Sono passati ben 10 anni dall’uscita del secondo capitolo di Fable, la saga storica dei compianti Lionhead Studios e prodotto della mente di Peter Molyneux. Lionhead Studios è nota per aver curato anche titoli come Black&White ma principalmente viene ricordata per la saga che prende luogo nella lontana Albion. Nonostante la veneranda età la saga riesce ancora ad avere qualcosa da dire e, proprio per questo, abbiamo deciso di rigiocare Fable 2, uscito nel 2008, e provare a valutare il titolo con gli occhi di un giocatore del 2018. Abbiamo voluto giocare di nuovo a questa perla del passato soprattutto in seguito ad un annuncio che ci ha riempito di hype, ovvero la conferma dello sviluppo di un nuovo titolo di Fable ad opera di Playground Games.

Bando alle ciance e andiamo a vedere come l’action-RPG di Lionhead Studios risulta agli occhi di un giocatore di questi giorni giocato grazie alla retrocompatibilità su Xbox One.

Fable 2 è un gioco attuale?

Tagliamo corto: sì, lo è. Fable 2 riesce ad essere dopo 10 anni un titolo assolutamente attuale e ben strutturato. Non si tratta di un open world puro come siamo abituati a vedere di recente in titoli come GTA, The Witcher, Zelda Breath of the Wild, dove veniamo gettati in una mappa satura di attività, di luoghi da scoprire, di misteri, puzzle, caverne da esplorare, mostri unici e altre amenità.
Fable 2 ha un mondo di ben più umili dimensioni e soprattutto si presenta come open world “finto”. Infatti, ci sono sì zone esplorabili e comunicanti ma si tratta di semplici corridoi espansi (tranne la zona del Lago Bower, l’unica vera mappa aperta del titolo assieme a Brightwood) che, per essere esplorati, necessitano ben poca esperienza e impegno. Sarebbe stupido confrontare l’open world di Fable 2 con i vastissimi paesaggi moderni ma, si ricorda, che già all’epoca il buon GTA San Andreas aveva già compiuto 4 anni e presentava una vera e propria zona urbana completamente esplorabile. Tuttavia, a Fable non serve la vastità ma, semplicemente, un mondo un minimo articolato necessario a collocare i diversi punti di interesse e segreti. I vari collezionabili disseminati per le aree di gioco sono dunque piuttosto facili da trovare, soprattutto perché ci sarà un fidato assistente canino a indicarvi la presenza di un tesoro nelle vicinanze.

Le Porte del Demonio sono, a conti fatti, collezionabili. Aprirle tutte sblocca un obiettivo e numerosi tesori!

I collezionabili, però, sono inseriti con criterio: le cosiddette “50 Chiavi d’Argento” servono per aprire dei forzieri che ne richiedono in un numero che varia da 1 a, appunto, 50 Chiavi d’Argento, premiando il giocatore che si stacca momentaneamente dalle quest e si prende il suo tempo per esplorare. Anche Le Gargolle sono di particolare interesse, delle statue piuttosto moleste che vanno distrutte tutte affinché regalino un prezioso tesoro.
Sotto questo punto di vista, Fable 2 è più che attuale: i collezionabili non sono inseriti per allungare il gioco ma possiedono uno scopo e prevedono dei veri e propri premi per il giocatore, come armi particolarmente forti o rare, pozioni che conferiscono esperienza bonus, monete e altri oggetti utili.

Si può giocare come in uno scatolone di sabbia

Il punto più forte, a mio parere, dei Fable è l’assoluta profondità delle parti superflue del titolo. Sembra contraddittorio ma è proprio qui che si vede la cura per i dettagli ed è proprio qui che si stabilisce se un titolo risulterà appetibile anche ad anni di distanza. Durante la partita, infatti, si avrà la possibilità di diventare una sorta di piccoli imprenditori, in grado di comprare, vendere e affittare case, negozi e locande per costruire un impero immobiliare. Tale feature è, appunto, superflua ma se sfruttata a dovere durante la partita saprà dare notevoli soddisfazioni e permetterà al giocatore più accorto di completare la partita in maniera più soddisfacente con equipaggiamento selezionato e ottimizzato.
Di fatto, il sistema economico fa risultare molto fresco l’attraversamento della storia a distanza di anni, poiché permette notevole libertà e varietà di scelta nelle armi da tiro, da corpo a corpo e nel vestiario.
Dopo aver vinto nell’arena, elemento presente anche nel primo Fable, al giocatore si aprono notevoli possibilità a causa di una vincita cospicua ed è qui il punto d’accesso vero e proprio alle attività imprenditoriali, proprio perché ci si trova in mano una grossa somma da investire.

