Con l’uscita del Nintendo Game Boy in giappone nel 1989, il seguito di Metroid giunse sugli schermi dei videogiocatori nel 1991. Rivestiamo di nuovo i panni della cacciatrice di taglie Samus Aran in uno dei capitoli chiave dell’intera saga.

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Nonostante sia il secondo gioco della saga ad essere pubblicato, nella timeline è collocato dopo gli eventi di Metroid Prime 3: Corruption.
Dopo gli eventi del primo capitolo, in cui Samus ha fermato le operazioni degli Space Pirates intenzionati ad utilizzare i Metroid come bio-armi clonandoli nel loro stadio base, la Federazione Galattica decide di inviare Samus Aran su SR-388, pianeta natale dei Metroid stessi, dopo che diversi plotoni di ricerca scientifica non hanno più fatto ritorno.
Lo scopo della missione è semplice: sterminare tutti gli organismi Metroid rimasti.

Il gameplay è molto simile al precedente gioco e con una delle grafiche migliori che l’8-bit possa offrire (parliamo sempre di un gioco uscito per una console portatile). Lo scorrimento del gioco è più lineare e l’avanzamento nelle aree di gioco non è strettamente legato alla forzata acquisizione di determinati potenziamenti, ma inevitabilmente all’eliminazione di un programmato numero dei Metroid. Ciò causa l’abbassarsi di volta in volta del livello dell’acido nella labirintica area principale del pianeta, che ci consente di scendere fino alle viscere. Inoltre Metroid II: Return of Samus presenta delle migliorie rispetto al suo predecessore tra cui la possilbilità di sfruttare le stazioni di salvataggio e, diversamente, in questo gioco vi sono degli slot di salvataggio in modo tale da poter giocare 3 partite diverse; il sistema di codici, quindi viene totalmente abbandonato.
Come menzionato nella recensione precedente, è da questo capitolo che dopo i titoli di coda è presente un timer per permettere ai giocatori di finire il tutto più rapidamente possibile per poter sbloccare il “finale a sorpresa”. Purtroppo solo dal successivo Super Metroid verrà inserito anche un indicatore di strumenti raccolti per poter finire il gioco al 100%.

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Nonostante il fatto che ultimamente è stato definito il capitolo più debole dei primi 4, Metroid II: Return of Samus si può considerare un capitolo chiave in tutta la saga perché ha introdotto la linea evolutiva degli omonimi organismi parassitari. Similmente ad Aliens – Scontro Finale, in cui venne introdotta la Regina degli Xenomorfi, qui viene introdotta la Metroid Regina, unica nel suo genere e capace di deporre uova da cui possono nascere esemplari di Metroid base ed evolversi fino allo stadio “Omega”. Per questo ce ne è solo una in tutto il gioco (rappresenta proprio il boss finale): si tratta di una creatura geneticamente modificata dai Chozo, la razza aliena estinta creatrice dei Metroid stessi che ha addestrato l’orfana Samus dopo lo sterminio della colonia umana in cui viveva. SR-388 intatti è stata una base di ricerca scientifica dei suddetti, proprio per questo durante il gioco incombiamo nelle rovine Chozo dove possiamo solitamente trovare potenziamenti e munizioni. Un altro elemento chiave introdotto in questo gioco è l’iconico design della Termotuta con gli spallacci tondi: a causa dell’assenza di colori del Game Boy, gli sviluppatori hanno cerato una nuova versione della Tuta per poterla distinguere dall’originale, dato che nel precedente Metroid cambiava soltanto il colore tra una tuta e l’altra.

Dopo lo scontro finale contro la Metroid Regina, che si può affrontare in 2 modi diversi, il gioco ci riserva un finale che sarà la base per la trama del capitolo successivo (Super Metroid): l’ultimo uovo deposto dalla Regina si schiude dinnanzi a noi e l’ultimo Metroid larvale ci riconosce come la propria figura materna, aiutandoci a trovare la via per tornare alla nave spaziale e concludere così il gioco. La larva sarà portata alla Federazione Galattica per ricerca scientifica.

Direttamente dall’album tributo Harmony of a Hunter 101% Run (in cui ho partecipato anch’io artisticamente), il tema principale del gioco, realizzata da Pyro Paper Planes e VikingGuitar.

In conclusione, Metroid II: Return of Samus è un gioco che nonostante il suo invecchiamento, conserva ancora la sua importanza all’interno della saga. Si tratta di un seguito eccellente (anche se non all’altezza del predecessore) che ha introdotto nuove caratteristiche sia di gioco sia inerenti alla lore della saga. Doveva uscire una versione per il Game Boy Color, ma il progetto venne accantonato. In compenso negli ultimi anni è stato realizzato AM2R – Another Metroid 2 Remake, una versione modernizzata ed estesa del gioco che utilizza un motore grafico migliore ed è disponibile sul web.

Alla prossima missione (recensione), ovvero Super Metroid (1994) per il Super Nintendo Entertainment System.