Dopo che Bungie ha concesso un’anteprima del gioco grazie alla prova beta di Agosto, finalmente Destiny 2 è giunto anche su PC, sbarcando su una piattaforma in cui il primo capitolo della serie è stato completamente assente e affacciandosi su un’utenza tanto nuova quanto già ferrata in materia, essendo i capisaldi del titolo già ampiamente popolari ed esplorati: Destiny 2 è infatti al contempo uno sparatutto in prima persona, un RPG e un MMO; pertanto non andremo ad analizzare il titolo di Bungie solo per le sue qualità intrinseche, ma andremo anche a vedere come si comporta quando messo a confronto con la potenziale concorrenza.

ANALISI GAMEPLAY

Partendo dalle cose più semplici, ovvero la componente sparatutto, che è senza dubbio la parte più corposa e rilevante del gameplay di Destiny 2, tramite essa si configura come l’ormai comunissimo shooter dove si ha un limitato numero di armi a disposizione allo stesso momento, con una peculiarità: vi sono infatti armi cinetiche, armi a energia e armi distruttive e a ciascuna di esse è associato uno spazio nell’equipaggiamento. Ognuna delle sopra citate categorie si suddivide in famiglie di armi che potremo scambiare liberamente e in qualunque momento (fatta eccezione per specifiche attività end-game) per meglio soddisfare le nostre necessità.

Questa scelta di gameplay design, che potrebbe sembrare a molti giocatori PC una limitazione rispetto a titoli con maggiore flessibilità a cui l’utenza è più abituata, è invece una delle qualità che contribuiscono a dare forma e identità a Destiny 2: un elemento con cui bisogna scontrarsi ma che contribuisce a plasmare l’esperienza del gioco. Prendendo come riferimento le serie Halo e Borderlands, con cui il titolo in analisi condivide diversi aspetti, se nei primi è totalmente possibile portarsi appresso quante più armi di qualsiasi dimensione e potere distruttivo desideriamo, è vero che questo non è previsto nell’ultima fatica di Bungie, al contempo però non inficia in alcun modo la giocabilità del titolo, soprattutto in virtù della fluidità e della natura del suo gunplay di eccelsa qualità.

Alla componente da shooter puro e crudo se ne aggiunge una che strizza l’occhio ai moderni RPG, grazie alla possibilità di scegliere che guardiano impersonare e quale sua sottoclasse utilizzare in battaglia; nel gioco è integrata una progressione personaggio a livelli e punti abilità, utilizzabili per sbloccare le varie ramificazioni della sottoclasse del nostro guardiano, andando così a modificare il danno corpo a corpo, il salto/planata/propulsori, le granate e l’abilità super.

Queste ramificazioni sono per loro natura estremamente semplici e non danno luogo a build particolarmente elaborate: chi giunge da altri titoli sulla piattaforma in questione ha certamente avuto a che fare con sistemi più sofisticati e profondi. È innegabile constatare la semplicità e la linearità di Destiny 2 in questo campo, tali da permetterci di descriverlo, senza usare mezze misure, privo di profondità: si tratta per lo più di piccole scelte che servono a rendere più adatto il guardiano alle nostre preferenze personali attraverso una serie di micro configurazioni che quasi mai implicano un sacrificio di qualche genere.

Tuttavia, assieme questa critica apertamente negativa a Destiny 2 dobbiamo far presente anche gli aspetti positivi: infatti il sistema è di facile apprendimento e la progressione del personaggio estremamente rapida. Queste due qualità permettono di andare a sperimentare sfaccettature diverse con una naturalezza e delle tempistiche che difficilmente trovano eguali: altri giochi come Borderlands o Mass Effect avrebbero richiesto l’interruzione della sessione, altri ancora ci avrebbero richiesto di ricominciare il gioco con un personaggio diverso, esempi possono essere Elder Scrolls, Fallout o Torchlight.

In conclusione a questo paragrafo, quanto affermato finora vale più che altro per la componente PvE del gioco, mentre un discorso diverso è doveroso per la componente PvP: sebbene strutturalmente non vi sia alcuna differenza, all’interno del Crogiolo le piccole differenze nella build del nostro guardiano si fanno considerevolmente più evidenti; tratteremo più approfonditamente questo aspetto in seguito.

Analizzando invece gli aspetti MMO, anche se fra vi sono punti di contatto con la concorrenza, possiamo affermare che Destiny 2 ha una forte identità: sorgono spontanei paragoni coi recenti Tom Clancy’s The Division e Warframe, ma entrambi gestiscono aspetti sia della componente Massive, sia della componente Multiplayer Online in modo significativamente diverso; inoltre, nessuno dei due menzionati è un FPS ed entrambi sono titoli che offrono contenuti di tutt’altra natura rispetto a quanto proposto da Bungie.

