Super Mario OdysseyGiudicare un titolo first party di Nintendo, specialmente se si parla di IP storiche che hanno segnato in più riprese il panorama videoludico, è sempre un compito arduo per un recensore. Proprio per questo motivo abbiamo voluto pazientare nel rilasciare il nostro verdetto per Super Mario Odyssey in maniera tale da superare i primi momenti entusiastici e poter sviscerare in ogni suo anfratto un titolo che, fin dalle premesse iniziali, si poneva come seguito spirituale di quel Super Mario 64 che, con buona pace dei detrattori sparsi in tutto il globo, cambiò per sempre la storia dei videogiochi. Armati di Joy-Con, Pro Controller e svariati litri di caffè, abbiamo raggiunto il tanto sudato 100% di completamento e cercato di comprendere, nella maniera più oggettiva possibile se ci trovassimo di fronte ad un nuovo “punto di svolta” per i videogiochi in tre dimensioni o se semplicemente stavamo testando il miglior Platform 3D al momento in commercio… beh la risposta non ve la daremo in queste prime righe della nostra analisi ma vi consigliamo di non saltare subito al voto, perché di carne al fuoco Nintendo ne ha messa davvero tanta questa volta ed e tutta molto saporita.

Vi dichiaro Marito e… Cappello

Cominciare l’analisi di un titolo dedicato a Mario partendo dall’impianto narrativo sembra a tratti svilente, d’altronde sono decenni che le trame dei titoli del baffuto idraulico seguono gli stessi stilemi, al punto da diventare a tratti canonici, ma proprio per questo motivo vedere qualcosa di lievemente diverso, in cotanta classicità, desta un piacevole senso di sorpresa. Attenzione, in Super Mario Odyssey tutto si muove come da copione, Bowser rapisce Peach e organizza il suo matrimonio con la giovane principessa, la sorellina del co-protagonista, Cappy, finisce nelle grinfie del gigantesco dinosauro durante il marasma degli eventi e il povero Mario assieme al nuovo spettrale compagno partono per un avventura che li porterà in giro per il mondo con lo scopo di salvare le due donzelle in difficoltà. Dove sarebbero le diversità, chiederete voi? Le novità sono tutte nelle piccole rifiniture che sono state apportate da EPD per svecchiare, pur mantenendo una certa canonicità, una formula che prosegue da oltre trent’anni. La narrazione risulta piacevole, nella sua semplicità, grazie ad un co-protagonista che, oltre a fare il verso al celebre SPLAC-3000 presente in Super Mario Sunshine, si rivela in grado di intrattenere il giocatore con dialoghi brillanti, e mai ossessivi, che accompagneranno piacevolmente il giocatore nella moltitudine di ore di gioco. Peach, che normalmente si rivela essere un personaggio semplicistico, poco caratterizzato e usato come banale “motore” per dare all’utente uno scopo al suo giocare, viene sviluppata, nel progredire dell’arco narrativo, in una maniera inedita e in grado di renderla molto più interessante che in passato.
Super Mario OdysseyGli storici Power-Up, che permettevano a Mario di ottenere i poteri più disparati, vengono sostituiti dalla “Cap-tura” eseguibile tramite Cappy, il cappello co-protagonista del gioco e sul cui utilizzo si basa la quasi totalità del game-play dello stesso, permettendo a Mario di possedere letteralmente determinati avversari e utilizzarli, attraverso dei pattern di comando unici e dannatamente divertenti. Sono presenti 50 trasformazioni differenti, tutte ben redistribuite e contestualizzate all’interno dei vari mondi di gioco, e il loro utilizzo discerne dal classico potenziamento di una specifica caratteristica di Mario elevandole a strumento con cui risolvere puzzle, affrontare determinati nemici o esplorare determinate porzioni dei numerosi mondi di gioco presenti. Se a molti di voi queste sembreranno piccolezze possiamo dirvi che, invece, si tratta di un ulteriore riconferma degli obiettivi che Nintendo si è posta con questo titolo: prendere il meglio dei precedenti titoli di Mario, mescolarli con omogeneità e rinnovare alcune formule viste e riviste, senza snaturarle, per poter competere con se stessa e con quel Super Mario 64 che, oltre a nominare più volte all’interno di questo articolo, la fece finire nella storia del videogioco moderno.

