Borderlands

Quando nel 2013 comprai Borderlands: Game of the Year edition durante gli sconti estivi su Steam, mai mi sarei aspettato che fosse destinato a diventare uno dei miei giochi preferiti di sempre; inizialmente lo giocai con una sorta di curiosità, mai con un vero interesse ma le cose cambiarono man mano che mi addentravo nelle profondità del gioco.
La serie è stata concepita all’incirca nel 2003, quando Gearbox Software stava lavorando sul porting PC di Halo: Combat Evolved; Matthew Armstrong, futuro Franchise Director, si chiese se era possibile implementare con efficienza un sistema di generazione procedurale di armi in uno sparatutto come Halo. L’obiettivo era generare letteralmente milioni di armi.

Nel 2009, Gearbox lanciò il gioco, facendolo precedere da dei trailer in cui Claptrap (CL4P-TP), affiancato da Steve, introduceva il gioco, finendo per infuriarsi a causa di alcuni “problemi tecnici” e rivelarsi come un personaggio eccentrico.

Veniamo al dunque. Cos’è Borderlands? I suoi tratti generali sono i seguenti:

  • Sparatutto in prima persona, free roaming ad aree livellate (o livellanti), Multiplayer cooperativo;
  • Storia principale affiancata da una notevole quantità di missioni secondarie;
  • Arsenale generato proceduralmente, sfruttando un pool di componenti base, ognuno con una caratteristica tale da modificare l’oggetto;
  • Elementi RPG come livelli di esperienza, punti abilità, abilità d’azione (associate al personaggio scelto).
  • Humor e una modesta dose di nonsense o imprevedibilità fanno da ottimo collante a tutto il sistema.

Dunque vi chiederete: cosa ha a che fare tutto questo con Halo? L’unico elemento in comune a una prima occhiata è solo l’essere uno sparatutto in prima persona. La verità è che Borderlands ha un sistema di combattimento le cui basi si ispirano moltissimo ad Halo, vuoi per gunplay, vuoi per il sistema di movimento, vuoi per la presenza di scudi energetici ed energia rigenerante.
Ovviamente le due saghe differiscono ampiamente su ogni aspetto, specialmente per il fatto che Borderlands mostra la sua vera natura dopo tante ore di gioco e dedicandoci molto tempo e attenzione; non credo di sbilanciarmi quando dico che le persone che ci han giocato una volta, limitandosi a finire la storia e senza interessarsi intensivamente alla progressione personaggio e alle strategie di gioco, del vero Borderlands conoscono ben poco.

Combattimento con un miniboss, Saturn. Borderlands ha molti incontri di questo genere e sconfiggere un nemico speciale può far ottenere equipaggiamento dotato di caratteristiche particolari.

LE BASI DEL GIOCO

Borderlands si basa su un sistema a livelli, dove ogni entità in grado di combattere sarà caratterizzata da questo parametro, che influenzerà a cascata danno e salute. Le formule usate sono cambiate nel corso degli anni, si adottava una crescita costante in Borderlands 1, si è adottata una formula iperbolica in Borderlands 2 e una formula simile si è sfruttata nel recente “pre-sequel”.

Due armi a confronto; si tratta della stessa arma con attachment distinti; ognuno di questi contribuisce a determinare le performance dell’arma, a seconda del produttore e della porzione dell’arma che costituiscono.

Il livello è importante, ma ciò che davvero conta è la differenza di livello: in generale infliggerete danni ridotti e subirete danni aumentati da un nemico di livello superiore al vostro e viceversa, ma considerate che i nemici col più alto differenziale sono sempre quelli più “forti”, ovvero che hanno caratteristiche di partenza superiori alla media ( i cosiddetti “Duri” o “Badass”).

Durante una partita in difficoltà normale le aree di gioco sono preparate, hanno un livello fisso e capita di rado che i nemici al loro interno livellino col progredire della storia o del giocatore; durante il “terzo playtrough” (Partita 2.5 o Modalità Cacciatore della Cripta Definitivo) i nemici saranno sempre al livello del giocatore (host level), aumentando di qualche punto a seconda di quanto “duri” siano i nemici.

Va detto che anche l’equipaggiamento ha dei livelli e una volta ottenuto non c’è modo di aggiornarlo. Pertanto Borderlands vi spronerà a cercare sempre equipaggiamento più buono del precedente, ormai “invecchiato”. La vostra “Abilità d’azione” invece sarà sempre al livello corrente e aumenterà di efficacia di volta in volta.

STORIA

La storia del primo Borderlands non fa gridare al miracolo; tuttavia questo aspetto è stato rifinito e già in Borderlands 2 viene raccontata una grande storia, molto ambiziosa e coinvolgente.