Ciò che ci ha colpito maggiormente è la transizione estremamente fluida che Destiny 2 implementa fra le varie attività presenti nel gioco: svolgendo avventure o pattuglie ci siamo trovati naturalmente coinvolti nel corso di eventi pubblici del mondo di gioco, palesando quella che è una meticolosa attenzione sia al level che al gameplay design.

Dovendo menzionare un caso simile, vengono subito in mente le Dark Anchors di Elder Scrolls Online, ma riteniamo che Destiny 2 offra decisamente di meglio sotto questo punto di vista: si tratta di un’esperienza di gioco che va ben oltre il semplice limitarsi a grindare orde di nemici spammando poteri e abilità fino allo sfinimento, risultando in un sistema decisamente divertente e che può costituire una piacevole e per nulla drastica interruzione del corso della nostra attività principale.

Doveroso poi trattare gli altri aspetti che contribuiscono a dare identità a Destiny 2: attività end-game, co-operatività e il Crogiolo.

Per quanto riguarda la prima, anche se le attività endgame offerte da Destiny 2 non sono nulla di veramente nuovo ed eccezionale, sempre tenendo in considerazione tutti gli altri MMO che possono essere giocati su PC, è anche vero che lo shooter di Bungie consente di vivere un’esperienza del tutto particolare e che risulta piuttosto fresca e piacevole. Assalti, raid e via dicendo rendono il titolo un’esperienza ben più che degna di essere provata; unico nota dolente, non è possibile scegliere ad esempio quale assalto giocare.

Andando a trattare la seconda, Destiny 2 è un gioco che, come tanti altri del genere, può essere giocato interamente in solitaria: nulla vi impedisce di farlo, vista anche l’integrazione di funzionalità matchmaking all’interno del titolo che non rende obbligatorio il dover formare un party di soli amici per affrontare le attività in game. Tuttavia, è doveroso menzionare come il gioco sia designato e strutturato per essere giocato con altri giocatori: inevitabilmente, chi ha la possibilità di provare Destiny 2 in compagnia, ne uscirà avendo vissuto un’esperienza drasticamente diversa rispetto a chi si limiterà a giocalo per conto proprio; vi sono inoltre piccole meccaniche di gioco, su cui non ci dilungheremo, che spingono a favorire molto la comunicazione e la coordinazione fra giocatori.

Infine, possiamo dire che il Crogiolo di Destiny 2 costituisce una modalità PvP del tutto unica, specialmente su PC: infatti, pur essendo disponibili innumerevoli esperienze FPS competitive ed essendo a detta di molti la piattaforma definitiva per vivere tali esperienze, è anche vero che alcune di queste sono mancate, fra cui proprio quelle proposte da Bungie con la serie Halo e il primo Destiny. In queste due prime settimane di vita la nostra esperienza nel crogiolo è stata decisamente positiva, una vera e propria sensazione di freschezza in un mercato che per anni è rimasto su una strada ben precisa: potremmo tranquillamente affermare che su PC Destiny 2 non ha eguali.

Tuttavia, queste considerazioni sul crogiolo provengono da un’esperienza avvenuta in un momento in cui la community deve ancora evolversi e in cui il meta-game è ancora acerbo: le nostre impressioni potrebbero essere state fortemente falsate e non corrispondere a quelle che potremmo avere di Destiny 2 una volta che la community abbia raggiunto un livello di progressione coeso e omogeneo, in cui tutti abbiano avuto accesso all’equipaggiamento più potente messo a disposizione dal gioco.

Complessivamente, pur non essendo un gioco dalle meccaniche intricate o complesse né tantomeno profonde, possiamo affermare che anche su PC Destiny 2 costituisce un’esperienza del tutto unica; per altre considerazioni più approfondite e per un punto di vista diverso, vi raccomandiamo di guardare la nostra recensione della versione console.

COMMENTO ALLA LORE E NARRATIVA

È necessario spendere qualche parola verso il reparto narrativo di Destiny 2: essendo mancato totalmente il primo titolo, rimasto come esclusiva per console, questo secondo capitolo della serie è stato messo nelle mani di una nuova utenza senza che questa avesse ben chiare le proporzioni e la natura di lore e narrativa in Destiny.

