In questa speciale recensione vi parleremo non di un nuovo titolo, con i suoi pregi e difetti, ma vi parleremo di qualcosa che potrebbe aiutarvi in modo considerevole ad affrontare i nuovi titoli in arrivo: il nuovo controller di casa Scuf, Impact; ma per favorire i meno abitué all’ambito faremo una brevissima premessa.

Il mondo del gaming e del eSport ormai è in netta espansione, e con esso anche il connesso universo degli accessori per aiutare i gamers a dare il meglio in partita.
Universo dove Scuf Gaming è un netto colosso, grazie alla sua offerta in materia di controller, con i quali ha agevolato non poco la vita dei giocatori permettendo un controllo più reattivo, completo e comodo in battaglia, e per lunghe sessioni di gioco.

Detto questo passiamo dunque dalle premesse ai fatti e andiamo ad analizzare Scuf Impact, sperando di darvi quelle due dritte necessarie per decidere se sarà il controller che fa per voi.

Ricordiamo inoltre che, come per ogni recensione di hardware e device, la valutazione può oscillare rispetto ad altre, avendo sì una forte componente oggettiva, fondamentale per valutare al meglio il prodotto, ma anche una minima parte soggettiva, la quale speriamo venga accettata come tale e non criticata aspramente per nulla.

Ma veniamo ora al sodo, e diamo il via alla recensione.


What an Impact

Scuf, dopo aver ampiamente conquistato il mercato PlayStation con il suo Infinity PRO, ha dovuto lentamente cedere il passo ai competitors, i quali hanno iniziato a presentare sul banco delle offerte joypad di ottima fattura, basti pensare al Raiju di Razer e al suo successo.

Dalla necessità di rilanciarsi sul mercato, e dalla matura consapevolezza di Scuf di dover dar vita a un prodotto pensato per, e da, i giocatori è nato Impact, progettato totalmente da zero dalla casa inglese, e la nostra impressione, una volta preso in mano il controller è: What an Impact!

Impact si dimostra totalmente rinato e differente rispetto al fratello, sia dal lato ergonomico, sia dal lato tecnico ma anche per quanto riguarda i materiali utilizzati; insomma una vera e propria rivoluzione per il lato PlayStation in casa Scuf.

Tante sono le novità introdotte, partendo da un restyling totale, con una forma più ergonomica, l’aggiunta di due palette posteriori e l’uscita USB mini, richiesta a grande voce dai giocatori.

Andiamo dunque ad analizzare passo passo tutte le nuove features di Impact.


Dalla Community per la Community

Come anticipato in precedenza sono tante le novità introdotte da Impact, ma una su tutte ha fatto saltare di gioia noi e molti giocatori: il nuovo Cable Retention System.

La scelta di mantenere un cavo fisso è stata la soluzione ‘retrò’ che ha fatto la fortuna degli ultimi pro controllers, e quindi Scuf ha ben deciso, esclusivamente per Impact, di introdurre una porta USB mini che, combinata soprattutto al cavo originale Scuf, aiuta ad evitare quei possibili e fastidiosi lag solitamente intrinsechi alla connessione wireless.

Questa accortezza è stata fortemente voluta dalla community, che lo ha fatto grandemente notare a Scuf, e che dunque va a portare Impact ad un livello di reattività superiore rispetto a Infinity Pro, ma forse, e qui ci tocca muovere la prima critica, non allo stesso livello di alcuni altri controller.

Il gap di differenza infatti non è eccessivo, però fa discretamente storcere il naso che un controller targato Scuf non raggiunga, anche se per poco, performance di un controller, come Raiju di Razer, che si nasce con il cavo integrato, ma che all’effettivo offre migliori risultati a minor prezzo.

Gap che si fa invece leggermente sentire in modalità wireless, ma che, a differenza del Infinity Pro, non va ad aumentare al deteriorarsi del controller.

Parziale soluzione al problema si può trovare regolando il precarico della molla per i tasti posteriori, ma questo va a limare decisamente poco la già, forse, impercettibile mancanza, considerando il controller collegato via cavo.

Altra grande, e inedita, novità introdotta da Scuf su Impact per i suoi utenti è la nuova scocca, importata più che a grandi linee dal Elite Controller, che rende decisamente più ergonomica e naturale la presa, andando ad allinearsi alla maggior parte dei competitors.

Più larga, che si adatta comodamente al palmo della mano, la nuova scocca non garantisce solo più comodità, ma ha permesso agli sviluppatori di inserire due ulteriori palette posteriori, altra punta di diamante di Impact, in modo tale da riprodurre tutti e quattro i tasti e permettere al giocatore di non staccare mai le dita dagli analogici.