Che cosa si fa in Borderlands? Si caccia Cripte. Semplice.
E cos’è una cripta? Si tratta di depositi di un’antica razza aliena contenti tecnologie avanzate, armi e roba così; in generale cercare una cripta vuol dire cacciarsi nei guai grossi, perché altri saranno pronti a ostacolarci, inoltre aprire una cripta rilascia qualcosa di pericoloso.
Ma fermiamo gli spoiler. In Borderlands voi impersonerete uno dei cacciatori della cripta che, condotto dagli eventi della storia principale, viaggerà per le “Borderlands of civilization di Pandora” (o la sua luna Elpis), in cerca di gloria e ricchezza. Assieme alla storia principale vengono sbloccate man mano delle missioni secondarie, che approfondiscono la trama, collegano i vari eventi e così via, tenendoci impegnati per molto tempo e talvolta ricompensandoci con oggetti unici.

Jack il Bello, antagonista di Borderlands 2, ma nostro datore di lavoro nel Pre-Sequel, è il fiore all’occhiello della serie; fra tutti i personaggi partoriti da Gearbox, Jack è di gran lunga il migliore, mai banale e pronto a far buon viso a cattivo gioco.

Sebbene il primo Borderlands non fosse molto sviluppato sotto questo aspetto, sin dalla prima espansione Gearbox ha cercato di migliorarsi dando di volta in volta più maturità al gioco, creando dei personaggi che sono diventati estremamente popolari e riveriti nel panorama videogames. Sono stati introdotti quindi il Dottor Ned, poi il Generale Knoxx e infine l’Interplanetary Ninja Assassin Claptrap, tutti personaggi interessanti, con delle personalità particolari e quel pizzico di follia che si coniugavano molto bene col resto dello script; l’apice però è stato raggiunto senza alcun dubbio con Jack il Bello, forse il miglior antagonista mai visto in un videogame. Jack è quell’antagonista completamente fuori dal comune, con la battuta sempre pronta per fare buon viso a cattivo gioco e con un grande piano che ha sempre una strada di emergenza, un carattere plasmato dalle difficoltà e dalla follia di un mondo come quello di Borderlands dove da un lato c’è la ferocia di un mondo selvaggio, dall’altra c’è la ferocia delle corporazioni come la Hyperion, di cui Jack è Leader.

Shadow-Trap, antagonista del DLC “Claptastic Voyage”. I DLC di Borderlands sono degni della vostra attenzione: se c’è una cosa che insegnano, è che le espansioni a pagamento possono essere una grande risorsa nell’industria videoludica, a patto di non abusarne.

Un particolare che va assolutamente menzionato e che gioca a favore di Borderlands sono i suoi DLC. Ogni Borderlands ne ha una notevole quantità (sempre minimo 4); sebbene la “questione DLC” alimenti da sempre un forte dibattito che divide i giocatori di tutto il mondo, per quanto riguarda Borderlands ogni centesimo speso in un DLC vale decisamente la pena: non solo aggiungono molti contenuti nuovi, ma in genere costituiscono raffinamenti del gioco originale e diventano esperienze indimenticabili. Molti dei personaggi introdotti nelle espansioni sono stati recepiti con calore e sono diventati ricorrenti nella serie, esempi clamorosi sono Mr Torgue o Athena, quest’ultima diventata un personaggio giocabile in seguito.

Mr Torgue, introdotto in un’espansione, è poi tornato come personaggio ricorrente. Egli incarna le sfaccettature folli di Borderlands, lo stereotipo del ‘MURICAN. Muscoli, odio per le frasi con troppe sillabe e una passione per gli esplosivi oltre che tornei illegali in cui la gente si ammazza a vicenda.

Inoltre, quasi mai un personaggio introdotto viene poi abbandonato: in Borderlands tutto ritorna in qualche modo. E’ estremamente piacevole giocare un titolo e nel successivo ritrovare gli stessi personaggi quantomeno menzionati e talvolta poter sentire le loro storie. Quello che può sembrare Fanservice in realtà è la materializzazione della voglia di curare ogni aspetto del proprio mondo immaginario per farne un’esperienza estremamente interconnessa e memorabile.

EQUIPAGGIAMENTO 

L’inventario di Borderlands 2. La disposizione compatta degli oggetti nasconde in verità una serie di meccaniche anche molto complesse e di scelte ragionate: scegliere quali oggetti e armi è opportuno combinare con un certo personaggio e certe abilità.

