NOTA: le immagini presenti in questo articolo derivano da sessioni di gioco, riprese direttamente indossando il visore PlayStation VR. La qualità delle stesse apparirà differente da quanto lo sia in realtà, in virtù di una esperienza diversificata in ambito VR.

Avete presente i mitici anni ’80, quando ci si riuniva in quei luoghi strani, pieni di gente, dove strani cabinati offrivano la possibilità di sparare ai nemici, donando un appagamento senza precedenti? Probabilmente chi ha vissuto quegli anni certamente si ricorderà di The House of the Dead come coin-op, abbinato a pistole speciali che fungevano da armi ottiche in grado di abbattere mostri di ogni genere, catapultandoci in un divertimento tra amici che di horror aveva solo il termine delle monete e la dicitura Game Over dopo qualche minuto di urla frenetiche. Bene, il tempo purtroppo non si è fermato e la tecnologia ha subito passi da gigante, ritrovandoci con le stesse sensazioni, seduti però comodamente sul divano contemplando ciò che la nuova sala giochi moderna ci pone dinanzi agli occhi.

Farpoint
Viaggiare nello spazio non è poi così monotono…

Un ennesimo balzo nel futuro

Lasciando da parte le vecchie periferiche specifiche al puntamento ottico, comprese le evoluzioni dei datati prodotti aventi la forma delle light gun a infrarossi, Impulse Gear ha sfruttato il momento più adatto (per modo di dire) per tirar fuori dal cilindro un titolo, che di fatto sancisce un nuovo inizio, su quella che ormai è una periferica di punta, nel mondo console, dedicata alla realtà virtuale. Grazie al PlayStation VR e alla collaborazione diretta con Sony, la casa di sviluppo americana tenta di proporre qualcosa di nuovo pur comprendendo i limiti del visore. Ecco che Farpoint è entrato prepotentemente sul mercato, facendo rivivere quelle sensazioni ormai trascorse, ma con qualche variante in più.

Senza divagare troppo in futili argomentazioni a carattere scientifico, entrando nell’universo parallelo con indosso il visore, verremo proiettati direttamente nello spazio infinito, verso una galassia lontana, a bordo della stazione spaziale Pilgrim. Il nostro compito sarà quello di recuperare due scienziati, intenti a studiare una strana anomalia, ma quello che potrebbe essere una semplice operazione di routine si trasformerà in un incubo. Accompagnati da una sequenza che ci vede protagonisti della vicenda in stile Gravity, l’apertura di un wormhole, o frattura spazio-temporale, ingoierà i malcapitati e la Pilgrim al suo interno, causandone lo schianto su un pianeta alieno. La capsula di salvataggio, fortunatamente, ha impedito la nostra prematura dipartita e fuoriuscendo dall’involucro potremo ammirare lo sterile paesaggio che si frappone tra noi e gli scienziati. Ovviamente la sfortuna è sempre dietro l’angolo e la nostra navetta si è altresì schiantata lontano dal resto dell’equipaggio. Ironia della sorte, l’unico amico volenteroso di intraprendere la ricerca insieme a noi, sarà rappresentato da un fucile ad impulsi, quindi imbracciato il compagno di viaggio, non ci resterà che prepararci a scoprire il mondo ostile ed al tempo stesso recuperare informazioni su quanto accaduto.

Farpoint
Il nostro compagno di viaggio sarà anche il più temuto tra i nemici e potremo ammirarlo all’infinito in ogni sua angolazione, muovendo semplicemente l’AIM Controller…

Veni, vidi, vici

L’impatto iniziale con il pianeta alieno rappresenta un tuffo nel passato. Tutti gli amanti di Heinlein sicuramente faranno salti di gioia nello scoprire somiglianze con il pianeta P, sede di tanti aracnidi nell’omonima trasposizione cinematografica di Starship Troopers. La conformazione del territorio, mista a tempeste di sabbia e alte pareti rocciose, ci fa soffermare sulla vastità dell’ambiente, ma soprattutto ci rende fieri di avere a che fare con un FPS vecchio stile, dove l’unico obiettivo prefissato è quello di sparare a qualsiasi cosa abbia più di due zampe…