Già la scocca di per sé è un passo avanti notevolissimo rispetto a Infinity Pro, ma che forse arriva un po’ in ritardo, dato che la maggior parte dei controller si sono adeguati a quella che effettivamente si è rivelata la forma di maggior successo e comodità.

Le palette aggiuntive dietro potrebbero sembrare, a primo avviso, un’aggiunta inutile, poiché nella maggior parte degli FPS sono sufficienti solo due palette, ma che, con il senno di poi, si rivelano una scelta davvero azzeccata, andando ad ampliare il campo di applicabilità di Impact.

Le quattro palette infatti tornano immensamente utili in tutti quei titoli dove le combo di tasti fanno davvero la differenza, come i picchiaduro, e che quindi necessita anche di più tasti premuti contemporaneamente, mossa che con semplicemente due palette non è così scontata.

In ogni caso le palette sono completamente removibili e rimappabili, consentendo una totale flessibilità di configurazione al giocatore, consentendo di spostare qualsiasi tasto fra i comandi posteriori, permettendo anche di variarne il numero in base all’esigenza.

Purtroppo, nonostante il problema sia ovviabile in maniera piuttosto semplice, il design dei quattro comandi posteriori porta, nel caso si premano troppo forte le palette esterne, a premere anche gli analogici (R3 e L3 per intenderci), mentre le palette interne non sono immediatamente raggiungibili se non si adatta leggermente la presa, e questi piccoli difetti a volte risultano scomodi.

Plachiamo subito i vostri dubbi confermando che, purtroppo, non si possono spostare i tasti R e L nelle palette posteriori, altro piccolo ma fastidioso difetto.

In ogni caso l’aggiunta di due ulteriori palette, in vista anche di prossimi titoli in uscita, è una scelta più che azzeccata, andando ad ampliare non poco l’usufruibilità di Impact.


Nuovo controller, nuova tecnica

Tante sono le novità che colpiscono l’occhio guardando Impact, ma non tutte sono visibili dall’esterno.

Un problema che affliggeva Infinty Pro, e del quale la community si è fortemente lamentata, era la fragilità dei controller, che tendevano a deteriorararsi velocemente nel tempo e a resistere poco ad urti ed eventuali cadute; problema a cui Scuf ha voluto porre rimedio reinventando la tecnica di realizzazione di Impact.

I materiali utilizzati per realizzare Impact sono di qualità nettamente superiore, sia in termini di resistenza sia in termini di fattura.
Essendo la struttura totalmente realizzata da zero, e non più sulla base del controller Sony classico, garantisce a Impact una compattezza superiore, riuscendo a resistere alla maggioranza di cadute, tranne le più catastrofiche si intende.

I materiali selezionati vanno a completare il quadretto garantendo più durabilità nel tempo, sia per quanto riguarda la scocca sia per quanto riguarda gli analogici.

Un altro enorme passo avanti dunque per Scuf, che va a soddisfare qual malcontento popolare che additava come fragili i suoi prodotti, andando a proporre sul mercato un concorrente robusto su cui fare affidamento.

Novità importante nel progetto è la rimozione di tutte le viti che collegavano le palette posteriori e le levette dorsali, ora sostituite da un comodo sistema ad incastro che permette una intercambiabilità più facile e veloce, utile sia in termini di gioco che in caso di sostituzione.

La batteria non varia dalla classica in dotazione su controller PlayStation, creando forse qualche problema nelle lunghe sessioni di gaming, vista anche la presenza della banda luminosa sul pad frontale (stile controller PlaySation 4 Pro), che si è un dettaglio affascinante esteticamente, ma all’effettivo forse evitabile.


Scuf Old School

Abbiamo parlato tanto delle novità introdotte da Scuf su Impact, ma è necessario e doveroso menzionare anche le riconferme dei punti vincenti, e deboli, che la ditta ha deciso di riproporre anche nel suo nuovo modello.

Prima grande, e apprezzatissima, riconferma è la presenza del già collaudato Trigger System di Scuf, che permette di gestire liberamente punto di attacco e corsa dei comandi R2 e L2 grazie ad una chiavetta disponibile in dotazione con ogni prodotto Scuf, facilmente utilizzabile.

Questa possibilità, come detto in precedenza, permette di andare a limare i punti morti e rendere ancora più reattiva la risposta ai comandi del controller; in aggiunta a ciò è sempre possibile regolare anche la lunghezza delle levette posteriori, favorendone la presa.