L’arsenale e gli oggetti di Borderlands sono generati proceduralmente, ovvero vengono “prodotti” in maniera casuale dal gioco. Potete immaginarlo come una serie di valutazioni sequenziali in cui prima viene deciso il tipo di oggetto, poi i produttori dei suoi componenti, poi quale variante andrà effettivamente a comporre l’oggetto.
L’arsenale è composto da:

  • Armi, fino a 4; ci sono pistole, fucili a pompa, smg, fucili d’assalto, lanciarazzi, fucili da cecchino e laser, ultimi ad essere introdotti.
  • Scudo energetico, le varianti da Borderlands 2 in poi sono “normale”, spike, nova, absorb, adaptive, booster, amp e roid, ognuno ha una qualità e si adatta meglio ad un particolare personaggio o stile di gioco.
  • Mod Granata, cambiano il comportamento delle vostre granate. Ad esempio una granata può teletrasportarsi a destinazione, cercare automaticamente nemici, frammentarsi in altre granate minori, curare gli alleati, sparare una pioggia di proiettili o irrorare una zona con un effetto elementale.

    Una mod di classe di qualità leggendaria. Un mod di classe aumenta le performance del personaggio tramite boost dedicati alle abilità e boost generici. Possederne uno di qualità leggendaria significa avere fra le mani un pezzo raro che fornisce benefici davvero sostanziosi.
  • Mod di Classe, sono caratteristici del personaggio utilizzato, conferiscono boost passivi e aumentano i punti abilità di specifiche abilità d’azione del personaggio. Più sono rare, più abilità potenziano e più significativi sono i buff, che possono ricadere anche sul resto della squadra.
  • Oggetto aggiuntivo: una reliquia (o un kit di ossigeno nel Pre-Sequel). Inizialmente le reliquie erano modificatori elementali dell’abilità d’azione, in seguito sono diventati dei booster specifici per il singolo personaggio simili alle mod di classe; i kit di ossigeno permettono di respirare in assenza di atmosfera respirabile e muoversi agilmente in ambienti a gravità ridotta, sono caratterizzati da un elemento che viene applicato durante le schiacciate e da un buff specifico per il personaggio utilizzato, in genere con modalità completamente diverse dalle reliquie.

L’intero sistema di oggetti di Borderlands è uno dei tasselli che costituiscono la sua componente RPG ed è a tutti gli effetti ben realizzato, spronando non solo a cercare sempre il meglio ma anche a cercare di assemblare un arsenale adatto alle nostre abilità e preferenze personali.

FPS – RPG: FARE CHIAREZZA

Vista d’insieme dei tre rami di abilità di Zer0. In immagine è realizzata la build “Ninja Leggendario”, basata sui danni corpo a corpo e sulla velocità di movimento. Zer0 può essere giocato anche come cecchino o killer, sfruttando i danni critici.

Borderlands è in tutto e per tutto uno sparatutto in prima persona, caratterizzato da elementi di gioco di ruolo, in primo luogo la scelta del personaggio utilizzato.

Ogni personaggio ha un’abilità d’azione caratteristica, che in un certo senso costituisce anche il nucleo del suo comportamento in battaglia e della sua “personalità”, non solo in senso letterale, ma anche nel modo in cui si sviluppano di conseguenza i suoi rami di abilità (skill trees).
I rami sono 3 e si focalizzano ciascuno su un particolare aspetto del personaggio, che sia renderlo più resistente, renderlo più offensivo con le armi o potenziare la sua abilità d’azione e così via. Ad esempio, Axton, Soldato in Borderlands 2, può potenziare la sua torretta, la sua efficienza con le armi o diventare imbattibile in resistenza ai danni; Maya, Sirena di Borderlands 2, può concentrarsi sul “crowd control”, ovvero sul gestire masse di nemici confondendole o costringendole fuori dal combattimento, oppure può curare se stessa e la squadra con le sue qualità di guaritrice, ma anche infliggere una mole di danni elementali con le armi e col suo blocco di fase. Zer0, assassino di Borderlands 2, può potenziare le sue performance con fucili da cecchino e i danni critici, può concentrarsi sulla sopravvivenza mentre indebolisce i nemici per conto della squadra o diventare una macchina di morte in corpo a corpo, indebolendo i nemici per poi comparire furtivamente alle loro spalle e ucciderli in un colpo solo.

Borderlands dispone di un sistema di personalizzazione estetica. La maggior parte delle skin e delle teste personalizzate si ottengono come il resto dell’equipaggiamento: saccheggiando, facendo missioni o completando sfide.

