Dopo diversi rinvii, Sniper: Ghost Warrior 3 è finalmente approdato sui PC e sulle console in una veste tutta nuova. Sviluppata da City Interactive Games e pubblicato da Knoch Media, la saga di Sniper: Ghost Warrior abbandona la struttura lineare del capitolo precedente per tuffarsi con entusiasmo nel mondo degli open-world, mai così in voga come in questo periodo. Questa è la nostra recensione.

Georgia: bande di Separatisti e terroristi hanno preso il controllo del nord dello stato e minacciano di destabilizzare il paese, con nefaste conseguenze a livello mondiale. Sarà compito di Jonathan North, soldato dei corpi speciali dei Marines, intervenire con precisione chirurgica in uno scenario compromesso e instabile al fine di scongiurare il peggio. Ma la missione ufficiale assegnatagli dai suoi superiori non è l’unica preoccupazione di Jon. Il temibile cecchino americano è anche sulle tracce del fratello Robert, rapito in Ucraina da misteriosi mercenari due anni prima e, stando ad un rapporto della CIA, rispuntato da qualche parte in Georgia. Sniper: Ghost Warrior 3 si presenta così con un incipit promettente, dove la fedeltà e i doveri verso gli USA sono messi in discussione da qualcosa di più profondo e intimo: la disperata ricerca di un fratello scomparso.

Ottimo, no?

No.

DALLA GEORGIA CON AMORE

Nonostante la premessa interessante dell’incipit e l’introduzione delle meccaniche open-world, Sniper: Ghost Warrior 3 non riesce in alcun modo ad offrire una trama e una narrazione efficace in grado di catturare il giocatore nelle vicende personali e professionali di Jon North. La scrittura ricade più volte nell’ormai trita e ritrita retorica americana militarista, cosa che sarebbe anche tollerabile se condita con una certa dose di spettacolarità, che manca, e colpi di scena, che sono assolutamente banali e scontati. Come se non bastasse, alla classica impostazione da film americano di guerra, ci si aggiunge pure la componente di teorie del complotto. Il che non sarebbe un male, ancora una volta, se solo fosse strutturata con un minimo di credibilità. L’effetto che ottiene, però, è di peggiorare una trama che già a molto poco da dire.

Ehi, sono del MOSSAD e sono qui solo per mostrare la mia scollatura

Tra linee di dialogo che sembrano uscite dal frasario degli stereotipi, agenti del MOSSAD che entrano in scena solo per mostrare le tette entrando in competizione con l’altro personaggio femminile, l’ex di North, Lydia, una lista interminabile di cattivoni sadici e malvagi che altro non fungono che da bersagli per il tiro al piattello sui quali il nostro protagonista riverserà, oltre che proiettili da .338, tutto il suo giustizialismo made in USA e cattivoni ancora più pompati di quelli di prima con tanto di caschi da motociclista tamarri. Si poteva, e si doveva, fare decisamente di meglio.

Ma che è, Call of Duty?

NICE SHOT!

Se la trama di Sniper: Ghost Warrior 3 è completamente dimenticabile, lo stesso non si può dire della sua main-quest, almeno per quanto riguarda il level design e per come sia strutturato il gameplay. Perchè alla fine sì, il gioco funziona e l’open-world, nonostante non aggiunga nulla di nuovo a un genere già decisamente rodato, si sposa decisamente bene con il gameplay e lo stile della creazione di CI Games. La soddisfazione di essere riusciti a piazzare un proiettile nel cranio ad una sentinella nemica in movimento a quasi 600 metri di distanza riesce a far dimenticare al giocatore la più banale retorica imperialista americana, almeno fino alla cutscene successiva.

Le missioni sono comunque divertenti da giocare e ben strutturate

Tuttavia, nonostante le missioni della main siano strutturate con una certa qualità e varietà, altrettanto non si può dire delle missioni secondarie, che presentano un leggero calo di qualità, arrivando poi a ripetersi come impostazione e struttura man mano che si prosegue nel gioco. Tanto che lo stesso Jon North avrà da ridire quando gli verrà chiesto di salvare l’ennesimo ribelle georgiano caduto nelle mani dei Separatisti durante un’azione di sabotaggio andata male. Ad arricchire l’offerta sopperiscono però decine e decine di punti di interesse, presso i quali potremo approfondire la storia del mondo di gioco, recuperare utili risorse, sbloccare collezionabili, armi aggiuntive e skin per i nostri fucili da cecchino, e una lista di pericolosi e sadici ricercati, sui quali pende una taglia consistente.

