HellbladeHellblade: Senua’s Sacrifice, fin da quando si è mostrato in quel lontano Agosto 2014, ha subito catturato l’interesse di molti. Ninja Theory, il team britannico che ha dato alla luce Heavenly Sword, Enslaved e il controverso DMC: Devil May Cry, è sempre stato considerato fra i più carismatici e coraggiosi dell’intero panorama videoludico ma è nell’esatto momento in cui ha annunciato il primo “Indie Tripla A” del settore, che è stato in grado di attirare realmente l’attenzione di pubblico e critica e di generare, ovviamente, una quantità non indifferente di dubbi sul risultato finale di questo titolo. La scelta di dedicare un team di sviluppo ridotto a sole 20 persone, non voler ricevere finanziamenti esterni, mostrare un prodotto tecnicamente molto elevato, proporre un prezzo dimezzato rispetto alle classiche release tripla A e, allo stesso tempo, voler garantire ai giocatori un prodotto di qualità, sembravano le classiche “promesse da marinaio” a cui i giocatori di oggi sono oramai abituati… e invece, i ragazzi di Ninja Theory, sono riusciti a mantenere la parola data e a spiazzarci letteralmente con la storia di Senua e della sua lotta contro l’oscurità. Hellblade è sicuramente un titolo controverso, capace di far discutere per molti mesi a venire ma, nei prossimi paragrafi, proveremo ad analizzarlo al meglio per permettervi di capire come mai, secondo noi, è un titolo che merita di essere giocato.

Il Seme della Follia

Hellblade si apre con Senua che, a bordo di una rudimentale canoa, naviga in una versione deviata, e d’ispirazione Norrena, del fiume Acheronte. Durante la traversata, una voce fuori campo, ci invita a seguire le vicende della giovane guerriera nella sua discesa attraverso l’Helleim, una variante degli inferi della mitologia nordica, alla ricerca dell’anima del suo amato. L’incipit iniziale, che apparentemente ricalca le vicende di Orfeo ed Euridice, è però un mero escamotage narrativo che si aprirà ben presto verso una trama completamente differente da quello che ci si può aspettare, capace di ammaliare e “disturbare” come non capitava da parecchio tempo. Il tema portante di Hellblade, infatti, è la psicosi, un disturbo della mente capace di generare allucinazioni e delirio impedendo al paziente di scindere ciò che è reale da quello che avviene all’interno della propria mente. Non vi spiegheremo come un elemento così delicato sia stato inserito all’interno del gioco, per evitarvi ovvi spoiler, ma ci limiteremo a dirvi che gli sviluppatori di Ninja Theory, per non commettere l’errore di affrontare con leggerezza una patologia così complessa, si sono rivolti a gruppi di studio, medici e scienziati per poterlo comprendere e riprodurre in maniera realistica all’interno del titolo. Il risultato finale è a tratti disturbante ma perfettamente in grado di esternare questa patologia, in maniera via via crescente, durante le ore di gioco che vi separeranno dai titoli di coda.

Hellblade
Essere o non Essere… questo è il problema!

Stay Dead… Stay Foolish!