Ebbene, dopo un filmato introduttivo fra i più belli che si siano mai visti in un videogame, per lo meno da un punto di vista creativo e artistico, in grado di dare un’infarinatura generale sull’universo narrativo in questione, ma anche dopo aver speso molte ore di gioco, abbiamo la sensazione che qualcosa stia bollendo in pentola, ma che al contempo tutto questo non sia poi approfondito a dovere. Anche se le avventure e gli oggetti che possono essere analizzati all’interno del mondo di gioco fanno la loro parte, si percepisce la chiara mancanza di un apparato che possa aiutare a mettere assieme tutti i pezzi del puzzle.

Crediamo fermamente che questo sia un modo di fare poco lungimirante e che non renda giustizia a un universo fantasy che, per quanto semplice e stereotipato, è di tutto rispetto e che ha un enorme potenziale. Non si tratta di una critica al reparto narrativo, che nei suoi chiari limiti fa comunque con successo il suo dovere, ma di una critica più in generale all’intero sistema con cui è architettato il gioco: crediamo fermamente che Bungie debba in qualche modo integrare elementi narrativi e di lore in tutte quelle attività, piccole o grandi che siano, che costituiscono l’end-game del gioco e che possono dare soddisfazione non semplicemente di natura ludica mono-direzionale, ma di intrattenimento in ogni senso.

ANALISI TECNICA

CONFIGURAZIONE DI PROVA:

Processore: i7 4790k
Scheda madre: MSI z97 Gaming 5
Scheda grafica: Nvidia GeForce 970 Asus Strix
RAM: 2x 8 GB DDR3 1866 MHz doppio canale

Andando a trattare gli aspetti tecnici della versione PC di Destiny 2, la qualità di questa versione è assolutamente eccellente: non ci troviamo di fronte a un porting strampalato o a un prodotto che necessita di revisioni o particolari patch; al contrario, la consegna del prodotto al day-one è stata praticamente impeccabile e godibile sin dal primo minuto di gioco.

Non andremo tuttavia a trattare i problemi di connettività di cui può soffrire il titolo: molti di essi possono essere causati dagli Internet Service Provider e trovare soluzione a tali problemi potrebbe non essere responsabilità di Bungie; nel nostro caso, per risolvere diversi fastidiosi problemi che impedivano completamente di godersi il gioco ha funzionato la guida qui illustrata; tali problemi inoltre non sono specifici della versione PC, ma di Destiny 2 più in generale attraverso tutte le piattaforme.

Dopo un’esperienza nella prova beta di agosto certamente buona ma titubante, abbiamo avuto il piacere di giocare Destiny 2 tenendo le impostazioni grafiche al massimo, a una risoluzione di 1920x1080p e render resolution del 100%: in tali condizioni, Destiny 2 è rimasto ai 60 fps massimi consentiti dal monitor di prova senza mostrare alcuna esitazione; vista e considerata la qualità del rendering del gioco e la mastodontica qualità e ambizione artistica dimostrata da Bungie nel realizzare il titolo, non possiamo altro che definirci pienamente soddisfatti della versione PC.

È doveroso un commento più approfondito: la versione beta mostra alcune lievi differenze rispetto alla versione di lancio, come ad esempio la totale rimozione del Multi Sampling Anti Aliasing a causa di problemi di implementazione.

Cominciando a trattare proprio questo aspetto, il partner di Bungie per la versione PC (Vicarious Visions) ha deciso di rimuovere il MSAA per lasciare solo FXAA e SMAA: nessuna delle due opzioni ha effettivamente risolto al 100% il problema dell’aliasing, andando piuttosto ad arginarlo in modo più o meno efficace a seconda del contesto. Tuttavia, l’aliasing in Destiny 2 si nota praticamente solo in specifici contesti ed è di fatto intangibile per la maggior parte del tempo.

Esiste tuttavia una soluzione alternativa al problema, tanto efficace quanto dispendiosa in prestazioni: è infatti implementata la possibilità di impostare la risoluzione di rendering del gioco, offrendo nativamente e con maggiore efficienza quello che ad esempio Nvidia permette di fare con Dynamic Super Resolution (Nvidia DSR). Impostando la risoluzione interna al massimo possibile, si ottengono risultati anche superiori a quelli di un MSAA 4x e si può a tutti gli effetti sfruttare i vantaggi di un rendering 4K anche dove il nostro monitor non lo consente. Nel nostro caso, tuttavia, alzare la risoluzione interna anche solo al 150% ha portato a un drastico calo della framerate, causando anche fenomeni di input lag, pertanto ci siam visti costretti a scartare totalmente l’opzione, di cui potranno invece beneficiare utenti con computer più performante (Nvidia suggerisce una 1080 Ti per il gaming 4K).

