The Legend of Zelda: Breath of the Wild ha saputo accaparrarsi un notevole numero di titoli anche grazie al suo sapersi innovare. Portando sul mercato una ventata di aria fresca introducendo diverse meccaniche, che si armonizzano perfettamente, all’interno di un mondo vasto ed esplorabile, tuttavia, Nintendo ha dovuto rinunciare a qualcosa.

È qui che il team di Aonuma ha deciso di recidere, per il momento, un elemento che contraddistingueva Zelda: i dungeon. Fin dal primo Zelda siamo stati abituati a vagare per delle stanze infestate d ogni genere di mostro alla ricerca di chiavi, così come facemmo nel 1998 in Ocarina of Time, cercando di districarci da quel dedalo che è il Tempio dell’Acqua. Tuttavia, in Breath of the Wild, ciò non è più possibile.

Zelda games, one dungeon was very, very long and because this game had a very wide field to explore and one of the themes we had was finding things, we were thinking about what the ratio is for finding Shrines while players are wandering around the field. And when we calculated that, we kind of ended up with 100 or more Shrines. And as for size, we thought about perhaps making long, big dungeons, but that would take long, and players would dedicate their time too long in the dungeons, so we thought perhaps one Shrine is maybe 10 minutes. We’re thinking play would be a good amount

È presto detto, semplicemente si tratta di questione di tempi. In un titolo come breath of the Wild, in cui bisogna esplorare un ambiente molto ampio alla ricerca dei Templi, che, tra l’altro, sono innumerevoli e riescono a strappare un discreto quantitativo di tempo per essere portati a termine, un sistema che contemplasse anche i vecchi dungeon avrebbe decisamente stuccato. Semplicemente Nintendo non intendeva far passare troppo tempo nei dungeon ai giocatori!