Uno degli sport più seguiti in Italia è sicuramente la MotoGP, che anno dopo anno a ogni Gran Premio regala intense emozioni a tutti gli amanti dei motori.
Anche quest’anno il team italiano di Milestone è presente e accontenta gli appassionati di motociclismo e di videogiochi, con MotoGP 17, titolo che introduce non solo sostanziali novità (tra cui una modalità gestionale e il campionato Redbull), ma anche diversi miglioramenti rispetto al suo predecessore.

Più modalità per tutti

Appena avviato il gioco veniamo spiazzati dal numero di modalità che è possibile giocare (quest’anno più numerose che mai) e che ci mettono in seria difficoltà su quale scegliere per iniziare.

Vogliamo provare le Modalità Veloci, le quali si suddividono a loro volta in: Gran Premio, in cui semplicemente si sceglie il circuito sul quale vogliamo gareggiare, il pilota e via; Campionato, ovvero una serie di circuiti scelti da noi sui quali gareggiare; Prove Cronometrate, dove potremo stabilire record che andranno a registrarsi in una classifica online e uno Schermo condiviso, per gareggiare con i nostri amici sulla stessa console.
In alternativa si può provare la Carriera Pilota, modalità che abbiamo già avuto modo di testare negli anni passati e che sostanzialmente non porta novità rispetto alle sue versioni precedenti, se non il campionato RedBull di cui andremo a parlare più avanti nel corso di questa recensione.
Sicuramente l’esperienza che ci attira di più provare per prima è la nuovissima Modalità Menageriale, che ci permette di fare carriera non solo con il nostro pilota, ma con l’intero team, gestendo: stipendi, contratti, sponsor, nuove moto, ecc.

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Se siete amanti della competizione Online, vi è anche la sezione dedicata interamente al gioco multiplayer, la quale essenzialmente riporta le Modalità Veloci già descritte in precedenza, ma con l’aggiunta di una Stagione Co-op e le classifiche dei piloti che hanno ottenuto più fama nella modalità Modalità Menageriale o totalizzato giri nel minor tempo possibile. Con un sistema p2p, non abbiamo riscontrato particolare lag, nonostante i giocatori avessero la latenza tendente verso il rosso.

Rossi c’è e i piloti pure

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Cosa? Drop system?!

Nelle Modalità Veloci possiamo scegliere tutti i piloti che attualmente (e non solo) gareggiano nei vari Campionati. Da quelli di MotoGP, passando per quelli della Moto 2 Moto 3 a quelli RedBull. Vera chicca però, è la possibilità di selezionare i piloti storici, i quali si sbloccano completando determinati obiettivi in altre modalità (come ad esempio vincere una gara in Moto 3), dando quel sistema di drop che negli ultimi tempi quasi ogni gioco sta adottando. Possiamo ad esempio selezionare un diciassettenne Valentino Rossi o un Max Biaggi del 2005, ultimo suo anno di partecipazione in MotoGP.

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Old but gold

Come ogni capitolo di Milestone, immancabile la creazione del proprio pilota, in cui ci viene data possibilità di personalizzare: ritrattodati anagrafici, sopranome, numero, accessori (esattamente un gran numero di caschi, guanti e stivali) e stile di guida (che comprende: Bilanciato, Gomiti a terra, Spalle Fuori, Corpo Fuori o Vecchia scuola).

Peccato quindi non avere ancora una maggiore libertà nella creazione del proprio pilota, ma doversi basare su ritratti pre-impostati per dare un volto a questi (dato che in game non lo vedremo mai senza casco).

Il campionato che ti mette le ali

Come abbiamo introdotto sopra, una delle novità di questo capitolo è l’introduzione del RedBull MotoGP Rookies Cup, ossia un campionato disponibile direttamente nella modalità Campionato (utilizzando un pilota esistente) o nella modalità Carriera (con un pilota realizzato da noi), in cui tutti i piloti fanno parte del team RedBull e gareggiano con la stessa moto, una KTM RC250GP.

