Il seguente articolo su Overwatch e Blizzard rappresenta l’opinione dell’autore
e non rispecchia necessariamente la posizione ufficiale del 17KGroup.it.
Il tono e lo stile scelti sono stati usati volutamente per avere un confronto
più diretto con il lettore e con il pubblico da parte dell’autore stesso.

Il 2016 è stato un anno terribile e ricco di avvenimenti di rilevanza geopolitica mondiale. La guerra in Siria, il terrorismo internazionale, il referendum sulla Brexit, l’elezione di Trump, la crisi dei migranti, No Man’s Sky, il tentato golpe in Turchia, la morte di numerose personalità importanti, la crisi delle democrazie occidentali… La lista potrebbe continuare ancora a lungo ma risulterebbe comunque insignificante paragonata all’evento che ha sconvolto per sempre una certa fetta dell’Internet, che ha rovinato in modo irreparabile il Natale 2016. Ebbene sì, stiamo parlando dell’omosessualità di Tracer, il personaggio immagine di Overwatch. Cosa che nemmeno la morte della Regina d’Inghilterra riuscirebbe a controbilanciare.

Tutto è iniziato quando Blizzard ha pubblicato un altro dei suoi brevi comics di Overwatch in occasione delle festività natalizie. 24 pagine di una mini avventura sotto la neve che vede impegnata Tracer a girare tra i negozi di Londra per recuperare un regalo all’ultimo minuto. Lo scandalo? Quel regalo era per una donna. Ma non una donna qualsiasi, la compagna di Tracer, colei con cui convive e con cui l’eroina scambia un affettuoso bacio omosessuale. Sì, Blizzard aveva già annunciato la presenza di personaggi LGBT all’interno del suo FPS e in occasione delle feste si è decisa a giocare la carta e a mostrare di chi stesse parlando. Tracer, il simbolo stesso di Overwatch, è gay.

Cosa c’è di sbagliato in queste due vignette? Il commento sulla sciarpa

Avete presente quando si dice che a Natale si è tutti più buoni? Oltre a non avere alcun senso dal punto di vista razionale, questa asserzione viene periodicamente smentita dall’atteggiamento umano. La rivelazione dell’omosessualità di Tracer ha infiammato una certa fetta dell’Internet e della community di Overwatch che, impugnati torce e forconi, è scesa in strada gridando vendetta. Da lì, il delirio collettivo che tanto è caro alla rete. Twitter, Reddit, lo stesso forum di Overwatch sono stati presi d’assalto da orde di gente urlante che scalpitava per mostrare al mondo il proprio malessere e disagio davanti all’omosessualità di un personaggio di fantasia. E se volete farvi un quadro generale di che cosa stiamo parlando, questo video potrebbe fornirvi il materiale necessario. La visione è fortemente consigliata.

Tralasciando che l’unico scandalo in quel fumetto è definire “perfectuna sciarpa con quei colori, il lato tragicomico della vicenda è che chi si scandalizza per queste cose, in gergo si dice che viene triggerato, sono le stesse persone che combattono contro i SJW (Social Justice Warrior), il complotto LGBT, la “teoria Gender” e il pensiero unico, che vedono Tumblr come uno specchio della società e di conseguenza da estirpare ad ogni costo. Il bello però è che senza rendersi conto essi stessi si dimostrano dei SJW e fomentatori sempre di un pensiero unico ma a colori invertiti. Chiedere un rimborso a Blizzard perchè un personaggio di Overwatch è gay è un ragionamento semplicemente folle da perfetto Social Justice Warrior. L’unica differenza da quelli di Tumblr è che la società che si dovrebbe difendere è un modello conservatore e non liberale. Voi che scrivete sui forum strappandovi i capelli e promettendo peste e corna contro il gioco sappiate che siete sullo stesso piano di Trigglypuff. Anzi, probabilmente peggio, perchè almeno Tumblr cerca a suo modo di promuovere la libertà personale, voi la ingabbiate e basta.

Non stiamo nemmeno parlando di persone reali, stiamo parlando di personaggi di fantasia, di un modello 3D anche abbastanza sproporzionato! Qui, a mio avviso, entriamo in un ambito tutto diverso. Lasciamo l’aspetto più conservatore e omofobo di chi si è opposto scandalizzato all’omosessualità di Tracer e proviamo a vedere un altro lato della questione. Congetture, certo, ma se conosco abbastanza bene Internet e chi lo abita non sono poi così tanto campate per aria. Riprendiamo in mano un argomento che ho trattato mesi fa in questo articolo all’uscita di Overwatch: le waifu. Questo affascinante quanto inquietante fenomeno di ossessione morbosa verso figure di fantasia rappresenta a mio avviso l’altro lato del problema. Di tutti quelli che han protestato contro la rivelazione data dal comics su Tracer, una buona parte l’ha fatto perchè obiettivamente omofobo e non in grado di accettare che nemmeno un personaggio immaginario sia gay in quanto lede con i suoi rigidi principi morali e di visione del mondo, della società e della famiglia. Gli altri probabilmente lo han fatto per una questione, possiamo dire, più di invidia.

