iPhone X“Well, today, we’re introducing three revolutionary products of this class. The first one: is a widescreen iPod with touch controls. The second: is a revolutionary mobile phone. And the third is a breakthrough Internet communications device. 
So, three things: a widescreen iPod with touch controls; a revolutionary mobile phone; and a breakthrough Internet communications device.
An iPod, a phone, and an Internet communicator. An iPod, a phone … are you getting it? These are not three separate devices, this is one device, and we are calling it iPhone.
Today, today Apple is going to reinvent the phone…”
Con queste parole, nel 2007, Steve Jobs presentava il primo iPhone che, fra pregi e difetti per l’epoca, si apprestava a rivoluzionare un mercato, quello degli Smartphone, che dal 2007 a oggi è stato il protagonista di un’evoluzione impressionante in termini tecnologici e, ancora di più, in ambiti sociologici.
Dieci anni dopo quella storica presentazione, iPhone X si presenta come un punto di svolta per Apple, e indirettamente anche per il mercato, ponendo le fondamenta su cui, con molta probabilità, si svilupperà l’ecosistema iPhone dei prossimi anni a venire.

Considerando che la quasi totalità delle recensioni verte su pomposi benchmark e tediosi tecnicismi, noi abbiamo optato per qualcosa di diverso. Questa, infatti, non è propriamente una recensione di iPhone X, ma la nostra “prova su strada” da consumatori. Negli scorsi 30 giorni abbiamo sfruttato il terminale come “utenti comuni” vagliandone i pro e i contro nel suo utilizzo quotidiano per provare a rispondere, in maniera semplice e chiara, alla maggior parte dei quesiti che potreste avere prima di prendere la decisione di compiere un acquisto così importante.

iPhone X e… il Design

iPhone X è il punto di arrivo, in termini di design, di un percorso intrapreso negli ultimi dieci anni dal Chief Design Officer di Apple, Jonathan Ive. Fin dall’inizio del progetto iPhone lo scopo ultimo era quello di creare un device privo di tasti, composto da solo schermo, che rendesse, per l’utente finale, impercettibile la presenza di un oggetto inanimato durante l’uso quotidiano del terminale. Per ottenere questo risultato, oltre ad una rivisitazione ingegneristica pressoché totale, è stato necessario sottostare ad alcuni compromessi che, al netto del gusto estetico soggettivo presente in ognuno di noi, risultano piuttosto evidenti. Il Notch (il trapezio posto sulla parte alta dello schermo per ospitare lo speaker e il sistema dedicato al Face ID) è probabilmente l’elemento che più ha fatto parlare di sé nelle ultime settimane. Se un parere in termini estetici rimane completamente soggettivo, possiamo invece dirvi a cuor leggero che, a posteriori della prima dubbiosa impressione, non lo abbiamo mai trovato ingombrante, fastidioso o limitante nell’utilizzo quotidiano. La riorganizzazione delle icone di stato, ai lati del Notch, risulta efficace e pensata per dare all’utente la costante impressione che non ci si trovi di fronte ad una porzione di schermo assente, ma a due porzioni di schermo aggiuntive atte a rendere più ampia e pulita la zona dedicata allo schermo principale. Discorso differente va fatto per il corpo della fotocamera posteriore sporgente. Capiamo perfettamente la corsa all’assottigliamento generale fatto dalle varie industrie ma riteniamo che in un prodotto di design, settore in cui si vuole porre iPhone da più di dieci anni, una manciata di millimetri in più di spessore in cambio di un form factor più omogeneo e curato avrebbero sicuramente giovato al design minimale e iconico di iPhone X. La cornice in acciaio inossidabile, le due pareti in vetro realizzate dalla Corning (la ditta produttrice del celebre Gorilla Glass) la qualità costruttiva generale, priva di scricchiolii plastici o imperfezioni nei dettagli, presenta un terminale che restituiscono al tatto la sensazione di  un prodotto di fascia alta e in linea con i prodotti Apple.
Un appunto, puramente  soggettivo, lo vorremmo fare alla versione Silver di iPhone X che con il suo frontale nero, la cornice color acciaio, la parete posteriore bianca e il corpo della fotocamera nero, non restituisce le stesse sensazione della controparte facendo sembrare il device un Patchwork di componenti prese da differenti terminali. Consigliamo quindi, a chi lo acquisterà, di optare per la più elegante versione Black

