Offensive Combat ReduxSin dal lontano Maggio 2012 l’annuncio di Offensive Combat, un fps giocabile su browser, aveva lasciato un grande segno di interesse grazie alla notizia che il gioco fosse sviluppato dalla U4iA, casa di sviluppo creata da due ex sviluppatori della famosissima serie di Call of Duty. L’annuncio del titolo partiva con promesse molto alte ai tempi, come grafica paragonabile alle console e una vasta personalizzazione dei personaggi che, di fatto,  fecero ottenere un buon numero di utenza soddisfatta. Sfortunatamente, nonostante il loro modesto successo, la U4iA chiuse i battenti dopo soli due anni di attività senza spiegarne chiaramente i motivi e abbandonando il supporto al gioco che lentamente si spense… ma ad aprile di quest’anno uscì un trailer che nessuno si aspettava per un gioco chiamato Offensive Combat Redux. La Three Games e la Slapshot Games si sono impegnati in questi anni a rimettere a nuovo l’ormai vecchio browser game e provare a riproporlo all’utenza moderna. Saranno riusciti nel loro intento? Vediamolo insieme in questa particolare recensione.

I cambiamenti non sono fondamentali… o forse…

Sono passati ben 3 anni da quando il vecchio Offensive Combat fu chiuso. La versione Redux farebbe pensare, forse, ad un gioco più aggiornato o con novità, anche non proprio sostanziali, che possano variare un minimo l’esperienza dalla precedente iterazione. Vi anticipiamo subito che anche se non è propriamente così, il gioco su molti aspetti funziona e riesce ancora a divertire. Il titolo a livello contenutistico rimane invariato, a parte l’introduzione di alcuni oggetti sbloccabili nel negozio virtuale per la personalizzazione del personaggio di cui parleremo in seguito; la cosa che sorprende è che, differentemente dallo standard a cui ci hanno abituato le remastered, siano state rimosse delle mappe dell’originale. Niente di trascendentale, ma alcuni fan del vecchio gioco sono rimasti ampiamente contrariati, soprattutto in merito al futuro implemento di DLC atti ad aggiungere alcuni nuovi campi di battaglia. Un altro elemento da tenere a mente è la completa rivisitazione di alcune meccaniche, e la completa assenza di un recupero dei dati precedenti, che rendono questa nuova versione un prodotto quasi indipendente dalla precedente edizione di cinque anni fa. Offensive Combat Redux non ha nessun collegamento con il browser game e quindi tutti i soldi spesi, l’esperienza e il denaro accumulato non sono recuperabili, obbligando i vecchi giocatori a ricominciare tutto dal principio.

Spara, uccidi e umilia!

Offensive Combat Redux propone tre modalità multiplayer (deatmatch, deathmatch a squadre e cattura la bandiera) e due singleplayer (Versus CPU ed esplorazione mappe). Per il comparto multiplayer soltanto  la modalità deathmatch ha una popolazione dei server sufficiente a permettere un giudizio in quanto, nelle altre due, la scarsità di giocatori attivi genera dei matchmaking lunghissimi e, nella maggioranza dei casi, privi di risultato positivo. Una semplice modalità deathmach, simile alla maggioranza degli FPS in commercio, con l’aggiunta di power up che donano un bonus al giocatore o un arma unica. Niente di trascendentale o di dannatamente innovativo ma è la completa assurdità dei protagonisti e l’ottimo gameplay a tenerla in vita e garantirle la sufficienza. Per il comparto singleplayer il gioco si limata a uno scontro con la CPU, modalità dove il giocatore si scontra in un match contro un IA decisamente poco brillante, con la possibilità di scegliere una qualsiasi fra le classi disponibili ed impugnare le armi che preferisce dall’ampia scelta prevista. L’ esplorazione delle mappe, infine, ci permette, senza limiti di tempo, di girovagare per gli scenari di gioco per imparare a conoscere i luoghi di battaglia e dare la caccia ai vari easter egg presenti al loro interno. Il titolo del paragrafo rispecchia completamente la natura di Offensive Combat Redux: sparare, uccidere i nemici e umiliarli. Partendo dal gunplay, il gioco ha un ampia gamma di armi tra pistole, smg, fucili a pompa, fucili da cecchino e di assalto e armi dedicate al melee, inoltre le varie categorie si suddividono in primarie e secondarie. Le armi possono essere modificate, o comprate per quanto riguarda le melee, attraverso l’esperienza accumulata che funge da valuta all’interno dell’impianto del gioco. Le modifiche applicabili riguardano la canna, il mirino, il caricatore e la skin, anche se non tutte dispongono la modifica per ogni pezzo. Nonostante ci troviamo di fronte a una modesta scelta di armi utilizzabili, alla fine ci ritroveremo ad usarne due, o al massimo tre, per categoria e quella che ne va a risentire di più di questo fattore sono i fucili da cecchino che su 5 armi disponibili soltanto una, ossia l’ultima in ordine di presentazione, e anche di danno a quanto pare, provoca danni ingenti agli avversari colpiti, anche se a discapito di un caricatore con pochi colpi. Un elemento che ci ha fatto storcere il naso, sperando che in un aggiornamento futuro lo miglioreranno, è la gestione delle granate. Pur provocando una morte immediata, se si rientra nell’area di impatto, viene poco utilizzata per un fattore per niente banale: la fisica inesistente. Oltre a sembrare prive di peso, se non ancora esplose scivolano sul terreno come delle biglie. Potrebbe essere simpatico da vedere le prime volte, ma quando si rientra nelle fasi più concitate, il tasto di azione per la granata sarà meglio non toccarlo perché si perderà solo tempo e in questo gioco, in uno scontro 1 vs 1 soprattutto, è fondamentale avere il click più veloce dell’avversario. Il gioco predispone delle buone basi per un FPS arena, mappe di modeste dimensioni, power up e armi adatte a ogni situazione, ma non è da considerarlo tale a causa della balistica implementata in tutte le armi. Soprattutto per i fucili d’assalto, o da cecchino, che sono i più soggetti a questo deficit dato che mirare in testa non ti assicura un headshoot, e quindi molte volte toglie la freneticità presente in Offensive Combat Redux per assicurarsi di mirare più in basso, causando quindi una rovinosa morte al nostro alter ego.

