Life is Strange: Before the Storm non è un titolo del quale è facile parlare.
Posta questa importante premessa possiamo iniziare.

Life is Strange: Before the Storm è un’avventura grafica a episodi pubblicata da Square Enix e sviluppata da Deck Nine Games, che riprende l’ambientazione e i personaggi dell’originale Life is Strange sviluppato da DONTNOD Entertainment (del quale abbiamo parlato in due articoli, qui e qui). Più nello specifico si tratta di un prequel che ha come protagonista Chloe Price -ben nota a chi conosce il primo capitolo- ed è incentrato sugli eventi riguardanti la sua amicizia con Rachel Amber. Il primo episodio, Awake“, è stato rilasciato il 31 agosto per PC, Xbox One e PlayStation 4, mentre non sono ancora state annunciate date ufficiali per i due episodi successivi, né per l’episodio bonus incluso nella Deluxe Edition, ma si può ipotizzare che il secondo episodio, “Brave New World“, possa uscire tra la fine ottobre e l’inizio di novembre.

Before the Storm

Il primo episodio di Life is Strange: Before the Storm inizia in un modo parecchio diverso rispetto al suo predecessore: niente toni inquietanti né presagi infausti, insomma, una quiete prima della tempesta. Letteralmente.

La prima scena ci mostra una Chloe diversa da quella che abbiamo conosciuto in passato, è tre anni più giovane e i suoi capelli sono ancora del suo colore naturale, ma tutto il suo cinismo e la disillusione si mostrano sin dall’inizio ben presenti e già radicati nella nostra protagonista, che sprezzante del pericolo attende l’arrivo di un treno merci accendendosi -con tutta la calma del mondo- una sigaretta, per poi balzare pigramente di lato, fuori dai binari. A questo breve interludio segue la scena che abbiamo già potuto vedere nel gameplay rilasciato a metà giugno, il concerto della band Firewalk (se Life is Strange non cita Twin Peaks ogni 10 minuti non è contento) e l’incontro con Rachel.

Come sappiamo dal precedente capitolo, quella con Rachel è stata l’amicizia che ha salvato Chloe dal periodo buio successivo alla morte del padre William e alla partenza di Max, trasferitasi a Seattle. Il risentimento di Chloe nei confronti dell’amica lontana che ha smesso di farsi sentire è un elemento frequente nel corso dell’episodio, sottolineato spesso nei dialoghi e nei pensieri di Chloe, oltre alla sua presenza quasi morbosa nel diario di Chloe: ogni parola scritta al suo interno è rivolta ad una Max immaginaria, una Max che non se n’è andata come quella in carne ed ossa.

Si sente la mancanza di Max, ed è giusto che sia così.

Le modalità di gioco sono praticamente le stesse di Life is Strange: Chloe è libera di esplorare e interagire con oggetti e persone, e a seconda della situazione potremo scegliere cosa dire o fare. Per ovvi motivi non è possibile tornare indietro nel tempo sollevando la mano. L’unico effetto che otterremo premendo il tasto destro del mouse sarà quello di vedere l’obiettivo attuale di Chloe, scritto sul palmo della sua mano sinistra. Inoltre, invece di trascinare il mouse verso l’opzione desiderata si devono usare i tasti W, A, S e D, rendendo leggermente più comodo interagire con l’ambiente.

Where are you, Max?

Come da premessa, non è facile parlare di Life is Strange: Before the Storm, tanto meno se consideriamo l’enorme eredità lasciata dall’originale. In ogni caso, non si può certo pretendere di parlarne come se fosse un’opera completamente indipendente, e in certi casi è necessario fare dei paragoni. Per quanto abbiamo potuto vedere in questo primo episodio, ci sono momenti in cui la qualità generale del prodotto tentenna un po’.
La storia raccontata finora, nel suo complesso, ha senso. Su questo non ci piove. Riesce anche ad ispirare una certa curiosità, soprattutto nei confronti del personaggio di Rachel, così misteriosa e insondabile, ma al contempo piena di vita e di speranze.  Contestualizzando in ciò che già sappiamo, tutto questo risulta molto tragico.

Non possiamo parlare di Before the Storm prescindendo da Life is Strange, trattandolo come fosse indipendente.

Dal lato di Chloe assistiamo al suo disagio nel rapportarsi con gli altri, ma vissuto in modo molto diverso da quello di Max: fuma, beve, insulta e risponde a tono, è costretta a farsi strada col solo uso della parola, senza alcun tipo di potere straordinario escluso quello della persuasione. 

