A due anni di distanza (tre se contiamo anche la versione su PC), l’universo di The Elders Scrolls Online ha conosciuto il tempo necessario per una evoluzione ed un supporto che lo hanno reso uno dei più imponenti MMORPG, nato dalla versione in single player per mano di Bethesda. Per tutto questo lasso temporale, molte sono state le migliorie e gli accorgimenti che ZeniMax Online Studios ha approntato allo spin-off, fino a quando ultimamente è stata rilasciata un’ennesima espansione che richiama la vecchia gloria, quale regione di Morrowind.

Morrowind
L’avventura ha di nuovo inizio, quale classe selezioneremo?

Un tuffo nel passato

Certamente in molti si ricorderanno The Elder Scrolls: Morrowind, terzo capitolo della serie, quando quindici anni fa gli utenti più appassionati della saga fantasy cominciarono a danzare per Tamriel, pregustando l’ennesima epopea che integrava le vicende dell’isola di Vvardenfell con il mondo fantasy creato negli anni precedenti. Lungi dal dover riprendere le vicende narrate quasi tre lustri fa, il percorso adoperato dagli sviluppatori sarebbe stato quello di far riprovare le stesse emozioni di un periodo ormai fugato, quando il concetto originale rappresentava al contempo una nuova evoluzione di vivere un’avventura GDR. Lasciato il posto della gestione isometrica o distaccata del personaggio, compreso il relativo utilizzo del mouse o shortcut da tastiera, verso una visione tridimensionale con prospettiva in soggettiva o terza persona, Morrowind aprì un mondo di innumerevoli possibilità. La capacità di avere sotto gli occhi una mappa enorme con la quale interagire liberamente e fare qualsiasi cosa il giocatore avesse in mente, risultò così preponderante tanto da rimodellare completamente il concetto di vivere un gioco di ruolo.

Anche prima di Oblivion, Morrowind fece parlare di sé e di come trama e gameplay si potessero fondere in favore di una qualità visiva che raramente si era potuta apprezzare così tanto in un RPG. Ragion per cui, Bethesda non ci pensa due volte nel voler far ritornare agli albori una delle esperienze più riuscite, ma questa volta non si tratta di un mero riadattamento stand alone, rivolto a chi decida di far scorrere le lacrime sul proprio viso. Sfruttando un mondo già creato per il solo comparto massive multiplayer online, ecco che The Elder Scrolls Online (TESO per comodità) si arricchisce di un’aggiunta che può far felici sia i già possessori del titolo, sia chi voglia approcciarsi ad esso per la prima volta.

Morrowind
Certe ambientazioni sono difficili da dimenticare…

Vvardenfell, un posto pacifico

Tutto parte da un attacco in mare e scampati ad un naufragio arriveremo sull’isola di Vvardenfell, patria degli elfi oscuri. Visiteremo in questo modo Vivec City, dove ad attenderci ci saranno i membri del Tribunale, Sotha Sil e Almalexia, nonché il semidio Vivec. Proprio quest’ultimo è afflitto da una strana malattia che gli sta consumando pian piano i suoi poteri, non riuscendo a trovare le forze necessarie per evitare un’imminente catastrofe. Il nostro compito sarà quello di investigare sul sua stato di salute ed evitare il destino nefasto dell’isola, compresa l’estinzione di ogni abitante.

La storia, come la conosciamo, è narrata settecento anni prima dell’evolversi della trama di The Elder Scrolls: Morrowind, con la Red Mountain in stato dormiente e Vvardenfell rigogliosa sotto ogni aspetto. La stessa Vivec City è una località in costruzione, ma certi dettagli comunque ci ricordano il passato. Viaggiando per tutta la regione, incontreremo tantissimi personaggi, svolgendo attività sempre differenti, fino a giungere ad un epilogo che congiungerà la linea temporale con quanto già visto. Per coloro che tenteranno la prima esperienza direttamente con Morrowind, al termine delle suddette gesta e tramite un misterioso benefattore, potranno giungere alle segrete di Molag Bal per intraprendere il percorso completo donato da TESO.

Morrowind
Settecento anni prima, Vvardenfell era un luogo incantevole e molte ambientazioni non le avevamo mai viste così.

Il potere della natura

Dopo aver preso parte alla creazione del nostro personaggio, compresa la scelta della fazione, la classe ed i tratti somatici, passiamo alla vera star di TESO Morrowind, ossia il Warden. In verità le scelte estetiche non sono poi tantissime, relegando il tutto ad una scelta cospicua di opzioni standard e mai personalizzabili del tutto, fornendo degli strumenti preimpostati che ricalca la vecchia gestione. Come dicevamo, questa espansione può essere giocata in totale solitudine ed il Warden rappresenta la scelta più opportuna per poter terminare in comodità tutta la vicenda che ruota attorno all’isola di Vvardenfell. Tramite il potere dettato dalla natura, la nuova classe è una sorta di ibrido di come ricordavamo i vecchi druidi e cacciatori presenti in altri titoli del medesimo genere ruolistico, non solo però, è molto di più.

