È facile notare come le lootbox siano diventate, più o meno di recente, uno standard nel panorama videoludico internazionale, soprattutto per quanto riguarda le grandi software house e i loro titoli AAA: giochi come La Terra di Mezzo: L’Ombra della GuerraStar Wars: Battlefront II fanno e faranno uso del sistema di lootbox. Altrettanto facile è notare come questo fatto non piaccia a tante persone, e ciò diventa inevitabile causa di discussioni, accuse e commenti, da parte di esterni quanto di sviluppatori. Il caso più recente riguarda Anthem, il nuovo titolo annunciato da Electronic Arts e sviluppato da BioWare.

Manveer Heir, ex sviluppatore di BioWare, ha dichiarato di essere fortemente contrario alle politiche di monetizzazione di EA: “È nel loro DNA, stanno spingendo a produrre più giochi open-world. E il motivo è che possono essere monetizzati meglio. Le parole cui ci avevano abituato là dentro erano ‘fateli tornare ancora e ancora‘. […] Il motivo per cui a EA importa sono le microtransazioni. È lo stesso motivo per cui abbiamo inserito i pacchetti di carte in Mass Effect 3: come convinci le persone a tornare su qualcosa di continuo invece che giocarci per ‘solo‘ 60 o 100 ore?”

La lamentela di Heir si sposta quindi sulla questione dei single player, affermando che pur avendo alzato i budget dei grandi giochi multiplayer a più di 100 milioni di dollari, non hanno più fatto spazio ad alcun single player a budget decisamente minore, occupandosi soltanto di ricavare sull’investimento piuttosto che pensare di sviluppare un buon gioco. “Perché non possiamo avere entrambi? Deve essere per forza o l’uno o l’altro?” dice Heir, che conclude dicendo come un gioco tipo Anthem prodotto da BioWare -una software house tradizionalmente legata ai singleplayer- potrebbe significare che l’esperienza single player come la conosciamo è arrivata ad un punto morto, almeno per Electronic Arts.

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I commenti di Brenon Holmes su reddit, in cui esprime la sua opinione sulle in-game currency e sulla monetizzazione delle microtransazioni.

A queste dichiarazioni ha risposto Brenon Holmes, membro del team di sviluppo di Anthem, dicendo che la presenza di lootbox in Anthem è ancora argomento di discussione all’interno di BioWare, e che in molti all’interno del team hanno più o meno le stesse idee di Heir riguardo le politiche di monetizzazione.

Tutto questo in ogni caso non ci dice nulla sull’effettiva presenza o meno di microtransazioni in Anthem, anche se possiamo ipotizzare che probabilmente le avrà, conoscendo le politiche di Electronic Arts unite al fatto che si tratta di un gioco open world e multiplayer. Se siamo contrari a lootbox e in-game currency, l’unica cosa che possiamo fare è sperare che tali microtransazioni non abbiano effetti negativi sulla qualità dell’esperienza di gioco.