Introdurre la meccanica opern-world in Sniper: Ghost Warrior 3 non ha fatto altro che rinnovare la saga, dandole quella spinta necessaria per ripartire e capace, assieme alle buone meccaniche di shooting con lo sniper, di rendere il gioco apprezzabile nonostante la povertà di scrittura e di trama. In Sniper: Ghost Warrior 3 visiteremo tre mappe, tutti scenari diversi che spaziano dalle montagne innevate alle più verdi colline. La mappa di gioco, esplorabile sia a piedi che tramite la nostra jeep, è costruita bene ed è in grado di offrire numerosissimi luoghi di interesse, strutture e siti dove si svolgeranno le varie missioni, tutti diversi gli uni dagli altri. Ogni situazione può essere affrontata in maniera differente e lo scenario stesso offre diverse possibilità al giocatore. Ciascuna delle tre mappe offriranno un rifugio segreto dove potremo ritirarci per riposare, preparare il nostro inventario e selezionare le missioni da affrontare tramite il nostro portatile. Un difetto è invece riscontrato dal fatto che la mappa di gioco, escluse le aree di missione e quelle presidiate dai nemici, è sostanzialmente priva di vita. La natura incontaminata, animali selvatici e orde di guerriglieri armati di AK-47 popolano le terre georgiane ma gli stessi villaggi e le stesse strade raramente vedono la presenza di altre forme di vita. Tutto ciò contribuisce a dare una sorta di staticità e di poca vitalità dello scenario. Presente invece l’alternanza giorno-notte e il meteo dinamico, capace di influenzare sulle nostre strategie di combattimento.

Non aspettatevi un sistema di guida sconvolgente, la jeep è solo un mezzo veloce per spostarsi presso le aree di missione

Come da titolo, il gioco si divide principalmente in tre meccaniche, Sniper, Ghost e Warrior, legate ai tre principali approcci che il gioco ci permette di adottare. È quasi inutile sottolineare che il lato Sniper è sia quello strutturato meglio che quello che offre più soddisfazioni. I proiettili seguono le leggi della fisica per cui è sempre necessario tenere conto dell’elevazione del colpo e della forza del vento, in modo da calcolare con precisione dove il nostro proiettile andrà a impattare. Essenziale quindi è imparare a padroneggiare il mirino dell’arma, in modo da poterlo tarare correttamente e individuare con efficacia la traiettoria di tiro. Altro fattore per portare a termine un’uccisione pulita con il nostro fucile è calcolarne l’oscillazione data dal peso dell’arma e dal respiro. Sparare da accovacciati o da sdraiati porterà ad una stabilità migliore, unita alla possibilità di trattenere il respiro per mantenere la mano ferma durante il tiro. Ultima considerazione da tenere è il silenziatore applicato, eventualmente, alle nostre armi. I silenziatori infatti hanno una durata limitata e, dopo un determinato numero di spari, si esauriscono lasciando così che i nostri colpi rimbombino per le valli georgiane. Dovremo quindi prestare attenzione alla loro durata e provvedere a ripararli prima che superino il limite di usura. Invece il nostro migliore amico nell’avventura georgiana risulta essere il piccolo drone, che useremo per studiare il territorio e marcare i nemici prima di ogni attacco, in modo da pianificare nel modo migliore la missione. Grazie ad esso saremo in grado di mantenere un vantaggio tattico non indifferente rispetto ai nostri avversari.

Il drone è potenziabile tramite una serie di equipaggiamenti in grado di migliorarne considerevolmente le prestazioni

Se la resa della componente Sniper funziona molto bene, altrettanto non si può dire delle altre due che fungono quasi più da contorno. L’approccio Ghost è quello furtivo, che ci chiede di utilizzare la pistola silenziata che portiamo al fianco e di effettuare abbattimenti corpo a corpo sui nemici ignari, per poi eventualmente nasconderne i cadaveri dove non possono essere trovati dagli altri nemici. Warrior invece prevedere il farsi strada ad armi spianate, utilizzando i più classici fucili d’assalto. Tuttavia è facile che questa tattica ci porti alla sconfitta, visto che basteranno pochi colpi nemici per mandarci al tappeto. Inoltre non potremo mai equipaggiare numerosi caricatori per le nostre bocche di fuoco e il risparmio delle munizioni dovrà essere una politica imprescindibile per raggiungere il successo. Mantenersi furtivi e utilizzare il fucile da cecchino dalla lunga distanza e, solo in caso di necessità e per scontri più ravvicinati ricorrere ai fucili d’assalto, è la strada più sicura per completare le varie missioni senza troppi intoppi. La stessa IA nemica però non è particolarmente stimolante e spesso poco reattiva e raramente in grado di contrastare il giocatore soprattutto nelle fasi di cecchinaggio. I tre approcci ci forniranno inoltre diversi punti esperienza spendibili in uno skill-tree che andranno a livellare le varie caratteristiche, sbloccando punti che ci permetteranno di acquistare diversi bonus nei tre diversi rami. Tuttavia questo aspetto più ruolistico è molto smorzato visto che i bonus dei tre rami non sono assolutamente abbastanza influenti da permettere di creare built diverse a seconda dello stile del giocatore.

