Il mercato videoludico ci ha abituato, negli ultimi anni, a una qualità e serietà di titoli sempre più spinta, dove la trama deve essere da romanzo best seller, in cui la grafica deve rasentare il reale e il gameplay deve essere ragionato, tattico, studiato.
Volition, celebre per la saga Saint Row, è sempre stata fuori dagli schemi rispetto alle software house concorrenti, proponendo titoli caciaroni, con un gameplay esplosivo e proponendo un divertimento quasi no sense e a zero impegno, e tale è il suo ultimo titolo: Agents of Mayhem.

Se infatti con i titoli della software house dell’Illinois eravamo abituati a spegnere il cervello e a combinare disastri, Agents of Mayhem si carica perfettamente sulle spalle il compito di continuare questo fantastico stile di gioco, professato largamente con Saint Row di cui il titolo in questione ne è uno spin-off e più recentemente da titoli come Just Cause 3, proponendo si un format più ‘moderno’, con componenti open world e una discreta impalcatura ruolistica, ma che non abbandona l’animo casinista, divertente e rilassante che contraddistingue i titoli Volition.

Agents of Mayhem spicca dunque in questo carnaio di titoli ad alto impegno, concludendo e continuando di fatto il ciclo di Saint Row, senza le pretese di fare le veci di titolo rivoluzionario, ma che si difende egregiamente, rappresentando il fatto che Volition sta finalmente prendendo la sua strada dopo il tracollo di THQ.


It’s time for some Mayhem

Come detto precedentemente, Agents of Mayhem prende molti aspetti dal suo predecessore, come il colore viola che la fa ancora da padrone, e il logo che riprende il giglio rosa della gang, anche se è diventato più geometrico, e come ogni buon spin-off ne ricalca anche gli eventi della trama.

Spin-off, nuova IP o sequel? Agents of Mayehm è tutto questo in un mix altamente esplosivo

Il titolo infatti è ambientato in un universo che deriva direttamente da uno dei finali dell’espansione Gat Out of Hell, più precisamente nella “terra ricostruita”, in una futuristica Seul dove i nostri sgangherati eroi, 12 soldati scelti della virtuosa organizzazione Mayhem (Multinational Agency for Hunting Evil Masterminds), avranno il compito di sventare i malvagi piani di conquista della spietata organizzazione Legion (League of Evil Gentlemen Intent on Obliterating Nations), utilizzando ogni risorsa, e soprattutto arma, a disposizione.

Agents of Mayhem
Il nostro antagonista sarà il perfido Dottor Babylon, ma sarà il solo a tramare la conquista del mondo con Legion?

La trama, raccontata tramite cut-scene in game e sequenze animate stile cartoon occidentali, perde gli slang da gang e i toni sboccati della saga principale, pur mantenendo uno stile irriverente e sopra le righe, compiendo un enorme passo avanti, rendendo più credibile e ‘pacchianamente’ divertente una impalcatura che rimane comunque a margine nell’economia del prodotto.

Persephone, femme fatal a capo dell’agenzia Mayhem, sarà uno dei personaggi di rilievo in questa sgangherata avventura

Questa evoluzione quindi porta la narrazione di Agents of Mayhem a livelli meno grotteschi e paradossali rispetto ai capitoli di Saint Row, amalgamandosi ottimamente con il mood del titolo, e riesce a strappare comunque un sorriso al giocatore mentre i nostri agenti sono in azione, ma che nonostante ciò non brilla troppo in inventiva, risultando non banale ma nemmeno illuminante, non che se ne senta il bisogno dopotutto.


The Pleasure of Destruction

Agents of Mayhem scende in campo con una formula classica e comprovata di gameplay, un TPF con una buona base di open world.

Formula leggera che coglie in pieno lo spirito del gioco, ovvero proporre svago e divertimento con missioni, principali e secondarie, e incarichi di varia natura con un ritmo discretamente incalzante ma mai eccessivo, capace di intrattenere il giocatore senza mai stancarlo.

Esplosioni a ritmo incalzante, che serve di più per staccare il cervello e divertirsi con leggerezza?

Il gameplay crea quindi una base adatta ad un gunplay decisamente caotico e sulla falsa riga dei capitoli precedenti pubblicati da Volition: poco spazio per colpi di precisione, zero coperture, sia statiche che dinamiche, e una valanga di proiettili a riempire l’aria tra esplosioni e azioni pirotecniche, anche se si percepiscono alcune somiglianza con le meccaniche di gioco di Crackdown.

Il mix crea quindi uno stile molto mobile, che risulta abbastanza fluido soprattutto dopo aver preso confidenza con le abilità di ogni eroe, e le proprie ‘super’ caratteristiche, oltre alla meccanica di alternanza con cui li potremmo usare e combinare.

