Era l’E3 2016 nel bel mezzo della conferenza Microsoft Xbox e, di fronte ad un pubblico enorme, un piccolo grande indie fece parlare di se tramite un intrigante trailer presentato con entusiasmo dal programma [email protected]. Stiamo parlando di We Happy Few di Compulsion Games, precedentemente conosciuti per l’indie game Contrast.

Scavando un po’ nel passato del gioco, We Happy Few debutta su KickStarter acquisendo velocemente popolarità tra i giocatori, pronti a supportare un così ambizioso progetto. 7433 backers riuscirono quindi a far raggiungere un budget di $334,754 per lo sviluppo che non sono assolutamente pochi considerati gli obiettivi del KickStarter.

Il team di sviluppo si prefisse degli obiettivi, primissimo tra tutti l’open development, partito già nel finire del 2014, con l’obiettivo di mostrare costantemente alla community il prodotto chiedendo pareri e feedback su ogni dettaglio. Il passo successivo sarebbe stato appunto arrivare rapidamente ad una build giocabile in modo da distribuirla su più piattaforme e cominciare a dare ai giocatori e alla community la possibilità di provare con mano il loro prodotto e svilupparlo insieme.

Uno sviluppo basato sulla community richiederà molto più tempo e denaro rispetto a tenerlo per noi sviluppando quel che ci passa per la testa. Ci aiuterà ad assicurarci di non star ignorando nessun difetto o mancando grandi opportunità, ma sopratutto ci assicurerà di riuscire a trasmettere le nostre ambizioni – Compulsion Games


Un universo ispirato a Bioshock?

Il titolo non è casuale, tantissimi nel corso dell’E3 hanno espresso pareri sullo stile artistico del gioco facendo riferimento alla saga di Bioshock. Tutto questo ha probabilmente causato delle aspettative diverse da quel che è davvero We Happy Few. Una volta pubblicato su Xbox One grazie al programma Game Preview tutti hanno potuto avere un assaggio del nuovo titolo di Compulsion Games. Ma di che si tratta effettivamente?

Forse l’idea più immediata per chi conosce il titolo è paragonarlo a un “Don’t Starve” in prima persona, ma per chi non lo conoscesse ci spieghiamo un po’ meglio.
Il gioco è un Survival con elementi Roguelike come mappe diverse ogni volta, vita unica, ciclo giorno e notte, fame, sete, stanchezza e tanto altro.

Centrale in We Happy Few è una “droga” la “Joy”, una pillola di felicità con cui gli allegri abitanti vivono una vita spensierata e felice nell’universo di gioco. Basta una Joy e ogni pensiero triste o brutto ricordo svanisce in un istante, d’altronde lo sappiamo… la felicità è una scelta, no?We Happy Few Preview Screenshot 2

Esiste però chi sceglie di ricordare, di non prendere la propria pillola. Questi individui sono chiamati “Downer“, smesso di prendere la pillola, l’universo attorno a loro si rivela macabro, tetro e distrutto. Ma cosa è successo?

Lasciando ai giocatori il piacere di scoprire la storia attraverso i vari file in We Happy Few, anticipiamo che il gioco è ambientato nel 1964 in un mondo devastato dalla seconda guerra mondiale. I fatti non sono andati esattamente come narrati sui nostri libri di storia e l’inghilterra fu completamente occupata dai Nazisti.
In tutto questo, gli abitanti di una serie di isole formanti l’immaginaria città di Wellington Wells furono costretti a far qualcosa di orribile durante l’occupazione, che fece crescere in loro un fortissimo senso di colpa.

We Happy Few Preview Screenshot 6

Per sconfiggere il senso di colpa, fu creata la Joy di cui vi abbiamo accennato, i cittadini cominciarono a identificarsi come “Wellies” e ad indossare maschere bianche felici così da trasformare la loro società in una distopia. Gli immuni alla pillola, i “Wastrels”, furono cacciati dalla città, destinati quindi a impazzire incapaci di dimenticare.


