NOTA: le immagini presenti in questo articolo derivano da sessioni di gioco, riprese direttamente indossando il visore Playstation VR. La qualità delle stesse apparirà differente da quanto lo sia in realtà, in virtù di una esperienza diversificata in ambito VR.

Il mercato videoludico è sempre in espansione, non solo per le grandi case di produzione internazionali, bensì anche per quelle del nostro paese. Imbattersi in un titolo sviluppato interamente da un team italiano fa sempre piacere, soprattutto se si dimostra degno di attenzione. E’ quanto accaduto con i ragazzi di Forge Reply, proponendo un’esperienza interessante e dal carattere forte, però in una veste del tutto particolare. Stiamo ovviamente parlando della sfera donata dalla Virtual Realty. Abbiamo avuto modo, quindi, di provare con mano (o meglio con visore) Theseus per PlayStation VR con somma soddisfazione.

Theseus
Dante non è stato il solo a fornire avvertimenti…

Quando la mitologia incontra l’intrattenimento

Abbiamo assistito tante volte ad una rievocazione storica nei videogiochi. Sarebbe impossibile soprassedere su titoli come God of War, Ryse: Son of Rome o Dante’s Inferno; tutti prodotti videoludici che prendono a piene mani le vicende narrate in opere letterarie. Siamo consapevoli invero che i contenuti non rappresentano la trasposizione di tali opere, ma significa effettuare un rifacimento sulla base di personaggi o situazioni narrate in epoche antiche. Questa volta è il turno di Teseo, antico eroe greco, dalle cui gesta sicuramente ricorderemo il Labirinto creato da Minosse. Come ci ricorda Omero, il figlio di Poseidone ed Etra, si offrì volontario per partire alla volta di Creta, pronto a raccogliere la sfida di fronteggiare il Minotauro ed uscire illeso dalla struttura concepita da Dedalo. Probabilmente se non fosse stato l’amore di Arianna verso il futuro re di Atene, quest’ultimo gironzolerebbe ancora oggi in cerca della via d’uscita, reo di non aver fatto caso all’omonimo filo che lo guidasse verso la luce.

Bene, dopo questo breve escursus sulla mitologia greca, Theseus è pronto a ripercorrere le gesta del suo medesimo personaggio trapassato in gloria (si fa per dire, basti vedere Immortals), sotto la veste elargita dalla VR.

Theseus
Il labirinto non sembra poi un luogo così brutto…

Solo una strada conduce verso la via d’uscita

Una volta indossato il visore, ci renderemo perfettamente conto che il nostro eroe (che a primo impatto, visivamente, ricorda molto il Beowulf di Zemeckis) si ritrova imprigionato nel labirinto, ignaro del suo destino e di cosa incontrerà lungo il percorso. Entrando perfettamente in sintonia con l’alter ego, tutto comincia a delinearsi di fronte alla nostra vista. L’obiettivo primario sarà quello di cercare una via d’uscita e allo stesso tempo di non finire vittima del suo custode: il Minotauro. Attraversando stretti corridoi, superando pericolose pareti ed inoltrandoci in oscuri anfratti, verremo guidati da una strana voce che implora la liberazione. Si tratta di Ariadne (Arianna in greco, ndr), un’entità di luce che ci spiega brevemente il suo infausto destino. Imprigionata in quell’angusta dimora, ella attende l’eroe che riuscirà finalmente a spezzare le catene che non le consentono di uscire. D’altro canto, Asterion (questo il nome del suo aguzzino, nonché Minotauro, poiché nella mitologia greca veniva conosciuto col nome di Asterio o Asterione, ndr) si aggira con fare minaccioso lungo tutti i corridoi, dando la caccia a chiunque si addentri nel proprio territorio.

Sarà compito di Teseo far uso di tutte le sue abilità, recuperando oggetti ed armi che possano porre fine al giudizio del Minotauro, completando così la sua avventura nel labirinto. Sarà costretto a fidarsi dei suggerimenti di Ariadne, onde evitare una prematura dipartita, in quanto tra i cunicoli si aggireranno anche figure che vivono nell’ombra, pronti ad ostacolare il cammino ed incutere timore a chiunque tenti l’attraversata.

Theseus
All’interno del labirinto, Ariadne ci darà consigli per trovare una via d’uscita, ma occhio, c’è sempre qualcosa che trama nell’ombra…

Immortali mortali, mortali immortali, viventi la loro morte e morienti la loro vita