Offensive Combat Redux

Lei, Sir, è stato umiliato!

Una caratteristica fondamentale di Offensive Combat Redux è il Pawn, ossia una meccanica di gioco che ti consente di umiliare, attraverso un animazione, un giocatore dopo che lo hai ucciso e, una volta pawnato l’avversario, c’è la probabilità di ricevere un premio come un oggetto di modifica del personaggio. Le animazioni sono tante, molto divertenti e esagerate, nel senso buono, e queste possono essere acquistate attraverso l’oro, come anche gli oggetti di modifiche del PG nell’apposito negozio. Come detto prima noi possiamo caratterizzare il nostro personaggio in svariati modi a partire dalla testa, le braccia, le mani, il torso e le gambe. La cosa bella di questa meccanica è che potremmo mettere insieme pezzi di vari costumi e creare delle cose esageratamente demenziali come una gallina banana meccanizzata o un Trump, chiamato Drumpf per ovvi motivi legali, pirata lucertola o altre centinaia di combinazioni davvero assurde. Grazie a queste due meccaniche non tanto uniche, ma ben implementate nel gioco, le risate durante le partite sono assicurate e la voglia di continuare a giocare rimane piuttosto elevata, anche a discapito di un gunplay non  eccelso.

Offensive Combat Redux

L’occhio vorrebbe la sua parte…

Anche se la grafica di Offensive Combat Redux rispettava i canoni minimi richiesti in ambito tecnico nel 2012, di fronte a Hitman Absolution e Call of Duty: Black Ops 2 il paragone grafico risultava impari, e il detto “La storia si ripete”, è più che mai azzecato per la versione Redux. Nonostante abbia avuto dei miglioramenti notevoli rispetto ai modelli poligonali del passato, non è per nulla paragonabile a qualsiasi gioco della generazione attuale. Il problema insorge non solo dalle texture a bassa risoluzione, sia per le mappe che per i personaggi, o dall’assenza di effetti particellari di qualsivoglia natura, ma soprattutto per i requisiti di sistema spropositati se paragonati alla qualità del titolo. Offensive Combat Redux ha delle richieste molto alte in ambito di hardware e, soprattutto, a dettaglio grafico massimo il vostro PC tenderà comunque a scaldare molto. Onde evitare questo problema si potrebbe settare la qualità grafica al minimo, ma anche se in giochi come questo la qualità grafica non è la componente fondamentale, la scarsa ottimizzazione a fronte di una qualità così bassa, non potrà che farvi storcere il naso.

Offensive Combat Redux

… ma anche l’orecchio richiede il suo tributo!

E già… negli FPS l’utilizzo dell’udito è a dir poco fondamentale e, in questo caso, gli sviluppatori sono riusciti a ripulire il comparto audio e renderlo al pari con altri titoli “celebri” del genere. In Offensive Combat Redux si potranno sentire in maniera molto pulita e intuibile i passi degli avversari rendendone più facile l’individuazione. Gli sviluppatori si sono concentrati anche sul rumore di ogni singola zona di terreno cambiando effettivamente il suono in base a dove cammineremo. Potrebbe sembrare una piccolezza ma in mappe molto chiuse o con corridoi stretti, solo sentendo i passi sul legno e conoscendo la mappa, sapremo che il nemico si trova nell’abitazione a fianco con il pavimento in parquet. Fa sorridere che il bilanciamento del volume non è dei migliori e che quindi, in alcune mappe, potremmo sentire tranquillamente i passi di gente che si trova a  decine di metri da noi. Questo, unito al fatto che la maggior parte delle partite si riveleranno essere 1 VS 1 a causa della poca popolazione dei server, potrebbe instillare in voi una lieve sensazione di paranoia data dalla “caccia all’uomo”.

Sperando di uccidere ancora… e ancora

Offensive Combat Redux nonostante abbia i suoi evidenti problemi, è dannatamente divertente. La meccanica del Pawn, la caratterizzazione dei personaggi e le meccaniche molto frenetiche non ci permettono di bocciarlo sonoramente.
I suoi evidenti bug come il danno al respawn, compenetrazioni problematiche con alcuni oggetti di scena, un gunplay non precisissimo e i requisiti di sistema assurdi non permettono, però di dargli una valutazione più alta, anche a causa di un prezzo non proprio competitivo. Tutto è ovviamente risolvibile tramite aggiornamenti futuri e patch correttive ma la sensazione di ritrovarsi di fronte ad un costoso Early Access rimane tutta ed in un periodo così ricco di uscite rischia di affossare tutto quello che di buono e di assurdo si può ritrovare le gioco.
In attesa di vedere cosa ci aspetta per il futuro del titolo, per il quale è prevista anche una conversione su console, vi ricordiamo che Offensive Combat Redux è venduto al prezzo di lancio di 17.99€ su Steam.

PRO CONTRO
  • Molto divertenti il gameplay frenetico e la meccanica del pawn.
  • Comparto sono ben fatto.
  • Molta cura per il level design.
  • Comparto grafico pesantemente arretrato
  • Gunplay che obbliga all’utilizzo di sole tre armi.
  • Pochi cambiamenti rispetto al’originale.
  • Requisiti di sistema molto alti
  • Server deserti.
Conclusione
Voto
6.5
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