FortniteSono passati ben 6 anni dall’annuncio di Fortnite, il survival dalle tematiche post-apocalittiche targato Epic Games, e i pochi giocatori che ricordavano della sua esistenza, probabilmente, avevano perso ogni speranza di poterlo giocare. Tutto questo fino al mese scorso, quando è stato rilasciato in versione accesso anticipato.
Nonostante il suo lunghissimo sviluppo, le fondamenta di Fortnite sono rimaste le stesse del suo annuncio: il gioco infatti si propone come un survival dallo stile cartoon e dalla grafica senza eccessive pretese, che fonda la sua esperienza sul divertimento e sulla cooperazione.
Fortnite si presenta come un misto di molti generi incollati da una modalità cooperativa a quattro giocatori e dalla promessa degli sviluppatori di aggiungere nuovi contenuti alla versione completa di Fortnite, tra cui una modalità multiplayer competitiva, che verrà pubblicata nel 2018 come free-to-play.
Il gioco, comunque, già da ora si presenta con una sua solida identità riuscendo agilmente a evitare ogni tipo di paragone con titoli come Left 4 Dead, Minecraft e Piante Contro Zombie, in un’epoca videoludica dove bastano poche similitudini con altri titoli per far scattare insensati paragoni.
Oltre alla sua identità, però, sarà stato capace Fortnite in questa sua versione embrionale a convincerci e a candidarsi come potenziale padrone delle postazioni di gioco mondiali nel 2018? Scopriamolo.

 

La Tempesta sta arrivando

Il perno che tiene in piedi la storia di Fortnite è quella che nel gioco viene chiamata la Tempesta. Essa è un vero e proprio cataclisma naturale abbattutosi sul pianeta terra e le sue conseguenze sono state disastrose: il 98% degli esseri umani sono stati sterminati e noi, ovviamente, faremo parte di quella fortunata percentuale di sopravvissuti. La Tempesta, però, non è semplicemente un fenomeno climatico da affrontare: la sua presenza, infatti, farà comparire sulla terra grosse appendici che trasporteranno sul posto zombie di vario genere che noi ci ritroveremo, puntualmente, a combattere. I dialoghi, doppiati in inglese e sottotitolati in italiano, risultano un contorno molto simpatico ed efficace nonostante la parte narrativa sia solo un pretesto.
Nonostante il gioco sia ancora in una fase beta, Fortnite ci offre già al lancio una grossa quantità di missioni giocabili nelle quattro aree del mondo di gioco (Pietralegno, Tavolaccia, Vallarguta e Montespago). Le missioni di Fortnite sono tutte molto simili, e possono essere affrontate sia in matchmaking con sconosciuti o in partite private con gli amici. Il loro scopo, essenzialmente, è quello di difendere un punto centrale dall’attacco di numerosi zombie a volte divisi in più ondate. Solitamente le avventure che ci troveremo ad affrontare sono divise in tre fasi: ricerca di materiali, costruzione e difesa del punto.

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La prima fase è decisamente semplice, armati del nostro piccone potremmo distruggere quasi ogni oggetto presente sulla mappa, dagli alberi alle automobili, riusciremo a guadagnarci le tre tipologie di materie prime presenti nel gioco, ovvero, legno, mattoni e ferro.  La seconda parte, invece, è decisamente più varia. Nella fase di costruzione dovremmo utilizzare i materiali precedentemente raccolti per costruire le proprie difese: mura, pavimenti, soffitti e scale ci permetteranno di costruire vere e proprie fortezze che serviranno a proteggere la nostra squadra e il nostro obiettivo dai mostri generati dalla Tempesta. Il sistema di crafting, inoltre, ci permetterà di costruirci da soli i proiettili e le armi da utilizzare nelle missioni. La fase finale, invece, è quella più attesa: la difesa del punto. Dopo un conto alla rovescia, ci troveremo assaliti dagli zombie provenienti dalla tempesta che proveranno a distruggere tutto ciò che si troveranno davanti, e toccherà a noi arginare il loro assalto.
Per affrontare gli assalti zombie, ovviamente, avremo bisogno di essere armati fino ai denti e fortunatamente Fortinite fornisce già in fase d’accesso anticipato un numero decisamente corposo di armi da trovare nelle lootbox a forma di piñata.

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Le Lootbox di Fortnite vi faranno urlare di nuovo… Viva Piñata!

Distruggi, costruisci, spara

Come abbiamo già detto le missioni di Fortnite hanno essenzialmente tutte la stessa struttura e, in attesa di nuove aggiunte promesse dal team di sviluppo, ci siamo trovati davanti a un gioco davvero divertente ma solo in pillole. La sensazione di ripetere sempre le stesse cose, infatti, inizia a farsi pesante già dopo poche ore di gioco.
La fase di raccolta dei materiali è piuttosto semplice, consiste nell’utilizzare un grosso piccone e andare in giro per la mappa a cercare vari materiali. Gli oggetti distruttibili sulle varie mappe sono tantissimi e non sarà complicato trovare i materiali di base, anche se, il rischio che le missioni col tempo si trasformino in una grossa fase di grinding è dietro l’angolo: infatti, in ogni missione, il tempo per cercare materiali è infinito e ci è capitato di stare in alcune partite dove l’obiettivo principale diventasse quello secondario a favore, invece, della forsennata ricerca di materiali.
Il resto delle meccaniche di Fortnite invece, a partire dal crafting, risultano molto più complicate. Vi servirà, infatti, più di qualche ora di gioco per comprendere a pieno tutti i meccanismi di Fortnite. Cosa craftare, come farlo,  come gestire armi e munizioni e soprattutto come gestire i sopravvissuti che salverete. I tutorial presenti nel gioco, infatti, insegnano molto per quanto riguarda l’azione sul campo ma dimenticano quasi completamente tutto quel processo di costruzione del gioco prima di andare in missione.
FortniteIl combat system del gioco è molto semplice e solido, classico degli sparatutto in terza persona, eccezion fatta per i combattimenti corpo a corpo abbastanza approssimativi con non tutti i colpi lanciati messi a segno. La difficoltà del gioco aumenta progressivamente con le missioni e sarà fondamentale per i giocatori sia coordinarsi tra loro come squadra, sia costruire le abilità del proprio personaggio tramite i molti alberi di abilità presenti nel gioco, che permettono al gioco di essere molto diverso a seconda di come ci si approccia.
Il gioco, nella versione Xbox One, è risultato molto solido nonostante sia in versione accesso anticipato. Oltre qualche menù un po’ fuori posto, infatti, l’unico problema del titolo è qualche calo di frame durante i momenti con molti zombie su schermo. Siamo comunque sicuri che gli sviluppatori provvederanno a migliorare Fortnite non solo a livello tecnico, ma anche per quanto riguarda i contenuti. Il comparto artistico del gioco si propone in maniera molto leggera, con contenuti simpatici e paesaggi semplici,  i modelli dei vari tipi di zombie sono molto caricaturali e ricordano vagamente lo stile di quelli visti in Piante contro Zombie.

PRO CONTRO
  • Gameplay molto divertente…
  • Ricco di contenuti nonostante sia in versione “Early Access”.
  • Ricco di meccaniche e alberi di abilità…
  • … che necessita di un bilanciamento maggiore.
  • Le nove classi necessitano una
    maggiore diversificazione.
  • … che purtroppo non reinventano il genere come preposto.

 

 

 

Conclusione
Voto
7.6
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Studente di Relazioni Internazionali, appassionato di videogames, musica e serie TV. Riesco ad apprezzare vari generi videoludici anche se preferisco, decisamente, gli shooter, gli action e i platform.