Di solito, un titolo di questa portata ci porta a pensare che tutto sarà incentrato su una visuale in prima persona, come accaduto per Here They Lie o Farpoint, per fare degli esempi, dove l’immedesimazione sembrava scontata. Su Theseus usciamo fuori dai soliti schemi e Forge Reply ci propone un titolo in terza persona, accompagnando il protagonista quasi fossimo spettatori della sua avventura. Ogni scenario che affronteremo avrà un’inquadratura differente, ma sempre tenendo ben in vista ciò che accade. Potremo osservare l’ambiente in tutta l’ampiezza, provando sensazioni claustrofobiche ed un senso di disorientamento che ci opprime ogni qualvolta cambieremo stanza. Il sistema di controllo si affida esclusivamente al gamepad e malgrado un gameplay semplice ed intuitivo, questo risulta solo di contorno. Seppur la trama appaia molto interessante e profonda fin dalle prime battute, si ha la sensazione di una certa separazione tra ciò che il comparto narrativo voglia proporre e quello che sta realmente accadendo al nostro eroe. Ad esempio, di tanto in tanto Teseo dovrà assimilare l’anima perduta dei poveri personaggi periti nel labirinto. Il motivo sarà spiegato dalla stessa Ariadne, ma nel proseguo non vi è una giusta collocazione con le meccaniche di gioco e questo non fa che creare un grosso dispiacere.

Theseus
L’ambientazione del labirinto è davvero evocativa.

Come detto precedentemente, le prime sequenze di gioco sono impregnate della magnificenza donata dall’ambientazione. Proporre un labirinto in chiave VR fa crescere sì lo stupore nell’osservare muri sgretolati, colonne frantumate che riportano lo stile greco e opere decadenti che ricordano il passato, ma allo stesso tempo ci si chiede come mai non si avverta la netta sensazione di smarrimento. Esatto, il labirinto in Theseus altri non è che un tunnel, dove la via preimpostata ci consentirà di arrivare al termine in maniera lineare. Tranne in solo caso ci si può imbattere nella vera essenza di un labirinto, ma la gioia è durata veramente poco.

Walking Simulator iniziale a parte, ben presto tutto comincia a prendere una nuova forma, entrando nel vivo dell’avventura. Dopo aver familiarizzato con i movimenti e superati i primi ostacoli, vi è la volta di affrontare dei nemici: la Progenie, come specificato da Ariadne. Queste creature che vivono nell’ombra possono essere eliminate in diversi modi: tramite l’utilizzo di una torcia oppure con l’utilizzo di una spada. Inizialmente saranno abbastanza ostici da neutralizzare, anche perché dotati di una particolare agilità a schivare i colpi, ma capito il meccanismo, potremo anche adottare una combinazione tra torcia e spada. Oltre a queste adorabili e terrificanti creature, incontreremo la vera minaccia: il Minotauro. Attraverso piccole sequenze dove il tempismo del giocatore viene messo alla prova, sarà inutile affrontare Asterion apertamente, vista anche la sua stazza, ma Ariadne ha sempre qualche suggerimento da dare…

Theseus
La torcia ci consentirà di non restare al buio, basta solo ricordarsi di alimentare la fiamma…

Privazione e sazietà

Non ce ne voglia Eraclito, ma bisognerà fare di necessità virtù. Theseus è un titolo capace di risultare evocativo dal punto di vista artistico e visivo. I ragazzi di Forge Reply hanno svolto un buon lavoro, utilizzando al meglio l’Unreal Engine, anche dal punto di vista dell’illuminazione dinamica e gestione delle ombre. Graficamente riesce a trasmettere la giusta ricompensa, tutto accompagnato da un comparto sonoro di buon livello. Ascoltare la roccia che si sgretola al nostro passaggio, la voce tremolante di Ariadne (in una lingua incomprensibile, ma forse riconducibile al greco e per fortuna i sottotitoli in italiano aiutano) o i suoni gutturali derivanti dagli antri più reconditi del labirinto, ci faranno sentire all’interno di esso, rendendo ciò molto più stimolante. Purtroppo però, come abbiamo detto, la sensazione è che la sceneggiatura segua un percorso differente da quello che effettivamente rappresenta il game design, soprattutto quando, alla distanza di due ore (tempo di completamento), un grande cliffhanger si staglia lungo tutto il visore. A questo punto rigiocarlo per una seconda volta diventerà imprescindibile…

Theseus
Occhio a dove mettete i piedi…

Anche le animazioni non sono impeccabili, anzi, i movimenti di Teseo risultano un po’ troppo legnosi (sarà che è sempre ferito ed è costretto a trascinarsi sulle sue gambe) e oltre allo stupore iniziale, c’è sempre qualcosa che sembra mancare. L’assenza di veri e propri enigmi è il deficit più grande. Magari sarebbe stato opportuno inerire qualche spunto più coraggioso per rendere il titolo ancora più mitologico. Al netto di questo amore ed odio, comunque sia, va lodato il lavoro di un team italiano per ciò che ha saputo sviluppare, visto che gli appassionati della letteratura greca, trama ovviamente a parte, troveranno Theseus molto appagante.

 

PRO CONTRO
  • Fantastica ambientazione
  • Buon comparto sonoro
  • Assenza di motion sickness
  • Ottima gestione delle inquadrature
  • Rivisitazione della trama affascinante
  • Tecnicamente non esente da difetti
  • Alcune meccaniche di gioco da rivedere
  • Animazioni un po’ legnose
Conclusione
Theseus
8.0
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.