‘Il Giappone alla riconquista dell’occidente’, questo potrebbe essere un titolo adatto a descrivere l’ultimo periodo di uscite videoludiche. Abbiamo assistito a parecchie produzioni proventi dal paese del Sol Levate sbarcare sul mercato occidentale, alcune con un enorme successo come NioH, Nier: Automata e Persona 5. Samurai Warriors: Spirit of Sanada è dunque l’ennesimo titolo targato Koei Tecmo, in collaborazione con Omega Force, ad arrivare nel vecchio continente nel tentativo di importare un po’ di sano spirito nipponico.

Come un moderno Marco Polo (però a parti invertite), Samurai Warriors: Spirit of Sanada si prende dunque il compito di trasmettere il più classico dei generi videoludici giapponesi: lo stile Musou.

Genere vecchio stampo, il Musou proposto da Samurai Warriors: Spirit of Sanada si carica sulle spalle anche il gravoso compito di rinnovare questo stile con un nuova boccata d’aria fresca e alcune novità, nonostante si prefigga di non snaturarne i contenuti. Il risultato purtroppo non sarà dei più convincenti, ma comunque Koei Tecmo ha imboccato la giusta mentalità riportando il Giappone ai vertici nel mondo dei videogame.

Andiamo dunque ad analizzare nel dettaglio tutti i contenuti proposti dalla software house nipponica in questo nuovo spin-off della celeberrima saga Samurai Warriors, in uscita dopo quasi un anno da Samurai Warriorios 4: Empire, ultima sua iterazione.


L’ascesa dei Sanada

Giappone, seconda metà del sedicesimo secolo. Il giovane Masayuki Sanada affronta il campo di battaglia per la prima volta nella sua vita, durante la perpetua lotta del clan dei Takeda per la conquista delle terre di Shinano, queste sono le premesse appena sbarcheremo su Samurai Warriors: Spirit of Sanada.

Il periodo è quello preferito degli ultimi tempi, il Giappone feudale, durante l’epoca Sengoku. Le vicende infatti si svolgeranno tra il 1561 al 1615, dove vivremo la scalata da giovane vassallo a signore della guerra del famoso Masayuki, e della conseguente ascela della famiglia Sanada, fino al passaggio di testimone ai figli Nobuyuki e Yukimura.

Samurai Warriors: Spirit of Sanada
Da padre a figlio, interpreteremo entrambi, dalla gioventù fino alla vecchiaia

Interpretando prima l’uno e poi gli altri, prenderemo parte ai grandi combattimenti storici avvenuti nel Giappone dell’epoca, interagentdo anche, come succede spesso e volentieri nei titoli affini, con personaggi NPC realmente esistiti e ben noti nella storia nipponica come Nobunaga Oda e Hattori Hanzo, passando da Katsuyori Takeda e suo padre Shingen Takeda.

Vivremo dunque l’ascesa al potere di una delle famiglie più famose del periodo attraversando la vita travagliata dei suoi fautori ma, nonostante si sposi benissimo con lo stile Musou proposto e le vicende narrate, purtroppo la trama non risulta davvero convincente a tal punto da non appassionare i giocatori fino in fondo a tal punto da incollarli allo schermo.

La trama di Samurai Warriors: Spirit of Sanada si sposa perfettamente con il genere, ma purtroppo lo svilppo non è del tutto convincente

Infatti, nonsotante una grande quantità di cutscene, dialoghi, narrazioni prebattaglia e anche un’interessante enciclopedia interattiva in game, l’intento di Omega Force viene meno davanti al fatto che personaggi e relative ambientazioni e battaglie sono poco conosciute e perfino di poco interesse per la maggior parte dei giocatori occidentali, rendendolo di fatto un gioco davvero di nicchia, adatto solamente al mercato nipponico.

