La prima volta che sentimmo parlare di Little Nightmares ne fummo attratti quasi immediatamente, grazie alla misteriosa campagna di marketing che Bandai Namco scelse per rivelare questo platform decisamente unico nel suo genere. Poi, nel corso della Gamescom 2016, abbiamo avuto la possibilità di mettere le mani sul titolo sviluppato da Tarsier Studios, e ci siamo trovati a gestire i postumi di un colpo di fulmine che ci rese davvero difficile attendere la release prevista per la primavera 2017. Oggi, a quasi un anno di distanza da quel primo contatto così bello e potente, questi due aggettivi ci sembrano ancora i più adatti a descrivere questa piccola avventura tanto breve quanto intensa. Insieme a Six abbiamo visitato le stanze del complesso Le Fauci, abbiamo avuto paura, ci siamo affascinati, abbiamo condiviso momenti felici con lei ed i piccoli Nomini. Di seguito, la nostra esperienza con questo piccolo grande gioiello che è Little Nightmares.

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Un passo nell’oscurità..

Tutto comincia nel buio, nelle tenebre più assolute. Da una malandata valigia appare una minuta ragazzina, coperta da un vistoso impermeabile giallo. Non sappiamo dove siamo, perché siamo li e perché tutto ci sembri così tetro. Comincia l’avventura di Six, la piccola protagonista di Little Nightmares, catapultata in un mondo evidentemente non suo, dove tutto, dagli arredi agli utensili di uso più comune, sono sproporzionati alle sue misure. Ci troviamo nel complesso sottomarino noto come Le Fauci, un luogo ricco di pericoli e di inquietanti esseri, da cui Six dovrà prontamente nascondersi se vorrà avere almeno una chance di rivedere la luce solare. Con il proseguire del viaggio scopriremo quali orrendi segreti cela l’edificio, andando a svelare la terribile, vera funzione della struttura. Controllare la nostra piccola eroina sarà fin da subito semplice ed immediato, dato che saremo chiamati soltanto a saltare, ad arrampicarci e a trascinare oggetti per proseguire nel gioco. I puzzle che troveremo nel nostro percorso saranno tutti ambientali, con Six che potrà interagire con moltissimi oggetti per aprirsi la via stanza dopo stanza. Questi rompicapi sono intervallati da fasi stealth e d’inseguimento, dove dovremo rispettivamente nasconderci e scappare dalle creature ripugnanti che abitano le Fauci. Questo alternarsi di momenti ragionati e d’azione mantiene il ritmo alto per tutta la durata del gioco, che incalza nel finale in un crescendo da antologia che sarà ricordato da molti per tanto tempo, ci scommettiamo. Purtroppo, dopo essere arrivati alla conclusione dell’avventura dopo sole 4 ore, ci siamo ritrovati con un sentimento di estrema frustrazione, increduli che qualcosa che ci stava piacendo così tanto fosse incredibilmente già finito. E’ vero, per Little Nightmares Bandai Namco ha scelto un prezzo ridotto, ma tante, troppe parti della trama non vengono spiegate e avremmo gradito almeno un paio di boss in più, dato che ci sono risultati tutti così meravigliosamente riusciti. Probabilmente, a dover essere sinceri, neanche una cinquantina di ore ci sarebbero bastate. A quando l’annuncio di un seguito?

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..ed uno nella luce.

Little Nightmares si presenta quindi come un classico platform 3D, molto simile ad alcune produzioni moderne che hanno riscosso grandi successi e riportato questo genere di gameplay nell’olimpo delle classifiche Game of the Year. Il lavoro di Tarsier Studios trae a grandi mani da colleghi illustri quali Limbo, Inside e Unravel, platform nei quali la componente narrativa è fondamentale ed estremamente curata. L’atmosfera è quella tipica di un horror, ma Little Nightmares offre un approccio diverso e mai così unico: la paura lascia il posto allo sgomento più puro, con momenti in grado di turbare nel profondo il giocatore, come un incubo da cui ci si sveglia ma che toglie il sonno. E’ capitato più volte durante il nostro playthrough di essere costretti a fermarci, prendendo un momento per elaborare quanto appena visto sullo schermo. Ad aumentare il senso di smarrimento interviene anche la trama che non viene mai narrata del tutto, lasciando ampi spazi all’interpretazione che spesso è più terribile della realtà. Il gioco prosegue sul filo dell’equilibrio tra la tenerezza di Six e degli Nomini (piccole creature che ci accompagneranno nella scoperta delle Fauci) e tra le vicende inquietanti di cui saremo testimoni. La miscela di questi due elementi appena citati rende Little Nightmares davvero un’esperienza unica, anche grazie ad una colonna sonora meravigliosa composta da tracce angoscianti ma allo stesso tempo dolci, perfette per accompagnare gli eventi vissuti da Six. La direzione artistica del titolo di Tarsier è davvero il fiore all’occhiello della produzione, che spesso ci ha ricordato le atmosfere burtoniane più riuscite. I concept delle creature, la sapiente scrittura delle vicende su schermo, l’abilità nel saper raccontare una storia senza centinaia di linee di dialogo, ma solo con gesti, suoni e rumori. In altre parole, emozioni. In questo Little Nightmares eccelle, liberandosi dall’etichetta di semplice platform ed elevandosi ad opera che sa innanzitutto coinvolgere il giocatore, per poi scuoterlo, angosciarlo e lasciarlo a bocca aperta. Che i colleghi facciano attenzione. E’ arrivato un altro concorrente in città.

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Pro Contro
  • Platform divertente che alterna magistralmente puzzle ambientali e fasi d’azione
  • Atmosfere d’impatto che lasciano letteralmente a bocca aperta
  • Direzione artistica e concept dei personaggi straordinario
  • Colonna sonora splendida
  • Le 4 ore necessarie a completare l’avventura non ci bastano
  • La trama di conclude senza rispondere a molte domande
Conclusione
Little Nightmares
8.7
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Giornalista di piccola testata, attore in commedie da teatro di quartiere, musicista da garage, scrittore di saggi e pro player a tempo pieno. Non sono niente di tutto ciò.