Morrowind
La creazione del personaggio ci consentirà di modificare parametri preimpostati sulla base di quanto visto in passato, aggiungendo veramente poco in fase di personalizzazione. L’editor è rimasto invariato, ma il risultato finale sarà comunque soddisfacente.

Fin dalla prima parte dell’esperienza ci renderemo perfettamente conto che il nostro alter ego sarà in grado di padroneggiare armi a due mani o potrà indossare armature pesanti, in modo da assorbire meglio i danni. Sarà possibile sfruttare il Warden come un tank, un dps o addirittura un healer, a seconda dei casi. Oltre alla solita suddivisione delle tre statistiche principali, quali Stamina, Magicka ed Health, avanzando di livello potremo sbloccare anche le abilità passive, tramite i punti talento, intervenendo sulle caratteristiche di classe in base al nostro stile di gioco. Come se non bastasse, oltre ad accrescere abilità di razza, ci si potrà concentrare sul companion (di qui l’associazione col cacciatore), animale di supporto che infliggerà danni o curerà a seconda dell’esigenza. Sbloccata tale spell, potremo evocare inizialmente un poderoso orso che non ci farà rimpiangere un compagno di squadra in carne ed ossa. La maggior parte delle attività svolte a Vvardenfell sono state prettamente completate in solitaria, proprio per testare l’efficacia del Warden e del companion. Non si tratta di una classe sbilanciata, ma è probabilmente quella più equilibrata e forte presente nel titolo.

Il Warden possiede delle abilità uniche, capace di farlo evolvere in un tank, healer o dps a seconda del proprio stile di gioco.

Le dimensioni contano

Integrare il mondo creato del terzo capitolo della serie con un prodotto nato esclusivamente online, poteva creare sì i presupposti per un’operazione nostalgica, specialmente per quei giocatori che portano con sé i segni del tempo, ma al tempo stesso l’effetto di dejà-vù avrebbe potuto far decadere l’interesse sulla trama. Per questo, impiantare il tutto settecento anni prima dell’evolversi delle vicende originali ha fatto in modo di riscrivere totalmente l’esperienza. La mappa di Vvardenfell è grande, probabilmente una delle più immense di TESO, limitata da quella porzione dove vi risiede la Red Mountain. Un gran peccato non poter sfruttare tutta l’ampiezza, anche perché la sensazione è che la vecchia mappa fosse ancora più grande di quanto non appaia ora. Comunque, terminata la quest principale, potremo scorrazzare in lungo e in largo facendo incetta di missioni secondarie ed incarichi da terminare, nonché azioni di grinding sfrenato e mob kill per racimolare denaro oppure oggetti vendibili. Superate le trenta ore di gioco, ci si ritroverà ad avere una regione costellata da innumerevoli icone e punti di interesse; tuttavia anche se ogni cosa volgerà al termine, saremo costretti a dedicarci al vagabondaggio per scoprire ogni singolo anfratto, ambiente e cambio di scenario.

Morrowind
Man mano che andremo avanti con la storyline, tanti punti di interesse spunteranno sulla mappa.
Morrowind
The Elder Scrolls Online: Morrowind amplia ancora di più il mondo di gioco, comprese le ore per portare a termine ogni singola attività su Vvardenfell, dalla semplice main quest, all’esplorazione nelle Tombe, fino a giungere ai temuti Raid, dove con l’aiuto di altri personaggi potremo sconfiggere i boss più potenti, con relative ricompense.