A questo punto è il momento di parlare della meccanica di gioco che riguarda questo aspetto della nostra protagonista: la “Backtalk”, durante la quale bisognerà prestare particolare attenzione alle parole della controparte e riuscire a rispondere a tono per piegare l’interlocutore alla volontà di Chloe. A seconda del risultato ottenuto le cose andranno diversamente e, ovviamente, ci saranno delle conseguenze.

Diverso invece è il discorso da fare riguardo la scrittura in generale. La qualità dei dialoghi è altalenante: spesso si alternano momenti di tutto rispetto (come quelli dei Backtalk) a frasi o situazioni che sembrano riprese -anche con un filo di pigrizia- dal Life is Strange originale. La differenza si sente non poco. Ciò non impedisce ad Awake di essere un episodio interessante dell’universo di Arcadia Bay, i momenti intensi e toccanti non mancano e quasi tutti sono stati realizzati in maniera più che rispettabile.

La scrittura dei dialoghi ha alti e bassi, scene intense e momenti poco coinvolgenti.

C’è un altro elemento che può far pensare male del titolo nel suo complesso, almeno per ora. Capita, in alcuni momenti del gioco, che una delle scelte possibili sia “non dire niente” o “non intervenire”, o semplicemente si può scegliere non interagire. In alcune di queste situazioni (poche) la conseguenza di questa risposta sembra sia la perdita di certi passaggi della storia, in altre semplicemente ci si perdono dialoghi più o meno lunghi, ma non per forza strettamente legati alla trama. Alcune di queste conseguenze andranno valutate sul lungo periodo, si dovrebbe sospendere il giudizio e vedere cosa accadrà nei capitoli successivi.

The golden hour

È oggettivamente impossibile che un qualsiasi capitolo legato a Life is Strange possa risultare esteticamente brutto. Lo stile grafico di Before the Storm riprende in tutto e per tutto l’originale, i suoi colori pastello e il tratto sfumato che hanno caratterizzato la vicenda di Max e Chloe. Com’era bello prima lo è anche adesso, anche se si sente la mancanza dei riferimenti alla fotografia attraverso l’occhio e i commenti della giovane artista. Un appunto può essere fatto alla qualità grafica dei personaggi e di alcuni oggetti, che a volte paiono mal sagomati e un po’ spigolosi, ma si tratta di sottigliezze, niente che possa intaccare la bellezza generale del comparto artistico.

before the storm
‘Nuff said.

Ritornano i colori tiepidi e dorati del tramonto sulle foreste dell’Oregon.

Per quanto riguarda la qualità del doppiaggio e della recitazione, è necessario fare alcune precisazioni, primo fra tutte il fatto che le voci dei personaggi sono diverse da quelle originali. Tutte. Attualmente negli Stati Uniti è in corso uno sciopero dei doppiatori di videogames che si protrae ormai dall’autunno 2016 (chi volesse informarsi meglio può farlo qui). Dunque sappiamo che anche se alcune voci ci suonano strane o insolite, dietro c’è un buon motivo. Gli attori coinvolti hanno comunque fatto un ottimo lavoro, senza togliere merito al casting che è riuscito a trovare delle voci quanto più possibile simili a quelle originali. È d’obbligo una menzione a Rhianna DeVries, la voce di Chloe in Before the Storm, che è riuscita a mantenere a riprodurre meravigliosamente il personaggio, sia come timbro vocale, sia a livello di recitazione.

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La voce e la recitazione di Rhianna DeVries calzano a pennello il personaggio di una Chloe più giovane.

Riguardo al comparto musicale ora faremo un piccolo gioco: “two truths and a lie”. Nell’elenco che segue -citando direttamente dall’oggetto di questa recensione- saranno contenute due verità e una bugia.

  • Chloe è mancina.
  • Rachel vorrebbe andarsene da Arcadia Bay.
  • La colonna sonora del primo episodio di Before the Storm è allo stesso livello del primo episodio di Life is Strange.

Posto che sia abbastanza ovvio quale siano le verità e quale la bugia, ciò non significa che la colonna sonora sia da buttare, anzi. Musiche e canzoni sono del tutto rispettabili e anche piacevoli all’ascolto, ma mancano della carica emotiva che ha caratterizzato così tanto Life is Strange.

 

PRO CONTRO
  • Storia ben scritta
  • Aspetto estetico molto curato
  • Fedele ai personaggi originali
  • Colonna sonora non del tutto all’altezza
  • Alcune scene non sono scritte benissimo