In definitiva, abbiamo optato per l’uso del FXAA: anche se questa tecnica di antialiasing è nota per causare blurring, l’effetto è risultato essere solo marginale e l’abbattimento dell’aliasing è stato più che soddisfacente; inoltre, l’implementazione del FXAA in Destiny 2 è particolarmente buona, non andando a inficiare elementi quali l’interfaccia grafica, sottotitoli e via dicendo.

Procedendo a trattare la tecnica in Destiny 2, un elogio deve essere rivolto a tutta la componente riguardante l’illuminazione: il reparto artistico di Bungie è riuscito a ottenere una perfetta alchimia tra la paletta colori utilizzata negli asset di gioco e la configurazione dell’illuminazione in gioco, tanto per quelle parti puramente tecniche e gestite dall’engine di gioco, quanto per quei piccoli aggiustamenti ad hoc che sono più parte integrante del level design in sé.

Fra tutti gli aspetti che potremmo trattare, ciò che ha colto più di tutti la nostra attenzione è la qualità dei “light shafts”, conosciuti anche come light rays o god rays: Destiny 2 ne fa un uso ben più che pomposo, con particolare efficacia durante le prime porzioni della storia, nella foresta all’interno della Zona Morta Europea; combinando gli shaft provenienti dal cielo con effetti volumetrici di luci e nebbia posti più vicini al terreno, il risultato è semplicemente sbalorditivo, riuscendo a caricare l’atmosfera del gioco e dando fortissimo senso di immersione; chi ha potuto godere della qualità visiva di Fallout 4 su PC alle impostazioni massime, in cui Bethesda aveva condotto un lavoro a dir poco magistrale, troverà un risultato ancor più stupefacente in Destiny 2.

Un’ulteriore lode, meritevole di appronfodimento, vogliamo tessere all’implementazione dell’Ambient Occlusion realizzata in Destiny 2, che vede per la prima volta in un videogame l’uso di un algoritmo detto 3DAO. Un effetto collaterale e indesiderato degli algoritmi HDAO/HBAO utilizzati sui titoli PC negli ultimi anni è quello di generare una sorta di alone d’ombra intorno a un oggetto anche in punti dove questo non era necessario, risultando in una rappresentazione artificiosa e inaccurata della scena; con 3DAO vediamo venir valutate in modo più corretto le zone d’ombra così come altri dettagli delle superfici in rilievo.

Per avere un’idea chiara ed esaustiva, è possibile fare riferimento ai seguenti screenshot di nvidia che permettono di mettere a confronto le opzioni implementate.

Per apprezzare la differenza tra 3DAO e HDAO, è possibile consultare un paragone interattivo cliccando qui.
Per apprezzare la differenza tra 3DAO e HDAO, è possibile consultare un paragone interattivo cliccando qui.

A beneficiare di ciò sono anche le cutscene in game: infatti, per apparenti problemi di implementazione, determinate combinazioni di ambient occlusion e anti-aliasing possono dare luogo a spiacevoli artefatti di rendering. In uno di questi casi, il volto di Zavala risultava fortemente seghettato proprio a causa di un inaccurato ombreggiamento; ribadiamo anche in questa occasione come per noi l’accoppiata vincente sia risultata essere 3DAO assieme a FXAA.

Per trattare poi l’ultimo aspetto degno di nota dell’illuminazione in Destiny 2, abbiamo potuto constatare come siano implementati i riflessi in tempo reale ad esempio sugli specchi d’acqua nella Zona Morta Europea o su Nessus; questa particolarità della grafica del gioco ci ha piacevolmente sorpresi, ma non giunge senza un aspetto negativo: tipicamente le riflessioni speculari hanno un impatto considerevole sulle prestazioni, eppure non viene data la possibilità di disabilitarle; questo avrebbe permesso di ridurre ulteriormente i requisiti minimi della versione PC. Inoltre, ad un’analisi più accurata, è parso chiaro che non vengano riflessi in tempo reale personaggi ed effetti particellari.

Riflessioni speculari in destiny 2.

