Destiny 2Sono passati tre anni da quel lontano Settembre 2014. Tre anni in cui il progetto Destiny ha saputo rinnovarsi e reinventarsi sapendo mantenere sempre alta l’attenzione su di sé fino a quando, nel Maggio scorso, il team di Bungie ha mostrato al mondo, in un evento di proporzioni davvero mastodontiche, la nuova iterazione del suo progetto. Destiny 2 è un titolo di difficile valutazione, non ve lo nascondiamo, e proprio per questo abbiamo voluto prenderci il tempo necessario per proporvi una recensione il più oggettiva possibile della nuova opera magna dei ragazzi di Bungie. L’intero staff del 17KGroup, avendo impresso nel DNA il celebre Tricorno, ha deciso all’unanimità di sbollentare l’eccitazione dei primi giorni di gioco e di attendere l’avvento delle attività end-game più complesse, per proporvi un’ analisi che non sia contaminata dalla soggettività e che sia rispettosa della fiducia che in questi anni avete dato alla nostra community e al nostro operato attorno all’universo di Destiny.

Benvenuti in un mondo senza Luce

Bungie, con Destiny 2, ha compiuto un ritorno in grande stile allo storytelling a cui aveva abituato i suoi fan di vecchia data. I buchi di trama e la narrativa a tratti senza direzione del primo capitolo, sono oramai un lontano ricordo.
Le 15 missioni che compongono la campagna principale sono tutte piuttosto corpose, con una varietà di attività più che decorosa e arricchite da ottime cutscene, atte a rispondere al maggior numero di quesiti possibili su ciò che succede attorno al nostro protagonista. L’epicità e l’impatto emotivo di alcune porzioni del comparto narrativo si pongono su livelli qualitativi davvero elevati e, in più di un’ occasione, i conoscitori della saga di Master Chief si sentiranno nuovamente a casa.
Durante 8-10 ore, necessarie a portare a termine la campagna principale, tutto l’arco narrativo imbastito nei primi momenti di gioco si conclude in maniera chiara e appagante, evitando a chi vuole affrontare il titolo solo per la sua componente single player, ogni sorta di imposizione nei confronti del ricchissimo comparto end-game che permetterà ai giocatori di prepararsi per la prima incursione e per i prossimi contenuti aggiuntivi previsti durante l’anno.

Destiny 2
L’alba di nuove leggende!

Oltre alla già accettabile longevità della campagna principale, troviamo tutta una serie di missioni secondarie atte ad allungare l’esperienza di gioco.
Durante la nostra lotta contro la Legione Rossa ci ritroveremo a viaggiare su pianeti diversi dove incontreremo alcuni personaggi che ci aiuteranno nella nostra impresa; ognuno di essi ci aprirà un arco narrativo composto da alcune missioni secondarie (chiamate Avventure) che, oltre ad aumentare durante i nostri progressi nella missione principale, culmineranno in un impresa finale che chiuderà quasi totalmente la storyline del pianeta in cui ci troveremo. Le Avventure non possono vantarsi sicuramente di avere delle trame ben confezionate come quella della storia principale e, più di una volta, chi non avesse una conoscenza della lore del primo capitolo potrebbe non comprendere appieno alcune porzioni di trama, ma resta indubbio lo sforzo da parte di Bungie di mantenere chiara e auto-conclusiva la narrativa di ogni singolo elemento presente in Destiny 2, per non penalizzare quel bacino di pubblico (come ad esempio gli utenti PC) che  non hanno avuto la possibilità di giocare al primo capitolo.

