Un’esplosione di fantascienza allo stato puro.
Questa è la sintesi perfetta per l’argomento in questione, una trasposizione in live action della saga di Metroid, realizzata dalla Rainfall. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, la Rainfall (http://rainfall.tv/) è uno studio di produzione residente a Los Angeles che nel corso degli anni ha collaborato anche con grandi Major e ha realizzato numerosi progetti nel campo dell’audiovisivo; è stata la stessa Rainfall a creare 7 anni fa su commissione di IGN il finto trailer per un film su The Legend of Zelda che ha fatto il giro del web (potete trovarlo cliccando qui) in occasione di un pesce d’aprile. Gente di tutto rispetto, quindi. L’anno scorso è stata indetta una votazione su cosa si sarebbe basato il nuovo lavoro della Rainfall, ovvero uno short-film live action su un videogioco. A luglio 2014 è stato annunciato che il titolo più votato è stato appunto Metroid e già a metà settembre vennero pubblicati degli artworks per alcune idee di base. Dopo uno scatto ufficiale pubblicato a maggio di quest’anno, tuttavia, non c’è più stata alcuna notizia sul progetto. E invece ecco che come un fulmine a ciel sereno irrompe nel web in tutta la sua bellezza lo short-film dal titolo Metroid: The Sky Calls.

Il fan film è realizzato egregiamente. Come descritta dalla stessa Rainfall, è un misto tra Alien, 2001: Odissea Nello Spazio e Solaris e si notano molto i riferimenti ai singoli film. I titoli di testa, sia le immagini sia le scritte, sono in pieno stile 2001. Le riprese spaziali sono da togliere il fiato; anch’esse richiamano molto il film di Kubrick per dettagli come la simmetria, lo scarso movimento dei soggetti (pianeti, la navetta o anche solo l’inquadratura fissa) e da lodare è la scelta stilistica nella rappresentazione del pianeta da cui proviene il segnale Chozo. Il tutto è condito da un filtro che rende l’immagine sgranata proprio per richiamare maggiormente i vecchi film, oltre che per evitare che si veda il contrasto tra live action e gli effetti visivi. Gran bella mossa che aggiunge stile. Degni di nota sono stati i dettagli della tuta: richiamano in pieno i primi 2 Metroid Prime usciti per Game Cube per via della selezione del raggio e, ciliegina sulla torta, sono stati utilizzati degli effetti sonori per le azioni compiute dalla tuta provenienti direttamente dai giochi. Ottimo lavoro.
La trama è piuttosto semplice, ma se non si conosce la storia del personaggio di Samus ci si troverà spaesati. Con un’inizio in cui il montaggio la fa da padrone tra scene spaziali e una trasmissione registrata dalla stessa Samus prima di scendere sul pianeta, ci viene detto che lei è riuscita ad identificare una trasmissione di origine Chozo proveniente da un pianeta totalmente disabitato. I Chozo sono una razza aliena che hanno salvato Samus dall’incursione dei Pirati Spaziali sul suo pianeta K-2L, una colonia terrestre. Nell’attacco, i genitori di lei (Rodney e Virginia Aran) sono stati assassinati da Ridley, il comandante dei Pirati Spaziali e la piccola Samus venne salvata dai Chozo e portata su Zebes, una loro colonia, e addestrata a diventare una guerriera. Sono stati loro, infatti, a dotarla della tuta creata con la loro tecnologia che le permise di compiere missioni umanamente impossibili.
Tornando a The Sky Calls, Samus menziona al suo passato e al fatto che i Chozo sono ormai scomparsi da tempo e ciò sarà fondamentale per il finale. Dopo essere entrata in contatto con la fonte della trasmissione, qualcuno sta comunicando con lei, dandole delle coordinate utilizzando la sua stessa immagine per comunicare: i Chozo. L’allineamento dei pianeti del sistema planetario in cui si trova il pianeta disabitato causerà l’apertura di un tunnel spaziale che condurrà ad una sequenza in puro stile 2001: Odissea Nello Spazio che condurrà la cacciatrice di taglie in una galassia sconosciuta visivamente spettacolare, ripopolata dai Chozo che le danno il benvenuto.

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Da elogiare è la scelta di avere la sola Samus Aran come personaggio, senza dover ricorrere  ad ulteriori attori. Ad interpretarla live action è stata Jessica Chobot, di Nerdist News, che nonostante si veda palesemente che non è un’attrice professionista non da’ nemmeno troppo fastidio. Ad impersonarla in motion capture, invece, è stata America Young, un’attrice americana che ha interpretato Tanaka, lo Spartan IV della squadra Osiris in Halo 5: Guardians.

Questo, tuttavia, non è stato il primo tentativo di trasporre la saga di Metroid in Live Action. Nel 2013 c’è stata una campagna Kickstarter da parte di una produzione minore per ricevere i fondi al fine di realizzare un cortometraggio live action dal titolo “Metroid: Enemies Within” che avrebbe visto il ritorno di Sylux, un personaggio da Metroid Prime Hunters. C’erano già persino la locandina, i primi storyboard e modelli della tuta di Samus, ma sfortunatamente la Nintendo of America ha intercettato la cosa ed ha fatto chiudere la campagna Kickstarter pochi mesi dopo e non se ne è fatto più nulla.

Questo rappresenta un importante passo nella storia delle trasposizioni dei videogiochi in live action. Fino ad oggi sappiamo che i film usciti finora tratti da famosi videogiochi non hanno avuto un buon successo, spesso per via della loro qualità e del loro accostamento al prodotto originale. Se guardiamo indietro a tutti gli esperimenti fatti, anche i più recenti come Halo: Nightfall o addirittura il film su Assassin’s Creed di prossima uscita, ci rendiamo conto che prodotti del genere sono fatti per un pubblico generale. Non dovrebbe essere così: proprio come questo, i film tratti da videogiochi devono essere realizzati per i fan di quegli stessi videogiochi che andranno a vedere il film, non per una fetta più larga di pubblico e modificato a tal punto che il prodotto debba essere più digeribile e comprensibile. In questo modo le potenzialità per una trasposizione di buona qualità sono molteplici e sopratutto si può attingere a molto più materiale da sfruttare rispetto al dover creare un lavoro ristretto o sintetizzato a causa del fattore tempo.
Se prodotti del genere attirassero un’attenzione “più grande” e si decidesse di fare un lungometraggio live action di un videogioco mettendoci a lavorare le persone giuste, e non persone accaparrate qua e là come spesso accade in queste situazioni, creando un prodotto mirato alla giusta fetta di pubblico il successo arriverebbe di sicuro, senza stare a preoccuparsi degli incassi perché se un prodotto simile è davvero degno di nota, passerà alla storia. Ci vuole poco, eppure puntano sempre a soluzioni più semplici. Ed è un peccato che Nintendo ultimamente stia prendendo sotto gamba questa che è la sua saga più matura, non dandole l’attenzione e la spettacolarità che merita. Per fortuna che ci sono piccole perle come questa.

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In conclusione, Metroid: The Sky Calls è un prodotto visivamente affascinante, misterioso al punto giusto e realizzato in maniera superba, per essere uno short-film con un budget non da film. Si tratta della realizzazione di un sogno: poter finalmente vedere live action la cacciatrice di taglie intergalattica Samus Aran in un prodotto audiovisivo ben riuscito.

Potete trovare il link al fan film qui sotto. Fateci sapere che cosa ne pensate!