Salta sempre più in alto… fino a raggiungere la Luna!

Il cuore pulsante di ogni titolo dedicato all’idraulico italiano, è sempre stato un gameplay al limite della perfezione. Dotato di comandi reattivi, mai macchinosi e in grado di gratificare il giocatore. Super Mario Odyssey non fa eccezione sotto questo aspetto ma è proprio su questo delicato elemento che si possono notare tutti gli sforzi fatti da Nintendo per migliorare un sistema di controllo che non ha mai avuto punti deboli di sorta. Muovendo Mario all’interno del mondo di gioco sarà subito chiaro l’intento degli sviluppatori di inserire il meglio di trent’anni di “balzi” in un game-play davvero rifinito e appagante. Dal salto triplo, forgiato per Super Mario 64, fino alle rotolate in successione, dell’ultimo 3D World, l’intero move-set dell’idraulico viene sapientemente snocciolato quasi a mostrare un protagonista che ha maturato un esperienza via via crescente, avventura dopo avventura. Una piccola novità, che in principio potrebbe far storcere il naso, è l’assenza di un comando che permetta di accelerare l’andatura di Mario, ma dopo poche ore di pratica con i comandi di gioco si comprende che è semplicemente stato sostituito da una maggiore velocità generale dell’azione e da un sistema di combo, basato sul concatenare i movimenti di Mario e le azioni di Cappy, che permetterà di raggiungere dei picchi di velocità d’azione che faranno la gioia dei puristi del genere e che saranno caldamente richiese per superare alcune porzioni più complesse via via che si procederà nel gioco. Padroneggiare perfettamente i comandi di Super Mario Odyssey risulta una sfida davvero appagante, mai frustrante e con una curva di apprendimento talmente naturale che non si può che elogiare Nintendo per lo splendido lavoro fatto. Escludendo momentaneamente tutte le azioni disponibili tramite l’utilizzo di Cappy e focalizzandoci solo su Mario, si può comprendere quanto sia stato migliorato l’intero move-set semplicemente provando a riprendere in mano un capitolo precedente in maniera tale da cogliere nella sua totalità quanto sia stato profondo il lavoro di smussatura e affinamento effettuato da EPD che è riuscita nell’intento di rinnovare, rendendo impercettibile il cambiamento, un sistema di controllo che, come dicevamo in precedenza, era già di per se perfetto.

Super Mario OdysseyParlando di Cappy, e dei suoi numerosi utilizzi all’interno del gioco,  abbiamo trovato il suo inserimento meno invadente rispetto a quanto visto con lo SPLAC-3000 di Super Mario Sunshine seppur molto più preponderante in termini di Gameplay. Proviamo a spiegarci meglio, laddove lo zaino robotico creato dal professor Strambic stravolgeva completamente il move-set, tipico della serie, obbligando all’utilizzo di un sistema di controllo cucito a doppio filo attorno alle sole funzioni dello zaino parlante e confinando le porzioni dedicate al Platform più puro a delle piccole sezioni specifiche e ben circoscritte, Cappy è maggiormente paragonabile ad una protesi dello stesso Mario, in grado di espanderne il già mastodontico move-set implementando una serie di azioni che risultano naturali, quasi innate, e mai “mercificate” al mero stravolgere i canoni della serie. Dal colpire i nemici distanti, passando per l’utilizzo del cappello come piattaforma temporanea, fino al possedere oggetti e creature tutto il potenziale di Cappy si mostrerà come se fosse sempre stato presente nei titoli di Mario, ulteriore dimostrazione di come Nintendo sia riuscita a creare un gameplay davvero impeccabile. L’unico dubbio rimane sul futuro della serie… Cappy sicuramente non sarà nuovamente presente nei prossimi titoli dedicati all’idraulico della casa di Kyoto e sarà sicuramente interessante vedere cosa gli sviluppatori partoriranno in futuro, su questo fronte, per migliorare ulteriormente la loro creatura.