Gameplay e Gunplay si fondono in uno stile zero impegnativo e assurdamente divertente, una dote che si sta perdendo negli ultimi trmpi

Imparare a essere mobili sul campo di battaglia infatti non sarà l’unico compito a cui Agents of Mayhem ci ‘costringe’, poiché avremo si un roster con 12 eroi sbloccabili man mano che avanziamo nella trama, ma ne potremmo usare solo 3 per volta, ed essi saranno intercambiabili durante il corso della battaglia in maniera istantanea.

Potremo comporre la squadra in base ad abilità, necessità e gusti direttamente dalla stazione ARK prima di scendere in battaglia

Toccherà quindi al giocatore, prima di buttarsi a testa bassa in missione, assemblare la squadra in base al proprio stile di gioco e ai propri gusti, testando tutte le possibili combinazioni, una più distruttiva dell’altra.

C’è da dire che nonostante il gameplay invogli molto il giocatore a perseguire a testa bassa la quest principale, il gioco ha l’accortezza di invogliare, quasi costringere a volte, il giocatore a spendere un po’ di tempo alle prese con le attività secondarie, forse non troppo impegnative o varie, ma utili ai fini ‘ruolistici’ del titolo, a raccogliere i collezionabili, e quindi, più in generale, a godersi con più calma l’avventura, sfruttando ogni singola possibilità per far casino e mettere i bastoni tra le ruote a Legion.

Avanzamento guidato? Assolutamente no, ma giocate con calma, fatevi catturare dagli effetti speciali e dal mondo che vi circonda

Va sottolineato, comunque, che il mondo di Agents of Mayhem è molto incentrato sulle missioni, risultando a tratti più una zona ‘hub’ più che una mappa open world, incentivando poco l’esplorazione, tant’è che la componente free roaming diventa quasi un’appendice scomoda, e distogliendo l’attenzione da uno dei difetti di questo titolo: la povertà di quest secondarie e attività stimolanti.

Le missioni non saranno l’unica attività possibile, ma sicuramente la più preponderante

Se le missioni della trama principale, a conti fatti, risultano davvero tante, non si può dire che sia accompagnate di pari passo da alternative divertenti, che si esauriscono in fretta e che diventano ripetitive molto, anzi troppo, presto.

Il che è un vero peccato, perché il sistema ruolistico, che approfondiremo di seguito, spinge i giocatori a sviluppare al massimo ognuno dei 12 agenti, ma va a cozzare violentemente con un supporto, soprattutto end game, poco accattivante e che manca di caratterizzazione, nel quale non avrebbero stonato una serie di missioni cooperative e/o competitive.

Agents of Mayhem
Le missioni secondarie ci aiuteranno a raccogliere denaro e gadget, ma saranno abbastanza ripetitive

Lamentarsi della mancanza di contenuti comunque non sarebbe del tutto concesso, poiché il titolo ci prenderà per un totale di 20 ore, non di più, ma su questo fronte Agents of Mayhem mostra non pochi problemi.


Gli agenti del Caos

In mezzo al caos e alle esplosioni che caratterizzano Agents of Mayhem, Volition ha voluto inserire un sistema ruolistico per dare più spessore al gioco, cercando di mitigare un po’ quelli che sono i problemi di monotonia che spesso affliggono il genere, e pare proprio che il risultato sia quello desiderato.

Quella che a primo impatto può sembrare una architettura rude e superficiale, dopo poche ore di gioco mostra tutto il suo potenziale, risultando il vero sistema vincente del titolo per tenere incollati i players al joystick anche dopo ore di gioco.

Chi lo ha detto che le skills sono prerogativa dei GDR? Agents of Mayhem è qui per dimostrarvi il contrario

Sistema dalla struttura semplice ma efficace: mentre cercheremo di rovinare i piani di conquista della Legion avremo modo di potenziare i nostri agenti, sbloccando potenziamenti vari che ne andranno a caratterizzare le abilità, sia passive sia attive che speciali, il tutto mentre avanzeremo di livello grazie all’esperienza accumulata sul campo di battaglia.

Nonostante a parole sembri un qualsiasi sistema di progressione da GDR, lo sviluppo dei personaggi è stratificato e approfondito, ben più complesso di quello che di solito si trova nei titoli del genere, e che porta il giocatore ad entrare in quel magico loop di grinding per cercare di sbloccare l’abilità che vi porterà ad ottenere esperienza da spendere sul potenziamento e cosi via.

La personalizzazione degli agenti però non si ferma al singolo eroe, ma concerne altri fattori, come la possibilità di raccogliere collectible per Seul che ci permetteranno di ricostruire un nucleo energetico, con il quale potremo attivare abilità passive molto potenti.