A completare l’offerta per lupi solitari troviamo, infine, tutta una serie di attività minori basate sulla mera esplorazione: i circa 50 settori perduti, sparpagliati nei quattro pianeti disponibili, ci porranno delle brevi sfide contro dei mini-boss, accompagnati da piccole orde di nemici base, per ottenere degli oggetti addizionali tali da incrementare il nostro inventario. Gli oggetti esaminabili all’interno dei vari pianeti ci daranno informazioni storiche sugli eventi accaduti in passato, cercando di saziare la fame di lore del giocatore. Infine le casse disseminate per la superficie dei pianeti appagheranno la voglia di esplorare portandoci a perlustrare quasi totalmente ogni anfratto delle regioni disponibili. In merito alla vastità dei quattro pianeti, e alle loro dimensioni differenti, la Terra e Nessus hanno un territorio davvero grande e ben differenziato, con ottime scelte di level design e luoghi sempre vari e mai ridondanti. Titano e Io hanno invece una superficie calpestabile più contenuta e meno variegata rispetto ai primi due, soggettivamente ci sono sembrati meno ispirati rispetto alla prima coppia, anche se dobbiamo fare una menzione speciale al level design e all’architettura del Pyramidion dei Vex presente su Io.
In linea generale, però, ci troviamo di fronte ad una vastità di territorio davvero impressionante rispetto al primo capitolo. In conclusione possiamo sicuramente dire, senza esitazioni, che la mole di contenuti addizionali, uniti alla grandezza dei quattro pianeti completamente esplorabili, alza la longevità del titolo a circa 50 ore, un risultato davvero generoso e in grado di rendere Destiny 2 appetibile a tutta quella tipologia di giocatori, amanti delle esperienze in solitaria, che non hanno intenzione di compiere tutte le attività cooperative o competitive disponibili nell’end-game. Ottimo lavoro Bungie!

Destiny 2
Abbiamo volutamente scelto delle immagini neutrali per evitarvi qualsivoglia anticipazione in merito alla storia di Destiny 2

Grimorio… dove sei?

Prima di analizzare il comparto endgame del titolo, è necessario dedicare due righe ad un piccolo grande assente: il Grimorio.
Per chi non lo sapesse, il Grimorio era una collezione di carte virtuali, sbloccabili al conseguimento di determinate attività di gioco o all’ottenimento di un dato equipaggiamento, consultabili sul sito di Bungie, che narrava delle piccole storie inerenti all’universo espanso di Destiny.
Bungie ha più volte espresso la volontà di focalizzarsi sulla narrativa per non rischiare di ripetere i passi falsi fatti con la storyline del primo capitolo, per farlo ha deciso di fornire tutte le informazioni in merito alla lore del gioco direttamente all’interno di Destiny 2.
Oltre alle splendide cinematiche e alle ottime linee di dialogo che vi accompagneranno durante la vostra avventura, sono state inserite delle didascalie a scomparsa con una funzione simile a quella del precedente Grimorio. In qualsiasi momento potrete selezionare una sottoclasse o un oggetto esotico, dall’interno del vostro inventario, e richiamare tramite la pressione di L2/LT una piccola descrizione aggiuntiva atta a fornirvi alcune informazioni storiche addizionali.
Se questa soluzione garantisce sicuramente un immersione totale all’interno dell’universo di gioco, il rovescio della medaglia è evidente nella perdita di tutta la componente estranea alla trama di Destiny 2 e che permetteva di approfondire meglio il passato di alcuni personaggi oramai entrati nell’immaginario comune dei fan del titolo di Bungie. Sicuramente un Grimorio integrato nel gioco, con le stesse dinamiche di sblocco delle informazioni e consultabile direttamente all’interno del titolo, sarebbe stata la soluzione ottimale per unire il meglio dei due mondi mantenendo una narrazione completa e la possibilità di perdersi in letture e approfondimenti sulla Lore di Destiny.

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Il nuovo sistema di Didascalie prova a reintrodurre il celebre Grimorio direttamente all’interno del gioco.

Engrammi… Engrammi ovunque!

