Se dobbiamo trovare un punto comune in tutto il mondo dinnanzi al cinema oggigiorno è l’unanime accordo riguardo alla carenza di idee alla base dei nuovi film. Sono ormai anni che ci propinano le stesse minestre riscaldate e da qualche anno a questa parte i remake/reboot di vari classici passati alla storia hanno contribuito rendendo sempre più insopportabile la questione. Spesso e volentieri, anzi, questi rifacimenti non hanno successo e nel caso dei riavvii si fermano al primo capitolo proprio per il mancato esito positivo. L’input di base è mirare alla nostalgia dei fan che, in teoria, essendo attaccati a tale titolo andranno a vedere il film riproposto. Prendiamo come esempio proprio un remake tutt’ora in produzione, ovvero il remake dei Goonies. Si tratta di un film che all’epoca (1985) ebbe un grandissimo successo tra i giovani proprio grazie ad elementi in voga in quel periodo cinematografico. Ma se ha funzionato all’epoca non vuol dire che funzionerà anche oggi. Anzi, l’invasione della CGI sarà uno dei motivi della perdita della magia attorno all’intero film.

Poi ci sono remake totalmente inopportuni che sfruttano il clamore mediatico attorno un determinato evento. Poco tempo fa, ad esempio, è venuto a mancare l’iconico David Bowie e pochi giorni dopo è emerso sul web l’annuncio di un remake di Labyrinth (da noi intitolato “Labyrinth – Dove Tutto è Possibile“) oppure film passati alla storia per un tragico evento come Il Corvo in cui Brandon Lee ha perso la vita durante le riprese, ma ebbe comunque successo. E indovinate un po’? Stanno facendo un remake anche de Il Corvo! Titoli come questi non dovrebbero essere scomodati per nessun motivo al mondo proprio per via di ciò che sta dietro al film. Non è altro che un’operazione commerciale e non avranno successo proprio per l’iconico riscontro che gli originali hanno avuto e il fatto che ormai viviamo in un epoca in cui i remake vengono denigrati sin dal loro annuncio per via degli scarsi successi che ci sono stati da almeno una decina d’anni a questa parte, sicuramente porterà i fan a non andare a vedere tali rifacimenti.


Certo, ci sono poi remake/reboot che hanno successo come, ad esempio, il recente Tartarughe Ninja (2014) il cui seguito uscirà quest’estate, ma il cui successo non è legato al fatto che è un buon film ma bensì alla sua peculiarità di essere (passatemi la citazione) “una cagatona consapevole di essere una cagatona” e che rompe gli schemi di essere un buon film, puntando all’intrattenimento spensierato e anche alla nostalgia verso i fan.

Tuttavia vorrei trattare l’argomento in questione focalizzandoci sul nostro paese. Come sappiamo, Non tutti i film che vengono prodotti nel resto del mondo arrivano sui nostri schermi. Devono trovare un distributore interessato che curi l’edizione italiana, il doppiaggio ecc. Kick-Ass (2010) ne è un esempio: film politicamente scorretto, che rompe gli schemi supereroistici e tratto da un fumetto piuttosto violento che uscì nelle sale statuintensi nell’estate 2010. In Italia non venne distribuito fino ad aprile 2011, grazie all’interesse mostrato dal pubblico che spinse la distribuzione.
Ora, al di là di questo, vorrei prendere come riferimento i film candidati agli Oscar di quest’anno e di 2 anni fa. Purtroppo la distribuzione di tali pellicole si concentra tutta nei mesi di Gennaio, Febbraio e i primi di Marzo. Si tratta di una mossa piuttosto sbagliata, perché al di là del fatto che non tutti possono permettersi di andare al cinema più volte a settimana, il successo di questi spesso va a sovrastare altri titoli che non ricevono la dovuta attenzione. Ma c’è un altro dettaglio fondamentale…

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Un film con Bryan Cranston protagonista non poteva non attirare una bella fetta di pubblico, dopo il successo di Breaking Bad

Prendiamo come esempio i due film “Dallas Buyers Club” e “L’Ultima Parola – La vera storia di Dalton Trumbo“: entrambi sono stati candidati agli Academy Awards e il primo ha vinto il premio Oscar come miglior Attore Protagonista sovrastando “The Wolf of Wall Street” con un Leonardo DiCaprio più scatenato che mai. Questi due titoli piuttosto imponenti hanno avuto un trattamento a dir poco pessimo per quanto riguarda la distribuzione nel nostro paese: mentre il primo è stato distribuito in, circa, 127 sale, il secondo in sole 54 sale in tutta Italia!

Lamentarci perciò della carenza di idee del cinema è quasi diventata una prerogativa qui in Italia, ma è solo a causa della distribuzione sbagliata dei film stranieri che ciò avviene. In questo periodo, ad esempio, ora che si sono esauriti tutti i film candidati agli Academy Awards che si sono tenuti lo scorso 28 Febbraio, è un periodo piuttosto morto. Cosa dovrebbe uscire nei mesi a venire a parte i grossi cinecomics come Batman V Superman o Captain America: Civil War? Negli anni il merchandising pubblicitario di titoli di questo calibro sovrasta poi altri film più interessanti che passano purtroppo in sordina perché il pubblico non viene a saperne in maniera diretta. Un altro fattore molto rilevante è il fatto che l’Italia è uno dei pochi paesi in cui i film vengono doppiati e non siamo perciò idonei alla visione di film in lingua originale ed è un vero peccato! Certo, ci sono ogni tanto delle iniziative che passano dei titoli piuttosto importanti in sala in versione originale, ma sono occasioni davvero rare. Quand’è stata l’ultima volta che è successo? Con The Hateful Eight. E ancora prima? Con Star Wars VII: Il Risveglio della Forza. E ancora prima? Che io ricordi, con Avengers: Age of Ultron. Solo titoli di tendenza.
Per non parlare poi dei film dello Studio Ghibli. Già nel corso degli anni hanno avuto una distribuzione mediocre in Italia (e un pessimo adattamento negli USA per Nausicaa Della Valle del Vento) ma negli ultimi anni questi film arrivano nelle sale cinematografiche esclusivamente dell’UCI Cinema e soltanto per due giorni.

In fin dei conti, tutta questa carenza di idee non sembra esserci. Purtroppo siamo sfortunati per il fatto che ci arrivano soltanto una piccola parte di tutti i film prodotti ogni anno e per lo più vengono pubblicizzati maggiormente i titoli che frutteranno sicuramente (ci ricordiamo tutti della nauseabonda operazione di marketing in vista di Star Wars VII, no?). Se c’è una luce in fondo al tunnel per ovviare a tutto ciò è senz’altro lo streaming con i sottotitoli. Per quanto possa essere illegale (ma cosa ormai è illegale o no in questo ambito?), veniamo spronati ad usufruirne! Solo attraverso la rete possiamo godere di titoli che altrimenti non vedremo mai in sala.