iPhone X, con i suoi 14 centimetri di altezza e sette di larghezza, si presenta come un device compatto, comodo e pratico per essere utilizzato sia con una che con due mani. Tutte le funzionalità di iOS pensate per l’utilizzo con una sola mano rimangono presenti anche su questo terminale rendendone l’interfaccia completamente adattabile alle necessita quotidiane dell’utenza. In tasca, le dimensioni non troppo generose lo rendono confortevole, per nulla ingombrante e nell’uso quotidiano, specialmente se arrivate da un phablet (nome utilizzato per identificare device dotati di schermi dalle dimensioni generose), potreste trovarvi di fronte al giusto compromesso fra dimensioni del display generose e compattezza del device.

iPhone X
Confronto delle dimensioni di iPhone 7 Plus e di iPhone X

iPhone X e… il Display

iPhone X non è solamente il primo device di Apple ad ospitare una parete frontale composta solamente dallo schermo, è anche il primo terminale a essere equipaggiato da un pannello di tipologia OLED. Se in merito al primo punto ne riparleremo in seguito, vogliamo subito spendere due parole per la tipologia di schermo scelta. La tecnologia OLED, per chi non lo sapesse, permette di realizzare pannelli che emettono luce propria e che quindi riducono notevolmente lo spazio dedicato al display all’interno di un terminale grazie al fatto di non necessitare di un sistema di illuminazione addizionale. Inoltre, essendo composti, appunto, da un “pezzo unico” gli schermi di tipologia OLED possono essere flessibili e, quindi, essere adattati maggiormente all’interno di uno spazio circoscritto. Non stupisce quindi che la scelta di Apple sia ricaduta su questa tecnologia per realizzare il pannello frontale del nuovo iPhone X. Lasciando ulteriori tecnicismi ai ragazzi di Display Mate,  che hanno recentemente consacrato lo schermo del nuovo iPhone come il migliore attualmente sul mercato, e tornando a parlare di come si comporti il pannello nell’utilizzo di tutti i giorni, possiamo senz’altro dirvi che il salto in avanti rispetto al passato è notevole anche se non immediatamente percepibile. La calibrazione risulta naturale e mai eccessivamente contrastata, così come la resa dei colori risulta realistica, omogenea e nitida nella maggior parte delle angolazioni e condizioni di luce. Per quanto Apple abbia inserito delle note per il consumatore in merito ai noti problemi di variazione cromatica degli schermi OLED, risulta piacevole notare che, nel terminale utilizzato per la nostra analisi, si siano palesati casi di questo tipo solamente inclinando il telefono forzatamente e in maniere innaturali e che nessuno dei soggetti presenti nelle nostre foto abbia acquisito un colorito simile a quello dei personaggi del celebre Avatar di James Cameron.

iPhone X

In merito, appunto, ai problemi che affliggono la tecnologia OLED, volevamo spendere due righe per sfatare il mito dell’effetto Burn-In che tanto spopola sul web in questo periodo. Per chi non lo sapesse si tratta di una sorta di ombra permanente che potrebbe rimanere su un pannello OLED dopo che si visiona un’immagine statica per un periodo prolungato di tempo. Essendo una controindicazione nota per quanto riguarda questo tipo di tecnologia, ogni produttore che ne fa uso inserisce nelle note del consumatore alcune linee guida per suggerire come evitare queste controindicazioni. Questo non vuole assolutamente dire che se guardate una foto per un paio di minuti vi ritroverete con un tatuaggio permanente sul vostro schermo, ma semplicemente che se lascerete il telefono costantemente acceso sulla stessa schermata, magari anche con la luminosità settata al massimo, per un periodo prolungato di tempo potreste imprimere quella stessa schermata sul vostro display permanentemente. Ovviamente si parla di finestre di tempo piuttosto ampie e di casistiche piuttosto rare, specialmente considerando che lo schermo di iPhone X è progettato per evitare limitare le casistiche che generano l’effetto Burn-In spostando i pixel ogni minuto, o poco più, e muovendo in misura infinitesimale le icone dedicate alla batteria, al wifi, alla posizione e tutte le barre di servizio presenti nelle sezioni più statiche. Un consiglio in più che vi possiamo dare per essere del tutto tranquilli è quello di attivare l’effetto prospettiva dedicato ai wallpaper che, creando un movimento costante dello sfondo può eliminare ogni rischio di sorta nel caso decidiate di mantenere lo stesso wallpaper per lunghi periodi. 