Ci teniamo a chiarire subito una cosa: il grinding (ovvero la ripetizione continua di alcune attività per poter ottenere dell’equipaggiamento migliore) rimane il fulcro dell’endgame di Destiny 2.
Lo stacco netto dal precedessore però è evidente nel momento in cui ci si addentra nella varietà di attività, da effettuare costantemente, dopo aver terminato la missione principale. In fase di recensione abbiamo testato il titolo di Bungie per circa 89 ore, nei precedenti sette giorni, e la sensazione di noia non si è mai palesata in maniera evidente.
Attenzione però, non si parla di una differenziazione esagerata rispetto al precedente capitolo ma il nuovo sistema procedurale con cui si può salire di Potere (che prende il posto della Luce del precedente capitolo e indica il nostro progredire una volta raggiunto il Level Cap), unito alla mole di contenuti di cui vi parlavamo nel paragrafo precedente, permettono al giocatore di scegliere sempre attività diverse per trovare dell’equipaggiamento migliore per poter affrontare le sfide più difficili e ardue.
Destiny 2Gli Engrammi (piccoli cristalli con la funzione di una loot box contenente equipaggiamenti di potenza crescente) sono ottenibili in egual maniera da tutte le attività presenti nel gioco, e la potenza dell’equipaggiamento al loro interno scalerà verso l’alto in relazione al Potere attuale del vostro guardiano.
Le ricompense migliori, ovvero con una potenza notevolmente maggiore rispetto al vostro livello attuale, rimangono comunque il premio per il conseguimento delle attività più difficili con cadenza settimanale, ma il senso di crescita costante dato dal nuovo sistema di progressione vi permetterà di scegliere liberamente le attività da svolgere dall’intera rosa presente in Destiny 2, senza obbligarvi a ripetere incessantemente sempre la solita tipologia di eventi per arrivare ad un livello di Potere tale da affrontare le imprese più ardue.
Potrete quindi ottenere degli Engrammi portando a termine le missioni secondarie, o uccidendo un nemico durante una fase esplorativa, o eliminando il mini-boss di un Settore Perduto e se proprio la fortuna non vi arriderà potrete sempre scambiare gli oggetti consumabili, dislocati sulla superficie dei vari pianeti o ottenibili al termine delle varie attività, con i personaggi presenti nelle varie regioni in cambio di Engrammi.
Oltre alle Avventure, ai Settori Perduti e alle Imprese, presenti su ogni pianeta, potrete cimentarvi anche negli Eventi Pubblici. Piccole missioni a tempo, disponibili in due differenti livelli di difficoltà, che ciclicamente saranno disponibili all’interno della mappa di gioco e che potranno essere intraprese liberamente anche mentre si è impegnati nell’adempimento di un’attività diversa.
A completare il pacchetto ci sono gli Assalti, come da tradizione suddivisi in versione Standard e Cala La Notte. Delle missioni auto-conclusive, distaccate dalla storia principale, della durata di circa 20/25 minuti e da effettuare in gruppi da tre giocatori. L’adempimento costante di queste attività è volto al raggiungimento di un livello di Potere adeguato per affrontare l’Incursione: Il Leviatano, una lunga e articolata missione per sei giocatori che richiede, oltre ad un equipaggiamento idoneo, una buona dose di organizzazione, di comunicazione e di collaborazione e che si erge come obbiettivo ultimo per l’ottenimento di equipaggiamento esclusivo che permetta il raggiungimento del livello massimo di Potere disponibile attualmente.
Se il primo Destiny peccava di ripetitività eccessiva nelle attività da svolgere, specialmente nelle prime settimane di gioco, per poter ottenere oggetti utili a salire di livello, la situazione non si ripresenta assolutamente in questo secondo capitolo. Bungie sembra aver ascoltato le richieste dei giocatori e messo in atto un sistema che amalgama un’ottima varietà di situazioni ad un sistema di crescita dei personaggi ben bilanciato e che difficilmente vi verrà a noia nella vostra scalata verso il livello massimo di Potere.

Destiny 2
Arrivare al livello massimo sarà lungo e difficile ma mai noioso.

