Ammettetelo, avete aperto il link perché non siete persone a cui piace andare per il sottile. Siete un po’ come Gatsu: avete uno stile di combattimento brutale basato sull’arma più grossa a disposizione. Ebbene, non rimarrete delusi.
Questo ciclo di guide su Dark Souls (una parola ironica visto l’argomento) ha l’obiettivo di proporre una serie di build “standard”, non particolarmente elaborate o complesse, che permettano a tutti i giocatori di attraversare Lordran con una certa efficacia e, perché no, magari competere contro altri giocatori come fantasmi. Pronti a tornare con Dark Souls Remastered.

Entriamo nel vivo dell’azione e gettiamoci nella prima guida di tale serie e analizziamo assieme le caratteristiche su cui fare affidamento. Tenete conto che le build possono ibridarsi per rendersi più efficaci; una build forza potrebbe essere ibridata con una build fede o addirittura con una che prevede l’uso di Destrezza (indicate con il termine tecnico di “Quality“) ma è preferibile partire con le build più semplici.
Procediamo per gradi.
Le statistiche, o parametri, o caratteristiche, sono in tutto 8 e rispettivamente indicano la quantità di salute del personaggio (Vitalità); il numero di magie, miracoli e piromanzie in grado di armonizzare (Volontà); il punteggio di stamina, la resistenza al veleno e il carico trasportabile (Stamina); la forza fisica, ovvero ciò che determinerà se siamo in grado di brandire armi o armature pesanti e, soprattutto, quanti danni si potranno infliggere grazie ad esse (Forza); l’abilità e la rapidità di mano, ovvero ciò che aumenta progressivamente la velocità di lancio di ogni sorta di magia ma che, soprattutto, definisce l’utilizzo di particolari armi e ne determina la quantità di danni inflitti (Destrezza); la resistenza, la capacità di sopportare danni fisici, da fuoco o velenosi (Resistenza); l’acume mentale, ovvero ciò che permette di utilizzare le magie e che determina il danno inflitto da esse (Intelligenza); la fede, ovvero ciò che permette di utilizzare i miracoli e che determina il danno inflitto da essi (Fede).

Detto ciò, cominciamo.

Forza pura… o quasi

Per imbastire una build sulla pura forza basta poco: serve solo investire i punti ottenuti tramite level up nelle caratteristiche Vitalità, Stamina e, ovviamente Forza. Non fatevi ingannare dalla Resistenza, poiché le difese che progrediscono grazie ad essa progrediscono alla stessa maniera investendo in qualsiasi altra caratteristica. È una statistica inutile.
La Vitalità permetterà al vostro personaggio di incassare colpi da manuale, la Stamina permetterà al vostro personaggio di sferrare più colpi con la vostra arma pesante (che, si ricorda, consuma più punti stamina rispetto a quelle leggere) mentre la Forza si occuperà di  provocare i danni. Semplice, efficace, brutale.
Veniamo ai numeri.
Per affrontare la vostra prima avventura a Lordran è sufficiente aumentare le caratteristiche fino al cosiddetto soft cap, ovverosia il valore per cui l’aumento della caratteristica costituisce un bonus quasi trascurabile. In altre parole, oltre un certo valore la data caratteristica conferirà al personaggio dei bonus sempre più piccoli. Il soft cap per la Vitalità è 30, per la Stamina è 40 mentre invece per la Forza è solo 20 (per la Forza esiste anche il cosiddetto hard cap fissato al valore 40, oltre il quale l’apporto al danno diminuisce drasticamente. Soft cap e hard cap vengono raggiunti prima se si impugna l’arma a due mani poiché impugnando l’arma a due mani si moltiplica la forza per 1.5. Per cui il soft cap si raggiunge con appena 14 a Forza mentre l’hard cap a 27). Si tenga conto che la classe che si sceglie all’inizio è solo un punto di partenza che può agevolare la build in programma.

La build

Siccome stiamo parlando di una build utile per attraversare il primo viaggio attraverso Lordran, ecco qualcosa di basilare.

