La saga di Golden Axe è il tipico esempio di come un gioco possa essere la massima espressione di tecnica ed estro artistico (dell’epoca ovviamente) e ottenere un completo plebiscito di apprezzamenti. Non è certo una cosa scontata nemmeno al giorno d’oggi.

Molto probabilmente il brainstorming di SEGA che mise le basi per lo sviluppo di Golden Axe era una sorta di festino auto-celebrativo, Quando qualcuno disse: “Che ne dite se facciamo un Hack’n Slash ispirato e ambientato alle storie di Conan il Barbaro?“, la risposta sarà stata unanime. Si poteva capire già la portata di un gioco del genere, sopratutto con i mezzi che disponeva SEGA alla fine degli anni 80.

Lore

La storia alla base di tutti gli episodi della saga è praticamente sempre la stessa ed incentrata sulla potente Golden Axe (La scure dorata). Il cattivone di turno se ne impossessa per sfruttarne il potere e soggiogare il mondo (muahahah). Un piccolo manipolo di “eroi” si mette in cammino per porre fine ai soprusi del maligno di turno, che ha causato dolore e morte ad ognuno di loro.

Ogni episodio ha una trama auto-conclusiva ed esistono solo pochissimi agganci tra un episodio e l’altro. Inoltre tra i vari capitoli alcuni protagonisti cambiano completamente abilità senza alcuna apparente spiegazione. C’è da dire che è una cosa comune per quasi tutti i giochi dell’epoca, e le domande che ci facciamo adesso, vi assicuriamo, erano piuttosto rare per l’epoca.

I protagonisti

Nel corso dei vari episodi solo 4 personaggi appaiono più volte e vengono, come lecito aspettarsi, dal primo leggendario capitolo.

Death Adder: è il super cattivo della saga, si impossessa della Golden Axe per i suoi megalomaniaci piani di conquista. Fortissimo e abile utilizzatore di Magia Nera, se ne servirà più volte per rallentare l’avanzata degli eroi. Cambierà spesso aspetto e armi nel corso dei vari episodi.

Gilius Thunderhead: l’iconico nano guerriero che cerca vendetta per il fratello ucciso da Death Adder. L’aspetto è quello tipico del folklore norreno: barba lunga, elmo con corna e una atipica tunica verde, ovviamente la sua arma è un’ascia bipenne. Le sue abilità primarie sono una enorme forza e una discreta agilità. Appare in tutti i titoli della saga ma è giocabile solo nei primi due.

Tyris Flare: non è certo la prima donna protagonista di un videogioco (anche se siamo nel 1989), ma probabilmente è la meno vestita dell’epoca. Ovviamente è un’amazzone cui Death Adder ha ucciso i genitori; è armata di una spada Bastarda e del potere elementale del fuoco.

Ax Battler: il classico barbaro alla Conan. Anche a lui Death Adder ha ucciso la madre, ragione più che valida per far incazzare Ax, che partirà per una vendetta da consumare con uno spadone a due mani e vestito solo di uno slippino blu. Gli sarà dedicato un intero gioco ma non apparirà in tutti gli episodi della saga.

I giochi

Golden Axe

Lo sviluppo del primo Golden Axe è opera del leggendario studio SEGA AM1, mentre il lead design è Makoto Uchida, il creatore di Altered Beast. Inizialmente portato su SEGA Megadrive e Master System (1989), ebbe anche delle versioni da Sala Giochi. In Europa arriverà nel 1990.

Come abbiamo già detto Golden Axe è un Hack’n Slash a scorrimento orizzontale (da sinistra verso destra). Nel gioco potremo scegliere tra 3 personaggi: il nano Gilius, l’amazzone Tyris e il barbaro Ax.

Fu un gioco non solo molto accattivante dal punto di vista grafico, ma ebbe anche una memorabile colonna sonora ad opera di You Takada. Il gameplay era di alto livello (parliamo del 1990), i personaggi potevano contare su due tipi di attacchi un salto e una mossa speciale (un attacco magico unico per ogni eroe) che veniva attivata e potenziata da alcuni oggetti collezionabili. Il gioco poteva contare non solo un discreto numero di nemici e di boss, ma era possibile persino prendere il controllo di varie creature ed utilizzarle per i propri fini.

Si poteva affrontare il gioco sia in singolo che in coppia, e nelle versioni console, era disponibile una modalità versus dove si potevano interpretare anche gli antagonisti. La grafica era di tipo raster con una risoluzione massima di 336×240 pixel.