La storyline principale potrà essere terminata in una decina di ore (seguendo solo l’obiettivo primario). Che sia un personaggio appena creato oppure uno esistente, il risultato non cambia. La scalabilità dei nemici permetterà a chiunque di cimentarsi nell’espansione, senza risentirne di eccessiva difficoltà. A tal proposito il Warden sarà la classe privilegiata dei lupi solitari, dove è possibile anche il completamento delle Instance (o dungeon) alla ricerca di equipaggiamento migliore. Discorso differente sarà rappresentato dalle quest di gruppo o Raid, dove ci ritroveremo ad affrontare boss più impegnativi, per cui formare un gruppo sarà imprescindibile. Nei dungeon sarà possibile incontrare giocatori casuali che inconsciamente ci forniranno aiuto, o viceversa, rendendo così il concetto di MMORPG una realtà anche su console. Come se non bastasse, a completare il PvE e permettere un contenuto end-game, ci pensa il comparto PvP. Non parliamo certamente di Cyrodiil, ma dell’inserimento del cosiddetto Battleground. Per chi proviene dalla sfera di World of Warcraft, saprà certamente a cosa ci si riferisce. E’ una particolare modalità ad arena, dove tre squadre composte da quattro membri ciascuna si affrontano attraverso sfide differenti. Capture the Relic ci permetterà di rubare la bandiera avversaria per poi riportarla nella nostra base ed ottenere punti; Deathmatch ci consentirà di aumentare il punteggio sulla base delle uccisioni effettuate; infine Domination, la cui peculiarità sarà quella di conquistare obiettivi e mantenerli inviolati. Ovviamente se non avremo compagni di gioco con cui fare squadra, potremo fare buon uso della funzione “Group & Activity Finder” ed entrare in coda per unirci ad altri giocatori.

Morrowind
La profondità di campo ci dona un paesaggio suggestivo e incantevole.

L’evoluzione delle saga

Come giusto che sia, il tempo inesorabilmente scorre. Chi aveva provato TES: Morrowind all’epoca, si era ritrovato a fare i conti con una realtà differente rispetto alla concorrenza, ma ora che la tecnologia ha soppiantato il vecchio hardware, ci si ritrova ad un ennesimo cambiamento. Da un punto di vista artistico, ZeniMax ha dato l’opportunità di far ammirare ambientazioni fantastiche, con scorci che alimentano le fantasie di chi le osserva, il tutto accompagnato da una colonna sonora epica. La profondità di campo è tale da consentirci di essere parte integrante con l’ambiente circostante ed ammirare la stessa Vivec City o Balmora non vorrebbe che lo scorrere impietoso del tempo ci dia il pretesto per abbandonare quei luoghi.

Purtroppo le cose cambiano quando si entra nel dettaglio. Viste un po’ più da vicino, le texture perdono di qualità, così come il pop-in risulta fastidioso in molti frangenti. Il lento caricamento di interi asset crea dei disorientamenti. Un esempio presentatosi spesso potrebbe riferirsi al caricamento della lunga scalinata a Vivec City che conduce alle stanze dell’omonimo semidio. Una volta giunti nei pressi, questa risulta totalmente assente per poi ricomporsi, con relativo caricamento delle texture dopo qualche secondo. Tecnicamente questo TESO: Morrowind presenta dei difetti marcati. Da compenetrazioni al riavvio di quest altrimenti non completabili, fino ad arrivare all’intelligenza artificiale dei nemici (ma siamo consapevoli che in un MMORPG non è certo l’arma primaria) e vari glitch grafici.

Morrowind
Chi non ricorda quei simpatici animaletti?

Nonostante tutto, è stato raggiunto un buon compromesso con i contenuti presenti, dal numero di quest secondarie, fino ai dungeon esplorabili, consentendo di ampliare la longevità del prodotto di base con ulteriori trenta ore di base, allungando ulteriormente la permanenza tramite i contenuti end-game ed il riavvio dell’esperienza principale. Un altro punto che può demoralizzare i nuovi giocatori ad approcciarsi ad un titolo come questo è dettato dalla barriera linguistica. Difatti tutto TESO non è localizzato in italiano, così come nemmeno i sottotitoli. Tuttavia la fase di comprensione non è proprio terrificante ed a parte qualche termine più ostico, può essere goduto appieno con questi ultimi attivati. Per terminare, The Elder Scrolls Online: Morrowind consente al videogiocatore di poter vivere appieno l’essenza di un MMORPG classico, fatto di interazione con altri personaggi reali, scambiare equipaggiamento, ampliare la conoscenza del mondo di TES tramite libri e manufatti, craftare materiali per la creazione di armi ed armature, unirsi alle varie Gilde, esplorare ogni ambiente, provare la propria forza contro nemici sempre più potenti, sia in compagnia di altri giocatori che in solitaria (a patto di non visitare i Raid) e molto altro ancora. Per questi motivi, la longevità di TESO sacrificherà gran parte della vita sociale di ogni individuo amante del genere.

 

PRO CONTRO
  • Un ritorno a Vvardenfell in grande stile
  • Trama approfondita ed interessante
  • Colonna sonora di alto livello
  • Inserimento della nuova classe Warden
  • Tante attività da svolgere
  • Nuova modalità Battleground interessante
  • Longevità estesa
  • Tecnicamente obsoleto
  • Mancata localizzazione in italiano
  • Level design deficitario
  • Comparto grafico migliorabile
Conclusione
The Elder Scrolls Online: Morrowind
8.0
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.