SpaceX Falcon Heavy - Starman

Il 6 Febbraio 2018 è già entrato nella storia, e nel futuro verrà studiato nei libri di storia. Da Cape Canaveral, in Florida, dalla nota piattaforma 39A, la stessa usata per le missioni Apollo e per lo Space Shuttle, l’azienda aerospaziale statunitense SpaceX (Space Exploration Technologies Corporation) ha lanciato Falcon Heavy, il vettore che ha portato in orbita terreste Starman a bordo di una Tesla.

UN PO’ DI STORIA

La SpaceX, con sede a Hawthorne (California), USA, fu costituita dal cofondatore di PayPal e CEO della Tesla Motors Elon Musk con l’obiettivo di creare le tecnologie per ridurre i costi dell’accesso allo spazio e permettere la colonizzazione di Marte.

Il progetto Falcon Heavy fu annunciato nel 2011 e, secondo la visione ottimistica di Musk, avrebbe dovuto vedere la luce nel 2013, ma come quasi sempre accade, il tutto ha subito ritardi, ma non sempre questi sono nocivi. Nel tempo intercorso tra l’annuncio e il lancio di ieri sera, il progetto è stato ampiamente revisionato con l’aggiunta di tanti miglioramenti, tra questi una nuova versione nel Falcon 9, i tre razzi che costituiscono il Falcon Heavy.

IL LANCIO

Alle 19:30 ora italiana (13:30 ora locale) del 6 Febbraio 2018 il Falcon Heavy sarebbe dovuto partire dalla Florida ma, a causa di forti venti, il lancio è stato rinviato alle 21:45 ora italiana (15:45 ora locale). L’evento è stato trasmesso in diretta sul canale YouTube ufficiale di SpaceX, dove il pubblico ha avuto la possibilità di osservare sia lo studio dell’azienda, che mostrava il personale in trepidante attesa, sia il lancio stesso.

Ad un minuto dal termine del countdown i computer di volo del Falcon Heavy hanno preso il controllo dello stesso e a dieci secondi dal termine il conto alla rovescia è stato intonato dagli ingegneri, a seguito del quale è sopraggiunto il clamore di quest’ultimi. La fase del liftoff ha visto le morse rilasciare il Falcon, sotto il quale 27 motori sono stati accesi in sequenza per una spinta di 2.300.000 kg forza che hanno messo in moto le 63 tonnellate di pura ingegneria.

(Di sopra la diretta andata in onda ieri sul canale della SpaceX)

Dopo circa un minuto, il Falcon a quota 11.4km e con una velocità di 1.300km/h ha raggiunto il punto Max-Q (massima pressione dinamica) ovvero il punto dove sul veicolo viene esercitato il massimo stress aerodinamico, e diventa supersonico. A due minuti e trentacinque secondi, a quota 63.2km e ad una velocità di 7.000km/h, i booster laterali si staccano dal core Falcon e cominciano il loro ritorno verso Cape Canaveral.

Circa trenta secondi dopo l’ultimo Falcon si è sganciato e subito dopo la Tesla ha cominciato a trasmettere “Life on Mars?” del celebre David Bowie, e tutte le persone presso la SpaceX, e non solo, sono andate in visibilio. A otto minuti dal lancio, i due booster hanno eseguito un atterraggio sincronizzato nel punto d’arrivo prestabilito.

NON TUTTO VA SEMPRE COME DOVREBBE

Il test, seppur ancora nelle fasi iniziali, è stato un successo, se non fosse per qualche intoppo. Il Falcon principale che sarebbe dovuto atterrare nella piattaforma predisposta nel pacifico ha mancato il punto d’arrivo danneggiando quest’ultimo, causa la mancata accensione dei motori che avrebbero rallentato la discesa. Inoltre, diverse ore fa la seconda spinta che avrebbe dovuto portare Starman sull’orbita esatta si è verificata con un eccesso di potenza, deviando leggermente il viaggio di quest’ultimo.

Questo errore ha però portato un vantaggio, difatti la nuova traiettoria vede il passaggio della vettura nella fascia di asteroidi compresa tra Marte e Giove e vicino all’asteroide di più grandi dimensioni più grande nel nostro sistema, Cerere.

Come già previsto, Bowie passerà in ogni caso lontano da Marte, seppur potrà vederlo, questo è dovuto alle regole riguardanti la protezione planetaria, che vieta qualsiasi tipo di contaminazione.

IL VIAGGIO INTERPLANETARIO È DIETRO L’ANGOLO

Il test ha confermato la tesi di Elon Musk secondo il quale i viaggi nello spazio possono essere molto meno dispendiosi di quanto lo siano stati in passato. L’obiettivo principale di SpaceX è proprio quello di ridurre i costi di questi viaggi, e ieri lo ha dimostrato tramite l’utilizzo dei Falcon già utilizzati in altri test, che continueranno ad essere utilizzati per missioni previste per questo e per il prossimo anno. In media il costo di un lancio si aggira attorno ai 350 milioni di dollari, ma l’azienda statunitense ha necessitato di solo 90 milioni per il lancio di Falcon Heavy, grazie al riutilizzo dei razzi.

In questo momento un’auto elettrica Tesla Roadster, con incisa la scritta “Fatta sulla Terra dagli umani”, e con a bordo un manichino di nome Starman con indosso una delle tute da astronauta che verranno utilizzate nelle future missioni, sta viaggiando sulle nostre teste trasmettendo Life on Mars?. Nel cruscotto dell’auto si trova una copia de il Ciclo delle Fondazioni di Isaac Asimov, ed è presente anche la scritta DON’T PANIC, citazione del libro Guida galattica per Autostoppisti di Douglas Adams: “La Guida ha già soppiantato la grande Enciclopedia galattica, come l’indiscussa depositaria di tutta la conoscenza e la saggezza, per due importanti ragioni. Primo, costa un po’ meno; secondo, reca la scritta, DON’T PANIC, niente panico, in grandi e rassicuranti caratteri sulla copertina.”

Il futuro è ora più che mai dietro l’angolo, grazie alle nuove tecnologie presto colonizzeremo nuovi pianeti e chissà se mai incontreremo qualcuno là fuori ad aspettarci.