 

Oh Capitano, mio Capitano

Il modo migliore di compiere le attività endgame di Destiny 2 è sicuramente in compagnia di un gruppo affiatato di amici. Bungie, consapevole dell’ottima risposta ricevuta dalla community con il primo capitolo ha deciso di dare maggior risalto, in questa seconda iterazione, ai Clan, donando loro l’importanza che meritano all’interno dell’ecosistema del gioco. Se in Destiny appartenere a un gruppo fisso di giocatori comportava semplicemente il mostrare una Tag di appartenenza vicino al proprio username, nel secondo capitolo fare parte di un Clan vi permetterà di ottenere una serie di vantaggi notevoli compiendo attività in squadra o in solitaria. Settimanalmente avrete un numero individuale di punti esperienza da raggiungere, il conseguimento di questo traguardo vi permetterà di ottenere degli engrammi contenenti armamento di Potere quasi sempre maggiore a quello attualmente a vostra disposizione.
Il tetto massimo di esperienza complessiva, invece, permetterà all’intero Clan di salire di livello sbloccando dei Bonus, disponibili per tutti i membri del gruppo, che rimarranno attivi fino al termine della stagione corrente, che ha una durata indicativa di sei settimane. Compiere le attività più complesse come l’Incursione, le Prove Dei Nove o il Cala La Notte daranno inoltre un ulteriore Engramma aggiuntivo per ciascuna delle attività portate a termine dai membri del Clan.
La stratificazione dei Clan presente in Destiny 2 rende, quindi, molto più interessante e appagante il fare parte di un gruppo di giocatori unito e coeso.
Destiny 2Bungie, inoltre, ha pensato anche a tutta quella realtà di giocatori che si trovano da soli e senza un gruppo di amici con cui effettuare le imprese più difficoltose e che sono prive di Matchmaking (il sistema atto ad unire un numero di giocatori casuali e generare una squadra randomica per poter conseguire un attività), inserendo le Partite Guidate. Ogni volta che in un Clan ci sarà qualche defezione nell’organico prima di effettuare qualche attività importante, i membri potranno aprire degli Slot per inserire nella propria squadra dei giocatori esterni. Un menù a scorrimento mostrerà agli utenti sprovvisti di un gruppo, le varie richieste presenti in quel preciso momento e dovranno semplicemente selezionare l’attività preferita e immergersi nell’azione.
Più il giocatore esterno parteciperà alle attività dello stesso Clan, più il punteggio di Giuramento verso quest’ultimo aumenterà creando una sorta di valutazione utile per un successivo inserimento nell’organico principale.
L’intero sistema di Partite Guidate, al momento in cui scriviamo questa recensione, è ancora in fase Beta ma le premesse di rendere più abbordabile l’esperienza multigiocatore a quella parte di utenza che in passato lamentava l’impossibilità di compiere determinate attività in Desitny sembrano davvero ottime.

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La nuova pagina dedicata ai Clan vi offre un rapido riassunto su le attività ancora da compiere.

Non chiamatelo: “DLC del Primo”

Un ottimo sequel, per potersi chiamare tale, deve essere in grado di prendere i punti di forza del capitolo precedente, correggerne i difetti ed inserire alcune novità atte a rinnovare quanto basta per potersi distaccare dal suo predecessore.
Bungie, con Destiny 2, sembra aver preso alla lettera queste indicazioni andando a modificare pesantemente le fondamenta del gioco, lasciando una superficie che, oltre a risultare famigliare a chi abbia passato i precedenti tre anni con il precedente capitolo, non presenta mai cambiamenti radicali evidenti.
Senza contare un comparto grafico rinnovato e uno story-telling di prim’ordine, dalla gestione delle sottoclassi, passando per l’inventario, fino ad arrivare a piccoli dettagli che passeranno inosservati a molti giocatori, tutto in Destiny 2 risulta cosi diversamente uguale dal suo predecessore da rendere lo stacco col passato evidente soltanto nel momento in cui lo si paragona direttamente con il primo capitolo.
Destiny 2Parlando subito del celeberrimo Gunplay targato Bungie, ci troviamo di fronte a un titolo che fa del semplice mirare e sparare il suo punto cardine. I movimenti del vostro guardiano, il rinculo delle armi e l’armoniosità con la quale tutti i movimenti risultano sempre naturali, reattivi e mai legnosi o forzati vi porterà, nuovamente, a perdervi nel semplice girovagare fra i pianeti a sparare a qualsiasi cosa si muova di fronte a voi. Facendo un rapido confronto, joypad alla mano, con il primo Destiny si possono notare tutta una serie di micro rifiniture difficili da spiegare con delle semplici parole ma che portano la consolidata Formula Alchemica, di casa Bungie, ad un gradino superiore rispetto al passato.
Passando al mondo di gioco, lo stacco con il passato è più evidente e marcato con l’inserimento di una formula simile agli Open World atta a dimezzare i tempi morti, presenti nel primo capitolo, e a promuovere l’esplorazione in totale libertà. Tutte le attività presenti sui pianeti, esclusi gli Assalti, sono accessibili direttamente dalla mappa in qualsiasi momento e basterà avvicinarsi al segnalatore apposito per far cominciare una missione istantaneamente. Questo sistema, oltre a eliminare i tediosi e costanti passaggi in orbita con conseguenti caricamenti, permette di affrontare le attività disponibili nell’ordine in cui si preferisce e quando lo si ritiene più opportuno, lasciando un’indipendenza quasi totale al giocatore su come progredire nella propria avventura.
Un sistema di viaggi rapidi, applicato tramite alcuni punti strategici all’interno delle varie mappe, vi permetterà di spostarvi rapidamente fra una regione e l’altra nel caso vogliate seguire una determinata sequenza di eventi in maniera celere e metodica, anche se l’esplorazione della superficie planetaria risulterà sempre la scelta più proficua in termini di esplorazione e possibilità di trovare attività minori da affrontare durante il tragitto.