iPhone X
L’effetto Burn-In, normalmente, affligge le unità “Display” che restano per giorni fermi sulla stessa, statica, immagine. 

iPhone X e… lo schermo 18:9

Chiariamo subito, prima di addentrarci in questo paragrafo molto delicato, che il mercato degli sviluppatori per smartphone si basa sulle vendite dei dispositivi di fascia media. Quindi la priorità sarà sempre data allo standard più presente nel mercato attuale. Proprio per questo gli schermi a 18:9, al momento, sono un formato che non aggiungono nulla di concreto al panorama odierno ma, anzi, nell’utilizzo di tutti i giorni risulteranno a tratti poco pratici. Ma andiamo con ordine. Il display a 18:9, utilizzato per lo schermo di iPhone X, sicuramente incentiva il seguire l’antico dogma di Apple di voler permettere l’utilizzo dello smartphone con una sola mano, il suo formato stretto e lungo garantisce maggiore maneggevolezza e compattezza delle dimensioni ma, allo stesso tempo, l’attuale scarsa ottimizzazione delle applicazioni native, e il formato 16:9 dei media attuali, fa scemare l’effetto WOW in pochi giorni mostrando il fianco ad alcuni sotterfugi figli di una tecnologia giovane e ancora acerba. Prima di proseguire chiariamo un ulteriore punto, non ci soffermeremo a parlare dell’ottimizzazione delle applicazioni di terze parti in quanto, a fronte di un formato che ha invaso il mercato dei famigerati top gamma nel giro di pochi mesi, puntare il dito sulla quasi totalità degli sviluppatori di applicativi per smartphone genererebbe un’analisi molto più complessa ma vi consigliamo di seguire l’italianissimo Francesco Graziani per comprendere, da un punto di vista del consumatore, lo stato attuale delle applicazioni di terze parti rispetto ai pannelli a 18:9. Ritornando a parlare di iOS e di come si comporta sullo schermo a 18:9 di iPhone X possiamo dirvi che la sensazione generale è quella di trovarsi di fronte a un gigantesco compromesso. Utilizzando l’applicazione Note, come esempio per farvi capire meglio la situazione, si può notare subito come sia presente una sorta di effetto Patchwork, dato dalla sensazione di utilizzare una applicazione per iPhone 6/7/8 con attaccate due bande laterali (variabili in base all’orientamento dello schermo) che nulla aggiungono alla user experience di tutti i giorni ma, anzi, rendono la curva di apprendimento dell’utilizzo della tastiera più lunga rispetto al passato a causa della sua posizione lievemente sopraelevata rispetto ai precedenti modelli di iPhone. Se nella parte superiore, a causa del Notch utilizzato per l’inserimento dello speaker e della fotocamera TrueDepth, non si poteva oggettivamente aggiungere nulla di concreto oltre alle icone di status, nella parte inferiore dello schermo, sicuramente, si poteva osare di più.

Per quanto riguarda il comparto multimediale la situazione non cambia, ma in questo contesto è anche logico che sia così. Il formato standard attuale nel campo cinematografico è il 16:9 quindi risulta più che logico che ogni foto o video che guarderete attraverso i 18:9 dello schermo di iPhone X presentino delle bande nere laterali. La dimensione generale, quando visionerete file multimediali dallo smartphone, sarà la stessa di un iPhone da 4.7 pollici e la possibilità di utilizzare la modalità fullscreen non farà altro che tagliare una porzione di immagine per adattarla al nuovo formato utilizzato.

