Spesso, uscendo dalla sala cinematografica, abbiamo desiderato ci fosse ad aspettarci a casa un videogame che ci permettesse di essere protagonisti delle avventure appena vissute sul grande schermo. Quanti di voi vorrebbero poter esplorare Pandora di Avatar? O avere la possibilità di combattere al fianco di Aragorn le armate di Sauron? Oppure diventare uno dei partecipanti agli Hunger Games? In The Culling non ci sono alieni celesti e neanche nani massicci, ma potrete trovare tutti gli Hunger Games che avete sempre desiderato nel titolo early access proposto da Xaviant, già conosciuti per Lichdom: Battlemage. La formula è semplice, immediata: 16 giocatori, un isola tropicale, l’ultimo che rimane in vita vince. Sarà bastato questo concept a rendere The Culling un titolo da avere sul vostro PC?

The Culling 4

ECCO COME SI PRESENTA THE CULLING. SI, ASSOMIGLIA A VIN DIESEL.

Come già detto nell’introduzione, The Culling si basa su di un concept che trae larga, larghissima ispirazione da pellicole come Hunger Games e Battle Royal. Esclusivamente online, una volta avviata la partita il giocatore si troverà su di una verde, ridente isola tropicale, costellata da strutture affascinanti di vario genere che fanno assomigliare l’ambientazione a quella della serie televisiva Lost, ed avrà l’unico scopo di essere l’ultimo a rimanere vivo tra gli altri 16 partecipanti al match. L’iconico tabellone nel cielo con il nome dei partecipanti uccisi, l’annuncio dello speaker quando uno dei giocatori viene brutalmente fatto fuori, le numerose telecamere presenti in ogni angolo della mappa, tutto nell’ambientazione è fedele a quello che dovrebbe essere davvero un Hunger Game. Per farci strada a suon di uccisioni, l’elenco delle armi disponibili in The Culling è ampio e vario, e potremmo armarci in molteplici modi durante l’arco della partita. Si comincia infatti a giocare a mani nude, e sarà nostro dovere visitare al più presto una delle tante strutture sparse per la mappa alla ricerca di equipaggiamento utile a sopravvivere. Potremo trovare armi ed altri oggetti nascosti in suppellettili come mobili od armadietti, oppure in speciali casse riscattabili grazie ai crediti F.U.N.C., una valuta in game che potrà essere trovata per la mappa od ottenuta all’uccisione di un partecipante avversario. I crediti F.U.N.C. saranno utili anche per chiamare vitali approvvigionamenti aerei, oltre ad essere alla base del sistema di crafting che però, nella concitazione della partita, non siamo riusciti a sfruttare quasi mai durante la nostra esperienza con il lavoro di Xaviant.

The Culling 3

Una volta in possesso di un’arma, che sarà quasi sempre melee nella prima fase della partita, abbiamo cominciato a capire come il gameplay si basi su alcune solide meccaniche e non sia pressapochista, anche se questa potrebbe essere la prima impressione. Ci spieghiamo. Essendo il gioco un first person, potrebbe venire automatico pensare che nel caso del combattimento melee, una volta avvistato un nemico, basti corrergli addosso ed agitare il nostro machete fin quando uno dei due non cade a terra esanime. Il gameplay di The Culling non è così e basa le sue meccaniche su di un profondo sistema di attacco, difesa e spinta, che rende l’esito dello scontro dipendente dalle abilità singole dei due giocatori. Parando un attacco, si avrà un intervallo di tempo per colpire il nostro avversario senza che esso possa far nulla per contrastarci, ma difendendoci ad oltranza un nemico potrebbe spingerci e a quel punto sarebbe lui ad aver campo libero per colpirci. La curva di apprendimento non è affatto rapida, e molte partite si sono concluse dopo solo qualche minuto dall’inizio. The Culling si dimostra forse un po’ troppo ostico nel suo sistema di combattimento, anche a causa della volontà di rendere punitive le ferite che, non curate in fretta, ci porteranno presto alla morte. La fortuna, qui, opera un importante ruolo nell’economia del match, e può essere frustrante passare dieci minuti a perlustrare zone già saccheggiate per poi incontrare un giocatore meglio equipaggiato ed essere trucidati.

The Culling 2

Riuscire a sopravvivere fino alla fine ci farà ottenere ovviamente delle ricompense, principalmente capi di abbigliamento, per rendere il nostro protagonista coatto al punto giusto. L’ignoranza dei personaggi è prepotente, e stona forse un pochino con il concetto di sopravvivenza e drammaticità di una Battle Royale. Oltre a diversi tipi di magliette aderenti e creste colorate, potremo personalizzare il nostro partecipante con diversi perk che miglioreranno le prestazioni in disparati ambiti del gameplay durante la partita. Potremo implementare le capacità fisiche come la stamina e la velocità di corsa, o migliorare l’abilita del combattimento melee o di quello a distanza. Il sistema di perk è profondo e regala l’idea di essere effettivamente utile a tenerci in vita durate i match.

The Culling 1

Tutte queste componenti rendono The Culling un arcade che non regala quel divertimento leggero che ci si aspetterebbe da un titolo di questo genere, complice anche il setting poco immersivo e la difficoltà proibitiva dei combattimenti con gli altri giocatori. Siamo certi che, per fare un titolo che voglia riproporre tutta l’emozione di un Hunger Game o di una Battle Royal, si debbano fare scelte diverse nella direzione del realismo, della drammaticità e di un gameplay più appagante. L’opera di Xaviant lo ribadiamo, è ancora in accesso anticipato e potrebbe migliorare sotto tutti i punti di vista, ma per ora non possiamo far altro che consigliarvi di aspettare ulteriori update, a meno che non siate dei fan sfegatati del genere. Ma per quello, c’è sempre H1Z1!

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