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Il nuovo sistema di Viaggi Rapidi risulta dannatamente efficace per muoversi in libertà all’interno del mondo di gioco

La parte più imponente in termini di novità, però, risiede nel complesso lavoro di bilanciamento delle armi e delle classi effettuato da Bungie.
Per evitare situazioni analoghe al primo capitolo, dove il Drop di armi con caratteristiche randomiche generava dei divari di potenza di fuoco fra i giocatori dettati per lo più dalla casualità, tutto l’armamentario e le armature di Destiny 2 sono dotati di Perk fisse e non modificabili. Questo sistema, che di primo acchito può sembrare limitante, svela tutto il suo potenziale progredendo nel gioco e comprendendo quanto sia importante disporre di un armamentario diversificato per le varie attività e che lavori in simbiosi con quello del proprio team di giocatori.
Le uniche alterazioni applicabili ad armi e armature risiedono in piccole modifiche, acquistabili dal venditore specifico, che permettono di intervenire sul danno totale, sulla velocità di ricarica, sulla mobilità e su tutta una serie di piccoli fattori atti a far eccellere il nostro guardiano in una categoria specifica.
Destiny 2Molto più impattante in termini di Gameplay risulta, invece, la decisione di stravolgere completamente la gestione delle Sottoclassi dei nostri Guardiani (una variante alle Specializzazioni presenti nei giochi di Ruolo). Nel primo capitolo potevamo andare ad agire su ogni singolo parametro per modificare non solo caratteristiche base come Agilità, Resistenza e Recupero della salute ma anche tutta una serie di potenziamenti offensivi e difensivi che rendevano il nostro Guardiano il più vicino possibile alle nostre necessità. In Destiny 2 questo sistema è stato modificato in maniera imponente ponendoci di fronte alla possibilità di scegliere due macro sezioni dedicate ad uno stile di gioco rivolto maggiormente all’attacco o incentrato sulla difesa e sul supporto del team. Se la prima impressione può fuorviare, sembrando eccessivamente semplicistica e poco personalizzabile, la bontà della nuova gestione delle Sottoclassi si mostra durante le attività più impegnative dell’endgame dove la giusta alchimia fra difesa, attacco e un’ottimale scelta delle classi all’interno del team sarà la chiave per portarsi a casa la vittoria. Se questa novità, però, rende giustizia ad un sapiente lavoro di squadra, il rovescio della medaglia lo si ottiene giocando in solitaria dove tutte le attività single-player mostrano lievemente il fianco sul livello di difficoltà generale, offrendo una sfida poco impegnativa e di facile conseguimento anche per chi non ha mai avuto modo di addentrarsi nell’universo di Destiny.
Le novità introdotte da Bungie, come abbiamo potuto vedere finora, sono davvero tantissime ma il vero punto di forza di questa seconda iterazione del Franchise è quella di riuscire a farle coesistere amalgamandole ad un universo di gioco oramai rodato senza mai snaturarlo o rivoluzionarlo eccessivamente, lasciando una piacevole sensazione di Deja Vu nei fan di vecchia data e mostrando finalmente il pieno potenziale ideato inizialmente per Destiny.

