South Park Scontri Di-RettiSono passati oramai venti anni dal primo episodio di South Park e si conferma, con la ventunesima stagione, una delle serie più longeve della storia. Gli autori, Trey Parker e Matt Stone, non hanno però perso lo smalto e l’irriverenza che ha conquistato il cuore di tutti i fan dei quattro ragazzi del Colorado. Il loro modo di fare satira e comicità, insieme ad un gameplay semplice ed efficace ha portato al successo Il Bastone della Verità, primo gioco di ruolo a tema South Park sviluppato da Obsidian e pubblicato da Ubisoft. La consacrazione da parte di pubblico e critica ha portato, dopo circa tre anni e uno sviluppo travagliato, a South Park Scontri Di-Retti, seguito diretto dagli omonimi Studios e sviluppato da Ubisoft San Francisco. Il primo titolo della serie ha alzato nettamente l’asticella per quanto riguarda i tie-in videoludici, sia per quanto riguarda la scrittura che per gli aspetti puramente ludici e sarà difficile replicarsi migliorando ulteriormente il lavoro fatto, ma sorprendere è sempre stata una specialità di Stone e Parker che hanno deciso di rispolverare una delle saghe più popolari della serie, quella de “Il Procione ed i suoi amici”, per dare il background giusto a un titolo che sicuramente non sarà esente dalle polemiche ma che si mette nella zona franca tra l’eccesso di moralismo e l’umorismo nero usato a sproposito.

Il ritorno del Procione  

South Park Scontri Di-Retti inizia con una tragedia: si è smarrito un gatto ed Eric Cartman non può fare altro che cogliere la palla al balzo per richiamare in adunata la sua gang di supereroi, spogliandosi dei panni del mago del primo gioco e vestendo quelli del Procione. Interrotto di colpo il live-action RPG che stavano interpretando in precedenza, i bambini di South Park quindi si ritrovano ancora una volta a giocare nei panni dei supereroi con l’iniziale intento di recuperare la ricompensa di cento dollari data dai proprietari gatto per produrre una serie cinematografica che rilancerà il franchise de “Il Procione” oramai surclassato dagli altri bambini-supereroi della città, “Gli amici della libertà”. Tra la faida delle due gang di supereroi ci siamo noi, il Novellino, ritrovatosi non si sa come in balia di un nuovo gioco, una nuova avventura. Nonostante il titolo sia un sequel de “Il bastone della Verità”, South Park Scontri Di-Retti è assolutamente godibile non solo per chi non ha giocato il primo gioco, ma non solo, anche chi non ha mai visto nella sua interezza la serie può godere di questo gioco che fa della scrittura della trama e dei personaggi il suo punto forte. (Consigliamo comunque di recuperare gli episodi 13×02, 14×11, 14×12, 14×13 per avere una panoramica completa de Il Procione e i suoi amici)

Catapultati in questa nuova avventura da super hero, ci troveremo per le prime ore di gioco a scoprire come gestire le nostre abilità e a delineare tutte le caratteristiche del nostro personaggio, incontrando sul nostro percorso i nemici più disparati, tra preti pedofili, spogliarelliste e ragazzi delle medie comporremo la storia del nostro eroe e grazie a Cartman torneremo nel tempo per scoprire il trauma che ha scatenato i nostri poteri.

Le fasi iniziali del gioco, quindi, sembrano proprio essere un grosso districarsi tra tutorial, selfie da postare sul proprio account Coonstagram e satira ma dopo che Morgan Freeman ci farà scoprire il potere nascosto dentro il nostro posteriore, il gioco sembra decollare lasciando un po’ da parte l’irriverenza tipica della serie ma offrendo comunque un buon comparto narrativo. South Park Scontri Di-Retti osa molto meno del primo capitolo ed è più politicamente corretto, difatti, non ci troveremo davanti a eccessi come l’aborto zombie nazista gigante del primo capitolo.

Effettivamente, South Park Scontri Di-Retti, fa meno ridere de “Il Bastone della verità” ma riesce comunque a risultare agli occhi di chi gioca come una gigantesca puntata della serie televisiva e sicuramente, questo non è un male anche perché Stone e Parker hanno scritto questo mega-episodio molto bene nonostante sia stato scelto un tipo di comicità più trash, spostando le attenzioni dello spettatore sui peti e sulla loro forza.

Da grandi peti derivano grandi responsabilità

Se confrontato con il primo titolo, South Park Scontri Di-Retti vede una grande rivoluzione in termini di gameplay: le modalità di esplorazione sono rimaste pressoché identiche, tenendo lo stile dei metroidvania. I posti da visitare nella magica South Park sono tanti, tutti legati precisamente a qualche episodio della serie e ci riporteranno in mente i ricordi di questi vent’anni passati insieme ai ragazzi. In giro per la città saremo impegnati a risolvere missioni principali e secondarie che ci porteranno in vari punti di South Park e ci metteranno davanti ad altri personaggi della saga che ci chiederanno di soddisfare dei loro bisogni, come il recuperare tutti i Yaoi sparsi per la mappa. Con il passare delle missioni, inoltre, aggiungeremo nuovi poteri e abilità al nostro personaggio che ci serviranno per continuare le missioni principali o per raggiungere i vari collezionabili.

