Diciamocelo, i cattivi nella sfera videoludica hanno molto più fascino dell’eroe stereotipato che ci accompagna durante un’avventura. Alle volte tifare per l’antagonista diventa quasi un monito, tanto che nelle fasi conclusive quasi proviamo un senso di tenerezza, scoprendo che nella maggior parte delle volte il motto vigente si riassume in “Il bene vince sempre sul male“. Poi però non comprendiamo appieno se l’incarnazione della malvagità si riferisce al nemico appena sconfitto. Bene, non è il caso di Frau Engel. Quest’adorabile (si fa per dire) signora, figlia del regime nazista di cui è ufficiale, ci è sembrata un tipetto duro già in quel capitolo di Wolfenstein: The New Order.

In quella specifica circostanza non abbiamo provato alcuno scrupolo nel colpirla direttamente al cuore, privandola del suo eterno amore. Era il minimo che si potesse fare, dato che l’ufficiale non aveva assunto un comportamento cordiale nei confronti del nostro Blazkowicz e una punizione esemplare avrebbe dovuto porre fine alla sua sete di potere. In casi analoghi, chiunque avrebbe trascorso il resto della vita lontano dalle ossessioni per il proprio futuro, invece Engel alimenta ancora di più la fiamma della vendetta, impaziente di incontrare la vittima designata, fonte di un nuovo obiettivo da portare a termine. Lo stesso Jens Matthies, direttore creativo di MachineGames, non dimentica di precisarlo.

L’incarnazione della malvagità

L’avevamo quasi messa da parte, relegata al ruolo di “cattivo secondario“, uno dei tanti personaggi la cui comparsa è dettata solo da una sceneggiatura scritta in modo brillante. Tuttavia in questo sequel, Frau Engel ricoprirà il ruolo di sommo nemico, al pari di un epiteto sgorgato alla prima vista con “Mein Fräulein“.

Il suo personaggio incarna l’ideologia fascista o nazista, ci ricorda Matthies. Se riesci a scalare i ranghi di un ambiente militare come quello nazista, di fatto conquisti una notevole libertà personale a discapito di quella degli altri. Puoi dominare ed essere inebriato dal tuo stesso potere.

La concezione parrebbe essere: ferisci una bestia e lei si ricorderà per sempre di te, piuttosto uccidi una bestia che urla, dormirai al sicuro. In effetti il ricordo si sposta proprio verso il punto di vista di Frau Engel, quando Bubi soccombe per mano di Blazkowicz.

Vederla sfigurata mentre giura solenne vendetta è un momento molto forte. Se sei la regina del mondo e qualcuno ti sfida, ovviamente non vuoi altro che rivendicare il trono. Questo alimenta la sua vendetta personale contro la resistenza, ma soprattutto contro B.J.

Ebbene, sappiamo per certo che in Wolfenstein II: The New Colossus ci sarà un nemico che ci braccherà fino allo sfinimento, alimentato da una sete di vendetta indescrivibile, ma Frau Engel non sarà certamente da sola. Il gioco comincerà con Blazkowicz, distrutto e disperato, nell’infermeria del sottomarino che funge da seconda base della resistenza: il Martello di Eva. La signora in questione attaccherà il centro operativo grazie alla tecnologia in possesso, attraverso la sua fortezza volante denominata Ausmerzer. B.J. sarà costretto, suo malgrado, ad un’epica lotta su una sedia a rotelle, fino ad incontrare i segugi fidati dell’ufficiale nazista.

Blazkowicz è un’icona della resistenza e, come tale, va spazzata via il prima possibile. Lo chiamano Terror-Billy perché è il loro bastone tra le ruote, dice il progettista di gioco Arcade Berg. E così, Frau Engel non solo ha la sua personale vendetta da attuare, ma deve anche sbarazzarsi di lui per il bene dei nazisti.

Wolfenstein II

Uno sguardo che non si potrà dimenticare

Ideare un character design appropriato è un lavoro che richiede tempo, riuscendo ad amalgamare il tutto con la sceneggiatura ed i dialoghi, in modo da contestualizzare il progetto. Dare vita ad un personaggio inventato è tutt’altra storia. A rendere tutto più realistico ci pensa Nina Franoszek, attrice prevalentemente di serie TV, ma che appare anche ne Il Pianista di Roman Polanski. Usufruendo della tecnica di performance-capture, oltre al volto, la Franoszek ha prestato anche la voce al suo alter ego digitale (in italiano il doppiaggio è a cura di Stefania Patruno), rendendo Frau Engel più umana possibile. Ancora una volta Matthies ci rende edotti sull’evoluzione del personaggio.

