Ormai sono 21 anni che l’Electronic Entertainment Expo ci lascia scrutare i dietro le quinte dei videogiochi e delle meraviglie tecnologiche. Sono 21 anni che i più curiosi e appassionati videogiocatori seguono le conferenze di un evento che lascia sognare un futuro ricco di nuove tecnologie con la promessa che un giorno, prima o poi, esse diventino realtà. Un expo che attrae ogni anno sempre un maggior numero di spettatori che grazie ai recenti programmi di streaming come Twitch, Youtube e recentemente anche Facebook, possono seguire le conferenze delle loro case produttrici preferite comodamente sul letto o in salone dalla propria TV. Ovviamente l’evoluzione del videogioco ha apportato modifiche sia al gaming che al modo di organizzare questi fantastici eventi che anno dopo anno si sono aggiornati seguendo la scia pixellata dei videogiochi.

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L’E3 è sicuramente l’evento più atteso dell’anno da tutti i gamer e ogni anno le più importanti Software House e Publisher presentano in anteprima tutti i loro progetti più importanti e soprattutto il lavoro che c’è dietro un gioco prima che esso sia concluso e appoggiato delicatamente su uno scaffale del nostro negozio preferito. Anno dopo anno l’E3 si è modernizzato, un po’ indipendentemente e un po’ grazie al crescente rapporto che le SH e i publisher hanno stabilito con il pubblico. Sì perchè ormai quasi tutti gli sviluppatori hanno a cuore le loro communities che magari seguono le stringhe di codice del gioco sin dal primo capitolo, seguendo le interminabili storie di personaggi che ormai sono diventati leggenda ed eroi nei nostri cuori. Un po’ come è successo nei fumetti, anche i videogiochi si sono evoluti e se prima erano semplice intrattenimento adesso alcuni di essi toccano temi importanti, anche affrontando problemi che si verificano nella vita reale elevando alcuni titoli a una vera e propria forma d’arte riuscendo a trasmettere le emozioni che il protagonista e chi lo circonda provano nelle diverse occasioni e approfondendo il profilo psicologico dei nostri personaggi preferiti (basta pensare a Master Chief della saga di Halo). Di conseguenza, anche l’E3 si è trasformato fino a diventare una vera e propria manifestazione per la passione del videogioco mutando le conferenze in una sorta di show che oltre a mostrare le fantastiche novità tecnologiche, si colorano di splendide presentazioni colmate da colorite e divertentissime coreografie. Già da diversi anni la Microsoft in occasione dell’E3 e di altre manifestazioni importanti come la GamesCom di Colonia, organizza un party per tutti i suoi fan (chiamata per l’appunto FanFest) regalando un’esperienza nuova a tutti quelli che riescono a parteciparvi. Quest’anno all’E3 la conferenza Ubisoft, in occasione del loro ventesimo anniversario, ha aperto le danze (letteralmente) con una fantasiosa coreografia di ballo sulle note di Don’t Stop Me Now dei Queen lasciando stupiti tutti gli spettatori. Il 2016 è stato forse un po’ fiacco per quanto riguarda la presentazione di nuove IP, ma tutto in favore di un intrattenimento assicurato e per questo motivo ci si fa una domanda: dove porterà tutto questo? Se continua in questo modo ci ritroveremo a seguire un evento che lascerà sempre meno spazio alle presentazioni vere e proprie (vi ricordiamo che l’E3 2016 ha avuto veramente pochi gameplay in favore di cinematic trailer atti a creare l’hype più “selvaggio” nei giocatori). E’ anche vero che il 2016 forse potrebbe essere un anno di transizione verso una possibile evoluzione dei videogiochi attraverso le nascenti tecnologie di Realtà Aumentata e Realtà Virtuale. Come al solito noi seguiremo ogni anno le fantastiche novità che l’E3 avrà in serbo per noi con la speranza che il vero protagonista dell’expo torni a essere il videogioco e non le software house e i publishers.