Anche quest’anno si è ripetuto il consueto appuntamento con gli Skylanders: la serie di videogiochi che ha fatto esplodere nel mercato il genere Toys to Life, ovvero, il tipo di videogiochi che permettono grazie a piattaforme esterne di portare in game delle particolari statuine. Il fenomeno Skylanders ha visibilmente ispirato giochi che hanno avuto più o meno successo come Disney Infinity o Lego Dimensions  e influenzato Nintendo per la creazione degli ormai popolarissimi Amiibo.

L’arrivo della concorrenza e la cadenza annuale dell’uscita di Skylanders però, hanno contribuito alla diminuzione dell’interesse del pubblico al brand che ha registrato un grosso calo di vendite per SuperChargers. Skylanders Imaginators, quindi, si propone di cambiare le sorti del marchio facendolo tornare ai fasti di un tempo, introducendo non solo alcune piccole novità alla solida formula platform della saga ma anche utilizzando un testimonial di grande rilievo come Crash Bandicoot. Riuscirà Imaginators a risollevare le sorti delle statuette tanto amate dai bambini? Lo scopriremo col tempo, intanto, ecco la nostra opinione su Skylanders Imaginators.

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 KAOS È TORNATO

Dopo essersi alleati momentaneamente nello scorso capitolo della saga, Skylanders e Kaos tornano a farsi la guerra da buoni nemici. In questo titolo Kaos ha sfruttato i segreti dei poteri mentali di cui è venuto a conoscenza per creare un esercito di Doomlanders e il maestro Eon ha reclutato, oltre a tutti i padroni dei portali, dei potenti guerrieri chiamati Sensei.
Sono proprio i Sensei, tra i quali troveremo sia i vecchi nemici di TrapTeam passati alle forze del bene sia nuove creature, a essere i protagonisti di Skylanders Imaginators insieme a nuovi Skylanders che potremmo creare da soli grazie all’editor di cui parleremo più avanti.

Il gameplay del gioco riprende senza osare molto le meccaniche dei vecchi titoli riportando, quindi, i classici livelli platform lasciandosi dietro i veicoli di superchargers, tornando al classico sistema action platform. Nonostante il passo indietro, il titolo non è privo di piccole novità come la presenza di una mappa, o meglio dire, M.A.P.P.A. completamente esplorabile. Come al solito ci ritroveremo davanti a un’alta gamma di personaggi venduti separatamente contraddistinti dalle dimensioni maggiori in confronto ai classici Skylander.

I Sensei, oltre ad avere la capacità di aumentare il levelcap dei nostri personaggi, avranno una mossa speciale che potremo usare caricando la barra viola a sinistra dell’HUD e saranno avvantaggiati in alcune zone del gioco. Tra i Sensei disponibili sono state aggiunte due facce tutt’altro sconosciute ai giocatori degli anni ’90 e 2000, ovvero, Crash Bandicoot e dottor Neo Cortex la loro presenza nel gioco può considerarsi uno dei punti di maggiore interesse per il pubblico e il capitolo a loro dedicato potrà farvi scendere una lacrima di nostalgia.

Il livello di sfida del gioco, sia per quanto riguarda la parte dei combattimenti che per i vari puzzle è veramente basso ma va sempre tenuto in conto il fatto che si tratta di un titolo rivolto a un pubblico di bambini. La politica di Skylanders è oramai chiara e siamo consapevoli che per il completamento al 100% del gioco ci sarà bisogno di possedere almeno una statuetta per elemento anche se, come al solito, grazie alle vecchie statue e ai vecchi portali, potremo continuare a utilizzare gli Skylanders dei titoli passati ma i 31 Sensei disponibili e l’introduzione dei Cristalli di Creazione, scoraggiano davvero il giocatore a usare le statuine dei vecchi titoli. Le trappole e i veicoli, invece, potranno essere utilizzati nella modalità gara.

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IMMAGINA, CREA, GIOCA.

È proprio l’editor di personaggi il piatto forte del titolo: grazie ai Cristalli di Creazione, venduti separatamente al prezzo di circa 9€, potremmo creare il nostro personalissimo Skylander e renderlo praticamente unico nel suo genere.
Una volta posizionato uno dei 10 tipi diversi di Cristallo sulla piattaforma dovremo per prima cosa scegliere la classe del personaggio che decreterà il modo in cui il nostro Skylander combatterà i nemici, quindi, ci troveremo davanti l’editor che ci permetterà di modificare esteticamente il nostro personaggio, la sua voce e le armi a sua disposizione.

Le possibilità, quindi, diventano infinite considerando che è possibile modificare ogni singola parte del corpo dello Skylander e che durante il gioco, grazie a dei forzieri viola facili da ottenere nei quali troveremo i cristalli di immaginite di diversa rarità che sbloccheranno nuovi set di parti del corpo e armi da poter utilizzare nell’editor che diventa il principale punto di forza del gioco.

Attenzione: la classe di un personaggio creato grazie ai cristalli di creazione non potrà essere più cambiata mentre invece, potremo cambiare tutto quello che riguarda il lato estetico dello Skylander e le armi che esso può utilizzare.

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TECNICAMENTE

Il comparto tecnico di Skylanders Imaginators non è molto diverso dal capitolo precedente, la grafica è pressoché la stessa nonostante renda davvero bene su console di current-gen. Le ambientazioni per quanto ben disegnate e pensate risultano abbastanza anonime. Il gioco artisticamente non porta nessuna grossa innovazione che lo rende riconoscibile o differente dagli altri capitoli della saga. Le statuine dei Sensei, fatta eccezione per quelle del mondo di Crash che fanno leva sulla nostalgia, per quanto ben fatte non invogliano il giocatore a collezionarle favorendo nettamente l’acquisto di cristalli di creazione al posto dei Sensei. Insomma, senza la possibilità di creare propri Skylanders probabilmente questo titolo sarebbe completamente anonimo per quanto di buona qualità.
Il doppiaggio italiano e il comparto sonoro, invece, si sono fatti notare in modo positivo.

IN CONCLUSIONE

Skylanders Imaginators grazie al gameplay solido e all’editor di personaggi può considerarsi un gioco di ottima fattura ma non possiamo non tenere conto del fatto che questo sia il sesto capitolo di una saga a cadenza annuale e che quindi inizia a sentire il peso degli anni sulle spalle. Il titolo per quanto buono non riesce a dare quello sprint che contraddistingueva la saga e che sarebbe servito a risollevare le sorti del brand che vanno tutte in mano, per ora, a Skylanders Accademy la serie originale Netflix che racconta le avventure delle Skylands.