Alcune scene, su carta, erano già molto forti, ma il tutto si è evoluto con l’apporto di Nina. Per un attore tedesco non è mai facile impersonare un nazista. A livello emotivo è complicato. All’inizio credo che ne abbia sofferto un po’, mentre provava a sviscerare l’emotività del personaggio. Poi c’è stato un momento in cui è entrata perfettamente nella parte. Ed è stato quando ha compreso appieno il personaggio. La sua performance è incredibile, Nina ha dato a Frau Engel quella spinta in più. 

Le curiosità ovviamente non terminano qui e le vere risposte ci giungono direttamente dalla Franoszek, la quale inizialmente era riluttante al ruolo nazista impersonificato, ma dopo aver recitato in audizione alcune battute del copione, le fu mostrato uno spezzone del gioco e senza più indugi accettò di recitare la parte.

Wolfenstein II

Non ero sicura di voler lavorare a un videogame, soprattutto impersonando un comandante nazista, quello che mi ha convinto è stato il copione. Sembrava di leggere Bastardi senza gloria. Era incredibile. Analizzando Frau Engel, direi che si tratta di una donna psicopatica e sadica e siccome io non lo sono, entrare nel personaggio è stato complesso.

Per riuscire ad entrare completamente nel suo personaggio, l’attrice ha cominciato a ricercare informazioni inerenti ai campi di concentramento, fino a giungere alla punk rocker Nina Hagen. Grazie ad ella è riuscita a capire quale timbro di voce avrebbe dovuto utilizzare durante il doppiaggio.

Non mi sentivo ancora connessa. Puoi immaginare di avere un terribile mal di denti e usarlo per convogliare la tua rabbia, ma questi sono solo trucchi.

Finalmente si entra nel vivo del gioco. Un treno arriva a Camp Belica con i prigionieri che vengono condotti nel campo di concentramento. Una persona consegna a Frau Engel un neonato in lacrime, con la speranza che si sarebbe preso cura del pargolo. L’ufficiale tedesco, invece, prima mostra una smorfia e successivamente punisce il prigioniero.

Quella è stata la scena che ha cambiato tutto. Come l’avrei interpretata? L’ho fatto e mi sentivo un Dio. Se fai qualcosa di così malvagio e nessuno ti punisce, senti il fuoco dentro, la voglia di spaccare il mondo. Questa è Frau Engel. Può fare le cose più oscene e peggiori, ma non ci sono conseguenze. Cade sempre in piedi. Questa è la chiave di tutto. Frau Engel crede nella liberazione dal male propugnata dal regime, quando la impersono, non mi sento malvagia. Quello che fa è giustificato dalla sua netta ideologia. È la cosa giusta da fare.

Matthies non fa altro che confermare quanto esposto da Nina Franoszek, adducendo l’importanza della presenza dell’attrice nel ruolo di Frau Engel e di come il risultato sorprenderà lo spettatore.

Quando scrivi, devi sempre entrare nei panni del personaggio. Questo vale sia per i buoni sia per i cattivi. Se stai scrivendo per Frau Engel, lo fai secondo i suoi personali interessi e obiettivi. E questo ha un effetto collaterale eccezionale: tutti i personaggi danno il meglio di sé. Sono i più formidabili sostenitori del proprio punto di vista, sempre e comunque. Sapevamo che Nina sarebbe stata fondamentale, mentre scrivevamo The New Colossus avevamo scene su carta di grande impatto e alle quali Nina ha aggiunto le proprie idee, spesso stravolgendole. Sono estremamente soddisfatto del risultato finale. The New Colossus è stato progettato secondo l’idea che non tutti hanno giocato al primo. Ci sono varie sequenze introduttive, ovviamente, ma credo che quella dedicata a Frau Engel sia davvero memorabile.

In attesa di poterlo provare con mano, Wolfenstein II: The New Colossus vedrà la luce sugli scaffali il 27 ottobre 2017 per piattaforme PC, Xbox One e PlayStation 4. Vincitore di oltre 100 premi all’E3 2017, Wolfenstein II: The New Colossus ha ricevuto quattro nomination nell’ambito dei Game Critics Awards, vincendo anche il premio “Best Action Game”.