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Verremo come sempre inseriti negli ultimi due Gran Premi, in modo tale da poter verificare che in questo nuovo campionato non esiste una moto migliore, ma è il pilota a mettere in campo le sue abilità per uscirne vittorioso! Al termine di esso, nel caso della modalità Carriera, abbiamo possibilità di debuttare direttamente in Moto 3 per proseguire la nostra ascesa sino ad arrivare in MotoGPo iniziare dal primo Gran Premio RedBull, come sempre nel deserto del Qatar.

Per quanto sia una novità, sicuramente ci stancheremo presto di questo campionato, non essendoci varietà.

Una carriera a 360°

Un’esperienza che già altri titoli sportivi anche non prettamente legati al mondo delle corse (vedesi FIFA) implementa da anni, è una modalità gestionale, mancanza che si è sempre fatta sentire nei vari capitoli di MotoGP. Quest’anno Milestone è finalmente riuscita a inserire una Modalità Menageriale che possa non solo offrire la gestione univoca del pilota come nella Carriera, ma dell’intero team!

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Appena avviata questa modalità ci imbattiamo in una intro spettacolare, la quale ci presenta tutti i piloti di MotoGP in carne e ossa in pose molto “altezzose”.
Al termine ci verrà chiesto di creare il pilota che impersoneremo, compresa la scelta del nome del team che vorremo gestire. Veniamo quindi forniti di crediti, che ci servono sin da subito per acquistare una moto e scegliere uno sponsor che ci permetterà di ricevere crediti ogni fine Gran Premio. L’ultima cosa che ci viene richiesta è la personalizzazione estetica della nostra moto, dopodiché il gioco ci catapulta in questa interessante carriera gestionale, partendo ovviamente dalla Moto 3 in quanto non si dispone della reputazione necessaria per sbloccare moto più potenti e crediti per acquistarle.

Il campionato è formato da 37 settimane, durante le quali abbiamo attività da svolgere (ad esempio sessioni di allenamento per i nostri piloti, che avranno delle statistiche che andranno a incrementare per migliorarne l’abilità), completa libertà o Gran Premi in cui gareggiare. Alcune di queste settimane inoltre, ci danno la possibilità di cambiare moto, sponsor o di reclutare nuovi piloti per un massimo di 2 per tipologia di campionato, i quali hanno statistiche e segni distintivi differenti uno dall’altro. Questo significa che potremo assumere un pilota che si rivelerà essere più bravo nei tempi di qualifica piuttosto che in gara o che sarà più prudente quando la pista sarà bagnata per colpa delle condizioni meteo sfavorevoli, ad esempio.

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Mica si può far tutto da soli?

Nel frattempo possiamo potenziare la nostra moto e attendere alcune settimane prima che i cambiamenti siano effettivi, che possono però essere velocizzati reclutando ingegneri dedicati allo sviluppo della moto, ovviamente al costo di qualche credito extra da spendere. Qualora volessimo più crediti o più reputazione, possiamo anche ingaggiare PResperti del management.

A fine campionato come nel caso della Carriera Pilota, se abbiamo possibilità, ossia se disponiamo della reputazione e dei crediti necessari, possiamo passare in Moto 2 e più avanti in MotoGP, lasciando il posto abbandonato dal pilota da noi realizzato a un altro che andremo a ingaggiare. Così facendo otterremo giustamente più entrate e quindi più facoltà economica per la gestione del nostro team.

Un esordio sensazionale che farà felici tutti gli amanti dei gestionali.

Tecnicamente poco rivoluzionato ma funzionale

La cosa su cui Milestone si è concentrata meno è il lato tecnico, ove non vediamo vere novità rispetto ai predecessori, anzi possiamo dire che l’esperienza rimane pressoché invariata.

