NOTA: le immagini presenti in questo articolo derivano da sessioni di gioco, riprese direttamente indossando il visore PlayStation VR. La qualità delle stesse apparirà differente da quanto lo sia in realtà, in virtù di una esperienza diversificata in ambito VR.

L’avvento nel mondo consumer dei dispositivi correlati alla realtà virtuale, ha segnato certamente un grande passo in avanti verso un’interazione più completa nella sfera videoludica. Anche a discapito di grandi produzioni, le innovazioni più sostanziali sono dettate dal mercato indie, capace di sfornare titoli divertenti quanto originali, richiamando anche quella classica esperienza donata dai vecchi boardgame. Grazie all’unione di questi due mondi si ha avuto la possibilità di miscelare le meccaniche già rodate dei giochi da tavolo con l’integrazione di periferiche dedicate, utilizzando l’hardware presente a disposizione. Abbiamo già avuto modo di ripercorrere la strada attraverso svariati titoli indie, sviluppati anche su dispositivi mobile (sempre tenendo presente la virtual reality) e la via intrapresa sembra essere quella giusta, allontanandosi dai soliti cliché ai quali siamo abituati. E’ il caso di Steel Crate Games, che prende a piene mani la cooperazione tra differenti giocatori, attribuendone un ruolo differente a seconda di una partita svolta, rendendo tutti partecipi in quella che sarà una delle esperienze più esplosive in Keep Talking and Nobody Explodes.

Keep Talking and Nobody Explodes 1
La prima bomba non si scorda mai…

Tic, tac… Tic, tac… Il tempo stringe!

Partiamo col dire che Keep Talking and Nobody Explodes ha tutto nel titolo per scoprire già il suo genere, ma procediamo con ordine. Per chi è abituato ai cooperativi dei giochi da tavolo, saprà sicuramente che un Arkham Horror, un Mansions of Madness o un Fury of Dracula avrà sì un unico comune denominatore, portato dalla comunicazione verbale tra giocatori contro un obiettivo comune, ma di contro, meccaniche più complesse ed articolate che renderebbero il gioco più frustrante e meno adatto a tutti, ragion per cui viene tutto relegato alla sottocategoria dei party game. Bene, con la logica della collaborazione, Steel Crate Games tira fuori dal cilindro un titolo divertente che ben si sposa con la realtà virtuale, utilizzando un concept quasi pensato specificatamente per il PlayStation VR. Indossato il visore, ci ritroveremo all’interno di una stanza inizialmente buia, dove a farci compagnia saranno le flebili fonti luminose di qualche led. Basterà qualche istante per renderci partecipi del disinnesco di un ordigno esplosivo. Il dispositivo dinanzi a noi sarà sufficiente a coprirci di ansia, aiutato dal timer che inesorabilmente cercherà di arrivare al termine con conseguente fallimento della missione.

In totale solitudine sarà pressoché impossibile riuscire a disinnescare la bomba, ma in nostro soccorso potremo vantare la collaborazione di esperti ingegneri in grado di fornirci le giuste indicazioni per eludere i vari moduli. La disattivazione di questi ultimi ci consentirà di mettere al sicuro la stanza ed evitare la brutta riuscita della missione. Servirà soprattutto una comunicazione verbale con gli ingegneri e tanto sangue freddo, soprattutto quando il timer comincerà a pigolare, aumentando la tensione.

Keep Talking and Nobody Explodes 2
Premere un pulsante senza una giusta ragione non è sempre una buona idea…