Come se non bastasse inoltre la localizzazione è stata fatta escusivamente in inglese, precludendo ulteriormente la possibilità di spopolare sul mercato nostrano e non solo. Un vero peccato vista anche la non indiffernete longevità del titolo, che dura all’incira una 30ina di ore.


Stessa storia, stesso gameplay, stesso Musou?

Il gameplay, fortemente basato sul suo predecessore Samurai Warriors 4, presenta tutti i classici elementi del genere Musou, confermando come ancora una volta questa formula sia ben difficile da svecchiare e portare agli onori, mostrandone alcuni dei più classici difetti.

Infatti, nonostante gli sforzi apprezzabili dei ragazzi di Omega Force di inserire nuove meccaniche interessanti, il problema principale del gameplay rimane comunque la precoce ripetitività.

Battaglie stile One Man Army, un combat system facile e immediato dove tramite combo e attacchi concatenati si arriveranno a stendere decine di nemici insieme e una difficoltà per nulla motivante si faranno presto sentire, le quali abbinate ad un sistema di leveling delle statistiche non propriamente accattivante, porterà presto il giocatore in un loop di azioni non propriamente entusiasmante.

La ripetitività e la difficoltà poco stimolante tornato imperterrite come in ogni classico Musou

Ciò nonostante alcuni aspetti e alcune delle meccaniche inserite dagli sviluppatori sono degne di nota, e vanno, anche se non con l’impatto sperato, a rimpolpare la flebile difficoltà offerta dal gioco (selezionabile tra easy, medium, hard e nightmare ma comunque facilmente assimilabile), e a dare leggermente più dinamismo a un gameplay che all’effettivo risulterebbe davvero statico altrimenti.

Samurai Warriors: Spirit of Sanada
Ingranare colpi e concatenare combo sarà davvero semplice già dopo poco, trasformando ogni battaglia in puro buttons smashing

La notizia più lieta fra tutte è l’inserimento dell’interessante meccanica delle ‘Six Coins‘, il simbolo della famiglia Sanada. Si tratta di una valuta fittizia collezionabile raccogliendo informazioni in giro per la mappa prima di avventurarci in battaglia oppure portando a compimento diversi incarichi e obiettivi, utilizzabile durante le battaglie garantendo vantaggi tattici e strategici non indifferenti.

Durante la battaglia potremo dunque investire queste monete (che al massimo saranno 6) per ottenere i più svariati effetti bonus: dall’inserimento di nuovi generali alla cura di bersagli sensibili che dobbiamo proteggere, garantendo di fatto una vera scorciatoia verso la vittoria nei rari momenti di difficoltà.

Di fondamentale importanza saranno dunque gli stratagemmi, già presenti in Samurai Warriors 4, ma che con questa nuova meccanica cercheranno di rimpolpare la complessità del classico sistema di gioco Musou.

Nonostante il gioco possa risultare relativamente semplice, dopo aver preso confidenza con combo e Hyper Attack, ci saranno diversi aspetti di cui tenere conto durante la nostra avventura, come per esempio il ciclo giorno/notte.

L’alternarsi del giorno e della notte, durante gli scontri, comporterà infatti determinate conseguenze. Ad esempio, la fine delle ostilità è spesso sancita dall’alba o dal tramonto, fasi cruciali per l’esito della guerra, mentre nelle fasi notturne saremo assaliti spesso e volentieri, sin dai primi minuti di gioco, da sciami di ninja avversari ma, nel frattempo, potremo scegliere anche l’esplorazione dei territori nemici in modalità stealth.

In queste fasi se entreremo in contatto con le guardie nemiche scatterà in automatico l’allarme e sarà quindi game over. Questo fun fact lascia comunque non poche perplessità, in quanto se invece delle guardie ingaggeremo gruppi di soldati nemici potremo tranquillamente scatenare il putiferio senza far si che nessun allarme sia attivato.