Mi spiego meglio. Se ad essere lesbica si fosse rivelata Zarya non sarebbe interessato a nessuno. Perché? Perch Zarya è riconosciuta come brutta e viene già addirittura indicata e additata come un uomo, un trans. Il fatto che una donna atleta e muscolosa venga associata automaticamente a un trans dovrebbe farci riflettere ma non è questo l’argomento dell’articolo e rischieremmo di uscire dal seminato. Il punto è che Zarya non è universalmente riconosciuta come una waifu all’interno della rosa dei personaggi di Overwatch, cosa che invece Tracer è. Tutta una serie di giocatori si sono visti privati della loro waifu, sottratta a causa di un orientamento sessuale incompatibile con loro. Un tradimento intollerabile che può essere fonte di invidia e frustrazione. È ridicola come cosa? Assolutamente sì e forse è ancora più preoccupante del fattore omofobo.

A sostenere questa tesi vi è lo scandalo di diversi mesi fa, quando alcune persone avevano chiesto di rimuovere una posa di Tracer ritenuta troppo provocante visto che ne metteva troppo in risalto i glutei in una posizione che, sempre a loro avviso, snaturava il personaggio. A quelle accuse la fanbase di Overwatch, che già allora andava a formarsi, rispose con una levata di scudi. Contro queste accuse si replicò con la difesa della libertà artistica degli sviluppatori, contro la censura, la distinzione tra ciò che è sensuale e ciò che è sessista, e via dicendo. In soldoni guai a togliere la visione dei culi al pubblico che altrimenti si infervorisce. Il succo alla fine si era potuto riassumere con un “lasciateci guardare il culo di Tracer che non facciamo male a nessuno“, tanto che Blizzard rispose rimuovendo la posa incriminata e sostituendola con una da pin-up forse ancora più spinta. Allora era tutto normale e la gente era scesa in strada per difendere la propria waifu. Tracer era un modello, un’attrazione, che ora è venuta meno. Rimosso il desiderio per cause di forza maggiore è caduta dal suo piedistallo attirandosi le ire e la rabbia dei giocatori, traditi da quel personaggio che hanno tanto difeso.

Rimuovere un culo per metterne un altro

Overwatch resta Overwatch indipendentemente dai personaggi LGBT e Tracer resta lo stesso personaggio fastidioso e irritante in game anche se è lesbica. Il gameplay in sé non cambia, il gioco resta esattamente lo stesso. Se vi piaceva prima di questo Natale continuerà a farlo anche dopo e se dopo questa rivelazione giocare a Overwatch dovesse darvi noia… Il problema siete voi e voi soltanto. Quello che cambia è la sensibilità del mondo a certe tematiche. I videogiochi sono un media e come tali rispecchiano e vanno incontro alle esigenze della gente, del proprio pubblico. Sono un riflesso della società. C’è chi è più progressista (BioWare è un chiaro esempio) e chi più conservatore, esattamente come nella nostra società. Blizzard ha scelto di schierarsi e di prendere una posizione: l’ha fatto con tranquillità e naturalezza. Il mondo sta cambiando e loro han deciso di essere parte a questo cambiamento dove ogni piccolo gesto è importante per normalizzare uno status ormai ostracizzato da troppo tempo.

Tutto questo però svanisce dietro il tradimento di una waifu. Quante fanfiction di shipping tra personaggi distrutte, quanti sogni bagnati di giocatori innamorati spezzati. Per molte, troppe persone Tracer ha rovinato il Natale. Ha rovinato i loro sogni, distrutto le loro speranze, frantumato i loro cuori. Un fulmine a ciel sereno che ha spazzato via l’allegria e lo spirito natalizio. Le feste ormai sono compromesse e il Natale irrimediabilmente rovinato. E quanto tra quarant’anni vi siederete in poltrona per raccontare del 2016 ai vostri nipoti non narrerete di Erdogan, di Assad, della morte di Castro o di Bowie, dell’ISIS o di Trump. Racconterete di come Blizzard rubò il Natale. Ah, e buone feste a tutti, per quanto ormai possa significare.

CONDIVIDI
Articolo precedenteWiiU sta già diventando una console morta?
Prossimo articoloIn arrivo nel 2017 i Funko Pop a tema Destiny
Classe '94, è un grandissimo appassionato di Halo, Borderlands e A Song of Ice and Fire. Adora leggere, scrivere, disegnare ed, ovviamente, videogiocare. Studente di Illustrazione vorrebbe un domani lavorare nel mondo dei videogiochi. Collaboratore di Halopedia ed ora del 17K è pronto a dare il massimo per aiutare i meno fortunati a conoscere il verbo di Halo, oltre che ad indirizzarli a diventare dei veri Cacciatori della Cripta e ad venerare l'Unico Vero Re, Stannis della Casa Baratheon.