Ogni anno alla Milan Games Week hanno sempre più rilievo i videogame indie, a dimostrazione del fatto che il panorama videoludico indipendente italiano è in forte crescita. In questo articolo vi parliamo di tre titoli che abbiamo provato in fiera: si tratta di Forma.8, Wheels of Aurelia 1978 e Atomine. Ciascuno di questi videogame è stato creato da uno sviluppatore diverso, ma sono tutti pubblicati da Mixed Bag, che si sta anche occupando del porting di questi giochi su Nindendo Switch.

Forma.8

L’idea alla base di questo primo titolo indie, sviluppato e pubblicato da Mixed Bag, è raccontare una storia con il solo utilizzo di immagini e suoni. Senza l’ausilio di nessun tipo di dialogo, Forma.8 riesce a catturare fin da subito l’attenzione del giocatore. Ci si potrebbe aspettare, visto e considerato il registro utilizzato, un titolo parecchio riflessivo e tranquillo ma infine ci siamo convinti del contrario: Forma.8 ipnotizza e riesce anche a fornire un certo grado di sfida.
In seguito alla deriva di questo vascello spaziale e il conseguente schianto sulla superficie di un pianeta, la sonda impersonata dal giocatore dovrà esplorare il relitto e gli ambienti circostanti alla ricerca di potenziamenti e sopravvivere.

Il titolo appartiene al genere Metroid-vania: sposteremo la sonda, dunque, in una mappa bidimensionale. Per proseguire e districarci da tale dedalo di stanze e corridoi, dovremo raccogliere diverse chiavi per aprire le porte corrispondenti, attivare interruttori e risolvere piccoli enigmi.

I potenziamenti a disposizione della sonda, serviranno sia per portare a termine i vari puzzle sia per togliere di mezzo i diversi nemici che ci punteranno senza pietà.
I potenziamenti, inoltre, possono essere utilizzati per creare combinazioni e sinergie ma non preoccupatevi, sarà il gioco a fornire tutti gli incentivi e gli indizi per concatenare le abilità acquisite.
Questa premessa fa ben sperare, poiché denota una certa profondità e attenzione nonché la volontà di voler creare un prodotto in grado di interagire con l’utente in maniera intuitiva e mai didascalica. Per esempio, sarà praticamente necessario combinare lo scudo di forza, una sorta di impulso di energia che appare attorno alla sonda, e le mine esplosive per poter togliere di mezzo nemici come i ragni giganti (in pratica, si devono respingere le mine contro i nemici usando il campo di forza), a cui non potremo avvicinarci.

Wheels of Aurelia 1978

Il secondo gioco pubblicato da Mixed Bag Srl è, come ci ricorda il titolo del paragrafo, Wheels of Aurelia 1978, un’avventura grafica indie sviluppata dal team Santa Ragione. Questo indie si presenta come una storia su quattro ruote, raccontata attraverso i dialoghi dei personaggi in viaggio verso nord lungo la via Aurelia; parlando con i publisher allo stand scopriamo che agli sviluppatori piace chiamarlo racing narrativo.

La storia si svolge appunto in viaggio e si sviluppa in modi diversi a seconda delle scelte compiute dal giocatore attraverso le risposte nei dialoghi, le deviazioni lungo la strada e anche a seconda del modello di automobile scelto all’inizio della partita. La combinazione di tutti questi elementi porta ad un totale di 16 finali differenti, permettendo di ricominciare il gioco e di vivere ogni volta un’esperienza differente. La componente di guida è per gran parte del gioco un elemento di sfondo, facoltativo: possiamo accelerare e sterzare lungo la strada senza che ciò influisca sugli eventi, a meno di non cambiare direzione agli svincoli, per esempio andando a Piombino invece che a Siena; il tutto gravita attorno alla narrazione e ai dialoghi fra i personaggi, e in base alle risposte che daremo nei panni di Lella, la protagonista, cambieranno gli eventi e gli incontri lungo la strada.

La data nel titolo anticipa anche l’ambientazione, l’Italia alla fine degli anni Settanta, con tutte le conseguenze del caso: il gioco infatti pullula di riferimenti storici agli Anni di Piombo, dal rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse alla strage di Capaci. Wheels of Aurelia si presenta anche come un gioco dalla forte componente storica, e si pone l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo degli eventi accaduti in quegli anni. 

Wheels of Aurelia 1978 è stato sviluppato dal team Santa Ragione per PC, PlayStation 4 e Xbox One, piattaforme sulle quali è già disponibile dal 20 Settembre. Mixed Bag Srl si è invece occupata del porting su Switch e iOS.

Atomine

Il terzo ed ultimo titolo indie che Mixed Bag ha portato su Nintendo Switch è Atomine. Atomine prende ispirazione dalle vicende realmente accadute di STUXNET, il primo virus informato utilizzato per scopi bellici. Atomine, dunque, viene immaginato come un ipotetica seconda versione del software di STUXNET con il compito di intromettersi in un sistema di puntamento missilistico. Il titolo, sviluppato da Broken Arms Games, è un twin stick shooter in cui impersoneremo una rappresentazione grafica del virus Atomine.

Il titolo presenta forti connotazioni rogue-like: ad ogni piano potremo ottenere dei potenziamenti come differenti modalità di fuoco, salute più elevata, maggiori frame di invincibilità dopo esser stati colpiti e via discorrendo. Le varie stanze e i nemici saranno tutti generati proceduralmente e presentano tutti uno stile minimale ma decisamente caratteristico. Come in ogni rogue-like, i vari potenziamenti sono sparsi per i vari piani del dungeon, che in questo caso rappresenta i diversi livelli del programma a protezione del software.
I diversi nemici rilasceranno esperienza e, con alcune probabilità, anche kit per ripristinare la salute del giocatore.

Atomine si presta ad essere un titolo dall’anima hardcore, come molti rogue-like di questi ultimi tempi: basti pensare a The Binding of Isaac, Enter the Gungeon, Crypt of the Necrodancer o Nuclear Throne. Esistono diversi tipi di virus Atomine con cui iniziare le partite, ovvero le diverse versioni del software di Atomine stesso, e presenteranno caratteristiche differenti: alcuni saranno più incentrati sull’offensiva, lasciando però poca energia a disposizione, e altri invece prediligeranno la salute all’output di danno, facilitando i giocatori con uno stile più sulla difensiva.

A cura di Simone Colombo e Stefano Sacchi.