Nel corso degli ultimi anni il settore videoludico sta subendo gli effetti di una grossa operazione nostalgia tra versioni rimasterizzate, retroconsole e settore indie molto spesso orientato giochi di natura retro. Non sono chiare le motivazioni dietro questo ritorno alla vita delle vecchie storie: c’è chi pensa che siano finite le idee, chi pensa che i videogiochi erano migliori prima e chi, semplicemente, sa che certi ritorni vogliono far leva sulla nostalgia dei videogiocatori.
Crash Bandicoot N. Sane Trilogy non è solo una grande ritorno al passatoma anche un grande test per un marchio dato per morto. I risultati del lavoro di Vicarious Visions, infatti, serviranno a delineare il futuro di Crash: tornerà a nuova vita o resterà solo un intenso tuffo nei ricordi?  

Questi ultimi, però, sono una lama a doppio taglio. Per quanto possano essere importanti non solo nella memoria videoludica di ogni uomo, la magia dei ricordi tende a far dimenticare i problemi del passato col rischio che, ricordando, ci si trovi dinanzi ad un’amara delusione.

Vicarious Visions, quindi, ci ha provato con Crash: pilastro nei cuori dei ragazzi degli anni ’90. Sarà riuscita a non deludere i ricordi dei ragazzini della Playstation 1 e a dare nuova vita al marsupiale arancione? Noi abbiamo provato Crash Bandicoot N.Sane Trilogy e questa è la nostra opinione:

Vicarious Chi?

Prima di addentrarci nell’analisi di questa riedizione, cerchiamo di capire perchè Acitvision si sia affidata proprio a Vicarious Visions (Che ricordiamoci sono al momento al lavoro sulla versione PC di Destiny 2). Vicarious è uno studio noto per le ottime riconversioni che riesce da sempre a sviluppare, oltre ad essere il team che ha ideato e sviluppato il brand  Skylanders. In passato si ritrovarono già fra le mani il nostro amato marsupiale dedicandogli una tripletta di giochi su Game Boy Advance che furono molto apprezzati all’epoca proprio per la loro fedeltà allo spirito ed al gameplay dei titoli originali usciti su Playstation, anche se con alcune lacune nell’ambito dell’originalità. I Vicarious tentarono anche la strada delle corse arcade con un Crash: Nitro Kart che purtroppo non risultò al pari del predecessore su Playstation e non stupì pubblico e critica, pur rimanendo un gioco molto godibile. Non risulta quindi azzardato che Activision si sia affidata proprio a loro per lo sviluppo di questa riedizione importante.

Un passato glorioso in un insano presente

Il primo punto da chiarire è che Crash Bandicoot N. Sane Trilogy è una fedele riproposizione di quanto mostratoci negli anni ’90 da Naughty Dog. L’evoluzione del marsupiale (divenuto la prima vera Mascotte di casa SONY a potersi contendere il podio assieme a Mario e Sonic) di Jason Rubin è stata riprodotta minuziosamente cassa dopo cassa, nemico dopo nemico e gemma dopo gemma. Il team di Vicarious Visions ha sviluppato i tre giochi partendo da zero quindi ogni singolo livello, ogni personaggio ed ogni animazione è stata ridisegnata ex novo usando le vecchie edizioni di Crash Bandicoot, Cortex Strike Back e Warped  come semplice esempio da ricopiare (per questo motivo non è stato possibile inserire un tasto per riproporre la veste grafica originale come già accadde per Halo: Anniversary o per il più recente Wonder Boy: The Dragon’s Trap) ed il risultato finale è davvero sorprendente e impressionante. La cura dei dettagli nei livelli, l’eliminazione della separazione visibile tra l’area di gioco e il paesaggio, i numerosi effetti grafici di luce e acqua aggiunti per l’occasione (il riverbero del sole sulle superfici, il riflesso delle lastre di ghiaccio e la pioggia battente sono solo alcuni esempi ma la lista sarebbe molto più lunga) e il restyling dei modelli poligonali dei personaggi, che mantengono comunque il loro look originale, sono una vera gioia per gli occhi dei giocatori vecchi e nuovi. Joypad alla mano, il discorso non cambia. Il gameplay è rimasto immutato, immediato e, specialmente nel primo titolo, a tratti macchinoso e altamente punitivo. Non sarà difficile ritrovarsi a giocare il primo Crash Bandicoot utilizzando per lo più la croce direzionale al posto del troppo moderno Joystick Analogico, i salti vanno calibrati esattamente come vent’anni fa ed alcune porzioni di livello ci faranno sorridere pensando a come sia tarata verso il basso l’attuale difficoltà della maggior parte dei titoli… non per altro, mentre scriviamo queste righe, alcuni giocatori stanno già chiedendo a Vicarious Visions (con alcune meme che paragonano la N. Sane Trilogy alla più recente trilogia di Dark Souls) una patch che ne corregga la difficoltà al ribasso. Anche l’orecchio dei giocatori sarà gratificato sapientemente da questa riedizione visto che tutti i temi originali e gli effetti sonori sono stati ricomposti partendo dagli originali. In merito al comparto audio, piccola nota negativa va fatta al doppiaggio Italiano. La recitazione è di ottimo livello ma la traduzione e la pronuncia letterale dei nomi inglesi stona decisamente con l’elevata produzione di questa “remastered”. Concludendo il discorso riguardante il comparto tecnico, Crash bandicoot N. Sane Trilogy gira ad una risoluzione di 1440p su PS4 PRO con un frame rate ancorato a 30 fps granitici lasciandoci un grosso quesito su come mai non sia stato possibile raggiungere i più attuali 60fps, soprattutto considerando la portata dei giochi di cui stiamo parlando.