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La possibilità di affrontare più attività nello stesso momento è una delle novità che più abbiamo apprezzato in Destiny 2

Il Leviatano

La prima Incursione di Desiny 2 si presenta come la sfida ultima per i giocatori che amano le modalità PvE. Le differenze rispetto al passato sono notevoli anche se, come già visto in precedenza, risiedono quasi tutte dietro le quinte. Il Leviatano si svolge su una mappa di gioco inedita e dalle dimensioni davvero generose, sapientemente disseminata di segreti e sezioni nascoste e con una richiesta in termini di cooperazione e di ragionamento maggiore rispetto al passato. Le sfide che ci verranno proposte, infatti, verteranno maggiormente sulla risoluzione di puzzle e su una pronta comunicazione del team rispetto al mero sopravvivere lasciando alla parte finale del Leviatano il compito di saziare la nostra fame di gunfight. Artisticamente rimane un’ opera di level design imponente e affascinante con un numero elevato di richiami esasperati a determinati periodi storici ed una varietà di situazioni, e di ambientazioni, davvero sopra la media. Abbiamo apprezzato particolarmente il livello di difficoltà adattivo e la scelta di ridurre notevolmente gli scontri a fuoco per renderla una prova ardua anche ai giocatori con un livello superiore a quello richiesto per accedervi, un piccolo dettaglio in grado di renderla una sfida discretamente appagante anche dopo numerose volte che la si porta a termine. Le uniche piccole sbavature in merito all’Incursione sono da attribuire semplicemente ad una pigrizia da parte di Bungie nel non contestualizzare degnamente tale bellezza all’interno della storyline di Destiny 2. Dopo l’ottimo arco narrativo saggiato nelle missioni precedentemente ci saremmo aspettati come minimo una cinematica introduttiva per presentare al meglio il Leviatano al suo debutto, specialmente ora che non è più presente un vero e proprio Grimorio che alimenti le teorie personali sulla Lore del gioco, ma a parte questo non possiamo che essere soddisfatti dall’ottimo livello di sfida proposto e dalla magnificenza artistica che fanno da padrone per tutta la durata di questa prima Incursione.

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Sarete pronti a divertire il proprietario del Leviatano e a sopravvivere alle sue prove?

