Alla Milan Games Week di quest’anno ci sono stati molti indie italiani di un certo spessore che, sfortunatamente, noi del 17K Group, non abbiamo avuto la possibilità di giocarci e poter dare la nostra opinione; tuttavia tra questi ci ha incuriosito Genomia per via del suo interessante combact system.

Vediamolo insieme.

Creato dal team di Evocentrica, un piccolo studio di sviluppo software indipendente con sede a Roma che dal 2016 si sta dedicando con passione anche al mondo videoludico, Genomia è un platform action in 2.5D con un combact system al quanto intrigante: infatti in questo gioco non dovremmo saltare sopra la testa dei nostri nemici (alle stregua di un super Mario), ma per difenderci dovremmo premere un tasto casuale del gamepad con il tempismo giusto, ossia quando un movimento rientrerà nelle sfere di difesa. Questo stile di gioco basato sulle meccaniche dei rhythm games prende il nome di Stringram. Sebbene questa, sia la più interessante, non è la sola cosa che ci ha interessati.
Infatti la storia può contare su una profonda solidità, data dal fatto che gli stessi sviluppatori hanno scritto un libro che parla del mondo di gioco e dei nostri personaggi, che potremmo sceglierne ben 2 per affrontare la trama: Artico e Naida. Questi due protagonisti avranno non solo caratteristiche differenti, ma anche uno svolgimento e una conclusione della storia adatta ad ognuno di loro.

Nel gioco potremmo raccogliere dei fluidi che grazie alla macchina Genomia potremo sviluppare nei nostri quattro chromatid (filamenti di DNA dei Dermonoidi, la specie protagonista del gioco): blu, giallo, rosso e verde. I primi due rappresentano l’intelligenza e il coraggio e sono distintivi della parte buona, gli altri due sono la violenza e l’inganno e fanno parte della parte del lato caotico e malvagio; toccherà a noi giocatori svilupparli a nostro piacimento, tuttavia non ci limiteremo solo a questo. Successivamente al laboratorio dovremmo fare delle ricerche vere e proprie per capire e intuire le giuste combinazioni per utilizzare in maniera corretta i fluidi nei quattro chromatid e per ottenere così skill utilizzabili.

Il gioco si sviluppa in varie ambientazioni che cambiano a seconda del boss presente nello stage, e per ogni mappa avremmo due percorsi da scegliere: quello semplice, strada più lineare ma con un loot poco interessante, e poi quello difficile con un loot più importante ma con nemici difficili da fronteggiare. Inoltre potremmo effettuare anche del backtracking una volta finito uno stage, per poter andar in zone che prima non avevamo la possibilità di raggiungere.

Queste sono le nostre brevi considerazioni su questo indie molto interessante. Il concept del gioco sembra ben fatto e le meccaniche di gameplay possono creare qualcosa di nuovo nel mondo videoludico. L’unica cosa che potrebbe far storcere il naso è il backtracking che, se reso in maniera eccessiva, può diventare un attività frustrante, speriamo che gli sviluppatori sappiano dosare questo aspetto.

Prima di concludere vorremmo ringraziare Fabrizio Doni, co-fondatore assieme a Andrea Ettore di Evocentrica, di averci parlato e presentato il loro gioco. Speriamo che in futuro potremmo trattare il gioco in maniera più dettagliata.

Il gioco si trova in alpha e, nonostante questo, c’è già un buon interessamento della stampa di settore; se siete interessati anche voi, vi consigliamo di seguirci ancora per future news o dare un occhio alla community di Genomia o alla sua pagina Facebook.