La popolarità della realtà aumentata ha avuto i suoi picchi più di qualche anno fa. Giochi come Invizimals, The Eye of Judgement o le carte RA di Nintendo 3DS sono solo pochi degli innumerevoli esempi a cui possiamo far riferimento. Come non citare, infine, Pokémon GO, un titolo mobile che ha saputo spopolare nei dispositivi cellulari di milioni di utenti anche se per poco tempo.

Questa volta, parliamo di un gioco per cellulari leggermente diverso: Diamonst.
Appena avviato Diamonst, è giunto quasi istantaneo il paragone con i titoli sopracitati, e soprattutto i giochi Pokémon per quanto concerne le meccaniche, ma ben presto siamo stati dissuasi dal cercare qualsivoglia riferimento fra i titoli da noi conosciuti.

Diamonst, nato da Zenko Games, è un titolo mobile che ha un obiettivo ben preciso: permettere all’utente di vivere un’avventura ben delineata e, a differenza degli altri titoli, consiste proprio in un’esperienza stroy-driven con una campagna in giocatore singolo che ha come sfondo il mondo reale. Come ogni gioco RPG, permetterà al giocatore di parlare con NPC umani, intraprendere quest e incarichi e sfidare i cattivi di turno in duelli strategici, sempre in RA.

Il gioco si basa sul modello del combattimento strategico a turni e, di nuovo, ci viene spontaneo pensare ai mostri tascabili di Game Freak ma, di nuovo, siamo stati convinti a non azzardare troppi paragoni. Le creature da catturare, definite da nomi esotici e con tipi differenti, le canoniche quattro mosse con diversi effetti e livelli di potenza e status, abilità e sostituzioni da attuare in maniera strategica tentano sempre più di convincerci a paragonarlo a Pokémon ma diversi altri elementi ci riportano alla realtà: il funzionamento dei turni risulta differente, come anche l’utilizzo delle mosse e loro effetti, che verranno chiariti più avanti.


Trama di base

Il setting di Diamonst prende ispirazione da diverse fonti quali Dragon Ball, Saint Seya (meglio conosciuti in Italia come I Cavalieri dello Zodiaco) e i Miti di Cthulhu. Fin da subito viene chiarito come possano esistere sulla terra i mostri in questione: all’inizio della storia, avviene una tempesta di meteoriti. Tali meteoriti saranno la causa dell’arrivo dei mostri, giunti all’interno di cristalli, da qui il nome Diamonst!

Il “professor Oak” di turno (anche se, di nuovo, non stiamo parlando di un altro titolo Pokémon), un misto fra archeologo e geologo, si occuperà di fornirci il nostro primo Diamonst per aiutarlo negli studi dei loro cristalli, studi che perdurano da tutta la sua vita su minerali simili già presenti sulla Terra. Ben presto, viene rivelata una profezia: se gli otto frammenti di un artefatto verranno riuniti, verrà evocata una creatura molto vicina alla divinità (qui la similitudine con Dragon Ball e le Sfere). Tale profezia è al centro di un culto, una setta malvagia che venera questo mostro (qui la similitudine con i Miti di Cthulhu) e sarà compito del protagonista fermarli.

Gli elementi che suggeriscono l’ispirazione ai Cavalieri dello Zodiaco vengono ben presto chiariti: i Diamonst avevano già visitato la Terra in tempi remoti ispirando diversi miti e leggende che, come sappiamo, traggono origine e sono strettamente collegate alle costellazioni, da cui i Diamonst ricevono potere.

Viene omesso il resto della trama e del contesto per evitare spoiler!


La realtà virtuale

Lo sfondo della nostra avventura sarà proprio il mondo reale: la nostra cittadina, un parco particolarmente evocativo che abbiamo scelto per l’occasione, una grande metropoli o un tranquillo paese di provincia. Tutto verrà impostato prima che gli eventi di Diamonst inizino. Infatti, il gioco ci chiederà di impostare i confini della mappa di gioco e di collocare i diversi eventi e missioni che avranno luogo nel corso della storia. Inoltre, si potranno evidenziare ulteriori zone che potranno essere utilizzate come luogo per eventi narrativi o locazioni per NPC visibili anche ad altri giocatori. Le aree così impostate potranno anche essere segnalate come non sicure o inadatte e, dunque, rimosse,  ma i giocatori che si divertiranno a segnalare troppe aree senza motivo perderanno il diritto di segnalarne ulteriormente. Se non si vuole utilizzare la videocamera del proprio dispositivo, è possibile scattare una foto e utilizzarla come sfondo per le proprie avventure.


