DISCLAIMER: Questo articolo, sebbene sia basato su fatti oggettivi, avrà un tono critico che può lasciar intendere un’opinione che può non corrispondere con il pensiero generale della redazione.
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È un po’ di anni ormai che osserviamo l’eterna battaglia tra Microsoft e Sony per il predominio nel settore Gaming, entrambe con ottime qualifiche e idee ma con politiche e strategie di marketing molto diverse.
Nel 2013 abbiamo assistito all’annuncio delle ancora attuali Xbox One e PS4, console che si sono scontrate sul campo di battaglia con specifiche equiparabili ma ideali molto diversi.
Sony, con il suo approccio classico nei confronti del gaming e dei giocatori e Microsoft, con le sue idee innovative e avanguardistiche.
Se la produttrice nipponica, però, con i suoi annunci, condivisibili o meno, si è mostrata più o meno coerente con le sue scelte, di Microsoft non si può dire lo stesso.
Vuoi il cambio del team dietro il progetto durante il suo sviluppo, vuoi un po’ di pressioni da parte del suo pubblico e della sua utenza, la contendente americana si è trovata più volte ad affrontare cambi di tendenza anche drastici soprattutto nei giorni e negli anni successivi all’annuncio di Xbox One.
Di cosa stiamo parlando? Ripercorriamo un po’ gli step che ha percorso il colosso di Redmond fino a oggi.


Il Lancio di Xbox

xbox-one-hi-resPartiamo dall’annuncio di Xbox One. La console è stata ufficializzata il 21 maggio 2013 durante l’evento Xbox Reveal a Redmond, dal capo della divisione Xbox della società dell’epoca, Don Mattrick. L’annuncio, come sappiamo, non fu molto gradito ai gamer, che tra l’annuncio dell’always online, del “check” online ogni 24h e delle politiche nei confronti dell’usato, non gradirono le novità che, forse, troppo prematuramente Microsoft aveva in mente, presentando la sua nuova console di punta.
Sebbene alcune delle caratteristiche introdotte fossero davvero molto interessanti, il family-sharing, per dirne una, la piattaforma venne presentata più come device per l’intrattenimento, con un forte marketing incentrato sull’esperienza della TV su Xbox One e sullo Sport che sul gaming vero e proprio, facendo sentire i bisogni dei giocatori, che sarebbero dovuti essere il focus principale di questo nuovo device, un po’ trascurati.
Il malcontento da parte dell’utenza portò Microsoft a cambiare totalmente la sua strategia, Don Mattrick si licenziò e al suo posto subentrò Phil Spencer che diede inizio alla rivoluzione.
Xbox annunciò all’E3 2013, a mala pena un mesetto dopo l’annuncio di Xbox One, che la stessa non avrebbe avuto bisogno di una connessione sempre presente per permettere ai giocatori di giocare, niente più check online ogni 24h e una politica dell’usato decisamente più flessibile cosa che riuscì solo in parte a tranquillizzare l’utenza; perché si sa, spesso è la prima impressione quella che prevale.
Ma questo è solo l’inizio dei cambi di tendenza che circondano Microsoft e Xbox.


Il Kinect

Il tanto discusso Kinect, è uno degli esempi più lampanti dei cambiamenti avvenuti all’interno dell’azienda in questi anni.Kinect-2.0
Il dispositivo è stato annunciato nella sua versione upgradata da Xbox 360 a Xbox One insieme a quest’ultima. Venduto insieme ad essa, fu presentato come un device indispensabile per godere al meglio delle potenzialità della nuova console.

Le sue “funzioni”, in effetti, erano molto innovative. La possibilità di avviare applicazioni, giochi ed eseguire azioni senza mettere mano al pad e la reattività della webcam integrata nel Kinect nelle videochiamate skype con il riconoscimento dei volti e dei movimenti davano sicuramente delle alternative interessanti ai giocatori per interagire con la propria console, per non parlare dei comandi vocali per spegnere e accendere la console senza nemmeno sfiorarla che avevano un che di futuristico… Un ottimo device, un’ottima tecnologia che, anche in questo caso, non è stata però gradita da tutti.

Molti vedevano il Kinect obbligatorio in bundle con Xbox One come un inutile dispositivo che non faceva altro che aumentare il prezzo della console stessa. Fu così che Microsoft decise dopo un po’ di vendere anche la console separatamente, abbandonando sempre più il supporto al Kinect, utilizzato più come device sperimentale per progetti indipendenti di robotica che come modo effettivo per interagire con la console…

Se finora si è trattato di andare incontro alle volontà dei giocatori, analizzeremo ora altri esempi della volubilità di Microsoft che a ogni evento ci ha affascinato con annunci audaci ma sempre molto promettenti che dopo anni di sviluppo, risorse e investimenti non sono però riusciti a vedere luce.