Chiamata alle armi

Fin dagli albori di Destiny i giocatori hanno avuto modo di cimentarsi nel Crogiolo, l’arena dove Lord Shaxx permette a tutti i Guardiani di distendere i nervi combattendo fra di loro per mostrare le proprie capacità e la propria supremazia in termini di gunfight e gioco di squadra. Non stupisce, quindi, che dopo anni di modifiche, accorgimenti e inserimenti di numerose e variegate attività, le aspettative verso il nuovo comparto multiplayer competitivo di Destiny 2 fossero allo stesso livello, se non maggiori, della controparte cooperativa.
Purtroppo, ve lo diciamo subito, il PVP di Destiny 2 anche se ricco di stravolgimenti e novità pare aver fatto dei notevoli passi indietro in termini contenutistici senza apparenti ragioni. Al momento vi sono solamente due playlist selezionabili: Partita Veloce e Competitiva con al loro interno un totale di cinque modalità completamente randomiche. Sparisce completamente, quindi, la possibilità di selezionare una specifica attività per cimentarvisi ma si dovrà semplicemente sperare che la casualità si unisca alla nostra fortuna facendoci giocare alla modalità che preferiamo. Sono state “momentaneamente” rimosse anche le partite private che permettevano a gruppi di amici di sfidarsi fra loro con modalità, tempistiche, bonus e malus decisi prima dello scontro. Insomma, anche se le novità e gli stravolgimenti in termini di Gameplay, che andremo a vedere in seguito, sono molti e tutti atti a “strizzare l’occhio” al tanto richiesto competitive, la povertà di scelta rispetto al primo capitolo è evidente fin da subito e, per quanto stiamo parlando di un titolo in crescita costante, non ci siamo riusciti a spiegare la totale assenza di scelta e di varietà presenti nel primo capitolo.
Come accennavamo qualche riga più in alto, il Gameplay della modalità multiplayer competitiva di Destiny 2 ha subito un mutamento davvero imponente. Innanzitutto tutte le attività sono state ripensate per squadre da quattro giocatori, rimuovendo completamente i 3v3 e i 6v6 presenti nel precedente capitolo. Il nuovo bilanciamento di classi e armi è stato pensato per ridurre al minimo le corse in solitaria, e le azioni freniche viste in precedenza, e premiare il gioco di squadra. I teamshot diventano predominanti rispetto al equipaggiamento quasi obbligato del primo Desinty. Le gunfight sono ancora presenti ma la scarsità di situazioni in cui vi troverete da soli a fronteggiare un nemico, le renderanno momenti più unici che rari durante un intero match. Tutta l’azione, in pratica, vira drasticamente verso un approccio più ragionato e lento che se per molti aspetti potrebbe risultare interessante pare a tratti snaturare il Gameplay veloce, e basato sulle proprie capacità individuali, a cui i giocatori erano abituati, rendendo anche le sfide focalizzate sulla competizione più feroce, accessibili ad un bacino maggiore di utenza. L’ Hub di gioco, durante le partite all’interno del Crogiolo, ha subito interessanti modifiche, presentando un’interfaccia che permette al giocatore di effettuare call-out precisi (grazie alla presenza di nomi chiari e precisi su dove ci si trova all’interno delle mappe) e sapere sempre contro quali sottoclassi ci si sta confrontando per poter organizzare in maniera ottimale le proprie azioni di squadra.

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Il nuovo Hub per le modalità Multiplayer è davvero pratico e ottimizzato per il gioco di squadra.

Prima di concludere la nostra breve analisi del comparto PvP, volevamo spendere due righe per valutare anche le Prove Dei Nove, la nuova modalità endgame pensata per gli amanti del PvP e che va a sostituire le celebri Prove Di Osiride. Una squadra da quattro giocatori dovrà vincere sette partite, in una delle due modalità competitive presenti nel gioco, potendo perdere fino ad un massimo di tre match prima di essere squalificati.
Destiny 2Se riusciranno a portare a termine l’obiettivo avranno accesso ad un area speciale dove verranno premiati con dell’equipaggiamento esclusivo e di Potere elevato. La mappa è univoca per tutti, e i partecipanti possono tentare di raggiungere il loro traguardo un numero illimitato di volte durante i giorni in cui sono presenti le Prove. Se come dicevamo il concept rimane pressoché invariato, escludendo il cambio di location e personaggi non giocanti rispetto al primo Destiny, quello che non ci ha convinti appieno sono le modifiche, a tratti fin troppo permissive, rispetto a Destiny. Innanzitutto il ticket di partecipazione non è più un item acquistabile ma chiunque può accedere direttamente alle Prove dalla sezione dedicata al crogiolo. Il sistema di reputazione, utilizzato ampiamente in tutto Destiny 2, viene riproposto anche nelle Prove Dei Nove, permettendo anche a chi non ottiene risultati eccelsi di poter ottenere l’equipaggiamento esclusivo di questa modalità, se si fa parte di un clan, inoltre, tutto l’equipaggiamento può essere ottenuto (ad un livello di Potere minimo e un pezzo a settimana) anche da tutti i componenti del gruppo a patto che almeno una squadra da quattro all’interno del Clan riesca a raggiungere le sette vittorie. In conclusione rimane invariato il riconoscimento personale di chi arriva al tanto agognato risultato, ricevendo un emblema esclusivo per il conseguimento delle vittorie Flawless e la scelta di item potenziato, ma la nuova economia interna del gioco, basata su pegni e reputazione, unita alla maggior staticità del Gameplay del PVP, rendono meno appagante, e stimolante, la corsa alle Prove che si verificava settimanalmente sui server di Destiny.