E’ doveroso chiarire subito un fattore molto importante: Hellblade: Senua’s Sacrifice non è un Hack ‘n’ Slash. Le scelte effettuate dal team di Ninja Theory, per quanto concerne il gameplay del gioco, sono parecchio differenti da quello a cui ci avevano abituati in passato risultando, nel contempo, perfettamente attinenti con la storia che hanno deciso di proporre. Hellblade è un titolo prettamente Story-Driven, la storia di Senua si dirama attraverso puzzle ambientali (di difficoltà crescente), sezioni di combattimento ben definite (meno del 40% dell’avventura), piccole porzioni di backtracking (mai noiose grazie alla narrativa costante delle numerose voci e visioni che accompagnano le vicende) e le classiche sezioni “a corridoio” che connettono tutti questi elementi fra loro. Enunciate così le premesse sembrerebbero tutt’altro che buone ma, anche grazie ad un comparto tecnico e narrativo davvero ben confezionato, il titolo non presenta quasi mai il fianco, risultando sempre interessante e in grado di trascinare il giocatore fino alla prossima cutscene. Senua si muove esattamente come un qualsiasi protagonista di un Third Person Shooter con la telecamera che, nelle fasi esplorative, rimane sempre fissa sopra la spalla. I comandi sono davvero ridotti all’osso permettendo alla nostra eroina semplicemente di camminare più veloce, interagire con alcuni elementi dello scenario e usare una funzione di Focus che è la chiave per la risoluzione della maggior parte degli enigmi e per l’interazione con i collezionabili (qui presenti sotto forma di piccoli obelischi che ci narreranno aneddoti della mitologia Norrena). Ogniqualvolta un nemico si paleserà sul nostro cammino, Senua, sguainerà la spada dando il via automaticamente ad una fase di combattimento con una rosa di comandi più ampia e una telecamera che si allontanerà, provvisoriamente, dalla schiena della protagonista per permettere una maggiore visibilità di cosa accade attorno a noi. Durante i combattimenti avremo a disposizione tre differenti tipologie di attacco (leggero, pesante e in mischia), parata, schivata e di nuovo il Focus che, in questo frangente, ci permetterà di rallentare i movimenti dei nostri nemici rendendoli più vulnerabili e meno reattivi. I duelli in Hellblade non sono mai caotici o frenetici ma, anzi, sono ragionati (non lenti, attenzione) e basati sul principio di attacco, schivata/parata e contrattacco. Se i primi scontri vi sembreranno semplici, al punto da farvi supporre che rimarranno così per l’intera durata del gioco, imparare i pattern dei nemici, specialmente di alcuni Boss, diventerà necessario per evitare accidentali e costanti morti della protagonista… e la conseguente morte permanente collegata ai troppi decessi della giovane Senua. Si, avete letto bene, se morirete troppe volte, durante le circa sei ore che vi separeranno dai titoli di coda, dovrete cominciare dal principio il vostro viaggio nell’Helleim.
HellbladeQuesta differente tipologia di “Permadeath“, che ha già generato diverse petizioni da parte dei giocatori di tutto il mondo, non solo vi punirà riportandovi alla schermata del titolo ma cancellerà anche il vostro salvataggio, rendendo impossibile ogni tentativo di ripristino della partita precedentemente in corso. Ma non avete da temere. I ragazzi di Ninja Theory, oltre ad aver integrato perfettamente nel tessuto della trama questa particolare “punizione”, hanno anche inserito un innovativo sistema “Automatico” di selezione del livello di difficoltà. Questo parametro, attivabile in qualunque momento tramite il menù di pausa, adatterà costantemente la complessità del titolo, modificando la velocità e il numero dei pattern di attacco dei nemici, basandosi sul numero di colpi inflitti, e ricevuti, e le volte che perirete durante uno scontro. Un altro fattore che abbiamo particolarmente apprezzato durante la recensione di Hellblade, è stato la totale assenza di un tutorial durante le prime fasi di gioco. I, seppur pochi, comandi di gioco non vengono mai illustrati al giocatore obbligandolo ad aprire il menù di pausa per capire come interagire con l’ambiente circostante e come affrontare gli avversari. Questo piccolo dettaglio, assieme ai vari elementi del gameplay analizzati in questo paragrafo, ci sono sembrati una sapiente scelta stilistica capace di non interrompere mai lo scorrere degli eventi e di riportarci con la mente a quei titoli “old school” che richiedevano di dover, per lo meno, leggere il libretto di istruzioni prima di fiondarsi su di un titolo appena acquistato.

Hellblade
La “Modalità Fotografica” vi permetterà di immortalare qualsiasi momento del vostro viaggio all’inferno.