I titoli morti fin troppo presto

Sono molti i giochi annunciati e mai effettivamente nati, non solo titoli per Xbox One. Un esempio è Halo Megabloks, un titolo in stile Lego ispirato al mondo di Halo che avrebbe incluso azioni platform a sessioni di shooting e action.
Il titolo, a giudicare dai video online, non era niente male, ma, dopo l’inizio dello sviluppo nel 2013 per Xbox 360, a ridosso dell’uscita di Halo 4, Microsoft decise di cancellarlo ancor prima che esso fosse completo; il fatto che fosse in elaborazione per la sola Xbox 360 fu per il titolo un’ulteriore penalizzazione visti gli anni ormai conclusivi della console old gen.

Altro titolo, per PC questa volta, fu Halo Online, esclusiva russa, stranamente, che fu molto discussa per qualche tempo, tanto che il gioco, sulle basi di Halo 3, fu piratato ovunque nel mondo. Riusciti a superare la barriera geografica, in molti provarono a portarlo sui pc di tutto il mondo, riscquotendo un discreto successo tra i “pirati del web”. Il progetto originale, però, era ancora in fase di Alpha quando fu abbandonato.
fable-legends _resPassando ora a titoli più attuali non si può non notare alcune cancellazioni un po’ brusche e improvvise da parte di Microsoft per alcuni giochi annunciati in esclusiva per Xbox e Windows 10.
Esempio lampante è stato Fable Legends, titolo di punta di Microsoft durante l’annuncio del PlayAnywhere e del Cross Play.
Pubblicizzato come il primo titolo a poter essere giocato su Xbox One e Windows 10 in qualsiasi momento, giocando con player di entrambe le piattaforme contemporaneamente grazie al cross-platform, il titolo venne improvvisamente cancellato.
Dopo mesi di beta, di prove alle varie fiere, il titolo era agli step finali della sua produzione. Di grande impatto grafico e con uno stile che portava ai giocatori più navigati i ricordi di un’infanzia passata a giocare con i titoli Fable precedenti, è stato un duro colpo per i giocatori che apprezzavano il titolo e per gli sviluppatori molto legati ormai al brand vederlo cancellare così.

Un caso molto simile fu Project Spark, titolo molto interessante, innovativo e audace che proponeva un modo tutto nuovo di giocare su console e PC, arrivando sul mercato per Xbox e Windows 10, ma fu successivamente eliminato persino dagli store assieme a tutte le speranze dei creativi di dar vita a qualcosa di finalmente diverso e di impatto.
scalebound-testataNotizia dell’ultimo momento è stata invece la cancellazione di Scalebound, altra esclusiva Microsoft che è stata improvvisamente ritirata ancor prima di nascere, suscitando una forte reazione in rete tra tutti i giocatori Xbox, sconfortati, arrabbiati e scoraggiati da queste continue cancellazioni.
Anche Scalebound si presentava come un titolo molto interessante, un’esclusiva della console di Redmond che avrebbe portato qualcosa di ancora non visto su Xbox One.

Dietro ognuno di questi titoli ci sono delle storie e sicuramente decidere di cancellarli non sarà stato per nulla facile.
Ritiri dal mercato e abbandono della creazione dovuti, probabilmente, a problemi nello sviluppo di cui magari non siamo a conoscenza o fatte per portare equilibrio nel bilancio dell’azienda. Siamo però sicuri che non siano scelte basate su simpatie e capricci dei capoccia dietro il brand Xbox, d’altronde, sappiamo che ci sono ancora grandi titoli e novità in serbo per i giocatori fedeli alla console di Microsoft.


A volte il cambiamento è un bene

Come abbiamo visto, i cambiamenti e i ripensamenti non sono stati pochi, ma spesso, senza cambiamento non c’è progresso.
Sappiamo che molte di queste decisioni possono sembrare irruente, contraddittorie, prese di fretta e furia, ma dietro ogni scelta, cancellazione, inversione di tendenza, cambiamento, c’è una ragione e un team che studia le migliori opzioni e strategie per far fiorire il brand di cui fanno parte, e un brand fiorente non può che giovare ai giocatori che coi loro acquisti riceveranno anche più qualità.
Certo, come giocatori, non possiamo essere felici di vedere brand e titoli che amiamo crollare in questo modo, ma se dei tagli sono stati fatti, siamo sicuri che quel risparmio sarà investito nel rendere qualcos’altro migliore e dare più qualità ai titoli restanti.
Titoli come Crackdown 3, Halo Wars 2, State of Decay, Sea of Thieves, Cuphead sono ancora molto attesi dai giocatori. Progetti come Project Scorpio, il Play Anywhere e il Cross Play, implementati in sempre più titoli, il supporto a Mouse e Tastiera su console e i miglioramenti al gaming su Windows 10 con la Game Mode sono, insieme a tante altre novità, features che vedranno luce in questo nuovo 2017, quindi perché concentrarci sempre su ciò che di negativo accade?

Il 2017 è appena iniziato e noi speriamo di viverlo al meglio con molti dei nostri giochi preferiti!