Una delle maggiori novità del gioco però è il sistema di crafting che ci permetterà di produrre, grazie agli oggetti trovati in giro per la mappa dei consumabili, dei vestiti e manufatti.
Aumentando il nostro livello potremo sbloccare vari slot nei quali inserire i diversi manufatti che ci permetteranno di modificare le statistiche del nostro personaggio per quanto riguarda salute, attacco e via dicendo…
Al contrario de “Il Bastone della Verità” i vestiti ricopriranno il mero compito di personalizzare esteticamente il nostro Novellino nelle più diverse maniere.

Il sistema di combattimento, invece, è fondamentalmente quello dei classici RPG a turni, solo che ci dovremo muovere in uno scacchiere tipico dei giochi strategici. Prima di cominciare ogni combattimento, inoltre, dovemmo decidere quale squadra di amici portare con noi nel combattimento. I nostri alleati avranno tutti caratteristiche diverse e sarà necessario scegliere attentamente per ogni combattimento quali supereroi collaboreranno con noi in modo da affrontare ogni battaglia nella maniera giusta. I poteri del novellino, invece, saranno legati alla classe che sceglieremo e anche se con l’andare avanti della storia riusciremo a padroneggiarle tutte, potremmo equipaggiare solo 3 poteri alla volta più un potere speciale.
Praticamente, quindi, avremo a disposizione circa una trentina di poteri ma non riusciremo ad utilizzarne molti a causa dei pochi slot di equipaggiamento.

Gli attacchi che i personaggi hanno a disposizione sono molto differenti e trovre le giuste combinazioni diverte molto e rende molto gradevole gli scontri che, anche alla difficoltà maggiore, non sono mai proibitivi. Grazie anche ad alcuni aiuti come i peti del protagonista, che grazie agli insegnamenti di Morgan Freeman riusciranno a modificare il tempo e lo spazio e ad aiutarci nei combattimenti e non solo.

Nonostante sia le missioni che le battaglie siano molto divertenti, South Park Scontri Di-Retti soffre un po’ la ripetitività delle missioni secondarie e di alcuni combattimenti che affronteremo nella città. Fortunatamente, i combattimenti casuali non sono indispensabili per salire di livello, dato che la maggior parte dei punti esperienza sarà ottenibile tramite le missioni secondarie.

South Park Scontri Di-Retti

Tecnicamente il gioco è semplice ed efficace. La realizzazione artistica è la stessa identica del cartoon, ad avvalorare la tesi che questo titolo come il precedente siano due grandi episodi della serie. Oltre a qualche glitch in giro per il gioco che non da molto fastidio e che sicuramente sarà risolvibile con una patch.

 South Park Scontri Di-Retti e di Ita-gliano

Se ci avessero chiesto, dopo le prime ore di gioco, di dare un voto al gioco da fan della saga, in maniera decisamente personale, South Park Scontri Di-Retti avrebbe ampiamente superato il perfect score. Sarà perché siamo innamorati di quell’ironia mai offensiva ma sempre dissacrante, sarà perché abbiamo amato alla follia il primo capitolo. Poi, purtroppo, un problema ha fatto capolino: la localizzazione in italiano del gioco. Sia ben chiaro, questa non è una critica fatta da chi preferisce a prescindere le opere in lingua originale, ma la localizzazione del titolo è quasi totalmente insufficiente.

Gli attori che interpretano i bambini hanno assolutamente svolto un ottimo lavoro, pari a quello che si vede in televisione, ma col tempo è possibile notare non solo che alcuni personaggi secondari hanno recitato la propria parte in maniera un po’ superficiale ma l’utilizzo delle voci stesse è stato molto confuso. Tra personaggi con due voci differenti, e attori che hanno interpretato più di un personaggio il titolo è una torta che manca della sua ciliegina, essenziale per chi è abituato a guardare South Park doppiato.

D’altra parte il gioco, in lingua originale, diventa davvero una bomba, perfetto per chi è un fan di South Park ma adatto, ovviamente, a chi è abituato a guardarlo con le voci originali e che comprende la lingua inglese perché anche i sottotitoli presentano spesso qualche errore grammaticale che speriamo venga corretto col tempo.

Sfortunatamente in un periodo dove la localizzazione decide anche le sorti di vendita di un gioco, basta farsi un giro sul web per vedere quanta gente ha rinunciato ad alcuni titoli per la mancanza di lingua italiana, ci si aspetta che sia ben curata. Sopratutto se si tratta di un tie-in, nel quale è stata più volte sponsorizzata la presenza di tutti i doppiatori originali della serie.

PRO CONTRO
  • Gameplay migliorato e divertente…
  • Comicità irriverente e scrittura degna dei migliori episodi di South Park.
  • Personalizzazione del personaggio decisamente valida in tutti gli aspetti.
  • ..ma eccessivamente ripetitivo.
  • Localizzazione in italiano decisamente sotto le aspettative.
Conclusione
Voto
8,4
CONDIVIDI
Articolo precedenteRECENSIONE: Stranger Things 2 (2016 – 2017) – Netflix
Prossimo articoloMicrosoft compara Xbox One X con PlayStation 4 Pro in un opuscolo informativo
Studente di Relazioni Internazionali, appassionato di videogames, musica e serie TV. Riesco ad apprezzare vari generi videoludici anche se preferisco, decisamente, gli shooter, gli action e i platform.