I materiali utilizzati per il grip posteriore, altra gradita riconferma, e per gli analogici sono si migliori ma non esenti da stress e usura, soprattutto da parte dei gamers professionisti.

Per questa eventualità Scuf ripropone il comodo, immediato e facilissimo sistema di rimozione degli analogici, grazie alla ghiera di blocco e alla relativa chiave in dotazione.

Gli analogici sono comunque intercambiabili e sostituibili con versioni più basse, più alte, concave, convesse, insomma adattabili ad ogni tipologia di presa e necessità, come era già possibile in precedenza.

Ritroviamo anche la possibilità di rimappare le palette posteriori, come detto sempre in precedenza, e la possibilità di posizionare un pad sopra ai tasti direzionali, in modo tale da rendere ancora più adattabili il controller in base al giocatore.

Altra caratteristica che ritroviamo, ma non volentieri, e la non presenza di tasti meccanici reattivi; vengono infatti riproposti la solite tipologie di pulsanti, che sono certamente efficienti ma che non danno la stessa sensazione e reattività di un set completamente meccanico.

Vera nota dolente di Impact, e costante nei prodotti Scuf, rimane comunque e purtroppo il prezzo, non eccessivamente competitivo rispetto ad altri controller non molto distanti come performance, se non forse superiori, ma nettamente più bassi di prezzo.

Il modello base parte dal prezzo di circa 140€, destinato inesorabilmente ad aumentare con un minimo di personalizzazione estetica o meno, portando il prezzo finale ben sopra le aspettative e alla concorrenza, il che forse potrebbe penalizzarne un futuro mercato.

Le personalizzazioni estetiche rimangono comunque sempre varie e molteplici, vera libidine per gli amanti dello stile, anche se come al solito andranno a influire pesantemente sul prezzo finale.


Un controller da PC o da Console?

Impact nasce, secondo il nostro parere, come risposta per il mondo PlayStation di Scuf al Elite Controller, sempre di Scuf, per Xbox, vero gioiello di ingegneria e design che non ha eguali, ma esso è commercializzato anche come controller per PC gamer, ma ne varrà la pena? Reggerà il confronto? Soprattutto sapendo che anche l’Elite Controller è adattabile al mondo PC?

La risposta purtroppo è facile, appare infatti scontata alla luce dei risultati ottenuti dal Elite Controller, ma comunque alcuni vantaggi offerti da Impact potrebbero essere utili.

Se la disposizione dei comandi, con analogici affiancati, non è il vostro genere allora Impact non vi farà cambiare idea, ma la forma è largamente ispirata al Elite Controller, come detto in precedenza, il che garantisce la stessa ergonomia, senza sfigurare minimamente.

Purtroppo però Impact non è esente dai classici problemi dei controller PlayStation adattati su PC, con ampi problemi di connessione e adattabilità, relegando Impact al solo mondo console PlayStation, in vista anche della netta differenza di costo, del suo rapporto di qualità/prezzo e vantaggi/svantaggi.


Non dimenticare mai la garanzia

Scuf non ha solo migliorato solo l’offerta, ma anche l’annessa garanzia, e questo per i più sbadati sarà davvero un’ottima notizia.

Ogni nuovo controller sarà coperto da garanzia per 90 giorni, ed essa sarà estendibile per ulteriori 90, mente, udite udite, le palette posteriori sono coperte da garanzia per ben 12 mesi, e che quindi in caso di rottura durante l’uso saranno sostituibili.

Se sarete interessati ad acquistare uno Scuff Impact, tramite il sito ufficiale della comapgnia, vi ricordiamo che potrete ottenere 5% di sconto utilizzando il codice17KGroup” prima di effettuare il pagamento.


PRO CONTRO
  • Nuova scocca più ergonomica e decisamente più resistente
  • Aggiunta di due ulteriori palette posteriori programmabili
  • Nuovo sistema di sostituzione e fissaggio per palette e tasti dorsali
  • Materiali di qualità, più duraturi rispetto ai controller precedenti
  • Aggiunta della possibilità di collegarlo via cavo
  • Riconferma dei sistemi più riusciti dai precedenti modelli…
  • …ma anche di alcuni non proprio brillanti
  • Costruzione che non brilla per minuziosità
  • Restrizioni nel mappaggio delle palette posteriori
  • Non adatto al PC Gaming
  • Rapporto qualità prezzo forse un po’ troppo squilibrato
Conclusione
Scuf Impact
8.5
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Studente di Ingegneria prima e appassionato di videogame poi, possessore di una PS4 ha concretizzato la sua passione per il mondo videoludico sposando il progetto del 17KGroup.