Il lancio di The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition è ormai imminente, assisteremo al ritorno di un titolo che nel 2011 ha inciso un segno indelebile nella storia dei videogame, andando a influenzare la cultura del gaming e facendo sentire il suo nome negli anni a seguire. Skyrim è stato un gioco di proporzioni colossali, un titolo posizionato nel momento giusto e nel modo giusto, un titolo che si lascia giocare da chiunque e la cui esperienza è estremamente flessibile di fronte agli approcci tentati dai giocatori.

Trattare un titolo simile richiede una grande quantità di tempo investito, dedicandosi all’esplorazione e alla sperimentazione degli innumerevoli aspetti che lo costituiscono. A distanza di ormai 5 anni dal lancio, andiamo a vedere gli aspetti migliori di questo titolo:


FLESSIBILITÀ

Skyrim

 

Chiunque abbia giocato a Skyrim ha potuto sperimentare quante possibilità esso offra: è un capolavoro di flessibilità e di interoperabilità. Non ci riferiamo solo alla quantità di contenuti offerta da Skyrim ma anche alla qualità, visto come è possibile sperimentare un quantitativo innumerevole di approcci combinando fra loro le possibilità offerte dalle meccaniche di base del gioco.

Possiamo avventurarci per Skyrim nella parte di un guerriero che si lancia nelle battaglie in modo sfrontato, così come scegliere un approccio furtivo e combattere i nostri nemici con sotterfugi e sfruttando l’elemento sorpresa; possiamo sfruttare la magia della distruzione per disintegrare i nostri avversari così come sfruttare l’illusione e l’evocazione per manipolare chi ci sta intorno e lasciare che altri combattano al nostro posto.

Skyrim è stato concepito e costruito in modo tale che qualunque approccio sia possibile indipendentemente da come abbiamo definito in principio il nostro personaggio: in qualunque momento possiamo abbandonare uno stile di gioco e imbracciarne un altro, perché non esistono vincoli che lo impediscano.


CRAFTING

Skyrim

 

Abbiamo appena menzionato la flessibilità del gameplay di Skyrim come un suo pregio, tuttavia il Crafting merita un commento a sé stante: questa componente di Skyrim è eccellente non solo nel fornire un vantaggio nel corso delle nostre avventure, ma è anche una meccanica così ben implementata e riuscita che sembra prendere vita propria all’interno del gioco.

Da sempre gli Elder Scrolls sono costruiti in modo che i giocatori seguano tre possibili direzioni: la via del guerriero, la via del ladro e la via del mago; questa terna viene concretizzata nel crafting in Skyrim attraverso la forgiatura, l’alchimia e l’incantamento. Questi tre elementi possono essere utilizzati a completa discrezione del giocatore, che può decidere su quali e quanto farvi affidamento; nulla impedisce ad un assassino di incantare le sue armi per compiere le sue missioni, così come nulla vieta ad un guerriero di impregnare la sua lama di veleno letale e per la stessa ragione nulla impedisce ad un mago di indossare una corazza pesante e forgiata coi materiali di un mastro fabbro.

Ma quel che è il successo di Skyrim in questo ambito è anche da ricercarsi nel level design del gioco, che fa del crafting una sua componente, una vera e propria costante: ovunque per la regione sono sparse risorse, siano esse miniere o vene di minerali, siano esse piante con cui realizzare pozioni o risorse da sfruttare nell’incantamento; il crafting fa parte del cuore pulsante del gameplay di Skyrim e le sue regole lo rendono del tutto unico all’interno del panorama dei videogame.


MUSICA

Skyrim

 

Uno degli aspetti certamente più riusciti di Skyrim è il suo reparto audio, con particolare menzione della colonna sonora: la musica di Skyrim è ciò che ci accompagna nel corso delle nostre avventure, amplificando le nostre sensazioni, stimolando la paura e il senso di ignoto all’interno dei Dungeon ma facendoci provare calma all’interno delle mura di una città; ci fa rilassare durante il giorno nelle foreste o negli spazi aperti della regione, ma è cupa durante la notte; durante i combattimenti ci fa percepire il pericolo ed invece possiamo sentire degli epici cori durante gli scontri coi draghi.

La musica in Skyrim è diversificata e ben collocata in base ai contesti, un elemento che si combina col potenziale molto evocativo dell’ambientazione e del design riuscito.


DESIGN DELL’AMBIENTE DI GIOCO

Skyrim

 

Quello che è forse va a testimoniare più di qualunque altra cosa un enorme salto di qualità rispetto non solo ai precedenti Elder Scrolls, ma anche rispetto alla concorrenza in tutta l’industria dei videogame è il design dell’ambiente di gioco di Skyrim: non ci riferiamo solo ad un reparto artistico che ha condotto un eccellente lavoro, ma anche al successo del team che si è dedicato alla realizzazione della mappa di gioco e dei dungeon.

La mappa di Skyrim ha un livello di dettaglio e di varietà che ancora oggi difficilmente trova dei rivali all’altezza e per provarlo è sufficiente avventurarsi per le valli i passi di montagna del gioco; ma in particolare quel che riesce a fare Skyrim è darci un senso di libertà di movimento incondizionata a differenza di altri videogame che ci danno la sensazione che il mondo di gioco sia fortemente instradato e vincolante.

Chi ha giocato a Oblivion o Morrowind questa sensazione l’ha già vissuta, ma Skyrim è di gran lunga superiore rispetto ai predecessori quando si viene a parlare di dettaglio di questi ambienti e soprattutto di qualità del design degli interni: ogni dungeon ed edificio di Skyrim è così dettagliato, così ricco di oggetti scenici con cui molto spesso è possibile interagire, da far sentire il gioco vivo semplicemente guardandolo anche in una foto. Il successo di questa parte di Skyrim è tale da non farci neppure realizzare che la maggior parte dei dungeon è costruita in modo lineare, proprio in virtù del livello di dettaglio che ci spinge a soffermarci in continuazione alla ricerca di bottino o semplicemente per contemplare il luogo.


AMBIENTAZIONE E LORE

 

Ogni Elder Scrolls è riuscito in questo aspetto: Morrowind col suo stile prolisso e con la sua cura maniacale ci ha mostrato la cultura dei Dunmer, Oblivion ci ha reso partecipi di un periodo di proporzioni colossali della storia di Tamriel, ma Skyrim riesce in qualcosa che i predecessori non erano stati in grado: rendere vivi la trama e il contesto in cui è collocato grazie al reparto artistico.

Skyrim mostra ovunque i segni della cultura Nord e del culto dei Draghi, centrale nella storia della main quest: troviamo le effigi dei draghi intarsiate nel legno o scolpite nella roccia, nelle porte, nei monumenti e nelle decorazioni di tutti i luoghi sparsi per la regione; così come nelle rovine naniche abbandonate da secoli troviamo invece uno stile architettonico e artistico molto differente.

Skyrim riesce a comunicare visualmente quello che in partenza è la sua lore, la sua cultura: sappiamo sempre dove ci troviamo perché i luoghi sono costruiti in modo tale da farci riconoscere il contesto.

Insomma, domani assisteremo al ritorno di un gioco che ha lasciato un gran segno del suo passaggio nella storia dei videogame, godendo peraltro di un lifting visuale apprezzabile soprattutto per gli utenti Xbox e Playstation ma comunque valido per gli utenti PC; indipendentemente da queste considerazioni, Skyrim ci ha lasciato un ricordo indelebile e da domani tutti avremo l’occasione di farvi ritorno anche solo per nostalgia.