggestivo, il format fps, unito al fatto che il gioco non sia stato effettivamente concepito per la realtà virtuale, non riesce a rendere al massimo la potenzialità di VR ONE ne di qualsiasi altro visore. Difficilmente questo tipo di tecnologia potrà a mio avviso essere accolta dal mercato di massa, rischiando di fatto di seguire lo stesso destino del Kinect, una macchina così potente che usarla per i videogiochi è sprecato, non si riesce ne a coglierne le piene potenzialità ne a farle apprezzare ad un pubblico di massa. Personalmente ritengo che i VR saranno destinati ad essere impiegati come tecnologia per la simulazione e l’addestramento di personale altamente qualificato, come in ambito militare o aeronautico. Tuttavia c’è un settore di nicchia all’interno del mondo videoludico che riesce a sfruttare al massimo i visori per la realtà virtuale: i simulatori.

Il terzo ed ultimo gioco provato con VR ONE 4 Everyone è stato Elite Dangerous, un simulatore di volo spaziale, ora in early access per Xbox ONE. Ed è proprio al comando della nostra navicella, mentre in orbita ad un pianeta ci facciamo largo tra bot nemici con i nostri potenti cannoni laser, che VR ONE si sposa alla perfezione con l’ambiente di gioco. Il controllo della nostra navicella è affidato al solido pad della Xbox ma è grazie al visore che mentre effettuo una stretta manovra di inseguimento del mio bersaglio riesco a non perderlo di vista, anche quando esce dalla visuale frontale. L’esperienza si ripete mentre mi trovo sotto il fuoco nemico: riesco ad abbassare con facilità lo sguardo sulla cloche dell’astronave per tenere d’occhio lo stato degli scudi, la potenza del motore o il radar, fondamentale per individuare la posizione dell’avversario e di conseguenza per passare al contrattacco. Il movimento del mio velivolo, la manetta dei motori, i grilletti per il fuoco, sono tutti controllati dal pad, mentre, visore sugli occhi, sono libero di guardarmi attorno, esplorare la cabina di pilotaggio e guardare le stelle lontane, sopra e attorno a me. Ed è così che, vedendo l’obiettivo alla mia destra, posso far virare l’astronave, sempre mantenendo il contatto visivo al centro della visuale. Indubbiamente l’esperienza di gioco più coinvolgente, emozionante e meglio riuscita anche dal punto di vista tecnico dell’esperienza con il visore di Mattia.

Dopo il con VR ONE 4 Everyone posso confermare la tesi che ormai sostenevo da diversi mesi: i visori per la realtà virtuale daranno il massimo delle loro capacità soprattutto sui simulatori. Simulatori di guida, di volo, spaziali… Questa è la vera frontiera che attende questa nuova tecnologia. VR ONE è di sicuro un elemento nuovo all’interno del mercato, molto più economico ed altrettanto funzionale. Certo, il lavoro sul visore è ancora lungo, calibrazioni, assett comandi ed una semplificazione della rete di cavi attualmente impiegati,  ma vedendo quanto Mattia sia riuscito a fare da solo ed in così poco tempo, non posso che essere fiducioso per il futuro. Le basi sono più che solide e ora non resta altro che perfezionare l’ottimo materiale di partenza. Ed ora, dopo la mia personalissima esperienza, è giunto il momento di rivolgere la parola a Mattia Granito, porgendoli qualche domanda sul suo progetto.11798479_10207449772028903_1758688475_n

D: Iniziamo con una domanda semplice: cosa ti ha portato a pensare al progetto di VR ONE 4 Everyone, cosa ti ha spinto a metterlo in pratica?

R: L’idea di poter giocare in VR mi ha sempre affascinato e l’avvento di Oculus ha alimentato questa voglia. Tuttavia però fin dal momento della presentazione mi resi conto che non avevo un PC adeguato per poter godere appieno dell’esperienza offerta da Oculus e quindi nacque il desiderio di provare a ricreare quell’esperienza “in casa”. All’inizio non avevo idea da dove iniziare fino a quando non venni a conoscenza dell’ecosistema offerto da Windows 10. Dopo di ciò buttai su carta il progetto e cercai in rete se tutto il necessario fosse realmente a portata di mano e così inizia a radunare tutto il materiale.

D: Del lato tecnico non possiamo ancora parlarne ma, a quando abbiamo potuto constatare, pare essere il primo visore per la realtà virtuale già disponibile per il gaming. Come ti fa sentire questo fatto? Ti senti parte del progresso tecnologico nel campo dei visori?

R: Sicuramente è il primo usabile attualmente su console, come hai potuto vedere tu stesso. C’è differenza tra l’esperienza che offrirà Oculus, attualmente nettamente ed indiscutibilmente migliore, ma meno immersiva di quella che VR ONE 4 Everyone può offrire (confrontando ciò che è stato mostrato all’ultimo E3 con la modalità di gioco completamente in prima persona offerta da VR One). Beh… Mi pare forse troppo parlare di progresso tecnologico ma sicuramente questo progetto può contribuire a diffondere la realtà virtuale in modo più capillare dato che i PC non hanno necessità di grandi prestazioni, anzi, parte del necessario al funzionamento di VR ONE girava su un portatile riesumato di  5 anni fa e con Windows 10 installato per l’occasione.

D: Mattia, fino ad ora hai lavorato da solo, no? I risultati sono eccezionali, cosa pensi che riuscirai a fare se dovessi trovare un team disposto a collaborare con te su VR ONE?

R: Per ora ho lavorato da solo, ogni piccolo progresso ha richiesto una buona dose di studio preliminare finalizzato ad ottenere la migliore esperienza possibile. Mi piacerebbe poter collaborare con un team per potenziare l’intero progetto andando a migliorare diversi aspetti di cui sono sicuro siano migliorabili.

D: Ultima domanda: cosa ne pensi della realtà virtuale? Riuscirà a rivoluzionare il mondo del gaming o si limiterà ad essere un prodotto di nicchia per pochi appassionati?

R: La realtà virtuale ha la necessità di abbassare i requisiti minimi necessari per poter essere usabile da chiunque, VR ONE si muove difatti in questa direzione, quando questo sarà disponibile per chiunque allora potrà esser usata in modo capillare, anche se nell’ambito gaming si dovranno creare nuove tipologie i giochi ideate e concepite appositamente. Il gaming tuttavia potrebbe essere solo una piccola applicazione presente nell’enorme campo di possibili utilizzi, dalla gestione periferica di robot o all’uso in campo cinematografico per rendere lo spettatore parte integrante del film.

Per qualsiasi informazione aggiuntiva o se semplicemente siete desiderosi di contattare Mattia Granito per il suo progetto passate da noi del 17K che provvederemo celermente a mettervi in contatto con lui! Non ci resta altro che augurare buon lavoro a Mattia ed al suo ottimo progetto, state certi che noi del 17K Group seguiremo VR ONE 4 Everyone in ogni suo prossimo passo, pronti ad aggiornarvi su ogni sviluppo, con la speranza che questo progetto possa entrare un domani anche nelle vostre case.

Daniele Bassanese

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Classe '94, è un grandissimo appassionato di Halo, Borderlands e A Song of Ice and Fire. Adora leggere, scrivere, disegnare ed, ovviamente, videogiocare. Studente di Illustrazione vorrebbe un domani lavorare nel mondo dei videogiochi. Collaboratore di Halopedia ed ora del 17K è pronto a dare il massimo per aiutare i meno fortunati a conoscere il verbo di Halo, oltre che ad indirizzarli a diventare dei veri Cacciatori della Cripta e ad venerare l'Unico Vero Re, Stannis della Casa Baratheon.