Niente di nuovo all’orizzonte?

Volendo mantenere il più possibile inalterato lo spirito della trilogia originale, Vicarious Visions si è trovata nella delicatissima situazione di voler aggiungere qualche novità senza rischiare di alterare l’equilibrio delle parti in causa ma anche in questo ambito si sono dimostrati competenti e attenti alle esigenze dei fan. La principale delle novità, dal punto di vista del gameplay, è rappresentata dall’inserimento di Coco Bandicoot come personaggio giocabile.  Per la prima volta, al di fuori dei livelli di Warped nei quali era necessariamente richiesto il suo utilizzo, la sorella di Crash sarà a disposizione in qualsiasi momento dell’avventura ed in ciascuno dei tre giochi (grazie all’inserimento della macchina del tempo), sfide con i Boss escluse. I pattern di Coco risulteranno leggermente diversificati da quelli di Crash, la bionda bandicoot ha dalla sua il doppio calcio volante e una serie di animazioni più aggraziate rispetto a quelle del fratello. La seconda novità risiede nell’inserimento delle sfide a tempo in ogni livello di tutti e tre i titoli. Nate con Crash: Warped e amate fin da subito dagli speed runner di tutto il mondo, le sfide a tempo donavano ai giocatori un artefatto (di pregio variabile in base al risultato raggiunto in classifica) per il conseguimento del tempo richiesto nel livello. Per quanto risultino non perfettamente omogenei con il level design più meditativo del primissimo Crash Bandicoot, le sfide a tempo si sono rivelate un’azzeccata aggiunta capace di alzare ulteriormente il livello di sfida per il raggiungimento dei Trofei di Platino.

Trofei, longevità e curiosità

Gli oltre 70 Trofei della N. Sane Trilogy sono suddivisi per episodi, in modo che ogni capitolo abbia la sua collezione di obiettivi con relativo Trofeo di Platino. Questo dettaglio, oltre a generare un immensa gioia in ogni cacciatore di Platini, da da pensare ad un eventuale scelta commerciale da parte di Activision di vendere in futuro i tre titoli in formato stand-alone (come successe anche per la Nathan Drake Collection). La durata media, di questa trilogia, sommando i tre episodi è davvero molto variabile. La durata complessiva delle nostre tre avventure è stata di circa 12 ore senza pensare alle gemme, ai trofei ed al completamento al 100%. Basandoci sulle nostre esperienze di vent’anni fa, possiamo sostenere che la N. Sane Trilogy possa tenervi impegnati una trentina di ore abbondanti se vorrete ottenere tutti i trofei. Curioso che nel primo Crash Bandicoot siano presenti due trofei legati ad un DLC chiamato The Lost Treasures (“I Gioielli della Corona” e “Un’Antichità Antica”). Le prime, facili, speculazioni farebbero pensare che si tratti dei livelli mostrati nei primi trailer e di seguito cancellati, se Vicarious fosse davvero al lavoro sul redesign di questo materiale inedito, questa N. Sane Trilogy acquisirebbe un valore aggiunto davvero incredibile.

Ci vediamo nel futuro Crash!

Ogni dubbio sull’effettivo potenziale di questa riproposizione è stato ampiamente diradato con l’Hype che si è generato nei mesi precedenti ed il risultato finale testato a lungo in fase di recensione. L’atto di amore e di passione compiuto da Vicarious Visions, con questa N. Sane Trilogy, si è dimostrata come il perfetto tributo “da fan per i fan” ed un nuovo punto di arrivo per ogni remastered o remake che si presenterà sugli scaffali in futuro. L’unico dubbio che ci rimane è quale sarà il destino di Crash Bandicoot adesso? Sicuramente lo rivedremo presto con un titolo dedicato ma la vera domanda è se la strada che verrà intrapresa sarà simile a quella che è stata dedicata a Rayman Origins e Rayman Legends negli anni precedenti. Nel panorama videoludico attuale si sente il bisogno di un degno 4° capitolo che riproponga la formula dei platform corposi, con un level design ricercato e una difficoltà ben bilanciata e gratificante. Nell’attesa della risposta alla nostra domanda, torniamo a giocare… quella maledetta Gemma Rossa su Slippery Climb deve essere nostra!

PRO  CONTRO
  • Fedeltà totale verso i tre giochi originali…
  • Longevità e livello di sfida elevati.
  • Vicarious Visions setta un nuovo standard per come debbano essere fatte le Remastered/Remake.
  • …potrebbe presentarsi come un titolo poco interessante per le nuove generazioni.
  • I 60 FPS potevano e dovevano essere presenti.

 

Conclusione
Voto
8.5
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