Un po’ di gameplay

Il gameplay rimette a nuovo e mischia le carte di meccaniche che abbiamo già imparato a conoscere: con un misto fra Pokémon, Yo-Kai Watch, Yu-Gi-Oh! e Heartstone, Diamonst mette in scena un sistema di combattimento promettente. Ogni mossa ha un costo di mana che detrae la stessa quantità dalla “Mana pool” del Diamonst (personale per ogni mostro) per essere attivata. La Mana pool si ricarica di 4 unità ad ogni turno. Quando un Diamonst muore, trasferisce tutto il mana rimasto al Diamonst che lo sostituisce, se questi è del suo stesso elemento. Potremo anche decidere di saltare un turno e accumulare mana da usare per una mossa più potente al turno successivo oppure utilizzare come primo Diamonst un tank che accumula quanto più mana possibile da passare poi ad una seconda creatura che fungerà da “sweeper” per fare piazza pulita con tanti attacchi potenti ed efficaci.

Come in Yu-Gi-Oh! viene posta attenzione al terreno di gioco: i Diamonst d’erba avranno vantaggio sui terreni erbosi, i Diamonst d’acqua saranno più a loro agio in prossimità di specchi d’acqua e così via.

Le mosse sono spesso abbinate ad azioni in tempo reale da compiere. Se le azioni vengono completate con successo (come ad esempio: “tocca al centro del cerchio quando diventa verde” oppure “traccia con il dito il seguente simbolo sullo schermo”) le nostre mosse avranno diritto ad un potenziamento in velocità, tasso di critico o effetti nel tempo.


Un po’ di “pet terapy”

Diamonst comprende anche una modalità di gioco in cui potremo prenderci cura dei nostri compagni di viaggio che, in quanto tali, necessiteranno anche delle nostre attenzioni. In questa modalità, si potranno cambiare skin, assegnare punti per migliorare le statistiche dei nostri Diamonst o completare alcuni minigiochi. Non si tratterà di una modalità invasiva in stile Tamagochi, in cui dobbiamo rivolgere costanti attenzioni alla creatura, bensì una modalità di contorno per permettere ai giocatori di affezionarsi ai propri compagni di avventura.


End game ed Extra

Le modalità di End game sono importanti quanto la storia principale, in quanto permettono di continuare a giocare al titolo in questione in modalità ad alta rigiocabilità. Per questo Zeko Games ha ideato queste differenti modalità studiate appositamente per i giocatori che hanno concluso la storia principale:

  • Clan e conquista degli Outpost

In un sistema molto simile alle Palestre di PokéMon GO, ma decisamente più libero, i giocatori potranno creare un Outpost e mettere un team di Diamonst in difesa. Se si appartiene ad un Clan, gli altri membri dello stesso Clan potranno mettere un loro team in difesa se questi è in grado di battere il team già presente in loco. Gli altri giocatori o Clan, potranno conquistare l’Outpost solo sconfiggendo tutti i team in difesa.

  • Accademie e Gran Maestri degli elementi

Quello che ogni giocatore di Pokémon ha sempre voluto fare e che gli è stato permesso solo tramite hack-rom è arrivato: potremo diventare una sorta di “Capopalestra”. Nel gioco, con l’obiettivo di contrastare future minacce, vengono istituite le Accademie, presidiate da PNG e specializzate in un unico elemento. Sconfiggendo il PNG, che ci sfiderà con un tipo di Diamonst “Gran Maestro dell’elemento” (potremo sfidare, dunque, “Gran Maestro dell’Acqua” o “Gran Maestro del Ghiaccio” ad esempio), otterremo il titolo di Gran Maestro in quel dato elemento. Sconfiggendo nuovamente il Gran Maestro con un team di Diamonst unicamente di quell’elemento, si potrà prendere il posto del PNG e diventare Gran Maestri per sfidare faccia a faccia gli altri giocatori pretendenti al titolo.

  • Puzzle e rompicapo

Ricordate i Glifi di Assassin’s Creed, le sale di laboratorio di Portal o gli ambienti misteriosi e ancestrali di Talos Principle? Bene, vi sentirete subito a casa quando in Diamonst incontrerete le sezioni puzzle. I puzzle di Diamonst sfruttano la componente in realtà aumentata per essere risolti. Risolvere questi enigmi vi darà accesso ad informazioni utili, come ad esempio cosa successe la prima volta che i Diamonst arrivarono sulla Terra.

  • Miniere e serre

I Diamonst sono in grado di di generare risorse se posti all’interno di serre o miniere. Tali risorse serviranno per la fabbricazione di oggetti, potenziamenti e pozioni

Ricordiamo che Diamonst è ancora in sviluppo ma, intanto, Zenko Games ha deciso di pubblicare un demo giocabile sul Google Play Store di Android di questo ambizioso progetto. In occasione della fiera del Milan Games Week, Zenko Games ha aperto una campagna Kickstarter per finanziare il titolo dal punto di vista multigiocatore. La prerogativa degli sviluppatori è pubblicare la modalità multiplayer per permettere ai giocatori di provare con mano il sistema di combattimento competitivo da loro messo a punto.