Sì, il matrimonio è contemplato, così come le relazioni omosessuali, l’adulterio e… il divertimento di gruppo.

Esistono anche diversi mestieri che permetteranno di guadagnare qualche moneta in più e che, se esercitati con costanza, permettono all’economia delle zone di decollare. Così facendo, i vari rivenditori aggiorneranno il proprio inventario con oggetti di fattura sempre migliore e, di riflesso, avremo ancora più scelta e ancora più possibilità.
Le varie quest sono tutte diverse, uniche e quasi sempre dall’esito inaspettato o che ci permetterà di compiere la classica scelta morale che andrà ad incidere non solo sul nostro allineamento ma anche sul mondo di gioco. Quest’ultima cosa, oggi, è diventata di uso molto comune fra i videogiochi.

Personalizzazione e combattimento: due aspetti intrecciati

Ecco una cosa che ancora oggi non si vede troppo spesso e segna, in un certo senso, la forte identità di questo titolo. Si premette che, di base, il combattimento, nonostante qualche acciacco dovuto all’età, si presenta più che dignitosamente e risulta ancora piuttosto godibile e soddisfacente. Si tratta di un gioco di ruolo e, quindi, si deve investire l’esperienza in attributi da aumentare per risultare più efficaci. Fable 2, si può dire, rinuncia, in parte, ad essere un RPG e si semplifica. Le skill da aumentare si raggruppano in tre macro-cateogrie: skill legate al fisico, legate all’abilità o legate alla magia (chiamata Volontà). Livellare le skill legate al fisico renderà il personaggio forte nei combattimenti all’arma bianca e provvederà a fornirgli tanta salute, così come investire nelle skill di abilità aumenterà le capacità e i danni con le armi da tiro e così come acquisire nuove magie aumenterà l’efficacia delle altre.

Come vedete, ad alti livelli si possono creare diverse sinergie e combo. Questo genere di azioni non ha prezzo!
Si tratta di un meccanismo di building semplicistico persino per gli anni in cui uscì, fin troppo banale e, a tratti, riduttivo ma che è fortemente legato agli aspetti di role-play e di personalizzazione. Concentratevi sul fisico e avrete un eroe muscoloso e imponente, concentratevi sull’abilità e l’eroe diventerà alto e agile, concentratevi sulla magia e l’eroe sarà ricoperto di rune magiche luminescenti. Senza contare il livello di fascino dovuto al trucco, alla pettinatura, ai vestiti e ai modificatori dovuti a particolari oggetti, tale elemento può essere riscontrato in ben pochi altri titoli. Anche Mass Effect, con il suo sistema di moralità, presenta una risposta visiva alle nostre scelte meno profonda rispetto a Fable, che, anche sotto questo aspetto, si presenta molto attuale. Senza contare poi che esistono diverse pozioni che permettono di diventare più alti, più bassi, più magri o più grassi. Fable ha una attenzione per i dettagli incredibile: sposarsi, avere figli, avere rapporti adulteri, ingrassare, dimagrire, abbellirsi, rendersi aggressivi o spaventosi.

I vari PNG hanno gusti differenti. Fare una data espressione nel luogo che più piace loro ne aumenterà l’efficacia

Il sistema sociale di Fable è molto dettagliato e, in base alle emote che scegliamo di eseguire, riscontreremo reazioni diverse a seconda dei gusti di ciascuno dei PNG. Altro elemento non da poco.

Considerando tutto ciò, è lampante: ai giochi servono soprattutto piccoli dettagli e accorgimenti tutti comunicanti fra loro, in modo da creare un gioco vivo, complesso, multiforme e solido.
Per concludere, Fable 2 si rivela essere, anche dopo 10 anni, un titolo di tutto rispetto che non vive solo di gloria passata ma anche, e soprattutto, di luce propria, con un mondo vivo, dettagliato e ricco di sfaccettature, un sistema di personalizzazione di tutto rispetto e un combat-system ancora accattivante e soddisfacente.

PRO CONTRO
  • Il titolo, con la sua varietà, riesce ad intrattenere ancora.
  • Il building particolare del personaggio rende il gioco rigiocabile e fresco a distanza di anni
  • Il livello di dettaglio e profondità delle attività da svolgere arricchiscono il titolo e lo rendono completo e ancora attuale
  • I movimenti restano legnosi
  • Le relazioni sentimentali, specie dopo aver visto altri titoli, oggi appaiono ridicole.