Per proseguire la nostra analisi tecnica, vogliamo cogliere la palla al balzo e parlare proprio del livello di dettaglio degli NPC: infatti, Bungie ha realizzato degli asset in gioco di altissima qualità e la versione PC di Destiny 2 consente di modificare il livello di dettaglio dei personaggi distanti. Abbiamo notato che, tuttavia, Destiny 2 non sembra affatto integrare dei modelli low-poly per gli NPC, come è prassi fare nell’industria del videogioco, ma che piuttosto si limiti a non computare su di essi, man mano che si allontanano dall’osservatore, alcuni dettagli fra cui la sopra citata ambient occlusion. Questa scelta ci pare piuttosto strana e discutibile, ma può avere dei risvolti positivi: la produzione di asset low-poly può richiedere moltissimo tempo e risorse; a questo va aggiunto che eventuali modelli a bassa risoluzione andrebbero ad accatastarsi non solo nello spazio su disco, ma anche nella memoria in fase di esecuzione, portando anche a possibili peggioramenti nelle prestazioni. In conclusione, questa scelta può aver comportato diversi vantaggi e al contempo non aver inficiato particolarmente sui requisiti minimi di sistema che Destiny 2 richiede.

Andando a trattare un aspetto totalmente diverso, vogliamo commentare il modo in cui è integrata la profondità di campo: Destiny 1 su console implementava già una maschera di blur piuttosto evidente, i cui effetti potevano essere contemplati soprattutto ai margini dello schermo, ad esempio osservando il calcio dell’arma in prima persona. Nella versione PC di Destiny 2, impostando la massima qualità della profondità di campo si possono vedere gli effetti di un algoritmo bokeh, già presente in altri titoli sulla piattaforma da qualche anno. Non esprimeremo giudizi sulla godibilità di questa impostazione: i risultati possono essere piacevoli o meno a seconda dei gusti personali e non a tutti piace la distorsione lenticolare generata da tale processo. Come le implementazioni passate, questo tipo di profondità di campo sembra avere qualche difficoltà in specifiche situazioni, impedendo di mettere a fuoco correttamente oggetti che si trovano in primo piano, facendoli apparire eccessivamente sfocati. A onor del vero dobbiamo dire che non abbiamo mai incontrato difetti di questa natura che abbiano attirato la nostra attenzione durante la quasi totalità della nostra esperienza con Destiny 2, ma siamo comunque riusciti a causarlo accidentalmente posizionando la telecamera in terza persona (nella Zona Morta Europea) in determinati punti.

Oltre al Bokeh, Destiny 2 implementa un eccellente motion blur.

Una breve e doverosa menzione all’impulso del vento, implementato nel gioco; questa opzione grafica permette di aggiungere dinamismo al fogliame in Destiny 2 ogni qualvolta un impulso si manifesta in loro prossimità: esplosioni, attivazione di abilità super e perfino i propulsori influiscono su erba e altro fogliame. Anche se in fin dei conti l’effetto non è poi così evidente, dato che la nostra attenzione è più facilmente prestata al combattimento di orde di nemici o a gustarci gli spettacolari effetti particellari, si tratta comunque di una finezza che apprezziamo e che ci ricorda di simili implementazioni, quali Nvidia PhysX in Borderlands 2 e Pre-Sequel o Nvidia FleX in Fallout 4, oltre agli effetti particellari di The Witcher 3.

In conclusione di questa digressione tecnica, possiamo affermare che Destiny 2 su PC non è un gioco qualitativamente eccelso solo perché offre una grafica all’avanguardia che permette di godere appieno del lavoro svolto dal reparto artistico di Bungie, ma anche per occhio di riguardo prestato alla piattaforma: supporto a monitor multipli, framerate completamente illimitata (è stato perfino rimosso il limite di 200 fps presente nella beta) e il supporto al rendering multi-gpu, tutto quanto nativo e disponibile al lancio e che ci fa promuovere a pieni voti questa versione del gioco; è integrato perfino il supporto al controller con una gestione del rinculo analoga a quella vista sulla controparte console.

Destiny 2 su pc non è un semplice porting o una versione pubblicata in fretta e furia, ma un vero e proprio titolo realizzato magistralmente e in grado di far vivere la sua esperienza senza sacrificare qualità o prestazioni, probabilmente una delle migliori versioni PC di un gioco multipiattaforma che si siano viste per anni.

PRO CONTRO
  • Eccellente qualità complessiva, una versione PC di tutto rispetto
  • Ottima sensazione come sparatutto in prima persona ma anche come MMO
  • Mondo di gioco ambiziosissimo, con pochi eguali anche su PC
  • Esperienza PvP unica sulla piattaforma
  • Progressione personaggio poco profonda, soprattutto rispetto ad altri RPG o MMO
  • Introduzione incompleta all’universo narrativo per chi non ha giocato il primo Destiny.
Conclusione
Voto
8.5
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