Questi erano esempi di come possono differire tra loro i rami; sebbene alcuni personaggi siano costruiti su una sorta di standard, alcuni invece differiscono completamente, come il Doppelganger del pre-sequel, che ottiene dei boost a seconda di quali oggetti abbia equipaggiato o quante munizioni/granate abbia consumato di recente.
I punti abilità possono essere riassegnati a piacere spendendo una piccola somma del denaro accumulato ad una stazione di cambio rapido, dov’è anche possibile modificare l’aspetto estetico del personaggio.

HUMOR: LA CARTA VINCENTE

Borderlands contiene centinaia di riferimenti alle culture Pop, Nerd e Geek.

Definito da molti il tratto vincente di Borderlands, l’humor è praticamente una costante, che va dai nomi di nemici particolari alla trama delle missioni, o più semplicemente ai dialoghi tra i personaggi. E’ un collante molto forte che tiene ben salda la formula mostrata fino ad ora.

In Borderlands praticamente qualunque cosa viene parodiata, ci sono molti riferimenti alla cultura popolare e ad internet tanto che, scherzando su se stessi, in Borderlands: The Pre-Sequel un unità Claptrap scherzerà sul titolo della serie definendola Memelands o Bordermemes.

AMBIENTAZIONI

I Rust Commons, tipico paesaggio desertico di Pandora.

Nel corso della serie, Gearbox e 2k Australia sono riuscite a tirar fuori dei paesaggi meravigliosi usando alcuni soggetti molto insoliti: l’abbandono, il degrado, la spazzatura. Pandora è un postaccio, dove potresti morire disidratato, per malasanità, aggredito da una bestia o ucciso da un bandito e dimenticato in una discarica.

Il Dust, distesa di sabbia popolata da banditi e di insediamenti fantasma.

Eppure si è riusciti a raggiungere un certo senso di maestosità e di quasi compiacimento nel guardare questo degrado che altri giochi non riescono a fare; è come se col degrado di un mondo come quello di Fallout, gli artisti fossero riusciti a creare il senso di piacere e di maestosità che si ha invece guardando resti archeologici di civiltà passate.

Le lande di Bunkers & Badasses costituiscono un grande cambiamento di ambientazione pur mantenendo inalterato il gunplay. Uomini armati di fucili ed esplosivi combattono alberi animati, scheletri e maghi.

Inizialmente questo genere di setting era anche quello usato come paradigma nelle espansioni; in seguito si è dato sfogo all’immaginazione, ambientando una storia in un’avventura basata sulla versione Pandoresca di Dungeons & Dragons.

Elpis, la luna di Pandora.

Con l’ultima aggiunta al gioco è stato esplorato l’ambiente lunare, con Elpis, la luna di Pandora, che è costituita da ampi spazi vuoti, costellati di stabilimenti industriali abbandonati e ora presi d’assalto dai razziatori.

Il Claptastic Voyage consente di visitare la mente di un robot fuori dal comune, che ha tentato di sottomettere Pandora in qualità di Ninja Assassino Interplanetario, con problemi di autostima e dotato di routine di ballo.

Ultima fantasia è stata quella di ambientare un’avventura dentro una simulazione della mente del robot Claptrap, alternando settori simili ad Hardware gigantizzato e poi in ambienti di simulazione di memorie o nei meandri del Kernel del Sistema Operativo, il “Subconscio” del robot.

ESPLOSIONI

Fan art by Benjamin Olive. ESPLOSIOOOOOOOOOOOOOOONI!!!!

Già, le esplosioni. Come poter non menzionare questo dettaglio? Borderlands è il gioco che al momento più di qualunque altro sulla Terra impersona il concetto di esplosione. Spiegarlo a parole è praticamente impossibile a un non iniziato, è difficile farlo se non avrete preso a pugni uno squalo con una cravatta da cowboy, anche se non capirete se ad avere la cravatta sarete voi o lo squalo. Dopo che avrete giocato Borderlands, vi sembrerà totalmente normale, per non dire piacevole, vedere esplodere roba in giro o vedere gente che si mette in faccia una maschera su cui è appiccicata la pelle della faccia di un’altra persona.

CONSIDERAZIONI FINALI

Non c’è molto altro da dire, se non: giocatelo. Ognuno ha i suoi gusti, ma personalmente ritengo che la formula di Borderlands, affinata moltissimo in Borderlands 2 e Pre-Sequel, sia una delle migliori mai proposte nell’industria dei videogames, in grado di fornire divertimento, varietà, qualità e un’altissima rigiocabilità, il tutto in un ambiente che soddisfa sia i giocatori di passaggio che quelli più assidui.

  • Niks Flow

    insalata di capezzoli (grazie secondo gli psycho) per il bel post