Gadget, veicoli e persino skin, ogni Agents sarà personalizzabile al 100%

Sempre in giro per la mappa saranno sparsi schemi per gadget particolari, anch’essi utili per personalizzare il nostro stile di gioco, e sarà anche possibile catturare alcuni nodi importanti per garantirsi un guadagno regolare, spendibile per ottenere “potenziamenti agenzia” applicabili indistintamente a tutti gli agenti, oppure utilizzabili per potenziare i veicoli, dando quindi anche alla componente free roaming un minimo di senso oltre al “vado da – a”.

Tornando in base operativa, sarà possibile inoltre inviare i restanti agenti in giro per il globo a svolgere indagini e compiti sul campo per raccogliere risorse e materie prime, utili al crafting di oggetti, quindi per potenziare ulteriormente la propria squadra, e per sbloccare dei complessi contenuti endgame.

Nella base principale sarà possibile accedere ai progetti raccolti in giro per la mappa e craftare oggetti utili in missione

Agents of Mayhem ripaga con questa meccanica profonda e stratificata ogni sforzo profuso dal giocatore, facendogli sentire la soddisfazione e il piacere di essere a capo di un’organizzazione in continua espansione e sempre più potente dopo ogni punto abilità investito.

A completare il quadretto si mettono un’ottima caratterizzazione dei personaggi e i vari modificatori di difficoltà presenti in gioco, in grado di farti guadagnare più esperienza e soldi trasformando le missioni in un vero e proprio inferno di proiettili ed esplosioni, aumentando considerevolmente la complessità nell’endgame.


Tecnicamente parlando

Se Agents of Mayhem per ora, tra alti e bassi, ci aveva abbastanza convinto con un gameplay leggero e divertente, con il comparto tecnico mostra il fianco a non poche critiche, mostrando il rovescio della medaglia.

La componente visiva non mostra alcun segno di miglioramento dai precedenti capitoli della saga principale, con strutture grafiche forse anche troppo banali per il genere e con un livello di texture decisamente sottotono, nonostante i pattern di colore scelti siano decisamente più azzeccati.

Agents of Mayhem
La grafica certo non brilla sull’aspetto qualitativo

Lo stile cartoon regge il gioco fino a metà, perché nonostante il titolo non richieda severamente una grafica in 4k, tutti i meriti sul lato grafico vengono presi dalle esplosioni e dal classico casino che condisce ogni scena e ogni sequenza animata, poiché lo sforzo dell’engine di dare una parvenza di profondità al mondo circostante non risulta minimamente.
Ciò va ad acuire inoltre la ripetitività del titolo, poiché gli interni saranno costanti, senza una vera caratterizzazione, e sistematici anche come struttura, risultando pesante.

La ripetitività era assolutamente prevista, ma il comparto tecnico poteva sicuramente alleviarne il carico invece di appesantirlo

Altro difetto riscontrabile, ma questa volta solo all’occhio più attento, sono i cali saltuari del frame rate, almeno per la versione PlayStation 4.
Cali francamente non troppo giustificabili vista la scarsa qualità di texture, il poco sforzo poligonale richiesto all’engine e la quasi mancanza di una fisica convincente.

Il sistema di controllo dei personaggi risulta davvero intuitivo e veramente ben pensato, in grado di adattarsi a ogni tipologia di personaggi e permettendo dunque al giocatore anche meno esperto di poter utilizzare al meglio ogni agente.
Questo aspetto però risulta essere un’arma a doppio taglio per Agents of Mayhem, perché se da un lato il giocatore è invogliato a utilizzare ogni agente grazie alla facile adattabilità dei comandi, dall’altro lato invece ci si scontra con un’intrinseca ma leggera standardizzazione degli eroi, il che non fa affezionare veramente il giocatore ad un proprio ‘main’.

Per quanto riguarda il comparto sonoro nulla di importante da dire, se non per citare che praticamente tutto si concentra durante l’utilizzo delle abilità Mayhem dei nostri agenti, con un sottofondo adatto ad ogni singolo eroe.

Ultimo, ma non meno importante, difetto di un comparto tecnico che fa acqua da un po’ tutti i punti è la presenza importante di bug e glitch in gioco, che non poche volte vi costringeranno a ricaricare la missione, se non riavviare il gioco direttamente.


PRO CONTRO
  • Umorismo sopra le righe ma non esagerato
  • Ottima caratterizzazione dei personaggi
  • Impalcatura ruolistica di tutto rispetto
  • Gameplay leggero e divertente
  • Alto tasso di effetti speciali
  • Forte tasso di ripetitività dopo poco tempo
  • Comparto grafico non decisamente all’altezza dei predecessori
  • Bug e glitch decisamente frequenti
Conclusione
Agents of Mayhem
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Studente di Ingegneria prima e appassionato di videogame poi, possessore di una PS4 ha concretizzato la sua passione per il mondo videoludico sposando il progetto del 17KGroup.