In conclusione il nostro consiglio è quello di considerare questo paragrafo molto attentamente prima di acquistare iPhone X. I 18:9 sono un formato nuovo e che sta iniziando solo ora a estendersi sui top di gamma dei vari brand e che peccano ancora di molti problemi di gioventù dati, maggiormente, da una scarsa ottimizzazione delle applicazione e uno scarso utilizzo dello spazio aggiuntivo disponibile. Non fatevi ammaliare dai 5,8 pollici dichiarati, poiché se passerete da un terminale da 5,5 pollici con formato 16:9 la vostra user experience quotidiana cambierà drasticamente e vi ritroverete con un terminale dal display più piccolo e comparabile a quello di un device da 4,7 pollici. Se invece siete abituati a telefoni dalle dimensioni contenute, per gli standard odierni, e riuscirete a passare sopra ad un processo di ottimizzazione da parte degli sviluppatori che potrà protrarsi per mesi, allora non riscontrerete grosse differenze nell’utilizzo quotidiano e dovrete solo pensare ad iPhone X come un terminale che richiede una curva di apprendimento per padroneggiare le nuove gesture, date dall’assenza di un tasto Home fisico, e il ricollocamento di alcuni elementi a schermo. Sicuramente, secondo il nostro modestissimo punto di vista, il compromesso dato da una tecnologia nuova potrebbe non valere per tutti il “costoso” prezzo d’ingresso.

iPhone X

 

La seconda, grande, innovazione che iPhone X porta con sé risiede nel Face ID. Il nuovo sistema utilizzato per sbloccare il terminale, autorizzare accessi web, validare pagamenti e gestire la sicurezza di tutti i nostri dati sensibili si è rivelato davvero sorprendente e in linea con le evoluzioni tecnologiche a cui Apple ci ha abituato nel corso degli anni. Combinando la nuova fotocamera TrueDepth, posta nella parte frontale del device, al motore neurale del nuovo chip A11 Bionic, Face ID analizza circa 30.000 punti del volto dell’utente, creando una mappa di profondità del nostro viso che viene poi rappresentata matematicamente all’interno del dispositivo e aggiornata di volta in volta con i dati facciali registrati quotidianamente dal terminale. Se tutto questo vi può sembrare complesso e fantascientifico, vi basta sapere che Face ID funziona alla stessa maniera del precedente Touch ID. Utilizzandolo quotidianamente registrerà costantemente le modifiche estetiche del vostro volto, garantendovi l’accesso ai vostri dati sensibili anche dopo aver tagliato una folta barba o quando i primi segni dell’anzianità compariranno sul vostro viso. Durante la nostra prova abbiamo apprezzato che, dopo una visita dal parrucchiere, il nostro iPhone X ci abbia richiesto il codice alfanumerico e abbia effettuato una scansione immediata del volto per affiancare il nostro nuovo aspetto a quello precedentemente registrato. Differentemente dalla concorrenza, il Face ID, non si basa su immagini in due dimensioni e ha dimostrato una innata intelligenza nel verificare se l’attenzione dell’utente è rivolta al dispositivo, se i nostri occhi sono aperti o se semplicemente passavamo davanti al nostro iPhone X senza l’intento di utilizzarlo. A tal proposito abbiamo trovato divertente riscontrare qualche difficoltà nello sblocco del terminale al nostro risveglio. Con gli occhi ancora mezzi chiusi dal sonno Face ID non ha risposto ai nostri input richiedendoci il codice per lo sblocco manuale. Ottimo anche il suo utilizzo in presenza di scarsità di luce dove non abbiamo notato alcun tipo di tentennamento e il nostro iPhone X si è sempre sbloccato in maniera quasi istantanea. Siamo comunque di fronte a una tecnologia ancora giovane e che mostra il fianco in alcuni frangenti dell’utilizzo quotidiano.