Comunicare è importante

Il punto di forza di Keep Talking and Nobody Explodes è rappresentato dalla componente cooperativa. Si tratta comunque di un titolo che non è orientato verso il multiplayer online, ma che necessita di tanti giocatori come da tradizione dei party game. Da soli è impossibile provarlo e sono necessari dei requisiti indispensabili. Oltre al novello artificiere, impersonato da chi indossa il PSVR (in questo caso specifico), è opportuno affidare il ruolo degli ingegneri ad altre persone che saranno al nostro fianco, aiutandoci nell’ingrato compito di non esplodere insieme alla bomba. Le meccaniche sono abbastanza semplici, ma inizialmente di difficile comprensione, specie se lo scambio verbale risulta fraintendibile o errato. Dunque, partiamo con le regole basilari. Solo l’artificiere può vedere l’ordigno, quindi attraverso il visore si ritroverà da solo in una stanza ben cosciente della forma e dei moduli presenti sulla bomba. Gli altri giocatori non hanno la benché minima possibilità di osservare ciò che il povero malcapitato stia realmente guardando o come stia agendo. Questi ultimi hanno solo un vantaggio: conoscere la risoluzione di ogni modulo. Tramite un apposito manuale cartaceo (o visionabile digitalmente, tutto messo a disposizione, inevitabilmente, dagli sviluppatori), saranno in grado di fornire indicazioni per il disarmo della bomba, comunicando tempestivamente le azioni da dover far svolgere all’artificiere. In pratica, quest’ultimo comunica ai suoi collaboratori il tipo di modulo installato ed attende le istruzioni su come disattivalo, sempre prestando attenzione ad essere preciso, breve e conciso dal momento in cui il tempo a disposizione è limitato. Si va avanti ad oltranza, fino a quando ogni componente è stato disattivato, con conseguente disarmo e riuscita della missione.

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Chissà quale filo bisognerà tagliare!

Fallimenti e divertimento

L’idea di portare su PSVR meccaniche derivanti dai giochi da tavolo è senza dubbio un’arma vincente, considerando anche l’apporto di un gruppo di persone che si riunisce per divertirsi, passando qualche ora in compagnia di risate e frastuoni causati dall’impellenza di dover completare l’obiettivo prima dello scadere del tempo. Un’idea semplice, che unisce il coinvolgimento di tanti, non può che essere elogiata per ciò che offre. Anche se il comparto grafico non risulta eccellente e ricco di texture ad alta definizione, tutto passa in secondo piano, non avendo nemmeno il tempo per guardaci intorno, ma ci focalizzeremo solo sulla relativa bomba o sul manuale da interpretare. Tutto è abbastanza minimale, con un solo scenario e pochi elementi a schermo, dove l’ansia sarà rappresentata dal piccolo timer digitale che emette dei suoni preoccupanti. Superato il tutorial iniziale, che ci mostra l’approccio ideale, nonché i pochi comandi a disposizione per osservare meglio i moduli o ruotare la bomba alla ricerca di elementi aggiuntivi (perché ogni cosa che vedremo sarà di aiuto agli ingegneri), ci tufferemo nelle varie missioni (ognuna diversa e creata in maniera procedurale) a difficoltà variabile. Inizialmente saremo alle prese con ordigni semplici, composti da tre soli sistemi da disattivare e cinque minuti di tempo per non finire inceneriti, passando poi a qualcosa di più complesso che richiede maggior affiatamento e tempistica.

Keep Talking and Nobody Explodes 4
Una volta terminate tutte le sessioni, potremo cimentarci nella creazione di un ordigno personalizzato.

I moduli rappresentano una buona varietà, da fili colorati da tagliare a sequenze di codice morse da decifrare, passando per la decriptazione di password, resi tutti semplici da apprendere ma difficili da spiegare a chi non vede la bomba. Tra batterie, porte parallele e numeri seriali, farsi prendere dall’agitazione collettiva è facile, così come le risate all’unisono al termine di ogni sessione. Peccato per la mancanza di ulteriori scenari o altri moduli aggiuntivi (anche se presenti in buon numero), nonché un supporto per il multiplayer online (prettamente per questioni organizzative) dove poter interagire con altri giocatori di tutto il mondo, in quanto, ricordiamo, non sarà possibile giocarci da soli, ma sono indispensabili almeno due persone che dovranno assumere ruoli differenti. Anche l’assenza di una vera modalità storia ne risente, relegando il tutto a sequenze via via più impegnative, ma fine a sé stesse. Una volta completate tutte le combinazioni, sarà possibile creare un proprio ordigno in modo da sfidare i nostri amici, dove disinnescare una bomba richiede sì tempismo e precisione, ma non è mai stato così divertente. Con un po’ di fantasia, le sessioni potrebbero essere caratterizzate da un’immersione maggiore, soprattutto se i giocatori decidessero di essere lontani, comunicando anche con ricetrasmittenti. Insomma l’inventiva va lasciata anche agli utenti, consentendone di modificare la longevità.


Pro Contro
  • Disinnescare un ordigno non è mai stato così divertente
  • Gameplay semplice ed efficace
  • Motion sickness assente
  • Prezzo competitivo
  • Poche modalità a disposizione
  • Mancata localizzazione in italiano
Conclusione
Keep Talking and Nobody Explodes
8.5
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.