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Una breve panoramica dell’equipaggiamento esclusivo ottenibile nelle Prove Dei Nove

I tecnicismi di Destiny 2

Prima di concludere la nostra lunga analisi di Destiny 2 volevamo soffermarci brevemente sull’aspetto tecnico della nuova fatica di Bungie. Graficamente parlando, lo stacco con il predecessore è evidente fin dai primi momenti di gioco. Il motore grafico è lo stesso di Destiny ma i modelli poligonali dei personaggi che popolano il mondo di gioco sono stati ridisegnati e resi decisamente più definiti e meno confinati alla natura Cross-Gen del precedente capitolo. Totalmente incomprensibile la scelta di non modificare l’editor del proprio alter-ego. Le personalizzazioni per il nostro Guardiano sono le stesse viste in precedenza, senza aggiunte di alcuna tipologia e l’escamotage di farci intraprendere questa nuova avventura con il nostro precedente eroe non basta a giustificare la scelta di non inserire un editor in linea con altre produzioni del genere. Le texture e il level design dei vari pianeti risultano interessanti e ben confezionate anche se non sempre costanti nella loro magnificenza. Passare dagli emozionanti e dettagliatissimi scorci della Zona morta Europea alle texture spigolose e vetuste di Titano lasceranno non pochi dubbi nella mente dei giocatori e, seppur il comparto grafico non elevatissimo è giustificabile dalla vastità di territorio esplorabile, una maggior cura ad alcuni dettagli sarebbe stata maggiormente apprezzabile. Intoccabile, invece, il level design, in grado di mostrarsi sempre differente e mai ridondante anche quando si staziona a lungo sullo stesso pianeta. Come accennavamo in precedenza, passeggiare all’interno del Pyramidion o affrontare le dorate sale del Leviatano genereranno sempre un senso di stupore per la magnificenza architettonica dei ragazzi di Bungie.
Destiny 2 gira a 1080p su Playstation 4 e a 1440p sulla versione PRO della console di Sony. Gli fps sono fissi a 30 anche se sporadicamente abbiamo assistito a cali drastici nelle situazioni più concitate e solo su PlayStation 4 Pro. Non ci possiamo esprimere ancora in merito al Netcode in quanto oltre ai moltissimi utenti che hanno riscontrato i più disparati problemi di connessione dati da incompatibilità con alcuni tipi di modem, abbiamo notato una durata dei matchmaking per le attività cooperative e competitive fin troppo variabile per decretare un giudizio positivo e negativo sul rinnovato sistema applicato da Bungie. Sicuramente il tempo e l’afflusso costante dei giocatori ci daranno una visione di insieme più oggettiva e realistica di quella che potremmo darvi dopo solo pochi giorni dall’uscita del gioco.
Ineccepibile, come d’abitudine, la colonna sonora confezionata per Destiny. Oltre 40 brani, composti dagli eccelsi Michael Salvatori e Skye Lewin, in grado di accompagnare con il giusto mix di epicità e malinconia ogni parte del gioco rimaneggiando temi oramai diventati storici per i fan, e proponendone delle composizioni inedite che entreranno sicuramente nel cuore dei giocatori. Decisamente sopra le righe anche la localizzazione in Italiano del titolo, con un doppiaggio sempre dinamico e ottimamente recitato e un’ottima cura degli adattamenti atti a rendere più comprensibili alcune linee di dialogo che in lingua originale risultavano quasi totalmente “improntate” verso la cultura statunitense.

Destiny 2
Quelle onde non vi ricordano vagamente Metal Gear Solid 2?
PRO CONTRO
  • Tantissimi contenuti disponibili al lancio.
  • Attività endgame complesse e variegate.
  • Gunplay sopraffino unito a un Gameplay eccellente.
  • Le basi per una crescita migliore
    del predecessore sono ottime.
  • Livello di sfida tarato verso il basso nelle attività pre-endgame.
  • Poche attività PVP disponibili al lancio.
  • Alcuni passi indietro rispetto al
    precedente capitolo non pienamente comprensibili.
  • Anche se in fase minore, la ripetitività
    rimane una costante.

 

Conclusione
Voto
8.8
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