Come detto, siamo al cospetto di uno sparatutto, con la differenza che dovremo vestire i panni virtuali del malcapitato pilota, guardando attraverso un visore per la realtà virtuale. La trama parte molto bene, decollando già dopo poco tempo, purtroppo però precipita rovinosamente, notando già dalle primissime battute i soliti cliché che il genere fantascientifico porta con sé. Tanti i buchi logici fuoriescono dal comparto narrativo, compresa la particolarità di inseguire gli altri due superstiti, lì dove ad ogni passo dietro di loro si può trovare l’insidia (che però soltanto noi troveremo sicuramente). D’altro canto, vista la situazione, ci improvvisiamo un marine spaziale che prende a pugni ogni strumento elettronico in pieno stile Doomguy e non facciamo nemmeno caso alle sporadiche conversazioni del nostro alter ego, prendendo pieno possesso del suo corpo e parlando al posto suo (il motivo di tale delirio si capirà più avanti). Non ci resta quindi che incamminarci e ricongiungerci al gruppetto.

Farpoint
L’unico insetto buono è un insetto morto!

La gioia di essere un soldato

Per comprendere appieno le potenzialità di Farpoint è necessario puntualizzare una caratteristica importante. Accennato precedentemente, Impulse Gear non ha solo sviluppato il titolo in esclusiva per PSVR, ma ha curato anche l’aspetto cardine che ha permesso a Sony di lanciare un nuovo accessorio, acquistabile tramite bundle, che trasforma l’intero gameplay in un incontro ad armi pari con i nemici presenti in gioco. Per godersi appieno l’esperienza sarà necessario possedere l’AIM Controller, una riproduzione di un fucile interfacciato con la PS Camera che ci consentirà di avere pieno controllo col sistema di puntamento. La periferica si rifà in un certo senso a quanto già prodotto da Nintendo con Wii, ma non si tratta di un mero accessorio vuoto, dove installare controller e Nunchuck, ma al suo interno sono già presenti i comandi per interagire con il sistema, eliminando completamente il gamepad. Avremo la libertà di muoverci imbracciando fisicamente il fucile e vedendo la sua trasposizione all’interno della realtà virtuale. Le levette analogiche ci forniranno le interazioni necessarie al movimento, così come i grilletti saranno user-friendly nel sapere in anticipo la funzionalità di fuoco primario e secondario.

FarpointL’AIM Controller rappresenterà l’arma in più in Farpoint. Con un sistema di puntamento preciso, permetterà di adoperare un mirino olografico semplicemente avvicinando la periferica al volto, aumentando notevolmente l’immersione.

Farpoint porterà con sé una serie di opzioni utili al videogiocatore, come la possibilità di intraprendere il viaggio seduti comodamente sul divano, oppure liberi di girovagare per la stanza. Inutile dire che la seconda opzione è quella più consigliata, a patto di avere un ampio spazio a disposizione. Trama a parte, Farpoint si configura come uno shooting in prima persona, dove cercare coperture, rintanarsi dietro un riparo e sporgersi per sparare al nemico risulta imprescindibile; in questo modo diventa scontato far intendere che saremo noi, con i nostri movimenti, a creare tutti i presupposti per un divertimento mai provato con un PSVR fino ad ora. La magia può essere possibile anche tramite l’assenza di motion sickness, quella strana sensazione di nausea e malessere che colpisce ogni possessore del visore. Lo abbiamo notato con svariati titoli più adrenalinici e anche con i walking simulator come Robinson: The Journey, ma i ragazzi di Impulse Gear hanno totalmente eliminato tale problema. Lo stratagemma è semplice ed efficace. L’uso di un accessorio che ci consente il movimento fisico, abbinato al modello tridimensionale del nostro corpo, imprime al nostro cervello la consapevolezza di osservare qualcosa di reale, neutralizzando in questo modo il fastidio. Se per caso dovessimo voltarci, noteremo anche la nostra ombra proiettata sulla superficie, il che implica la quasi totale trasposizione del corpo nell’ambiente simulato.

A questo punto, mirare e sparare risulta non solo più facile, ma anche una caratteristica per aumentare l’immersione. Esatto, basterà avvicinare l’AIM Controller al volto per attivare una modalità con mirino olografico, fornendoci lo spunto per socchiudere un occhio e prendere meglio la mira, anche perché il sistema di puntamento è estremamente preciso e funzionale. Si raccomanda comunque di effettuare brevi sessioni di gioco, in quanto, proprio in virtù del movimento fisico, ci ritroveremo spesso e volentieri a sudare all’interno del visore, appannando così le lenti.