Nuova introduzione in Sniper: Ghost Warrior 3 è il sistema di crafting. Attraverso la mappa di gioco, e completando missioni, sbloccheremo valuta e materiali che ci permetteranno di acquistare miglioramenti per le nostre armi, sbloccare nuove bocche di fuoco o creare proiettili ed equipaggiamento grazie alle risorse recuperate. Il crafting è un’aggiunta che funziona e sprona all’esplorazione della mappa anche se vede il suo più grande limite nel fatto che la maggior parte degli oggetti craftabili è acquistabile tramite la valuta raccolta durante il gioco, rendendolo di fatto secondario se non trascurabile una feature che avrebbe dovuto essere centrale.

Interessante il crafting, peccato che quasi tutti gli oggetti siano acquistabili tramite valuta

Ultimo elemento chiave del gameplay di Sniper: Ghost Warrior 3 è la modalità scout o esplorazione. Attivando questa modalità il tempo rallenterà e nello scenario attorno a noi si evidenzieranno i punti di interesse, le tracce nascoste, le sporgenze da sfruttare per arrampicarsi, insomma, ogni elemento utile da sfruttare da parte del nostro cecchino.

PRESTAZIONI

Dal punto di vista tecnico Sniper: Ghost Warrior 3 non brilla affatto. Nonostante il CryEngine riesce a donarci molti scorci suggestivi all’aperto, nei luoghi chiusi risulta molto più carente, con texture spesso non all’altezza. I modelli dei personaggi risultano efficaci finchè visti nel mirino del nostro fucile ma, da vicino, dimostrano tutta la loro poca curatezza sia dal punto di vista delle texture che da quello del mero e proprio modello poligonale. Ottimi invece i modelli e le texture delle armi.

I panorami non sono malaccio

Le cutscene stesse sono discretamente imbarazzanti non solo per la qualità della scrittura di cui abbiamo parlato sopra ma anche per delle animazioni completamente non all’altezza dei tempi. Non solo, anche durante le arrampicate e la perquisizione dei cadaveri nemici l’animazione delle braccia di North risulta fin troppo meccanica, tanto da dover far passare diverse ore di gioco prima di farci l’abitudine.

Molto buono invece il sonoro, sia per i rumori ambientali che per quelli delle armi. La colonna sonora fa degnamente il suo lavoro, in particolar modo la traccia principale del menu e dei caricamenti, decisamente orecchiabile.

Nonostante in molti abbiamo evidenziato caricamenti eccessivamente lunghi, noi non abbiamo riscontrato particolari problemi. La nostra configurazione PC era in linea con i requisiti raccomandati e Sniper: Ghost Warrior 3 si è mantenuto fisso a 60fps in 1080p.

Bang

REQUISITI MINIMI

• Sistema Operativo: Windows 7/8.1/10 64-bit
• Processore: i5 6600K 3.5 GHz o AMD FX-6350 3.9 GHz
• RAM: 8 GB RAM
• Scheda grafica: NVIDIA GeForce GTX 660 2GB o AMD Radeon HD 7850 2GB
• DirectX: 11
• Spazio libero su Hard Disk: 50 GB
• Note aggiuntive: Requisiti connessione online Online: 512 KBPS o superiore

REQUISITI RACCOMANDATI

• Sistema operativo: Windows 10 64-bit
• Processore: AMD FX 8350 Wraith o Intel Core i7 4790 o equivalente
• RAM: 16 GB
• Scheda grafica: AMD Radeon™ RX 480 4GB o NVIDIA GeForce(R) GTX 1060 3GB
• DirectX: 11
• Spazio libero su Hard Disk:50 GB
• Note aggiuntive: Requisiti connessione online: 512 KBPS o superiore

 

PRO CONTRO
  • Gameplay Sniper che funziona
  • Meccaniche Oper-World capaci di rinnovare la serie
  • Tanti collezionabili e luoghi d’interesse
  • Level design delle missioni vario e interessante
  • Il sonoro e la OST sono di buona qualità
  • Trama e scrittura banali e stereotipate
  • Crafting non influente
  • Graficamente non all’altezza
  • Componenti Ghost e Warrior sottotono
  • Animazioni e modelli dei personaggi scadenti
  • IA nemica scadente
Conclusione
Sniper: Ghost Warrior 3
6.5
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Classe '94, è un grandissimo appassionato di Halo, Borderlands e A Song of Ice and Fire. Adora leggere, scrivere, disegnare ed, ovviamente, videogiocare. Studente di Illustrazione vorrebbe un domani lavorare nel mondo dei videogiochi. Collaboratore di Halopedia ed ora del 17K è pronto a dare il massimo per aiutare i meno fortunati a conoscere il verbo di Halo, oltre che ad indirizzarli a diventare dei veri Cacciatori della Cripta e ad venerare l'Unico Vero Re, Stannis della Casa Baratheon.