Le piattaforme cui fu effettuato un porting: Arcade, Sega Genesis, Master System, Sega CD, DOS, Amiga, Atari ST, Amstrad, Commodore 64, iOS, PC Engine CD, WonderSwan Color, ZX Spectrum, Android.

Golden Axe 2

Uscito nel 1992 per il solo SEGA Megadrive, Golden Axe 2 fu sviluppato dal team SEGA AM7 mentre il compositore della colonna sonora è Naofumi Hataya.

Questa volta i 3 eroi del primo capitolo dovranno affrontare il malvagio Dark Guld, colpevole, insieme al suo clan, di aver reclamato per se la Golden Axe. Poche le novità: solo alcuni nuovi antagonisti, presi dal clan di Dark Guld e ovviamente il cattivone finale. I maggiori cambiamenti ai controlli sono stati effettuati nelle mosse: schiacciando contemporaneamente attacco e salto non si ottiene un retro-attacco come in Golden Axe, ma un doppio attacco su entrambi i fronti; una volta effettuata la presa dell’avversario è possibile decidere in quale direzione scagliarlo; il sistema di attivazione della magia è dinamico e si può scegliere quanto usarne in base al tempo di pressione del tasto.

Golden Axe: The Revenge of Death Adder

Uscito nella sola versione da sala giochi, poteva contare su una veste grafica completamente rinnovata grazie alla potenza del 32 bit.

Il titolo dice tutto sulla trama, mentre i personaggi giocabili saranno il Gigante Goah sulle cui spalle troviamo Gilius il nano; il barbaro Sternblade, il centauro femmina Dora e lo stallere Trix. Poche novità per il resto: sviluppato dal team SEGA AM1 e composto da Makoto Uchida, il gioco esce nelle sale giochi a partire dal 1992 su piattaforma Hardware SEGA System 32 e cabinet Upright, dove era possibile giocarci anche in quattro.

Golden Axe 3

Purtroppo il terzo capitolo della saga non raggiunse mai l’Europa e fu commercializzato solo in Giappone e negli usa tramite il SEGA Channel. Possiamo altresì trovarlo come parte della Sonic’s Ultimate Genesis Collection uscito nel 2007 per PS3 e Xbox 360.

Ad ogni modo il gioco, uscito nel 1993, è ambientato molto anni dopo il secondo capitolo: Ax e Tyris sono morti di vecchiaia, è vivo solo il nano Gilius che decide di restituire la Golden Axe agli Dei e scongiurare i problemi del passato. Nel viaggio la sua nave naufraga e Gilius perda l’ascia, la ritrova il Principe delle Tenebre Damud Hellbringer, che vuole sfruttarne il potere per i suoi fini. Al nano non resta altro che radunare un quartetto di eroi per recupera la scure.

E’ migliorato ancora il gameplay anche se alcuni espedienti sono stati reinseriti. Troviamo le parate e un sistema migliorato di prese, mentre se si gioca in due è possibile effettuare attacchi di squadra. Inoltre è stata inserita una mappa interattiva.

Il gioco è stato sviluppato dal team SEGA AM7 su piattaforma SEGA Megadrive nel 1993.

Golden Axe: Beast Rider

Uscito nel 2008 per Playstation 3 e Xbox 360 è il primo gioco della saga in 3D, sviluppato da Secret Level promettente studio americano di SEGA.

Il gioco è una specie di reboot della serie dove l’unica protagonista è Tyris Flare, mentre incontreremo personaggi come Gilius e Ax. Non ebbe molto successo e la critica lo stroncò per gli evidenti limiti tecnici e il gameplay ostico.

Spin-off e derivati

Nel corso degli anni, parallelamente ai titoli originali, sono usciti una serie di giochi ambientati nell’universo di Golden axe ma che sono di genere del tutto differente.

Golden Axe Warrior (1991): un GDR con visuale dall’alto uscito per SEGA Master System.

Ax Battler: A legend of Golden Axe (1991): un altro GDR, per Master System, incentrato sulle gesta di Ax Battler, leggermente più complesso.

Golden Axe: The Duel (1994): un piacchiaduro a incontri con personaggi tutti nuovi, tranne Death Adder; uscito per SEGA Saturn e sala giochi.

Conclusioni

La saga di Golden Axe è certamente una delle più prolifiche e ben riuscite di SEGA, negli anni ’90 era un vero mostro sacro e ogni possessore di Megadrive ne possedeva una copia. Se siete anche voi appassionati della saga potrete trovare ulteriori informazioni cliccando qui.

Ci vediamo nel prossimo episodio di The Bit Age.