Sopravvivere in We Happy Few

Come accennato, We Happy Few è un survival con elementi roguelike, iniziamo subito spiegando le basi della sopravvivenza e come cambiano nelle altre zone del gioco.We Happy Few Preview Screenshot 10

Iniziando ogni partita ci ritroveremo in una zona sicura in cui ci viene fornito tutto il necessario per riuscire a sopravvivere un paio di giorni. Quindi cibo, acqua e materiali base per il crafting.
Usciti dalla zona sicura ci ritroviamo in un ambiente ostile, dove la primissima cosa da fare è cominciare ad esplorare e raccogliere quanto più materiale e cibo possibile. E’ probabile che inizialmente il giocatore proverà compassione per gli altri NPC, ma in un momento di piena crisi in cui risorse come il cibo cominciano a scarseggiare, siamo sicuri che si ritroverà a far fuori intere abitazioni pur di ottenere una pagnotta ammuffita.We Happy Few Preview Screenshot 5

Nel corso delle sue giornate, il giocatore dovrà fronteggiare serie difficoltà e tener d’occhio gli indicatori di stanchezza, fame e sete. Per soddisfare tutti questi bisogni dovrà quindi immolarsi nell’esplorazione della mappa frugando in ogni scaffale nel disperato tentativo di sopravvivere.

Occhio a quel che mangiate però, i cibi avariati hanno una grande possibilità di farvi intossicare! Una volta subita l’intossicazione si è destinati a morire, salvo utilizzando la relativa pillola o un apposito medicinale per curarsi. Sopravvivere con i Wastrles non è facile, scenderete a molti compromessi.We Happy Few Preview Screenshot 4

Da notare che le regole cambiano da città in città. In una zona contaminata ad esempio, è necessario indossare una maschera anti-gas per potervi accedere, oppure in altri distretti potremmo trovare Wastrels più amichevoli e disponibili a condividere, per esempio, il loro tetto con il giocatore, tuttavia spesso questi sono meglio equipaggiati e farsi scoprire mentre si ruba qualcosa è una pessima idea.
In alcune zone si propaga invece un’infezione, stare vicini ad un cittadino infetto o interagire con esso potrebbe far infettare il giocatore. O si ha a disposizione il siero nelle prime ore in modo da curarsi definitivamente, o si è destinati a morire. Se l’infezione riesce a contaminarci totalmente, il siero non avrà più l’effetto curativo e il giocatore dovrà trovare i materiali per rallentarne gli effetti se vuole continuare a sopravvivere.

We Happy Few Preview Screenshot 7

Succede poi che durante la progressione, si riesca a raggiungere l’allegra città popolata dai “Joy-osi” Wellies, in cui cambiano totalmente le carte in tavola!
Il cibo non è raro, insieme ad un sistema di commercio e vari negozi. Tuttavia per rimanere nella città bisogna costantemente essere sotto effetto di una pillola Joy, per questo sono distribuiti nella città vari dispositivi che forniscono pillole gratuitamente.
Ma non è così facile. L’effetto finisce, e abusando di troppe pillole si finisce facilmente in overdose per poi morire.

Essere sotto l’effetto di una Joy, oltre che a bloccare la barra della fame e della sete, annulla quasi del tutto il sospetto da parte degli altri Wellies e della polizia locale, ma agire in maniera non conforme alle regole o farsi sorprendere senza Joy costerà molto caro al giocatore che sarà praticamente inseguito ovunque da tutta la città.

Per ogni zona ci sono dei pro e dei contro, sarà compito del giocatore riuscire ad adattarsi e ad uniformarsi a seconda del luogo in cui si trova.


