Il fenomeno degli eSport sta dilagando (e su questo non vi sono dubbi) favorito dal sempre più crescente mercato e dalla sempre maggiore passione che i ragazzi, e non solo, in giro per il globo stanno dedicando a questo mondo. Fino a qualche anno fa era pura fantascienza.

Agli albori, infatti, nessuno avrebbe scommesso, visti anche i tempi che correvano, che un passatempo come i videogame potesse diventare uno sport ufficialmente riconosciuto, e tanto meno che lo diventasse a livello globale.

Eppure il largo seguito che alcuni titoli sono riusciti a farsi in questi tempi ha fatto scattare quella scintilla. Quel qualcosa che ha dato il via a questa rivoluzione, se così vogliamo chiamarla, portando, forse anche meritatamente, alla ribalta un fenomeno che per troppo tempo era rimasto sopito sotto la cenere, in attesa del giusto momento per affermarsi, ed è proprio in questo che il futuro del mondo gaming deve investire.

Esempio lampante di questo movimento, e vero corpo centrale di questo articolo, è Overwatch, il Moba-FPS targato Blizzard Entertainment che recentemente ha fondato la Overwatch League, vera e propria lega professionistica globale di eSport.

Blizzard Entertainment è famosa per avere gettato le basi e ampliato i confini degli eSport professionistici negli ultimi 15 anni con titoli come World of Warcraft, Hearthstone, StarCraft e Heroes of the Storm ma tra tutti i suoi successi quello che spicca di più come apprezzamento, seguito e crescita esponenziale è proprio Overwatch, il quale in meno di un anno è riuscito a salire in vetta ai titoli più apprezzati e attualmente vanta più di 30 milioni di giocatori attivi in giro per il mondo.

Sviluppato appositamente per eccellere in questo ambito, Overwatch è portabandiera del comparto Competitive Online, vero fulcro dell’esperienza fornita dal titolo e, con i suoi personaggi e modalità, ha di fatto realizzato quelle che erano le premesse per arrivare ad un contenuto che non fosse solo un divertente diversivo per distrarsi, ma anche un vero e proprio sport di squadra, fatto di ruoli e competenze, tattica e studio, appassionando un’intera generazione di videogiocatori.

Ebbene ecco che arriviamo a parlare del vero succo del discorso dopo questo ampio preambolo: la Overwatch League.

Overwatch

L’Overwatch League, il cui inizio è previsto più avanti nel corso dell’anno, è di fatto il coronamento del movimento eSport e, come prima lega di portata globale con una struttura improntata sulle città, promuoverà lo sviluppo delle fan base locali, proprio come in ogni sport che si rispetti, con le relative società sportive.

Per la prima stagione, le partite verranno disputate in un’arena dedicata agli eSport nella zona di Los Angeles, mentre le squadre svilupperanno le proprie location di casa dove giocare nelle stagioni future una volta affermato il movimento promotore dell’idea.

Le partite si giocheranno di giovedì, venerdì e sabato seguendo un calendario completo e dettagliato, con tanto di pubblico e relative informazioni sulla vendita dei biglietti, le quali verranno pubblicate in prossimità dell’inaugurazione della lega.

Pubblico che fino a qualche tempo fa nessuno si sarebbe aspettato per una semplice partita ad un videogame, ma che l’azione frenetica pensata per Overwatch, in grado di offrire una dinamica di gioco coinvolgente per i giocatori così come per gli spettatori, ha permesso.

L’Overwatch League non sarà inoltre una semplice lega di eSport ma un vero e proprio punto di svolta nel mondo del gaming, sia a livello mediato, sia a livello economico.

La lega genererà introiti per i proprietari delle squadre attraverso pubblicità, vendita dei biglietti e diritti di trasmissione, mentre le squadre riceveranno una quota uguale del ricavato netto di tutta la lega, con regolari contratti di lavoro, come in ogni squadra professionistica.

OverwatchAlle squadre andrà anche il ricavato generato sul proprio terreno di casa, fino a un massimo prefissato ogni anno, una cosa senza precedenti negli eSport; oltre questo limite, una percentuale verrà incorporata nel monte ricavi totale condiviso della lega.

Inoltre, le squadre potranno gestire e monetizzare fino a cinque eventi amatoriali nel proprio territorio ogni anno, e beneficiare della vendita di oggettistica in Overwatch ispirata alla lega, con il 50% degli introiti che verranno incorporati nel ricavato netto condiviso tra tutte le squadre.

Insomma un vero e proprio lavoro per tutti gli sportivi che verranno selezionati per far parte della squadra che rappresenterà la propria città.

Per quanto riguarda il lato mediatico, l’Overwatch League fornirà a inserzionisti e sponsor opportunità senza precedenti nell’ambito degli eSport, con fan base globali impossibili da trovare negli sport tradizionali, oltre a un targeting più mirato e analisi migliori rispetto alle forme tradizionali di advertisting.

Lo scorso anno gli eSport hanno avuto 285 milioni di spettatori in tutto il mondo, e per di più l’audience degli eSport è in rapido aumento, includendo alcune delle fasce di pubblico più ambite e difficili da raggiungere, con una quota di millennial due o tre volte più grande rispetto a quella dei quattro principali sport.

OverwatchUn vero e proprio fenomeno globale e intergenerazionale, capace di smuovere sia l’attenzione mediatica che la situazione economica, con effetti ancora tutti da prevedere ma che potrebbero essere usati, si spera, non solo per scopi di lucro, ma che saranno anche capaci di dare un messaggio forte a tutti i suoi fans.

Il potenziale è tanto, e la posta in gioco è succosa, ma sarà solo in tempo a dire quanto saggiamente questa rampante idea avrà impatto sul mondo gaming e non solo.

