Valve è stata, praticamente sin dagli albori, una delle aziende più rispettate e riverite all’interno dell’industria videoludica: può vantarsi di aver dato alla luce diversi fra i titoli più significativi degli ultimi 20 anni, fra cui nominiamo Half Life, Team Fortress 2 e Portal, di aver rivoluzionato il mercato attraverso Steam, il suo servizio di distribuzione digitale ormai ben più che radicato e che ormai è il de facto leader incontrastato per quanto riguarda la pubblicazione di videogame, piccoli o grandi che siano.

Tuttavia la fiducia e il rispetto nei loro confronti sono andati un po’ scemando, man mano che Valve ha cambiato il proprio orientamento da sviluppatore di videogame a un’azienda più orientata al fornire servizi, con considerevole dedizione al supporto di Counter Strike: Global Offensive e DOTA 2. Proprio a causa di quest’ultimo, recentemente si è scatenata una rappresaglia (macché, una vera e propria shitstorm), nella quale gli utenti hanno preso d’assalto la pagina Steam di DOTA 2, criticandolo e ritenendolo responsabile della lenta e silenziosa morte di Half Life: tutto questo ha avuto inizio quando, qualche settimana fa, un ex dipendente di Valve e uno degli storici scrittori della saga ha deciso, al termine degli accordi di non divulgazione, di pubblicare lo script di Half Life 2: Episode 3 in forma di lettera scritta proprio da Gordon Freeman, il protagonista della serie.

Non ha aiutato per nulla il fatto che, alcune settimane prima, durante l’edizione 2017 di The International, la competizione mondiale di DOTA 2, Valve ha annunciato nientemeno che un gioco di carte basato su DOTA, Artifact.

Anche se Valve costituisce di fatto un caposaldo dell’industria sotto molteplici aspetti, non solo grazie a Steam ma anche con DOTA, grazie al quale sta sempre di più contribuendo a dare forma, identità e rispettabilità al mondo degli e-sports, in molti utenti sembra vacillare la fiducia che invece un gigante di fatto dovrebbe stimolare.

Ad ogni modo. Abbiamo deciso, in occasione di questo curioso fenomeno, di dedicare un episodio speciale della nostra rubrica proprio a questa fase delle recensioni su Steam a DOTA 2; per questa volta ci saranno solo 5 recensioni scelte, invece delle classiche 10.

“#LeEmiviteContano”

“Dota 3 o Half Life 3?”

“Credo di aver risolto il più grande mistero della serie Half-Life. G-man in realtà è… Gabe Newell.

Entrambi sono misteriosi uomini d’affari che sembrano inizialmente buoni ma sono stati segretamente i cattivi per tutto il tempo.

#DotaHaUccisoHalfLife”

“Dov’è il gioco di carte di Half Life?”

“Pubblicate Halo 3 su PC o qui parte la rivolta”

Per concludere, il fenomeno è chiaramente destinato ad andare scemando, forse pure a ripetersi la prossima volta che Half Life tornerà a essere materia di notizie in un modo così marcato com’è accaduto in questa occasione. Tuttavia è impossibile non constatare come Valve si sia a tutti gli effetti evoluta drasticamente nel corso degli ultimi 10 anni: se la strada intrapresa sia positiva, negativa o semplicemente controversa è nientemeno che questione di opinioni, alla fine.

Di certo è un vero peccato vedere titoli dal game design complessivo geniale come Half Life andare perduti in un lento e silenzioso nulla: a differenza di saghe che si evolvono in qualcosa che la gente poi comincia a non vedere più come il benvenuto, come ad esempio è accaduto prima per Halo e recentemente con Mass Effect Andromeda, semplicemente Half Life è sparito dopo aver promesso molteplici volte di fare ritorno.

Per quanto riguarda la nostra rubrica, potete trovare il resto degli appuntamenti attraverso questo link.