Per questa particolare build è meglio scegliere come classe di partenza il Cavaliere, in quanto possiede ottime caratteristiche fisiche di partenza e un interessante 10 a Volontà. A cosa servono delle magie in una build come questa? L’obiettivo è ancora menare le mani, non temete, non ci saranno troppe corbellerie magiche nel vostro cammino.

Questo è l’array di partenza del cavaliere. Niente male come punto di inizio

Ciò a cui si mira è impugnare efficacemente una delle armi più iconiche di Dark Souls. Sì, parlo della Zweihander. La Zweihander viene raccomandata perché è possibile trovarla facilmente al cimitero appena dietro all’hub iniziale e possiede un valore di attacco base mostruosamente alto per il luogo in cui si trova (ben 130, che a mano a mano cresce ogni qual volta la si rinforza con la titanite). Prenderla è semplice, non si deve fare altro che correre dritto in mezzo agli scheletri ignorandoli e raccogliere al volo il mitico spadone.
Per brandirla ad una mano è necessario avere a 10 la Destrezza (che il Cavaliere già possiede) e 24 a Forza. Tuttavia, potrete tranquillamente utilizzarla a due mani anche se avete soltanto 16 livelli in Forza (ricordate, a due mani la vostra Forza si moltiplica per 1.5, quindi 16*1.5=24. Motivo per cui il soft cap di Forza cade a 14, come sopra specificato).

Per quanto riguarda il set di armatura, esiste molta scelta ma personalmente preferisco puntare sull’equilibrio, affinché i nostri attacchi poderosi non vengano interrotti (vero Dark Souls 3?). Puntate, dunque, ad un’armatura medio-pesante e munitevi di scudo a torre.
Raccomando di portare a 30 il prima possibile la caratteristica Vitalità, in modo da sfiorare il soft cap e avere un quantitativo di vita più che sufficiente per tutta la prima run e infine, una volta raggiunte le caratteristiche necessarie per impugnare la Zweihander, spendere tutti i restanti livelli in Stamina fino al raggiungimento del soft cap di 40. Così facendo avrete raggiunto il livello 65 e sarete ancora ben lungi dall’avere finito la prima run. Ora non serve altro che pompare Forza per aumentare i danni e, in parallelo, portare avanti la Zweihander rinforzandola appena si ha l’occasione.

Forza Interiore

Ora veniamo alla parte interessante: il 10 in Volontà. Tale valore garantisce uno slot armonizzazione e, visto che le caratteristiche mentali di questa build sono al minimo, la direzione da prendere sono le piromanzie. La scelta dipende dallo stile: potrete portare avanti un tank puro e resistere ai colpi o puntare tutto sul danno rendendo il tutto più rischioso. Per una build incentrata sulla resistenza e sull’equilibrio si raccomanda la piromanzia “Pelle Ferrea“, che

Pelle Ferrea

diminuisce i danni fisici in entrata. Occhio però: i danni da fulmine saranno aumentati mentre per i danni da fuoco non sono previste resistenze o incrementi.
Se intendete puntare sul rischio e sui danni, sappiate che la piromanzia “Forza Interiore” fa al caso vostro: a discapito del 1% di salute al secondo, il vostro attacco fisico e la vostra rigenerazione di stamina verranno migliorati del 40%.

Vengono raccomandati anelli come Anello della Protezione per aumentare il carico trasportabile o l’Anello di Havel (qualora voleste vestirvi molto pesanti) ma anche l’anello di Pietra Variegata, che aumenta le difese, potrebbe fare al caso vostro così come l’Anello di Cloranthy.

 

Si raccomanda, infine, di raggiungere almeno il livello 85 prima di affrontare il boss finale. Così facendo, avrete a disposizione il seguente personaggio:

Con un personaggio del genere non dovreste avere problemi

Adesso potete letteralmente distruggere qualsiasi cosa si pari davanti al vostro cammino. Inoltre, non è perentorio usare sempre gli stessi oggetti durante tutto l’arco della partita, anzi, è caldamente raccomandato cambiare armi a mano a mano che si va avanti.

Con questo è tutto prodi non-morti, ci rivediamo alla prossima build!