Ogni anno, alla Milan Games Week, alcuni titoli sono chiamati a presentarsi in grande stile, carichi della responsabilità di confermare, seppur con versioni non definitive, la maggior parte delle speranze che la stampa, e soprattutto i giocatori, hanno riposto in loro. Quest’anno tra i titoli più importanti capeggiava anche il nome di Assassin’s Creed Origins e il 17KGroup lo ha provato per voi. Ma partiamo da una doverosa premessa.

Prima di tutto ci teniamo a specificare che la versione provata è la stessa Alpha che venne presentata alla Gamescom, e che la Demo girava su PC, comprendendo solo una missione e un discreto free roaming attraverso l’immensa mappa di gioco.

Assassin's Creed Origins

Detto ciò, possiamo finalmente gettarci tra le braccia del nuovo capitolo della saga degli assassini più famosa del mondo videoludico, orgogliosamente carichi di speranze.

Il Gameplay che va di moda

Una volta preso in mano il pad, la prima cosa che abbiamo voluto testare è quanto sia forte l’influenza RPG, tanto decantata sin dal suo annuncio, fosse presente in Assassin’s Creed Origins. La risposta non può che essere una: molto, e forse troppo.

Infatti, l’impressione che traspare da questa versione demo è che Ubisoft abbia deciso di accodare il titolo alla grande scia di successo che il genere RPG Open World sta avendo negli ultimi anni, prendendo tutti i fattori che ben hanno figurato in altri giochi e trasponendoli con le dovute accomodazioni all’universo di Assassin’s Creed: dall’inserimento di un level system, di cui parleremo nel dettaglio più avanti, ad un sistema di loot e building del personaggio, fino ad una mappa veramente estesa e  stracolma di side quest presenti nei centri cittadini.

Assassin's Creed Origins

Tutto questo risulta essere davvero una grande novità per la saga, portando concretamente una grande boccata d’aria fresca alla serie. Ciononostante, dopo pochi minuti di gioco ai giocatori più navigati sembrerà di essere in uno dei tanti titoli affini al genere, con niente di nuovo realmente presente sul piatto.

Tuttavia, la formula è davvero ben realizzata e promette un’avventura più interessante dei titoli precedenti, capace di intrattenere il giocatore per ore alla ricerca di quel pezzo di equipaggiamento, oppure di quell’arma specifica, tra una side quest e una missione principale.

Attenzione però, lo spettro delle eccessive side quest è dietro l’angolo, e il timore che esse possano distogliere il giocatore dalla main quest (ne è stato un chiaro esempio Skyrim NdR) è da non sottovalutare.

Un nuovo Combat System

Altro gravante compito di Assassin’s Creed Origins è quello di rivoluzionare uno dei punti deboli che la saga ha presentato sin dal primo capitolo, ovvero il Combat System, e con immenso piacere possiamo confermare che sì, il cambiamento c’è stato.

Il comparto risulta evoluto rispetto al passato, ma solo per la serie poiché, come per il gameplay, nulla è stato inserito che non sia già presente nel panorama videoludico globale. Ciononostante, le modifiche apportate risultano in un enorme passo avanti per la saga e funzionano meglio dei precedenti raffazzonati tentativi.

Interessante risulta l’inserimento della meccanica del parry, ovvero, per i non abituè al mondo dei Souls, la capacità di respingere, con una parata coordinata, un colpo dell’avversario che di conseguenza verrà sbilanciato e aprirà le sue difese a un nostro contrattacco.
Questa meccanica è totalmente nuova per la serie, introducendo una nuova sfida per i giocatori, ma purtroppo risulta ben più facile padroneggiarla di quanto non sembri, portando in seno al gioco un possibile crack a tutto il meccanismo.

Sebbene in alcuni frangenti perda qualche colpo non esattamente trascurabile, l’intelligenza artificiale risulta anch’essa concretamente migliorata, confortando non poco i giocatori. Ciononostante, sopratutto in ambientazioni un po’ più piene e complesse, i nemici tenderanno a convogliarsi nei classici ‘tunnel’.

Il tutto, inoltre, è supportato da un’incredibile resistenza mostrata da Bayek negli scontri, e nemmeno con equipaggiamento estremamente specifico o di alto grado qualitativo.

Alla fine dei conti, il Combat System migliora rispetto alle precedenti iterazioni della saga ma non brilla eccessivamente, andando facilmente a scadere nella banalità e nella ripetitività una volta padroneggiata minimamente la tecnica.

Nozione di riguardo per la possibilità di equipaggiare più armi per tipologia, che dà leggermente più profondità e flessibilità ad un Combat System che lascia non pochi dubbi.

Level System approved

Il Level System che Ubisoft ha deciso di inserire in Assassin’s Creed Origins è uno dei più classici dell’universo RPG, valido e comprovato, dove l’influenza degli altri esempi di spessore presenti sul mercato ha lasciato una netta impronta, sia a livello di drop, suddiviso per livello e rarità, che a loot accumulabile durante la nostra avventura.

Come si è potuto vedere dai trailer gameplay, e da come abbiamo potuto constatare noi, la suddivisione per rarità è, presumibilmente, la solita: verde-non comune, azzurro-raro, viola-leggendario, etc etc.
Ciò spingerà il giocatore anche alla ricerca di equipaggiamenti sempre migliori, con felicità per gli sviluppatori che hanno inserito un valido motivo per invogliare gli utenti a spendere più ore sul titolo.

Altra importante aggiunta dal mondo RPG è il tanto acclamato Skill Tree, che a detta degli sviluppatori porterà ogni giocatore a specializzare il proprio Bayek secondo 3 rami principali, i quali perseguono uno stile di gioco ben preciso.

L’idea di base è davvero interessante, poiché in tal modo ogni giocatore può professare il credo da assassino che preferisce, ma ciò pare avere poco effetto, soprattutto all’aumentare del livello, in combinazione con un Combat System facilmente aggirabile.
L’effetto sortito da questo intreccio invece risulta, purtroppo, essere l’opposto, portando il giocatore a power-up mal bilanciati, con il risultato di rendere il nostro assassino una macchina da guerra, letale e silenziosa, nel caso qualcuno decida di seguire uno sviluppo ‘ibrido’.

La specializzazione in uno dei tre rami risulta quindi poco vantaggiosa, e a tratti inutile, visti anche i bonus passivi non irresistibili una volta portata al massimo una delle possibili vie.

Il Level System va quindi a impattare in modo positivo solo a livelli bassi, scemando di importanza man mano che si sale di livello.

In conclusione

Assassin’s Creed Origins rappresenta per la saga un’iterazione totalmente innovativa, che va a piazzarsi in una fascia di mercato già affermata ma che in termini tecnici non porta nulla di nuovo sul banco del mondo videoludico. Lo spettro di risultare solamente uno dei tanti è dunque dietro l’angolo, ma la formula scelta da Ubisoft potrebbe essere quella giusta per attirare nuovo pubblico sulla propria saga, nonostante lo scetticismo regni tra i giocatori, scottati dalle ultime esperienze con i precedenti capitoli.