Super Mario Odyssey

Riguardo alle diverse periferiche utilizzabili, vi vogliamo rassicurare subito che i controlli tramite Joy-Con separati sono consigliati ma non indispensabili. Nintendo ha saputo valorizzare saggiamente le preferenze di ogni tipologia di giocatore evitando di imporre un sistema univoco di controllo e garantendo la stessa esperienza di gioco con tutte i controller attualmente disponibili per Switch.

Super Mario, la Luna splende

In redazione abbiamo sempre interpretato i giochi di Mario come degli immensi contenitori ricchi di intuizioni e level design capaci di trascendere dal genere di appartenenza. Ma dobbiamo affermare, senza remore, che Super Mario Odyssey è riuscito a stupirci anche su questo fronte, sia in positivo che, per taluni piccoli elementi, anche in negativo. I numerosi regni creati da Hayashida, Koizumi e Motokura sono un puro concentrato di idee così differenti e estrose che fino a che non si ha la possibilità di immergersi al loro interno con il senso di continuità che il gioco, nella sua completezza, gli riesce a donare, sembrano solo un tentativo esuberante di rompere con il passato. In realtà ogni ambientazione presente in Odyssey risulta sempre coerente in termini di level design restituendo il giusto senso di continuità e progressione. Una volta immersi nell’universo del gioco, vedere Mario passare da un panorama urbano ad un deserto infuocato non vi sembrerà mai stato più naturale. Ogni “mondo” visitabile è un sapiente mix di esplorazione, azione e fasi platform in cui la vastità della mappa viene sempre utilizzata in modo sapiente per evitare sezioni vuote o poco interessanti. In Super Mario Odyssey troverete sempre qualcosa da fare lungo il vostro cammino e il, sempre eccelso, level design saprà restituire la giusta soddisfazione sia ai giocatori più casual che a quelli che cercheranno una sfida più complessa e appagante. É proprio nella struttura delle mappe che si possono notare i maggiori cambiamenti svolti da Nintendo che è riuscita non solo a inserire, in maniera dannatamente naturale, delle fasi in due dimensioni che sembrano dei veri e propri livelli rimossi dal primo, storico, Super Mario per NES ma anche a rinfrescare un impianto di gioco, tipico dei platform 3D, che si basava fondamentalmente sulla ricerca di un taluno oggetto (di prassi un sole o una stella per quanto riguarda i precedenti titoli della serie) posto alla fine di una fase di platforming, al termine di una Boss Battle o alla risoluzione di un dato enigma.

Super Mario OdysseyUn’altra piacevole sorpresa di Super Mario Odyssey sono stati gli scontri con i Boss. La loro diversificazione e strutturazione, rispetto al passato, non fanno urlare di certo al miracolo ma restituiscono finalmente il giusto feeling quando li si affronta.

La raccolta delle Lune, presenti nelle varie ambientazioni, sarà il vostro obbiettivo primario per la quasi totalità del titolo. Il loro utilizzo come “benzina” per la Odyssey, la nave a forma di cilindro che vi permetterà di raggiungere le vari parti del Mondo, non lascia molto all’immaginazione ma abbiamo trovato davvero apprezzabile il fatto che il loro ottenimento vari lievemente dalla formula canonica a cui eravamo abituati, sparpagliandole nella totalità delle mappe e permettendo quindi al giocatore di progredire nell’avventura optando per una linearità molto affine ai due Super Mario Galaxy o attraverso un maggior senso di libertà e votando il tutto ad un esplorazione di stampo Sand Box che abbraccia quanto visto con Super Mario Sunshine… a tal proposito abbiamo trovato molto bello notare che le ambientazioni, e le attività disponibili al loro interno, muteranno progressivamente con il nostro progredire nell’avventura in maniera analoga a come accadeva sull’isola di Delfina.
L’assenza di punti morti e la preponderante volontà di riempire di contenuti Super Mario Odyssey, però, risulta il vero difetto dell’opera omnia di Nintendo. Non siamo impazziti, non preoccupatevi, ma il voler raggiungere il completamento totale dell’ultima avventura di Mario si è rivelato necessario per capire cosa non lo portasse a raggiungere nuovamente un Perfect Score. Il voler inserire Lune ovunque, in ogni anfratto possibile e perdendo a tratti il concept originale dell’avventura, ha generato alcune porzioni di gioco ripetitive e che, fortunatamente, si protraggono per un periodo di gioco davvero ridotto rispetto alla totalità delle ore necessarie per completare il titolo. Alla stessa maniera alcune ambientazioni risultano sottotono sia in termini di level design che di ispirazione artistica in generale, dando la parvenza di essere una sorta di riempitivo atto a garantire una longevità disarmante e, a tratti non necessaria, a Super Mario Odyssey. Non stiamo parlando di nulla che affossi il titolo o la sua fruibilità, semplicemente stranisce che l’alchimia perfetta fra esplorazione e raggiungimento degli obiettivi si vada parzialmente a perdere prima delle fasi finali dl gioco per un mero “strafare” non necessario e che impedisce al titolo di raggiungere i fasti della celebre creatura di Miyamoto datata 1996.