iPhone X

Esattamente come succedeva in passato con il Touch ID, anche in questo caso il sistema, nei primi giorni di utilizzo, impiega un tempo maggiore ad autorizzare lo sblocco del nostro iPhone X, probabilmente dato dal fatto che sta ancora registrando i dati del nostro volto. Abbiamo riscontrato inoltre che, in alcune angolazioni naturali, Face ID non ha sempre riconosciuto il nostro volto. Escludendo i primi giorni di utilizzo, in cui ci siamo ritrovati mentalmente condizionati a guardare il nostro iPhone X come Tom Cruise guardava gli scanner oculari in Mission Impossible, ci siamo accorti che Face ID non reperisce in maniera ottimale le informazioni del nostro viso da angolazioni troppo laterali così come tentenna un po’ quando lo si pone in posizioni diagonali. Si tratta ovviamente di casistiche molto situazionali, anche se naturali, ma è giusto tenerlo in considerazione nell’utilizzo di tutti i giorni. Discorso diverso va fatto per l’utilizzo di sciarpe, occhiali, berretti e tutto ciò che potremmo utilizzare durante l’inverno per proteggerci dal freddo. Come il Touch ID non funzionava con le dita bagnate, sudate o coperte dai guanti anche il Face ID non risponderà se una percentuale superiore al 50% del nostro volto sarà coperta o alterata. Nulla di scandaloso o che ne comprometta l’utilizzo ma ricordatevi che se il vostro volto e quasi totalmente ricoperto di sciarpe e berretti, il vostro iPhone X potrebbe richiedervi lo sblocco manuale attraverso il codice.

iPhone X

Eccellente l’integrazione del Face ID effettuata nell’ecosistema di iOS. Tutte le applicazioni che precedentemente richiedevano una password, o il Touch ID, per sbloccare i dati sensibili attiveranno immediatamente il riconoscimento facciale per lo sblocco dei dati, l’autorizzazione ai pagamenti o semplicemente validare un accesso ad applicazioni stile 1Password. L’intero portachiavi di iOS si interfaccerà costantemente con Face ID per compilare al posto vostro, previa scansione del volto, i campi destinati a username e password, così come tutte le visualizzazioni delle anteprime di messaggi, email o notifiche dei social network saranno completamente oscurate se non sarete voi ad utilizzare il dispositivo o a volgervi lo sguardo.

iPhone X e… la Batteria

Negli ultimi anni, l’utenza, è stata abituata all’utilizzo di una semplice equazione: numero elevato di mAh (milliAmpere-ora), uguale, autonomia maggiore del device. Notare, quindi, che iPhone X disponga di una batteria di “soli” 2.716 mAh potrebbe far nascere dei dubbi sulla sua autonomia, specialmente se lo si paragona ad altri terminali che mostrano numeri più altisonanti che variano dai 3.300 mAh fino ai 4.000 mAh. Sorprendentemente la nostra “prova su strada” ci ha fugato ogni dubbio in merito. Escludendo i primi due giorni in cui abbiamo davvero stressato oltre misura il device, notando comunque un’autonomia generale più che accettabile, nei giorni precedenti a questo articolo abbiamo utilizzato iPhone X come nostro telefono principale, affidandoci alla sua autonomia per coprire un’intera giornata di lavoro. Considerando che questa analisi verte sul simulare l’utilizzo giornaliero di quella tipologia di utenti che non sceglie un telefono per usarlo in contesti specifici, possiamo dirvi che staccandolo dal caricabatterie alle 08:00 del mattino, usandolo intensivamente tutto il giorno (1 ora di musica con connesse le Airpods via Bluetooth, 30 Minuti di video su Youtube, 30 minuti di streaming su Netflix in modalità HDR, connessione ibrida WiFi/4G, scrittura di articoli o rapido editing fotografico con software dedicati, un paio di partite a Marvel Sfida Dei Campioni, apertura costante di social network, client email e app per messaggistica) non ci siamo mai ritrovati a doverlo ricaricare durante la giornata, visionando l’avviso che ci indicava il 20% di batteria residua sempre attorno alle 23:00. Abbiamo inoltre notato che durante le ore notturne, lasciando le notifiche attive, si assiste ad una risibile perdita del 5% di autonomia. Decisamente un buon risultato che dimostra un ottima gestione dei consumi da parte di iOS.
Ovviamente se pensavate di usare il vostro iPhone X per guardare in streaming l’intera saga del Signore degli Anelli in 4K, mentre scaricavate applicazioni in background, probabilmente potreste incappare in un consumo differente da quello della nostra analisi.