Ogni Gran Premio si apre con la solita intro che ci presenta con filmati reali il luogo in cui andremo a gareggiare. Cosa molto apprezzata ma che tende a dar fastidio dopo un po’, specie in un weekend completo, dato che a inizio e termine prova, qualifica, warm-up e gara veniamo sempre sottoposti a caricamenti dalla durata non esattamente breve, dopo la quale si presenterà l’intro del luogo.

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Il gameplay praticamente invariato, riporta come ogni anno la possibilità di mantenere o rimuovere gli aiuti di guida, esattamente impostando: Fisica in semi pro o pro; Freno Automatico; Freni Congiunti; Sterzo Assistito; In carena che può essere automatico o manuale; Traiettoria impostata su nessuna, solo in curva o completa; Cambio semiautomatico o manuale e infine un Aiuto fuori pista, per mantenere il controllo se si esce appunto fuori pista.
Da non dimenticare le Opzioni di gara, le quali ci permettono di impostare la Lunghezza da un minimo di 3 giri a un massimo di 14; Sessioni di gara che possono essere solo gara, qualifica e gara o weekend completo; Difficoltà settabile in molto facile, facile, media, difficile e realistica; DanniConsumo gommeTimer penalitàBandiere disciplinari.

Regolando tutte le impostazioni su un’esperienza più difficile, avremo un incremento di percentuale sui crediti o reputazione che andremo a ottenere a fine gara, oltre che garantirci una sfida maggiore nel controllo della moto, per quanto gli avversari non soffrono di questi svantaggi, rendendo quindi meno realistico il tutto.
In gara inoltre saremo in grado di effettuare una messa a punto regolabile in Guidata o Manuale, che serve a risolvere problemi di presa o percorrenza di una curva, velocità, stabilità, ecc.

Piccola chicca che abbiamo apprezzato è la visuale in prima persona nettamente migliorata, traballando molto meno e quindi risultando molto più godibile.

Per quanto concerne l’Intelligenza artificiale, quest’ultima sembra risultare meno prevedibile. Infatti scegliere una determinata difficoltà (Normale nel nostro caso) e riuscire a vincere una volta, non significa automaticamente vincerle tutte costringendoci a dover effettuare un incremento di difficoltà. Infatti ci è successo di piazzarci primi in un Gran Premio e a metà classifica, se non tra gli ultimi posti in quello dopo (per quanto fossimo arrivati primi nelle qualifiche e guidassimo bene), segno che sicuramente l’IA risponde meglio rispetto al passato.

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E adesso si passa alle noti dolenti: la resa grafica. Per quanto le moto e il pilota siano dettagliati nello specifico, l’ambiente circostante risulta a volte poco curato, spoglio, con texture e poligoni che riportano in mente le generazioni passate. Giustamente questo dettaglio è superfluo in un gioco come MotoGP e comprendiamo quindi la minor cura in questi elementi extra, ma se al tutto aggiungiamo cali di framerate, traballamenti della visuale e una forte presenza di aliasing, tutti aspetti che si notano di più in alcuni circuiti rispetto ad altri, di certo l’esperienza diventa meno piacevole (ovviamente prendendo in considerazione la versione che abbiamo provato, quella per Xbox One).

MotoGP
In quest’immagine è possibile notare i peggiori difetti grafici. Aliasing (sulla sinistra) e texture mediocri.

Per fortuna a compensare questo aspetto vi è il sonoro, abbastanza curato e che in certi aspetti fa venire la pelle d’oca. L’esperienza che si ha dopo una sessione di carriera in Moto 3 ascoltando solo il rumore di moto meno potenti, per poi passare alla potenza di quelle della Moto 2 o MotoGP, è sensazionale. Questo contribuisce ad avere un feeling con la moto sempre differente, variando in base alla moto da noi scelta.

PRO CONTRO
  • Vasto numero di piloti, campionati e modalità
  • Esordio di una modalità manageriale curata
  • IA meno prevedibile
  • Sonoro e feeling con le moto ben fatto
  • Graficamente non all’altezza
  • Numerosi caricamenti
  • Avversari che non accusano danni alle moto
Conclusione
MotoGP 17
7.8
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