Farpoint
Avvicinando al viso l’AIM Controller nella realtà, comparirà un mirino, a seconda delle armi, utile ad essere più precisi.

La felicità non esiste

Se da un punto di vista narrativo Farpoint certamente non brilla per qualità ed originalità, le cose vanno ancora peggio dal punto di vista della rigiocabilità. Partiamo col dire che la campagna single player non è molto longeva, ma comunque in linea con altri prodotti per PSVR, eccezion fatta per Resident Evil 7, attestandosi sulle quattro/cinque ore di gioco (a seconda del proprio stile), al termine delle quali difficilmente si ricomincerà per il mero tentativo di conoscere ulteriori dettagli delle vicende. Visivamente l’impatto d’insieme è notevole, così come l’ambientazione riesce a fornire un’immersione molto appropriata, amplificata dall’eccellente comparto sonoro che rende il pianeta così vivo da farci drizzare le orecchie per captare i versi gutturali delle strane creature, in modo da evitare imboscate. Con PSVR bisogna per forza di cose scendere a compromessi e per questo motivo l’alternanza delle texture è scontata. I modelli dei personaggi e delle armi sono ben definiti. Osservare da vicino un fucile a pompa, ruotarlo e notare graffi, diciture e proiettili presenti al suo interno ci farà lacrimare di gioia, guardare le texture più da vicino in merito all’ambiente circostante lo farà un po’ meno.

FarpointFarpoint è disponibile in due versioni, venduto singolarmente al prezzo di 59,99€ e con bundle, contenente l’AIM Controller, al costo di 89,99€. Per usufruire di un’esperienza completa ed adatta, sarà necessario possedere quest’ultimo, visto che al momento non vi è ancora la possibilità di acquistare la periferica separatamente.

Anche l’intelligenza artificiale dei nemici non è molto reattiva e ci impiegheremo poco tempo per eludere i loro attacchi o conoscerne il pattern. La sola via di scampo è trovare un metodo personale per vivere l’avventura come un gioco di ruolo, inventando cosa fare, anche a costo di parlare da soli. Aggiungiamoci anche che non vi è la possibilità di interagire troppo con l’ambiente o di muoversi liberamente dove si vuole (come la maggior parte dei titoli FPS), ma possiamo solo avanzare attraverso un binario già prestabilito e delineato. A rasentare una lieve frustrazione ci pensa il sistema di salvataggio automatico che ci farà ritornare in vita da sequenze precedenti, distanti diversi minuti dal punto in cui abbiamo trovato la sconfitta. A risollevare ancora il tutto è stata l’idea di inserire una modalità co-op (online) per poter affrontare delle imprese insieme ad un amico, fino ad un massimo di quattro giocatori simultaneamente. Si tratta di un valore aggiunto che non intacca la campagna single player, per cui lo scopo sarà quello di completare un numero esiguo (per ora) di scenari insieme ad altri giocatori. Vi è da dire che il matchmaking ha impiegato svariati minuti per riuscire a trovare qualcuno che avesse tutto il necessario e tra una chat vocale (utilizzando il microfono incorporato nel visore) in lingua inglese, con annesse imprecazioni incomprensibili, il divertimento è aumentato ancora, ma le poche mappe a disposizione rischiano di stancare dopo qualche partita. Bisogna comunque elogiare il lavoro del team di sviluppo di Impulse Gear, composto da sole quindici persone che ha dato vita ad un nuovo punto di partenza per quanto riguarda il genere FPS per PlayStation VR, ma non solo, anche per aver ideato un accessorio aggiuntivo, quale AIM Controller, che si renderà utile certamente in futuro.

PRO CONTRO
  • Una delle più divertenti ed adrenaliniche esperienze per PSVR
  • Ambientazione eccellente
  • Livello di immersività altissimo
  • Comparto audio di buon livello
  • Interessante modalità cooperativa online
  • Straordinario feeling e precisione con AIM Controller
  • Motion sickness assente
  • Comparto narrativo incompleto
  • Pessima gestione dei salvataggi automatici
  • Rigiocabilità limitata
  • Grafica migliorabile
  • Senza AIM Controller perde quasi tutto il suo potenziale
Conclusione
Farpoint
8.0
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.