Le novità introdotte risultano degne di nota, ma incidono ancora troppo poco sulla formula caratteristica del genere Musou, risultando quasi del tutto inefficaci

Inoltre, man mano che proseguiremo con l’esperienza di gioco, le mappe diventeranno sempre più articolate e avremo sempre più compiti da svolgere con un grado di complessità in aumento, ma nonostante questo il livello complessivo di difficoltà purtroppo non sarà mai del tutto inarrivabile.

Notevole invece è la cura dedicata allo sviluppo dello spazio HUB, ovvero il villaggio dei Sanada, in cui il giocatore passerà la maggior parte del suo tempo. Esso infatti sarà il fulcro della nostra esperienza, dove sono inizialmente possibili solo poche basilari azioni come modificare le armi dal fabbro Blacksmith e acquistare materiali e pozioni nel negozio. Procedendo con la storia principale, assisteremo a svariati salti temporali tra un capitolo e l’altro, con la crescita conseguente del piccolo villaggio in proporzione all’importanza delle gesta compiute. Andremo cosi a sbloccare svariate attività secondarie da compiere tra una missione e l’altra come pescare al molo, andare alla biblioteca per consultare la storia dei Sanada e degli altri personaggi principali, prendersi una piacevole pausa alla Teahouse, alla piacevole nuova aggiunta ispirata da NioH, dove si potrà evocare gli altri personaggi ed, eventualmente, fargli dei piccoli regali. Se quest’ultimi saranno graditi, il personaggio potrà decidere di accompagnarvi durante vostre avventure.

Samurai Warriors: Spirit of Sanada
Man mano che il villaggio cresce arriveremo a sbloccare divertenti attività secondarie, come una rilassante pesca sul molo

Da segnalare due particolari ‘mancanze‘ che potrebbero inficiare sull’esperienza di gioco sono la presenza di un sistema di tutorial molto descrittivo ma poco chiaro, e la totale assenza di una modalità editor per creare il proprio ufficiale, presente invece nei precedenti titoli.

Scelta dovuta sicuramente a una maggiore enfasi incentrata sulla trama principale e sulla storia dei Sanada, ma che potrebbe far storcere il naso a non pochi fedeli della saga.

Manca il multiplayer, presente invece nei titoli predecessori, che avrebbe potuto dare un po’ più di pepe e longevità al titolo, ma probabilmente non essendo il focus del team di sviluppo è stato tralasciato, anche se a dire il vero non si intravedono margini per un ipotetico inserimento, un vero peccato.


Tecnicamente parlando

Tecnicamente anacronistico, Samurai Warriors: Spirit of Sanada utilizza lo stesso motore grafico di sempre, il che non fa gridare al miracolo. Personaggi non particolarmente dettagliati con scenari spogli e per nulla interattivi, scelte opinabili viste le capacità a disposizione di Playstation 4, PC e Playstation 4 Pro soprattutto, ma giustificabile in parte dalla totale mancanza di caduta di frame rate anche con centinaia di nemici in campo durante un combattimento.

Di tutt’altro canto invece il comparto sonoro che risulta complessivamente ben curato, e che coinvolge non poco facendoci immergere, almeno con la colonna sonora, nel periodo Sengoku.

Il reparto tecnico soffre la scelta di non sfruttare al massimo le potenzialità degli hardware attuali, nonostante questo garantisca ottimi rendimenti in fatto di frame rate


PRO

CONTRO

  • Gameplay abbastanza facile e intuitivo
  • Innovazioni discretamente buone
  • Buona tenuta del frame rate
  • Buon focus sulla trama
  • Trama non del tutto accattivante e di nicchia
  • Ripetitività nettamente presente
  • Scarso comparto grafico
  • Mancanza di multiplayer
  • Mancata localizzazione italiana visti i molti dialoghi
  • Soliti difetti del genere Musou

 

Conclusione
Samurai Warriors: Spirit of Sanada
7
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Studente di Ingegneria prima e appassionato di videogame poi, possessore di una PS4 ha concretizzato la sua passione per il mondo videoludico sposando il progetto del 17KGroup.