Non poteva certo mancare alla Milan Games Week, la grande fiera milanese dedicata ai videogiochi, la presenza di uno dei titoli di punta di Ubisoft: Far Cry 5. Nuovo capitolo di una fortunata saga, il titolo si allontana dalle ambientazioni esotiche dei suoi predecessori per andare a raccontare una terra più vicina a noi occidentali. Non più paradisi tropicali o gli altopiani dell’Himalaya, quindi, ma la semplice e comune campagna del Montana, USA.

La scelta di Ubisoft è stata tanto coraggiosa quanto lodevole nel scegliere l’ambientazione del prossimo capitolo, presentandoci una terra vicina a noi e un nemico che non è più l’altro, il diverso. Non ci opporremo a terroristi o mercenari che dall’altra parte del mondo vogliono distruggere il nostro stile di vita. Il nemico avrà infatti un volto più infido e subdolo, annidandosi tra le degenarzioni della nostra stessa società. Stiamo parlando del problema delle sette religiose, fenomeno molto vivo negli Stati Uniti. Le sette sono gruppi di fondamentalisti regligiosi, spesso cristiani ultraortodossi, che fanno del fanatismo la loro principale caratteristica. Questi ambienti sono spesso vicini a quelli del suprematismo bianco, portatori dell’eredità del Klu Klux Klan, e dei neonazisti, un argomento particolarmente delicato e quanto mai attuale in questo momento storico.

Se volete approfondire il discorso dell’ambientazione di Far Cry 5 vi rimandiamo a questo interessante articolo scritto dal nostro Lorenzo Domenis che, concludendo, descrive la coraggiosa scelta di Ubisoft in questo modo:

Ubisoft ha osato, scegliendo un argomento complesso e dibattuto, una realtà squisitamente occidentale; il nemico non sarà il classico narcos o il tipico soldato di un regime straniero corrotto e malvagio, bensì un occidentale indottrinato da un prodotto deviato della cultura occidentale stessa.

Dopo questa breve introduzione è tempo di raccontare, pad alla mano il nostro provato in fiera.

Campi di grano, boscaglia e le imponenti montagne rocciose che si stagliano all’orizzonte. Non saranno le calde spiagge di Far Cry 3 o gli innevati ottomila della regione del Kyrat, in Himalaya, ma le pianure del Montana sono in grado comunque di regalarci una location di tutto rispetto. Meno spettacolare, forse, ma di sicuro più vicina a noi, ricca di un certo sentimento bucolico e agreste. Eppure non è tutto grano quello che luccica sotto il sole. La collaudata formula open world tipica della saga si ripresenta, solida e funzionale come siamo stati abituati dagli scorsi capitoli. La mappa di gioco è infatti ricca di missioni secondarie, punti di interesse, attività da svolgere e molto altro, che ci proietteranno in un mondo vivo e pieno di cose da fare.

Nella migliore tradizione di Far Cry, le possibilità di approccio che ci vengono offerte sono molteplici e tutte a discrezione del nostro stile di gioco. Stealth e armi corpo a corpo per non farsi sentire? Si può. Cecchino e appostamenti tattici? Perchè no. Guidare un camion lanciato a tutta velocità contro un posto di blocco armato? Siamo qui per questo. Ogni strumento, ogni possibilità è nelle mani del giocatore anche se si sà, Far Cry diventa più bello più esplosioni ci sono in contemporanea sullo schermo. In questo ci vengono in aiuto i seguaci, npc che ci affiancano durante le nostre scorribande nei campi di grano del Montana, a cui potremo impartire semplici ordini. Potremo scegliere quindi tra Boomer, un fido cane, Grace Armstrong e il suo fucile da cecchino o Nick Rye, pilota pronto a fornirci supporto dal cielo ogni volta che ne avremo bisogno.

Il ritmo del gioco si alterna dalla frenesia degli scontri più concitati, nei quali comunque basta avere una mano rapida e sfruttare un minimo l’ambiente e le coperture per uscirne vittoriosi, alla calma che solo la campagna riesce a trasmettere. Fino a quando non assisterete ad un orso che, dopo aver attaccato un piccolo gruppo di mucche che pascolava, si è lanciato alla carica contro un gruppo di membri della setta che presidiavano un silos, verso il quale ci stavamo giusto dirigendo per liberarlo. Massimo risultato con il minimo sforzo.

Per affrontare le grandi distanze del Montana avremo a disposizione un nutrito parco veicoli, che spazia dai pick up in piena tradizione americana, ai grossi camion fino agli aerei, che ci permetteranno di ingaggiare furiose battaglie nei cieli. Come ci si può aspettare la guida resta vicina a un sitema Arcade, in perfetta linea con la tradizione della saga.

Tra la frenesia dei combattimenti, le vaste distese del Montana e le colossali esplosioni, la versione testata da noi non brillava purtroppo dal punto di vista tecnico. Il framerate era particolarmente instabile e spesso abbiamo riscontrato problemi con il caricamento delle texture in lontananza. C’è da dire, a difesa di Ubisoft, che si tratta ancora di una versione Alpha del gioco, ben lontana dalla relase finale.

In conclusione Far Cry 5 si è dimostrato un titolo solido dal punto di vista del gameplay, che non rivoluzionerà certo il genere degli open world. Sotto alcuni aspetti potrebbe risultare quasi un more of the same, è vero. Personalmente però riteniamo che le vere potenzialità del titolo non siano tanto nella ormai collaudata formula di Far Cry ma nel coraggio di Ubisoft di voler affrontare un’ambientazione tanto atipica quanto mai attuale. Se la narrativa si dimostrerà all’altezza, Far Cry 5 potrà essere uno dei titoli più interessanti del prossimo anno.

L’arrivo è previsto per il 27 febbraio 2018 su Xbox ONE, PlayStation 4 e PC.