La rappresentazione della Follia

Se gli elementi che formano il gameplay di Hellblade sembrano davvero semplicistici e lontani dalle più complesse e recenti espressioni nei giochi di avventura, quello che li rende vincenti è come sono stati amalgamati sapientemente al comparto tecnico e nella narrazione delle vicende di Senua. Il team di Ninja Theory ha realizzato, senza dubbio, un piccolo capolavoro dal punto audiovisivo. L’utilizzo dell’Unreal Engine 4, rielaborato per l’occasione, si è mostrato una scelta vincente. Il modello poligonale della giovane guerriera, è davvero ricco di dettagli ed espressività, capace di far trasparire costantemente le emozioni attraverso le ottime animazioni del viso e nei suoi movimenti che, seppur lenti, non risultano mai noiosi. Il sistema in grado di modificare ed applicare differenti filtri grafici durante determinati eventi, dona un impatto visivo al titolo davvero impressionante. Dalle luci alle ombre, passando per le deformazioni degli elementi a schermo date dalle allucinazioni che pervadono il titolo, tutti gli elementi a schermo sono sempre vibranti e vivi, creando una perfetta miscela fra tensione e calma apparente. In merito a quest’ultimo punto, tutta la riproposizione delle visioni è frutto dello studio accurato fatto a quattro mani dallo studio britannico e i gruppi di studio di cui vi accennavamo qualche paragrafo più in altro. Di fatto, Hellblade, trasuda una notevole ricerca artistica che viene enfatizzata dal sontuoso comparto grafico. Il vero fiore all’occhiello, però, è dato dal comparto audio. Vi avvisiamo subito che, per godere al meglio dell’opera dei Ninja Theory, è suggerito l’utilizzo di un buon paio di cuffie o di un sistema Dolby. Tutte le voci, che sentirete durante il gioco (e fidatevi che saranno parecchie), arrivano da direzioni ben precise e con volumi differenti e ben bilanciati e sono state pensate per enfatizzare il coinvolgimento del giocatore. Questo non vuol dire che senza cuffie il titolo non sia godibile ma una parte dell’immersione potrebbe venire meno, oltre a qualche piccolo sbilanciamento nel mix generale fra i dialoghi che potrebbe rendere meno comprensibili alcune frasi. Una nota negativa va fatta ai sottotitoli in italiano, che si palesano sotto forma di interi periodi che rischiano di anticipare alcuni dialoghi e incrinare parzialmente l’enfasi dettata dall’ottima recitazione in inglese. In conclusione, per sciorinare qualche dettaglio tecnico aggiuntivo, la risoluzione su Playstation 4 Pro è di 1440p con una funzione aggiuntiva che permette di scegliere fra i 60hz ed i 30hz lasciando al giocatore la possibilità di optare fra maggior resa visiva o maggior fluidità, con annessa una risposta ai comandi più appagante. La “Modalità Fotografica” è la ciliegina sulla torta di un comparto tecnico che, al netto di qualche lievissimo calo, ben mascherato da motion blur e filtri grafici, va premiato a pieni voti.

Hellblade
Avete presente quando, da bambini, avevate paura del buio? Bene… preparatevi ad averne di nuovo!

La Follia va premiata

I cacciatori di Platini avranno vita facile con Hellblade. Completare al 100% il nuovo titolo dei Ninja Theory, richiede l’ottenimento di 15 Trofei, misti fra Oro e Argento, dei quali il 90% è legato alla storia e solo uno è legato al ritrovamento delle varie Lorestones sparse all’interno degli scenari di gioco. Portare a termine l’avventura di Senua richiederà all’incirca 6 ore, che diventeranno tranquillamente 8 nel momento in cui ci si dedicherà all’esplorazione per il ritrovamento di tutti i collezionabili.
Hellblade: Senua’s Sacrifice è disponibile dall’8 Agosto sul Playstation Store e su Steam al prezzo di 29,99€ e, considerando il tempo necessario a terminare la maggior parte dei titoli Tripla A presenti attualmente in commercio, il rapporto qualità/prezzo è davvero ottimo.

PRO CONTRO
  • Comparto tecnico eccellente.
  • Rapporto qualità/prezzo ottimo.
  • Trama innovativa e ben scritta.
  • I sottotitoli potevano essere
    realizzati meglio.
  • Se non contestualizzati alla trama,
    alcuni elementi di gameplay potrebbero
    risultare noiosi e ripetitivi.

 

Conclusione
Voto
8.5
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