iPhone X

Una ricarica completa di iPhone X richiede 2 ore e 35 minuti utilizzando il carica batteria in dotazione. Tempo che aumenta sensibilmente se si decide di optare per un carica batterie Wireless. 

iPhone X e… la fotocamera

Una delle domande più frequenti che vengono poste quando si parla di Smartphone è: “Come fa le foto?” Se questa risposta fosse affidata al team di DXOMark sicuramente vi dimostrerebbero, tramite una moltitudine di test professionali, che iPhone X è dotato del miglior comparto fotografico attualmente disponibile su di uno smartphone. Noi, invece, ci limiteremmo solo a dirvi: “Bene!”
Lasciando ai ragazzi di DXOMark ogni aspetto riguardante aperture focali, esposizione e contrasto noi ci limiteremo a dirvi che, rispetto ad iPhone 7 Plus la differenza è evidente anche ai non amatori. Le foto in diurna risultano più definite e con un bilanciamento dei colori più naturale. Il comparto a doppio obbiettivo, presente precedentemente solo nei terminali Plus di Apple, si comporta benissimo permettendo uno Zoom 2X ottico, pressoché istantaneo. Poterne disporre su di un device di dimensioni più contenute è sicuramente un valore aggiunto e non vi renderete nemmeno conto di quante volte lo utilizzerete in maniera del tutto naturale durante la vostra quotidianità. E’ presente anche lo zoom digitale fino a 10X che, come da tradizione, rimarrà relegato a pochissimi utilizzi proprio in virtù dell’enorme perdita di definizione che dona agli scatti.

Gli scatti in notturna si sono rivelati davvero definiti e nettamente migliori rispetto al passato. L’utilizzo del Flash True Tone riesce a donare una luce meno artificiosa agli scatti risultando una tecnologia oramai matura e in grado di permettere la realizzazione di ottime foto amatoriali durante le ore più buie. In condizioni di scarsa luce artificiale (come ad esempio una stanza con poca luce), invece, siamo incappati nella solita perdita di definizione e presenza di una grana nettamente più visibile nello scatto finito.

iPhone X
Il dettaglio nelle foto in notturna è decisamente migliore che su iPhone 7 Plus

Rimangono un divertissement dedicato agli amatori, o a una ristretta fetta d’utenza, l’HDR, le Live Photos, l’effetto Bokeh (qui rinominato Modalità Ritratto) e tutti i filtri di luce artificiale in real time inseriti nell’ottima fotocamera frontale. Non sono modalità realizzate male, anzi, ma nell’utilizzo quotidiano rimangono una piacevole aggiunta da mostrare agli amici piuttosto che una caratteristica in grado di far cadere la scelta sull’iPhone X.

iPhone X
I differenti effetti ritratto presenti nel nuovo software fotografico di iOS

