Sin dal suo annuncio, Call of Duty:WWII ha attirato l’attenzione sia degli appassionati del celebre fps targato Activision sia dei giocatori meno incalliti, attratti dall’ambientazione storica di indubbio fascino ossia la seconda guerra mondiale.
A pochi giorni dall’uscita, possiamo tracciare un’analisi di ciò che Sledgehammer ci ha consegnato, con l’obiettivo di evidenziare i pregi di questo titolo.
N.B. Questo articolo non è una recensione punto per punto (qui potete trovare la nostra), bensì un articolo di analisi e di opinione. Vi avviso, inoltre, della presenza di alcuni spoiler relativi alla trama della campagna singeplayer.

NULLA DI NUOVO (O QUASI) SUL FRONTE OCCIDENTALE

La campagna di Call of Duty:WWII ci porta nella parte finale del secondo conflitto mondiale, partendo dallo Sbarco in Normandia del giugno 1944 fino all’invasione della Germania con la conseguente fine del Terzo Reich nel ’45.
Come potete notare, il tutto ti svolge sul Fronte Occidentale visto e stravisto in altri titoli quindi, da questo punto di vista, non appare nessuna novità degna di nota. Le missioni proseguono lisce, senza particolari cadute ne picchi, con un paio di intermezzi in cui saremo chiamati a guidare/pilotare alcuni veicoli, variando un minimo il gameplay. Il finale merita una menzione dato che affronta la sempre difficile tematica dei campi di concentramento.
L’atmosfera della seconda guerra mondiale è resa piuttosto bene, elemento che impreziosisce la campagna nonché caratteristica che ho apprezzato di più giocando i vari capitolo della campagna.
Lo stile Call of Duty si nota spesso e volentieri: si spara molto, si affrontano nemici in netta superiorità falciando crucchi a gogò, il tutto con un qualche “americanata” degna di un film con Bruce Willis.
I personaggi sono globalmente ben tratteggiati, sottolineo tratteggiati non approfonditi, seppur meno interessanti rispetto ad alcuni big del franchise Call of Duty (Mason di Black Ops piuttosto che Price della serie Modern Warfare per fare qualche esempio).
In sintesi, la campagna di WWII è una buona campagna? La risposta è sì, è una buona campagna di un fps uscito nel 2017, in un contesto in cui il singleplayer lascia sempre più spazio al multiplayer, soprattutto in questo tipo di videogiochi.

UN MULTIPLAYER DIVERTENTE

Premessa: non sono un “pro player” di Call of Duty, gioco per divertirmi senza eccessive pretese di rateo e skill.
Questo Call of Duty, può accontentare anche chi, come me appunto, non cerca un titolo esclusivamente competitivo; il gameplay, sempre piuttosto frenetico ma non troppo, risulta gradevole e in linea con gli standard della serie (prima della deriva fantascientifica).
La nuova modalità Guerra aggiunge un tocco di storicità, dato che simula alcune famose operazione del teatro bellico occidentale, garantendo un po’ di varietà rispetto al solito Deathmatch a Squadre, Cattura la Bandiera etc.
Una delle grandi novità di Call of Duty:WWII è l’introduzione della zona social (un grande accampamento sulle spiagge della Normandia) dove poter incontrare altri giocatori, i propri compagni di squadra, ritirare taglie e testare armi al poligono. Il tutto appare ben strutturato, tuttavia al momento giace spesso vuoto dato che non si incontra praticamente nessuno.
Oltre alla zona social, vediamo l’arrivo di un sistema di drop -ormai presente in quasi tutti i titoli- rappresentato da forzieri attraverso i quali possiamo ottenere mimetiche, divise, potenziamenti XP etc.
Insomma, anche il multiplayer risulta godibile (sì il lag c’è e da fastidio), il tutto corredato di alcuni interessanti elementi di novità che posizionano questo Call of Duty nella falsa riga dei videogiochi attuali.

ZOMBIE NAZISTI PER TUTTI

Gli zombie sono ormai parte integrante della serie Call of Duty, immancabile aggiunta all’offerta di gioco dedicata agli appassionati di PvE cooperativo.
In WWII gli Zombie Nazisti non deludono, anzi rappresentano un punto di forza che lascia andare alcune idee poche azzeccate del recente passato.
L’atmosfera di orrore tecnologico distorto e gotico in stile Frankenstein permea Zombie Nazisti, senza eccessive visioni mistiche e rituali di stampo magico; questo elemento riporta alla memoria le modalità zombie dei “vecchi” Call of Duty.
Come di consuetudine, i protagonisti della sezione zombie hanno il volto di attori più o meno celebri, in questo caso possiamo apprezzare la presenza di volti noti come David Tennant (Doctor Who e Jessica Jones), di Elodie Yung (Daredevil e The Defenders) e Katheryn Winnick (Vikings).
La presenza di vere e proprie “super/ultimate” e di varie abilità permette, inoltre di variare l’approccio del gameplay, cercando di costruire squadre più tattiche per riuscire a contrastare agilmente le ondate di non morti (o per meglio dire crucchi non morti).
Personalmente, ritengo che Zombie Nazisti è una modalità ben riuscita, un’attività azzeccata costruita sulle fondamenta che hanno soddisfatto milioni di giocatori nel passato.
P.S. Se volete giocare in locale/split-screen potete farlo con un amico.

Call of Duty WWII

RITORNO AL PASSATO IN TUTTI I SENSI

Dunque, recuperiamo la domanda con cui abbiamo aperto: che cosa ci ha consegnato Sledgehammer tra le mani? Ci ha consegnato un Call of Duty che torna al passato, sia come ambientazione -le richieste del pubblico sono state esaudite- sia come approccio al gameplay stesso (i tanti odiati jetpack e supersalti sono stati ovviamente archiviati).
I giocatori cresciuti con Call of Duty, Call of Duty 2-3 e World at War 1-2 potranno sentirsi nuovamente “a casa”, non dovendo più controllare soldati futuristici dotati di gadget high-tech e corazze avanzate.
Lo stesso discorso vale per Zombie Nazisti, che ci riporta ad uno stile meno fantastico e più cupo.
Call of Duty WWII si può riassumere con un’espressione del gergo militaresco americano: boots on the ground, frase usata quando viene schierata la fanteria in qualche scenario bellico. Call of Duty WII ha i piedi, o per meglio dire gli anfibi, per terra, è un titolo solido che segna un cambiamento di rotta nelle gestione del franchise.
Activison proseguirà su questo sentiero in futuro? Risulta molto probabile.

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