Super Mario Odyssey
Ecco come si presenta la World Map di Super Mario Odyssey.

Un Baffo ammaliante

É doveroso, al fine di evitare sterili polemiche, che quando ci si trova nella delicata situazione di analizzare un gioco lo si debba fare prendendo in considerazione la macchina su cui gira e come quest’ultima venga sfruttata dagli sviluppatori in termini di ottimizzazione e di utilizzo delle risorse. Se così non fosse la quasi totalità del panorama videoludico sarebbe da “castigare” per un comparto grafico non sempre in linea con le aspettative, con i trailer di presentazione e con le “innocenti” aspettative degli utenti finali. Troppe volte si leggono critiche in merito alle considerazioni sui motori grafici di giochi che girano su macchine meno potenti e, che ci crediate o meno, non c’è nulla di più sbagliato. Abbiamo volutamente speso due righe per fare questo “cappello” proprio perché Super Mario Odyssey è, al momento in cui scriviamo questa recensione, il punto più alto in termini di grafica che si possa trovare su Nintendo Switch.
Super Mario OdysseyIl titolo resta graniticamente fermo a 60 FPS in qualsivoglia contesto, la risoluzione si attesta sui 720p in modalità portatile e sui 1080p in modalità Docked, il livello di cura dei dettagli e delle animazioni è di una precisione infinitesimale (basti notare i dettagli sulla tuta da idraulico di Mario, in relazione ai movimenti di quest’ultimo, o le ambientazioni sempre vive e prive di effetti palesi di copiatura di taluni pattern grafici). In ogni sua componente, Odyssey, fa comprendere appieno la natura Cross-Gen di Breath Of The Wild mostrando come i piccoli muscoli della nuova ammiraglia di Nintendo possano regalare delle gioie per gli occhi. A corollario di un comparto grafico davvero imponente troviamo una modalità foto curata e ricca di opzioni che vi permetterà di riempire, letteralmente, la memoria interna della vostra Switch con tonnellate di Screenshot, arricchiti da filtri grafici e ritocchi di varia natura, che potrete comodamente riadattare, direttamente all’interno del gioco, per creare degli sfondi per i vostri dispositivi mobile.
Il comparto sonoro di Super Mario Odyssey non è da meno ed è “vittima” della stessa, meravigliosa, sorte dell’estrosità delle varie ambientazioni presenti nel gioco. I brani che compongono la colonna sonora sono tutti molto anonimi, seppur piacevolissimi, nella loro individualità ma raggiungono lo stato di grazia quando si amalgamano all’universo di gioco diventandone una parte imprescindibile. Piccola nota di merito al sapiente inserimento dell’HD Rumble che finalmente trova il suo pieno sviluppo non solo come “vibrazione d’accompagnamento” ma diventa una parte integrante del gameplay del titolo rivelandosi una piacevole aggiunta che fa permeare ulteriormente l’estrema cura al dettaglio ricercata da Nintendo per il suo nuovo System Seller.

PRO CONTRO
  • Gameplay e moveset superlativi.
  • Varietà e quantità di contenuti elevatissima.
  • Il miglior platform 3D attualmente disponibile.
  • Cura del dettaglio infinitesimale
  • Alcune (brevi) parti tendono a ripetersi tediosamente.
  • Alcuni “mondi” meno ispirati e tendenti al riempitivo.
Conclusione
Voto
9.6
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  • MaDLuke82

    Recensione spettacolare 😍