Passando ancora ai fatti, ecco i partecipanti alla prima edizione della Overwatch League, con relativi patron che ne hanno acquistato le azioni e ne detengono di fatto la proprietà:

  • Boston – Robert Kraft, presidente e CEO del Gruppo Kraft e dei New England Patriots;
  • New York – Jeff Wilpon, cofondatore e partner di Sterling.VC e direttore operativo dei New York Mets;
  • Los Angeles – Noah Whinston, CEO di Immortals;
  • Miami/Orlando – Ben Spoont, CEO e cofondatore di Misfits Gaming;
  • San Francisco – Andy Miller, presidente e fondatore di NRG eSports;
  • Shanghai – NetEase;
  • Seul – Kevin Chao, cofondatore di Kabam;

Non solo personalità provenienti dal mondo dei videogiochi dunque, segno di lungimiranza e speranza per la lega, che si spera vedrà di anno in anno nuove squadre aggiungersi.

L’asse iniziale Cina-Corea-USA è sicuramente un’ottima base di partenza, vista anche la presa che il mondo eSport ha fatto nei paesi e sui relativi giocatori, in attesa che il vecchio continente faccia il passo decisivo verso quello che, a detto di molti, sarà in futuro una nuova attività agonistica a tutti gli effetti, al pari degli sport già praticati.

Overwatch ha già riunito oltre 30 milioni di giocatori in tutto il mondo. L’Overwatch League vuole celebrare e ricompensare i nostri migliori giocatori e dare ai fan l’opportunità di incontrarsi. Siamo elettrizzati all’idea di lavorare con i leader degli eSport e degli sport tradizionali per celebrare i nostri giocatori e fondare l’Overwatch League.

Queste le parole del presidente di Activision Blizzard, Bobby Kotick, che vede in questo progetto il realizzarsi di anni di sviluppo e impegno per portare alla luce della ribalta il fenomeno eSport, oltre alla possibilità di fortificare ancora di più i legami con la fan base internazionale del titolo.

Overwatch è un gioco su un gruppo di eroi internazionali che combattono per concretizzare un’ottimistica visione del futuro, e l’Overwatch League è l’estensione naturale di questo spirito. Stiamo costruendo questa lega per i fan degli eSport, degli sport tradizionali e dei videogiochi. Siamo felici che ci siano persone e organizzazioni appassionati come noi del mondo della competizione professionistica, che hanno una grande esperienza in questi tre campi, a rappresentare le prime città internazionali più importanti all’interno della lega.

Sulla stessa linea di pensiero si esprime Mike Morhaime, presidente e cofondatore di Blizzard Entertainment, apprezzando l’entusiasmo, inaspettato forse, sotto certi aspetti da parte di grandi nomi al di fuori del mondo eSport riguardo alla lega.

Abbiamo sondato il mercato degli eSport per diversi anni e aspettavamo solo l’occasione giusta per inserirci in questo segmento. L’incredibile successo globale che Overwatch ha ottenuto sin dal lancio, insieme alla convergenza di strutture e strategie che rappresentano chiaramente il futuro degli eSport, hanno determinato la discesa in campo del Gruppo Kraft.

Tanto per citare uno degli investitori ecco le parole del patron del Gruppo Kraft, Robert Kraft, che conferma l’interesse per il mondo eSport anche da parte degli esterni al movimento, che vedono in esso, oltre alle dovute opportunità economiche e pubblicitarie, anche un futuro certo e valido in cui investire i propri capitali.

È un onore venire selezionati tra i gruppi proprietari della stagione inaugurale di questa nuova lega. Per noi, la partecipazione all’Overwatch League è una grande opportunità per conquistare una posizione di rilievo laddove la tecnologia converge con sport e media. Questa collaborazione con l’Overwatch League e con alcuni dei gruppi proprietari più importanti nel campo degli sport professionistici ci offre un’opportunità unica per raggiungere milioni di fan appassionati di uno degli sport in più rapida espansione nel mondo, e di continuare orgogliosamente a rappresentare la città di New York.

Non solo motivi prettamente fisici ma anche d’appartenenza nelle parole di Jeff Wilpon, cofondatore e partner di Sterling.VC, fondo di venture capital di Sterling Equities, che vede nel crescente movimento eSport anche uno dei motivi più romantici che spinge la gente a seguire gli sport, e forse non avrà nemmeno tutti i torti in prospettiva alla crescita mediatica.

Da fanatici degli eSport, abbiamo sempre considerato Seul come la regina delle città mondiali nel campo dei videogiochi. Siamo molto onorati di rappresentare il luogo di nascita degli eSport in qualità di proprietari di una squadra dell’Overwatch League, e siamo elettrizzati all’idea di lavorare a stretto contatto con la community di videogiochi più appassionata ed entusiasta del mondo.

Kevin Chou, cofondatore di Kabam, si esprime così sulla nascita e partecipazione alla prossima Overwatch League, che va dunque anche a rappresentare il concretizzarsi di impegni e sogni non soltanto di milioni di giocatori, ma anche di imprenditori che hanno fatto del eSport un obiettivo concreto.

Queste sono soltanto alcune delle citazioni dei diretti interessati, ma che rappresentano a pieno quello che gli eSport in generale, e in questo caso l’Overwatch League, rappresenta e rappresenterà negli anni a venire.

Supportare l’eSport è dunque il futuro del mondo gaming e non solo? A nostro parere decisamente sì, e non solo per motivi economici e mediatici, ma anche per sdoganare quella che fin ora era etichettata solo come semplice passione perditempo, ma che in futuro sarà una vera e propria professione.

Perché le passioni non sono fatte solo per essere tali, ma lavorare con passione rende la vita davvero molto più felice, e l’eSport sarà uno dei promotori di questa filosofia.