iPhone X e… la resistenza agli urti

Durante la stesura di questo articolo non era previsto di effettuare un test sulla resistenza di iPhone X ma, per circostanze del tutto naturali e dettate dal “tran tran” della vita di tutti i giorni, il terminale ci è caduto dalle mani durante un momento concitato e ci ha dato la possibilità di darvi un feedback maggiormente realistico in merito a questo spinoso argomento. Prima di proseguire, però, vogliamo suggerirvi di non considerare mai come totalmente veritieri i famigerati Drop Test di cui è pieno il Web in quanto le causali da prendere in considerazione sono pressoché infinite e variano, ovviamente, da situazione a situazione. Il nostro episodio si è presentato, come accennavamo poc’anzi, in un contesto non artificiale o ricercato e con iPhone X privo di qualsivoglia custodia o protezione.
Il telefono ci è scivolato di mano, nel tentativo di rispondere ad una chiamata, dall’altezza della spalla. Ha accusato una caduta da circa un metro e venti di altezza, è rimbalzato sul suolo e, il lato dello schermo, ha percorso circa trenta centimetri di asfalto prima di fermarsi definitivamente. Questo tipo di incidente comune e che, oggettivamente, potrebbe accadere alla maggior parte dell’utenza, ha dimostrato una resistenza agli urti da parte di iPhone X davvero elevata. Una volta ripreso in mano il terminale ambo i vetri erano privi di crepe o spaccature, la scocca in acciaio non presentava ammaccature o deformazioni e, di primo acchito, il telefono sembrava essere privo di qualsivoglia danno strutturale. Solo in seguito ad un accurata osservazione, abbiamo riscontrato la presenza di alcuni micro-graffi sullo schermo (visibili solo ponendo il terminale in direzione di fonti di luce dirette e con lo schermo spento) e di una lieve abrasione sulla parte in acciaio, all’altezza del pulsante di accensione. Non abbiamo riscontrato alcun tipo di malfunzionamento nel telefono ed entrambi i danni non risultano chiaramente visibili (le righe sullo schermo non generano alterazioni durante l’utilizzo del terminale e rimangono visibili solo nelle condizioni citate in precedenza) ma, per quanto iPhone X si sia dimostrato resistente a questo tipo di danni accidentali, il nostro suggerimento è quello di valutare l’acquisto di una custodia che rispecchi al meglio il vostro stile di vita, e il vostro ambiente lavorativo, in modo da proteggere il terminale dalla vostra, personalissima, quotidianità.

iPhone X e… la nostra opinione

iPhone X è indubbiamente uno smartphone di altissima qualità ed è senza ombra di dubbio la summa del processo evolutivo che Apple ha cominciato dieci anni fa con l’ecosistema iPhone. Ci troviamo di fronte a un terminale costruito in maniera impeccabile, con la nota cura del dettaglio a cui Apple ci ha abituato. Lo schermo è senza dubbio una gioia per gli occhi così come è indubbia la qualità dei materiali scelti, l’autonomia eccellente e l’ottimo comparto fotografico… eppure non riusciamo a consigliarne l’acquisto a chiunque.
Se avete notato attentamente non ci siamo mai addentrati ad analizzare come si comportino i 3GB di RAM o la CPU a 6 Core del chip A11 Bionic, questo perché, come abbiamo ripetuto più volte nel corso di questa lunga analisi, questo articolo non vuole essere un riferimento per gli appassionati di tecnologia o per gli estimatori, o detrattori, di Apple. Per quello ci sono altri portali sicuramente più tecnici e specifici di noi. Questa analisi vuole dare un punto di vista da “consumatore comune a consumatore comune” cercando di rispondere a tutta quella fetta di utenza che, attratta dai nuovi prodotti tecnologici, potrebbe chiedersi come i 1.189€ richiesti per acquistare il modello base, possano cambiare la loro esperienza quotidiana con lo smartphone. Il Face ID è una tecnologia sicuramente interessante e in grado di strappare numerosi Effetti WOW ma al momento è ancora giovane e necessità di un paio di anni per affinarsi e diventare reattiva come il precedente Touch ID. Lo schermo a 18:9, seppur bellissimo quando lo si osserva per le prime volte, accusa uno sviluppo ancora in piena progressione e rischia di non soddisfare le aspettative dell’utenza media o addirittura di deludere gli utenti convinti di trovarsi di fronte ad uno “schermo più grande in uno spazio più piccolo”. Proprio a fronte di tutte queste cose abbiamo optato di non chiamare quest’articolo “recensione” e di non mettere un altisonante voto al termine di questa lunga analisi, proprio per provare a darvi un punto di vista diverso, maturato in 30 giorni di utilizzo di iPhone X e che, speriamo, possa diradarvi alcuni dubbi e magari aiutarvi a scegliere se mettere, o meno, sotto l’albero di Natale il neonato di casa Apple.