Sin dal “primo” Battle Royale i giocatori hanno definito H1Z1, prima conosciuto come H1Z1: King of the Kill, come un Hunger Games, un gioco mortale che prende nome dall’omonimo  best seller di Suzanne Collins, però tutt’ora soltanto The Darwin Project è quello che si avvicina di più a quelle meccaniche di gioco.

The Dawin Project è un battle royale only multiplayer in terza persona sviluppato dal team di sviluppo Scavenger Studios e presentato per la prima volta all’E3 2017.
Il gioco gira intorno a tre fattori principali: Raccogliere oggetti, resistere al freddo e braccare gli altri giocatori, prima di essere braccati.

Gli Scavenger Studios con questo titolo ci offrono la possibilità di modificare l’aspetto del nostro personaggio tramite dei caratteri fisici predefiniti a cui potremmo cambiare l’abbigliamento come più ci aggrada, in una formula che strizza l’occhio allo spirito collezionistico dei giocatori e che abbiamo già ampiamente imparato a conoscere con i titoli multiplayer di recente produzione.
Inoltre come tutti i giochi di questo genere avremo pure la possibilità di modificare le skin delle nostre armi variando dalle texture grafiche fino all’intero modello delle nostre bocche da fuoco.

Un match sarà composto da 10 giocatori, che si scontreranno tra loro nel freddo Canada, con uno opzionale che prenderà il ruolo di Director. Questa particolare classe consiste nel interpretare una sorta di Game Master e di presentatore allo stesso momento, infatti il Director potrà far accadere degli avvenimenti speciali o potrà eliminare una zona della mappa, che è suddivisa in più settori predeterminati.
L’area di gioco è frazionata in 7 zone e ognuna di loro, a parte la centrale, avrà un teletrasporto che consentirà al giocatore che ci passa attraverso di spostarsi all’altro capo della mappa consentendo non solo un vantaggio tattico, ma anche di salvarsi in caso quel determinato settore dovesse venire eliminato.
Prima di scendere in campo potremmo incontrare i nostri avversari in una safe zone dedicata dove ognuno ha la possibilità di parlare con l’altro per conoscersi o per creare delle coalizioni. In questa fase, inoltre, potremmo costruire un determinato oggetto che ci consentirà di creare un alleanza con un’altro giocatore. Questa situazione durerà fino a quando i due giocatori saranno gli ultimi due nella mappa.
Il caricamento dalla safe zone alla mappa di gioco è quasi nullo e subito dovremmo fare mente locale a organizzarci il meglio possibile. Inizialmente è meglio raccogliere rifornimenti tagliando alberi per il legno, cacciando animali, scovando delle poltrone per ottenerne la pelle o delle chest che ci potrebbero offrire materiali o oggetti già costruiti. Con i materiali, che nella versione da noi testata erano solamente due, potremmo costruirci dei potenziamenti, delle trappole, delle freccie e tutta una serie di oggettistica di varia natura.
Un combattimento può essere vinto tramite astuzia e abilità. Potremmo braccare i giocatori attraverso indizi e tracce lasciati da questi ultimi nella mappa e, se siamo degli ottimi strateghi, posizionare trappole prevedendo le mosse del nemico o scegliere di appostarci e nasconderci nell’ambiente circostante per ucciderli con facilità.

Un fattore estremamente positivo che il gioco tira fuori a quasi tutti i giocatori è l’immedesimazione. Infatti ci verrà automatico parlare con i nostri avversari prima di un match ed entrare completamente in sintonia con il nostro alter ego virtuale. Inoltre se c’è la presenza anche di un buon Director che, come ruolo anche di presentatore, potrà accompagnare i giocatori commentando quello che stanno facendo, che sia un momento di combattimento o di raccoglimento del materiale.
Il Role-play in questo gioco è una chiave fondamentale per goderselo appieno e questo fattore ci ha donato delle divertenti ore di gameplay su questa Closed Alpha.

L’aspetto che decisamente va a rendere questo gioco più godibile è la sua gradevole grafica in Cel Shading che nonostante offra poco realismo al gioco, però dona una tensione minore durante le partite. Inoltre il tutto viene cullato dal pregevole lavoro svolto dagli Scavenger Studios al motore grafico che ci renderà la vita difficile se vorremo evitare di lasciare impronte visibili sulla neve.
A livello sonoro non c’è niente che non vada. I suoni realizzati sono ottimi e c’è stata una cura particolare sul rumore dei passi, ma sfortunatamente non c’è nessuna musica che possa definirsi memorabile. Niente che ti possa rimanere. Neanche nei match in cui si esce vittoriosi.
A livello tecnico invece tutto positivo. Il gioco rispetta tutti i parametri dei giochi moderni, attualmente, e per quanto riguarda per l’ottimizzazione e come il computer reagisce sotto sforzo con il gioco non possiamo approfondire più di tanto perché stiamo pur sempre trattando di un alpha, un gioco non ancora completo e in fase di sviluppo e per tanto sarà normale che quando uscirà una beta o il rilascio ufficiale, quest’ultimo fattore possa cambiare drasticamente, Possiamo dirvi però che il gioco risulta leggero rispetto alla sua concorrenza e il computer non arriva a elevate temperature neanche con il settaggio grafico al massimo.

Questa Closed Alpha di The Darwin Project ci ha sorpreso non solo per l’elevata immedesimazione al gioco e da un gameplay molto accattivante ma per il coinvolgimento che porta i giocatori a essere uniti e divertirsi tutti insieme pur essendo interconnessi da uno spirito di competizione elevatissimo. Questo gioco degli Scavenger Studios ha regalato non solo a noi, ma a tutti i giocatori partecipanti a questa closed alpha un alto livello di divertimento che si spera non svanisca nelle successive build del gioco.

Se siete interessati a rimanere aggiornati sul gioco continuate a seguirci e controllate il sito ufficiale del gioco per controllare i Dev-Diary degli sviluppatori.