Quest, Crafting, Mappa, Inventario e tanto altro

We Happy Few Preview Screenshot 12
We Happy Few non è un semplice survival, ma il tutto è mosso da una storia. Sono presenti numerosi personaggi ancora non implementati, ognuno con la sua storia di cui purtroppo non abbiamo ancora che un piccolo assaggio.
I nostri viaggi e le nostre avventure nel mondo di gioco quindi non saranno puramente casuali, dovremo continuare la quest line principale del nostro personaggio e come contorno avremo una serie di eventi principali e secondari che si attivano non appena vengono scoperti dal giocatore.

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Alla buona varietà di quest e cose da fare si aggiunge un ottimo sistema di crafting, organizzato in tre categorie e in un menù abbastanza semplice ed intuitivo, cosa che purtroppo non può dirsi dell’inventario, caotico e disordinato.
Il crafting ci permette di creare attrezzi o medicine per sopravviere, abiti per essere più furtivi o resistenti, congegni per disattivare trappole e tanto ancora, dunque raccogliere la spazzatura lasciata qua e là nel mondo di gioco è anche la chiave per riuscire a sopravviere, sempre a patto di avere abbastanza spazio nel macchinoso inventario che fortunatamente è espandibile tramiti dei kit che si trovano nascosti qua e la.We Happy Few Preview Screenshot 1

Figura anche un inventario rapido con slot espandibili, utile per accedere velocemente alle risorse più essenziali e per equipaggiare gadget o armi.

Poco da dire infine sul sistema di combattimento, che si limita al classico “colpisci finché non muore” con, attualmente, animazioni parecchio macchinose. Siamo comunque molto fiduciosi che sarà drasticamente migliorato, insieme alle dinamiche stealth che attualmente sono abbastanza dubbie.


Conclusione

E’ molto difficile parlare di We Happy Few visto che il prodotto è in continua espansione e probabilmente nel momento in cui sarà già uscito questo articolo avrà subito sostanziali cambiamenti. Il gioco attualmente è un’alpha completa al 50%, e ovviamente non rispecchia l’esperienza di gioco finale, ma  è comunque sufficiente per darci un’idea di quel che ci aspetta.We Happy Few Preview Screenshot 3

In poche parole, We Happy Few è un progetto ambizioso, un survival roguelike story-driven dove cercando di farci strada tra mille difficoltà, continueremo la storia del nostro personaggio dovendo adattarci alle regole delle varie zone, capendo volta dopo volta come sopravvivere.

Il gioco ha in serbo tante modalità e altri personaggi tutti da conoscere, la storia si preannuncia intrigante come poche, dunque in vista di tutte queste premesse è davvero un progetto da seguire.
Allo stato attuale, potete giocare We Happy Few su PC e su Xbox One al costo di 30€, un po’ elevato vista l’attuale quantità di contenuti. E’ giusto però considerare che comprare un gioco prima del suo rilascio, sopratutto quando si tratta di titoli indipendenti, significa anche volerlo supportare e aiutare il team di sviluppo, nel nostro caso Compulsion Games.
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Mentre vi invitiamo ad acquistare We Happy Few solo se la demo gratuita vi ha convinti e/o se volete supportare il team di sviluppo, sosteniamo che allo stato attuale sarebbe davvero meglio aspettare futuri sviluppi o almeno che raggiunga una fase Beta più completa che possa coinvolgere il giocatore con una storia intrigante e ben narrata.
Da notare infine, cosa che scoraggerà molti, l’assenza della lingua italiana nei sottotitoli, rendendo il gioco riservato ad un elite di giocatori italiani che non hanno problemi con la lingua inglese.

In chiusura e allo stato attuale, il nuovo gioco di Compulsion Games è un semplce Survival Roguelike con mappe generate in maniera casuale ogni volta che si ricomincia, conservando però molti punti chiave probabilmente per l’attuale mancanza di contenuti.
Vi invitiamo a seguire il progetto e a osservare futuri sviluppi. Fino ad allora rimane comunque un prodotto curioso e simpatico da giocare!
Non vediamo l’ora di scoprire cosa ci riserverà per il futuro!